Ex Libris (50) – Enrico Luceri, fecondo e profondo esploratore del buio.

Quasi quasi, visto che si tratta di un giallo, comincio questa recensione in modo non convenzionale, svelando subito chi è l’assassino (o l’assassina), perché uccide, e cosa c’è dietro i suoi omicidi. Sarebbe davvero qualcosa d’innovativo, sì. Peccato che, se lo facessi davvero, dovrei poi vedermela con Enrico Luceri, autore di questa xxxx inchiesta del fumatore pentito -ma non tanto-, disegnatore e un po’ visionario commissario della polizia Antonio Bonocore (per gli amici Tonino) e della sua squadra. Dunque, onde evitare di vedere la sua accigliata espressione al di là dell’occhiolino della mia porta d’ingresso (fortunatamente blindata) o, nella migliore delle ipotesi, personaggio principale di un suo nuovo romanzo dal titolo «Il recensore scorticato» o qualcosa del genere, preferisco parlarvi di «Il giorno muore lentamente», numero 3215 del Giallo Mondadori nel più tradizionale dei modi.

Cercando, cioè, di non spoilerare o di farlo soltanto lo stretto necessario e attenendomi strettamente alla sinossi già presente nelle principali piattaforme-librerie on line.

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La trama:

Il corpo dell’uomo è riverso in cucina. Supino, le braccia allargate sul pavimento, la bocca spalancata in un agghiacciante grido senza suono. La ferita allo stomaco è stata inferta da un’arma da taglio, il colpo vibrato dal basso verso l’alto. Ma sono le mani del morto, cosparse di olio e bruciate, il dettaglio più raccapricciante. Nella camera da letto, poi, giace il cadavere dell’anziana madre. Una coltellata all’addome anche per lei, sangue dappertutto, e la gamba sinistra fracassata con il suo stesso bastone. Scena del duplice omicidio una casa popolare nel quartiere Ponticelli, a Napoli, concessa per gravi motivi di indigenza. Per il commissario Tonio Buonocore ci sono elementi a sufficienza per poter escludere una rapina finita male. Una ricostruzione preliminare degli eventi suggerisce l’ipotesi di un’azione premeditata. Compiuta da una persona che conosceva in qualche modo le vittime e le odiava al punto da infierire su di loro con inaudita ferocia. Un odio freddo e profondo che sembra provenire da lontano nel tempo. No, per il commissario qui non si tratta di qualche balordo che ha perso la testa, e le sue intuizioni di solito non sbagliano. È stata un’esecuzione.

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Il libro:

Vista dalla prospettiva dei lettori appassionati del giallo, secondo i vecchi ma mai consunti e obsoleti adagi «Ripetizione fa affezione” e «L’appetito viene mangiando», la saga delle indagini del commissario Antonio Buonocore e della sua squadra (arrivata al quarto romanzo pubblicato – oltre a due racconti) va avanti spedita, raccogliendo cammin facendo nuovi estimatori e, soprattutto, nuovi consensi e . Non c’è niente di cui stupirsi, dal momento che, vista dalla parte dell’Autore, l’autogenesi di un mondo intriso sì di napolitanità, ma anche squisitamente originale, si perfeziona episodio dopo episodio.

In pratica, dopo avere assemblato il telaio elegante e funzionale e il potente motore della serie (molto meglio, ahimé, di quanto abbiano dimostrato di saper fare a Maranello gli uomini dell’ingegner Mattia Binotto), Enrico Luceri ha saputo regolare al meglio l’assetto della macchina e acquisito una pratica di guida al tempo stesso brillante e sicura.

A ogni appuntamento, chi acquista un Giallo Mondadori targato commissario Antonio Buonocore, sa già che troverà un caso intrigante costruito come un ingranaggio di precisione, una perfetta e suggestiva descrizione di ambienti e personaggi (compresi i secondari) e una qualità di scrittura pressoché inattaccabile. In più, come si è già accennato qualche riga più sopra, sarà abbracciato e soffuso dalla confidenziale familiarità con gli ingenui vezzi e i piccoli vizi dell’investigatore sempre alla ricerca del filo dell’aquilone. E scusate se è poco.

«Il giorno muore lentamente» (cui segue in appendice di libro il breve ma godibilissimo racconto «La fine della nottata») non viene meno a queste aspettative, risultando però originale d’impianto visto che, nella variegata gamma di colori in dotazione nella sua tavolozza narrativa, questa volta Luceri decide di abbondare con il nero, lasciando il giallo meno in evidenza. Che cosa motivi l’assassino (o l’assassina) di turno, un esperto di questo tipo di narrativa viene messo in grado di intuirlo fin dalla prima parrte della narrazione, così come altri abbastanza evidenti collegamenti tra personaggi e fatti. Il viaggio dello scrittore (e di chi lo legge) in questa occasione, ancor di più che in precedenti, è all’interno delle oscure nebbie capaci di offuscare la mente umana, scatenando impulsi criminali anche estremi.

Perché, nell’ottica della inquietante visione di Luceri, “nessuno è dannato, ma nessuno può illudersi di essere salvo per sempre“.

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Un’ultima annotazione. Si apprende che la pièce gialla «Punto improprio» (coproduzione Le Ombre di Platone / Compagnia del Barone per la regia di Fabio Maccarinelli e l’interpretazione di Cecilia Botturi e Andrea Moltisanti) che Patrizio Pacioni ha tratto dall’omonimo romanzo breve di Enrico Luceri (Delos Editore), la cui tournée -dopo il riuscito debutto di Brescia- è al momento sospesa per problemi organizzativi, sarà visibile sulla piattaforma on demand (dedicata esclusivamente al Teatro) Proscaenia il cui pieno avvio dell’attività è previsto per il prossimo autunno.

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Titolo: Il giorno muore lentamente
Autore: Enrico Luceri
Editore: Mondadori
Anno: 2022
Pagine: 188
Prezzo: 5,90 €
ISBN: 9788835717591
Acquistabile anche in ebook: https://www.amazon.it/giorno-muore-lentamente-Giallo-Mondadori-ebook/dp/B09ZB4QMLT – prezzo Kindle 3,99 €

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Questo il link dell’articolo precedentemente pubblicato nell’ambito di questa stessa rubrica su Enrico Luceri e sulla sua scrittura: https://cardona.patriziopacioni.com/ex-libris-40-napoli-nera-di-enrico-luceri/

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