Post It (20) – Recuperare il clamore e il valore del silenzio

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è PostItGrigio.jpeg

.

Questa mattina sono stato al funerale di una persona “famosa”, una donna intraprendente, indipendente e coraggiosa.
È stato davvero bello ed edificante vedere una città mettere da parte l’indifferenza di cui ogni città si ammanta ogni giorno per stringersi con affetto attorno a una propria figlia che non c’è più.
Ancora una volta, però, non mi hanno coinvolto (né convinto) quelle manifestazioni esteriori più rumorose e appariscenti che accompagnano ormai abitualmente cerimonie come questa; reazioni viscerali, dunque senz’altro autentiche, ma più efficaci, a mio avviso, a distogliere il pensiero dalla realtà immodificabile e sconcertante della caducità dell’esistenza umana, che a manifestare un autentico cordoglio.

Quando sarà il mio momento (e qualcuno mi ha detto che prima o poi quel momento arriverà anche per me) vi prego di farmi il più prezioso dei regali: un prolungato, profondo, rispettoso e riflessivo silenzio.
Aggiungendo, da parte di chi crede, una preghiera.

E i vostri applausi, per favore, riservateli al teatro o allo stadio (ma non durante il minuto di silenzio).

.

.

Perché, potete credermi, è perfettamente inutile battere freneticamente le mani, fino a spellarsele: se c’é una cosa certa (come la Morte, appunto) è che la Grande Mietitrice non si spaventa per il fragore di un applauso.

.

.

Valerio Vairo

Categorie: Giorni d'oggi.

Cahier de bord (2) – Il Bambù di Spigaroli? È roba da gourmet!

.

Viaggiare non è qualcosa di compiuto se alla visita dei luoghi non si unisce anche la curiosità di conoscere chi li abita e quali siano gli usi e costumi. Insomma, se è vero (ed è vero, comunque s’interpreti la nota frase di Xxxx) che “L’uomo è ciò che mangia”, è solo conoscendone l’autentico approccio anche culturale al cibo e le cosuetudini in uso al riguardo, che si può dire di conoscerlo in profondità.

Ciò (doverosamente) premesso, cominciamo da un locale assolutamente non convenzionale. Questo:

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Bambù1.png

.

COME L’HO VISTO E VISSUTO IO

.

All’entrata (e all’uscita) dell’ombroso dedalo di papiri che compongono il Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci (vedi https://cardona.patriziopacioni.com/cahier-de-bord-1-perdersi-non-e-necessariamente-un-male/, il precedente articolo di “Cahier de Bord“) ci si ritrova nell’ampia corte prospiciente alla villa-museo fatta edificare da Franco Maria Ricci, sulla quale si affaccia l’ingresso del ristorante «AI Bambù – Spigaroli al labirinto». Un locale che, facendo leva sulla suggestione della location, potrebbe con ogni probabilità riscuotere successo anche se la qualità della ristorazione fosse appena su livelli di sufficienza.

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Ristorante2.jpg
Il ristorante Al Bambù fotografato da me dal di fuori ….
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Ristorante.jpg
… e il ristorante Al Bambù fotografato da me all’interno.

.

Una volta che ci si è accomodati dentro, però, in una sala che riunisce in sé eleganza, accoglienza e comodità, già al primo assaggino offerto da uno degli affabili e pcompetentissimi camerieri in servizio, non si fatica a verificare di come la sostanza delle cose sia ancora migliore della pura apparenza.

I piatti sono “spiegati” in dettaglio, con grande disponibilità, sia dal punto di vista degli ingredienti utilizzati che da quello della preparazione. L’assortimento delle pietanze offerte è variegata e fantasiosa, dagli antipasti ai dessert, con ampio spazio, in rispetto del luogo e del nome, riservato proprio al bambù. Impeccabile (e non è che si tratti di un dettaglio banale o scontato) la carta dei vini.

Il locale ospita abitualmente anche originali aperitivi, concerti, condferenze ed eventi artistici, oltre ad appuntamenti conviviali di ogni tipo. Prezzi contenuti rispetto al livello dell’offerta.

Insomma, mi sento decisamente e a cuor leggero di raccomandarne la visita e la frequentazione a tutti coloro che non si accontentano di “mandare giù un boccone”!

.

*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°

.

DALLA RETE E DAL TERRITORIO

.

Ristorante Al Bambù by Spigaroli

Perfetto per una cena di qualità, ma aperto anche a pranzo. Dedicato a chi desidera pranzare in maniera raffinata, nel rispetto della tradizione. La base dei menù è la cucina tipica del Parmense e dell’Italia in generale, con numerosi spunti originali, dati dall’impiego in cucina della principale materia prima locale…il bambù!

Apertura

Orari
A pranzo, tutti i giorni, dalle 12.00 alle 15.00.
A cena, da mercoledì a sabato, dalle 19.00 alle 22.00.
Domenica a pranzo brunch.
Chiuso il martedì.

È consigliabile la prenotazione
Tel. +39 0521 1855372
info@ristorazionelabirinto.it

Hosteria e Bottega by Spigaroli

L’Hosteria della Masone con l’annessa Bottega completa l’offerta di ristorazione del Bambù. Qui si trovano in vendita i migliori salumi dell’Antica Corte Pallavicina di Massimo Spigaroli, da consumare direttamente sul posto oppure da portare a casa.
Oltre ai salumi all’Hosteria non possono mancare i piatti della tradizione di Parma (come i nostri tortelli preparati al momento), ma anche panini originalipiatti velocidegustazioni di formaggi e vini di nostra produzione.

L’Hosteria è la tappa ideale per un veloce pranzo di lavoro, un aperitivo in tranquillità, una pausa durante la visita al Labirinto, e per singoli o gruppi alla ricerca dell’autentica cucina di Parma. Il negozio propone inoltre per gli acquisti gli stessi prodotti degustati, salumiParmigiano Reggiano di varie provenienze, le conserve fatte in casa, dolci prodotti dalla pasticceria, colombe e panettoni in tempo di festa…e molto altro.

Apertura

Orari
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00. Chiuso il martedì.

.

Al Bambù Ristorante
Str. Masone, 121 – 43012 Fontanellato di Parma (PR) Italia
+39 0521 1855372
info@ristorazionelabirinto.it
https://www.ristorantealbambu.it/

.

Sapendo quali siano le vostre aspettative, la concludo qui, con l’indicazione dei vari menù di degustazione attualmente disponibili. Se vi piacciono, salite in macchina e partite, perché… del doman non v’è certezza, e chi vuol esser lieto…

Bon appetit!

.

I MENÙ – DEGUSTAZIONE

La Tradizione

Culatello di Zibello “Spigaroli” e salame Spigarolino serviti con la nostra giardiniera; Tortelli d’erbetta alla parmigiana; Zuppa Inglese “al Labirinto”

Dal Bambù

Tagliolini verdi di prezzemolo e bambù, bambù e Culatello; Sottofiletto del nostro bue bianco, leggera affumicatura alle foglie di bambù; Tiramisù di cioccolato bianco, agrumi e bambù candito

Dal Campo

Tartara del nostro bue bianco, pepite di fegato grasso d’anatra e gel di saba; Ravioletti di patate, limone, gocce di parmigiano e tartufo nero estivo; Suinetto Nero da latte arrostito sulla sua cotenna e tre peperoni; Torta alla robiola e more di rovo

Dall’Acqua

Crudo di pescato del giorno, anguria, caprino, estratto di sedano e cetriolo; Cappellacci di pomodoro disidratato, petali di baccalà e tapenade; Polpo, patate, fagiolini e basilico; Gelato alla Crema 1920, pesche e salvia croccante

.

Categorie: Viaggi.

Cahier de bord (1) – «Perdersi» non è necessariamente un male

.

.

Ciao a tutti, mi chiamo Alice e ho appena ricevuto da questo blog l’incarico che più di ogni altro mi piace: quello di viaggiare e raccontare ciò che, nel corso dei miei viaggi, vedo e noto. Prima di passare alla parte più squisitamente “informativa” di questo reportage della mia visita al Labirinto della Masone (che spalmerò in due post), però, consentitemi, come faccio da sempre e sempre farò, di mettere sul tavolo (in modo del tutto casuale e disordinato, com’è nella mia natura) alcune delle tante foto scattate nel’area del “Labirinto”, dopo di che…

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è L11.jpg  Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è L15.jpg

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è L19.jpg  Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è L01.jpg

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è L21.jpg

 

.

… dopo di che ecco le mie impressioni personali. Le mie sensazioni di pancia. Le emozioni suscitate in me dal luogo e dalla visita. Le riassumerei in tre parole: “Sorpresa“, “Ammirazione” e “Bellezza“.

Sorpresa” nello “scoprire” un sito di grande suggestione praticamente per caso. O meglio, a seguito di una ricerca su GoogleMaps a seguito di un breve dialogo più o meno di questo tono: «Visto che io sto guidando, puoi vedere se c’è qualche posto interessante che si può visitare lungo l’autostrada che porta da Livorno a Brescia?» «Ah, sì, guarda, a Fontanellato c’è addirittura un LABIRINTO» . «Ma dai, che bello! Su, andiamo a vederlo, mi ricorda uno dei giochi che più mi affascinava e divertiva quando riuscivo ad arraffare la Settimana Enigmistica del papà»

Ammirazione” nel rendersi conto, dopo aver portato a termine il gico di un labirinto (bellissimo e suggestivo, deliziosamente ombroso nella calura agostana, delineato da lussureggianti bambù) che lo splendido sito nasconde (non tanto) e offre (generosamente) un gran numero di attrattive artistiche, culturali e persino gastronomiche di rilevantissimo spessore: un museo nel quale sono esposte opere di rilevante interesse, alcune delle quali di intrigantissima originalità, una biblioteca-archivio liberamente consultabile nella quale sono custodite tutte le annate di FMR, rivista cult dell’ingegno e dell”espressività ad altissimo livello, soprattutto di quello nazionale, insieme ad atre prestigiose e raffinate pubblicazioni librarie praticamente uniche., persino una tenebrosa e aggressiva Jaguar nera, il tutto racchiuso in una location talmente elegante (vds. l’antica farmacia) e sontuosa che da sola varrebbe il tempo della visita e il biglietto.

La «Bellezza», invece, è ciò che resta appiccicato addosso quando, decisamente a malincuore, arriva il momento del commiato. Una sensazione struggente, quasi, un overbooking della mente e dell’anima assalita da troppi e troppo intensi stimoli di origine diversa. Una beatitudine (ma anche un’inquietudine) estetica, un piacevole estraneamento, un rapimento delle coscienze al quale non si riesce a opporsi (né si vuole farlo) in nessun modo. E resta anche (oh, questo sì!) la voglia di tornare al Labirinto della Masone il più presto possibile, perché tanto qualcosa di diverso, di nuovo da vedere lì si troverà sempre.

.

*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è LabiMin2.jpg

.

Labirinto deriva dal nome greco labýrinthos (λαβύρινθος – probabilmente voce egea) usato nella mitologia per indicare il labirinto di Cnosso. La parola è di origine pre-greca e Arthur Evans espresse la sua ipotesi supponendo la sua derivazione dal lidio labrys, bipenne, l’ascia a due lame, simbolo del potere reale a Creta.

Secondo il mito, il palazzo di Cnosso, un intricatissimo palazzo di cui ancora oggi si possono ammirare i fastosi resti, fu fatto erigere nientemeno che da re Minosse, figlio di Zeus e di Europa. Ma il mito ci racconta qualcosa di più.
Quando Minosse si rifiutò di sacrificare a Poseidone un toro che il dio gli aveva inviato (era così bello…!), per punizione Poseidone suscitò in Pasifae, moglie di Minosse, un lubrico appetito nei confronti del bel toro. Si unirono, e dal suo grembo nacque il mostruoso Minotauro. Al che Minosse (che incassò e zitto) incaricò l’architetto Dedalo di costruire un edificio in cui rinchiuderlo – quello che il mito ci descrive come il ‘labirinto’ vero e proprio. Quando uno dei figli di Minosse, Androgeo, fu ucciso ad Atene perché, con le sue straordinarie doti fisiche, sbancava sempre i giochi atletici, il re di Creta mosse guerra al re di Atene Egeo, vinse e impose un terrificante tributo: ogni nove anni, sette fanciulle e sette fanciulli ateniesi da gettare nel labirinto, dandoli in pasto al Minotauro. L’epica vicenda di Teseo, principe di Atene, comincia proprio quando si offre volontario per essere fra i sette che incontreranno il mostro.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Labi3-1024x512.jpg
Labirinto della Masone
Strada Masone 121 – 43012 Fontanellato (PR)
0521 827081 * labirinto@francomariaricci.com
www.labirintodifrancomariaricci.it

.

«Sognai per la prima volta di costruire un Labirinto circa trent’anni fa, nel periodo in cui, a più riprese, ebbi ospite, nella mia casa di campagna vicino a Parma, un amico, oltreché collaboratore importantissimo della casa editrice che avevo fondato: lo scrittore argentino Jorge Luis Borges. Il Labirinto, si sa, era da sempre uno dei suoi temi preferiti; e le traiettorie che i suoi passi esitanti di cieco disegnavano intorno a me mi facevano pensare alle incertezze di chi si muove fra biforcazioni ed enigmi. Credo che guardandolo, e parlando con lui degli strani percorsi degli uomini, si sia formato il primo embrione del progetto che finalmente, nel giugno del 2015, ho aperto al pubblico.» racconta lo stesso Fanco Maria Ricci.

«Solo che» precisa subito dopo, «mentre Minosse costruì il suo labirinto con le più crudeli delle intenzioni, io immaginai un equivalente addolcito, che fosse anche un Giardino, dove la gente potesse passeggiare, smarrendosi di tanto in tanto, ma senza pericolo. Decisi di realizzarlo utilizzando come materia prima il bambù, pianta elegantissima ma così poco utilizzata in Occidente e in Italia in particolare».

Col passare del tempo quell’idea primitiva si è in gran parte trasformata.  Il Labirinto ora è visto da FMR soprattutto come un modo di restituire, a un lembo di Pianura Padana che comprende Parma e dintorni, una parte almeno del molto che gli ha donato. Accanto al Labirinto è sorto un Museo (l’intera collezione di opere d’arte raccolte nel corso di mezzo secolo, una Biblioteca, con le collezioni bibliofile del proprietario e tutti i libri pubblicati), spazi per mostre temporanee e un Archivio. Il tutto affiancato da strutture turistiche che assicurano accoglienza e occasioni di svago, di informazione e di ispirazione, nel segno della Civiltà, dello stile e del comfort.

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Labi2-1024x1024.jpg

.

Franco Maria Ricci è figlio di una famiglia aristocratica di origine genovese. Laureato in geologia, inizia l’attività di editore ed artista grafico a Parma negli anni ’60. Progetta marchi, manifesti, pubblicazioni e si dedica allo studio dell’opera e dello stile di Giambattista Bodoni per il quale nutre una sconfinata ammirazione, ristampandone con successo persino inatteso il Manuale Tipografico.

Nel 1965 fonda la casa editrice FMR a Parma, che pubblica edizioni d’arte e letterarie di pregio, valedosi della cllborazione, tra gli altri di Jorge Luis Borges.

Nel 2005 nasce e si sviluppa l’idea della costruzione del Labirinto nelle campagne di Fontanellato, che viene aperto al pubblico nel 2015.

.

Nel prossimo articolo (strettamente correlato a questo) mi occuperò, invece, di ristorazione… e di Bambù. Ci si vede tra poco, Viaggiatori!

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Alice2.png

.

Categorie: Viaggi.

Amaranto: molto più di un colore

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 10-1024x576.jpg

.

Se si guarda a destra si gode della magnifica vista di un mare azzurro e pulito che espone a buon titolo, con legittimo orgoglio e sacrosanta soddisfazione, una bellissima bandiera blu; se poi, però, si volge il capo a sinistra, oltre il canale attraverso il quale la Fabbrica si abbevera avidamente dell’acqua di mare necessaria ai suoi processi industriali, risplendono spiagge bianche di spettacolare impatto visivo ma impastate di soda e di chissà quali altri materiali velenosi.

 

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 11.jpg

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 01.jpg
 

Forse sarà un caso, forse no, ma fatto è che location più azzeccata degli accoglienti “Bagni Lillatro” di Rosignano Solway per la presentazione in anteprima nazionale del libro «Amaranto – Amaro amianto» proprio non poteva esserci. Nell’opera, edita da  “Il Convivio Editore”, è riportato il testo integrale dell’omonimo dramma ispirato al diario al quale Manuella Costalli (autrice di una toccante postfazione) ha affidato la rievocazione della morte per avvelenamento da asbesto del marito Graziano Candela, scritto come testo drammaturgico da Patrizio Pacioni. Il volume è arricchito dalla prefazione di uno dei massimi esperti italiani(e non solo) di problematiche relative alla difesa dell’ambiente e dalla bellissima copertina dell’artista bresciano Gi Morandini.

 

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 05-1024x451.jpg

 

Davanti a un pubblico di almeno 150 persone (un numero di partecipanti decisamente rimarchevole, per una presentazione letteraria), intervistato dal poeta ,scrittore e grande appassionato di teatro Çlirim Muça, il drammaturgo romano ha illustrato l’origine, la genesi e le finalità per le quali è stata messa in pista l’operazione “Amaranto”.

 

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è StampaRosignano.jpg

 

Di grande suggestione e coinvolgimento emotivo il toccante intervento di Manuela Costalli che, ancora una volta a ripetuto la sua preziosa testimonianza non mancando mettere in luce le carenze etiche, amministrative, politiche e giudiziarie che hanno permesso permettono tuttora e ancora, purtroppo, permetterà negli anni a venire il perpetuarsi della vera e propria strage provocata dall’inquinamento da amianto. Numerose e qualificate le presenze di personaggi di rilievo operanti sul territorio e particolarmente sensibili alle tematiche dell’ambiente e della prevenzione. Prima fra tutti Antonella Franchi, esponente di spicco dell’Osservatorio Nazionale Amianto, particolarmente attiva nel settore della protezione delle generazioni più giovani esposte ai gravissimi rischi causati dalla ancora massiccia presenza della asbesto nelle strutture scolastiche. Di rilievo gli interventi dei consiglieri regionali Monica Pecori e Giampiero Palazzo, che hanno allargato i rispettivi interventi sulle problematiche derivanti dall’amianto a tematiche sociali, civili e politiche di più ampio respiro. Di grande spessore il contributo del dottor Maurizio Romani, già senatore della Repubblica, che ha riferito delle sue preziose esperienze in tema di inquinamento ambientale con particolare riferimento ad altre zone gravemente carenti dal punto di vista sanitario come quelle ormai compromesse dalle esalazioni e dagli scarichi dell’Ilva di Taranto e del polo petrolchimico di Priolo.

La lettura di alcuni significativi brani del dramma effettuata dall’attrice Ilaria Bianchi in coppia con lo stesso Autore  ha suscitato l’interesse e la commozione di tutti i presenti.

 

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 03.jpg

 

 

 

«La presentazione di Rosignano Solvay, seguita la sera successiva da analogo appuntamento presso l’Hotel Signorini di Castiglioncello» ha tenuto a precisare Pacioni, «è soltanto l’avvio di un ambizioso progetto che, partito dalla creazione di un “gruppo” Facebook” particolarmente attivo e agguerrito, si propone il duplice scopo di portare al più presto il dramma in tournée nel maggior numero possibile di teatri italiani e di diffondere l’informazione su uno dei più grossi problemi ecologici che minacciano la salute degli italiani».

E, se lo dice lui, a noi non resta che aspettare fiduciosi.

.

.

 

Questa sopra e la successiva, sono due istantanee della presentazione di “Amaranto – Amaro amianto” sabato 10 agosto all’Hotel Signorini di Castiglioncello

.

Valerio Vairo

Categorie: Teatro & Arte varia.

A Rosignano s’incontrano teatro, letteratura e impegno civile

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è rosignano-marittimo-castiglioncello-2548.jpg

.

Il nome della bella e amena cittadina tirrenica in provincia di Livorno deriva probabilmente da un nome di persona di epoca romana, Rasinius o dalla famiglia dei Rasinii. Per altri studiosi (primo tra tutti Giuliano Bonfante) ci potrebbe essere un collegamento con Rasenna, il nome nazionale degli Etruschi. Nel 1862 venne aggiunta la specificazione “marittimo”, cioè “della Maremma” (in latino Maritima)

.

Ed è proprio a Rosignano (per essere ancora più precisi a Rosignano Solway, presso i Bagni Lillatro, che domani, venerdì 9 agosto, a partire dalle ore 18,30, si terrà un evento il cui significato e la cui portata va ben oltre la semplice presentazione di un nuovo libro.

.

.

«Amaranto – Amaro amianto», infatti non è solo il titolo del nuovo avvincente dramma scritto da Patrizio Pacioni, ispirato al diario in cui Manuela Costalli racconta del legame di profondo amore che l’ha legata al marito Graziano Candela e della tragica catena di avvenimenti che glielo ha portato via, facendolo ammalare di mesotelioma. È anche e soprattutto una accorata e indignata  denuncia delle bugie, delle omissioni, degli innominabili interessi che hanno permesso (e tutt’ora continuano a permettere) che si perpetui la strage derivata dall’inquinamento da amianto. Il testo avvincente del dramma, arrivato alla pubblicazione attraverso l’affermazione nella sezione “drammaturgia” del  prestigioso Premio indetto dall’ Accademia internazionale Il Convivio intitolato a Giuseppe Antonio Borgese, è impreziosito dalla dotta, articolata e appassionata prefazione del Professor Giancarlo Ugazio (tra i massimi esperti sulle problematiche dell’inquinamento ambientale – in particolare quello da asbesto) e dalla struggente postfazione della stessa Manuela Costalli che, naturalmente, parteciperà all’evento.

.

.

All’evento di domani parteciperà, in veste di conduttore e intervistatore dell’Autore, lo scrittore, poeta e drammaturgo di origini albanesi Çlirim Muça. Le letture saranno affidate all’attrice Ilaria Bianchi. È prevista la presenza di esponenti delle Istituzioni del territorio e di Antonella Franchi , conosciuta e stimata rappresentante dell’ONA.

*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°

.

Qui di seguito potrete leggere un estratto di una delle parti più squisitamente informative che fanno del dramma e del libro anche un potente strumento di conoscenza del rischio-amianto.

Solo negli ultimi venticinque anni si sono registrati in Italia circa 30.000 casi di patologie derivate dall’amianto. Per il 90% degli uomini e per il 50% delle donne, la malattia è di origine professionale. Molti casi, troppi!, si sono verificati anche nel settore della scuola, coinvolgendo sia insegnanti che alunni. È un autentico flagello che comporta costi inaccettabili per lo Stato, in termini di prevenzione, spesa sanitaria e per prestazioni assistenziali e previdenziali.

Ancora oggi, sono presenti in  Italia più di quaranta milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, distribuiti in decine di migliaia di che disperdono polveri e fibre. Di tutto questo mare di veleni, sino a questo momento, ne è stata bonificato soltanto un ventesimo.

Fino a questo momento il problema amianto è stato affrontato in Italia solo sotto l’aspetto risarcitorio. Peccato che l’esborso di eventuali indennità venga effettuato, molto spesso, solo quando la patologia è ormai conclamata. È un processo complesso che costringe gli ammalati e le loro famiglie a sottoporsi a una trafila burocratica talmente lunga, che spesso il decesso precede il riconoscimento del diritto alla prestazione. Proprio come accadde a Graziano Candela: la lettera di convocazione da parte della ASL per la visita fiscale necessaria alla concessione di un assegno di accompagnamento, arrivò dopo la morte.

Quello che sarebbe indispensabile fare, invece, è l’applicazione immediata di un efficiente programma di prevenzione e di sorveglianza sanitaria nei luoghi a rischio: pochi e semplici accorgimenti che permetterebbero, se bene applicati, di arrestare le morti per amianto.

Intanto altri uomini, altre donne, altri bambini, continueranno a essere contaminati e ad ammalarsi. È arrivato il momento di dire basta, e perché ciò accada è necessario che ognuno si batta con tutto l’impegno, con tutte le energie e le risorse a disposizione, perché il massacro abbia fine.

È inevitabile che nella vita, prima o poi, ci si trovi costretti ad affrontare partite che sembra impossibile vincere. Momenti in cui tutto gira contro, in cui gli avversari sembrano molto più potenti e  decisi di noi.  Quando si tratta di diritti fondamentali, però, come quello alla salute e alla vita, a nessuno è permesso ritirarsi e abbandonare il campo. E allora non resta che moltiplicare l’impegno e gli sforzi, andare avanti senza esitazioni né paure, perché, ricordatelo tutti:

LA VERA SCONFITTA ARRIVA SOLO QUANDO SI SMETTE DI LOTTARE!

.

Appuntamento a domani, a Rosignano Solway.

.

.

Valerio Vairo

Categorie: Giorni d'oggi.

Ex Libris (28) – Come vincere… con un Outsider!

.

Gli ingredienti che usa Stephen King, a ben vedere, sono sempre gli stessi: le forze oscure del Male contrapposte a quelle più occulte e misteriose ancora del Bene, le tenebre che infestano certi siti maledetti e le anime degli esseri umani, mostri più o meno riconoscibili, menti eccelse che faticano a essere contenute indeboliti dalle psicosi o dalle malattie, il destino, la forza dell’amicizia, gli effetti taumaturgici del “fare squadra”, le inquietanti e spesso minacciose dimensioni parallele, il necessario sacrificio di pochi per tentare di salvare molti., il coraggio di spogliarsi delle proprie certezze per credere… anche all’incredibile.

.

.

Criticarlo per questo, però, sarebbe un po’ come criticare uno chef stellato accusandolo di usare farina, zucchero, uova, patate, spezie, come fa tutti i giorni che Dio manda ogni buona casalinga (o casalingo).

Perché è come combinarli, certi ingredienti, come cuocerli, come presentarli nel migliore dei modi nel piatto, che è difficile, e il nostro Re di Portland, in questo, non è secondo a nessuno al mondo.

.

Titolo: The Outsider
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Anno: 2018
Pagine: 540
Prezzo: 21,90 €
ISBN: 978-88-200-6623-9

.

La trama:

In una piccola città della grande provincia americana, un bambino viene violentato e trucidato nel più barbaro dei modi. Un avvenimento agghiacciante che scuote la vita della comunità, che reclama un colpevole. Viene arrestato, senza molti riguardi, un uomo che, sino a quel momento, si è comportato da cittadino integerrimo sotto ogni punto di vista, al punto di essere diventato un vero e proprio punto di riferimento per l’educazione non solo sportiva delle nuove leve. Peccato che alle prove inconfutabili della sua colpevolezza, si contrappongano prove, altrettanto inconfutabili, della sua innocenza. Bisognerebbe capire, prima di ogni altra cosa, come fa un essere umano a essere presente nello stesso momento in due posti lontani tra di loro centinaia di chilometri. La soluzione del caso, a questo punto, non potrà mai arrivare dall’aula di un tribunale: per arrivare alla verità un gruppo di coraggiosi dovrà intraprendere un pericolosissimo viaggio nelle tenebre del Male e all’interno delle proprie insicurezze.

.

La mia lettura:

Forse non sarà il più bel romanzo scritto da Stephen King, ma, senza ombra di dubbio, si tratta di una storia ben congegnata e raccontata. A cominciare dalla maliziosa “trappola iniziale” che l’autore tende ai lettori: quella di far credere che il protagonista delle oltre 500 pagine di cui è composto il libro sia uno che invece…

Nell’ «Outsider», come già premesso all’inizio di questo post, sono presenti molte delle tematiche care a SK, compreso quel divertito ammiccare alle tradizioni “spaventa-bimbi” dei bei (?) tempi andati: stavolta tocca a un uomo nero messicano, il tenebroso El Cuco, accompagnato dalla ironica memoria dei b-movies ispanici della serie delle pittoresche “luchadoras”

.

Ritmo serrato, colpi di scena continui, dalla prima all’ultima pagina. Orrori in quantità. Per chi ama King e il suo mondo, un’ottima lettura.

.

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è IlLettoreRIT.png

Il Lettore

Categorie: Scrittura.

Goodmorning Brescia (156) – Amarcord alla bresciana in salsa siciliana

.

In questa occasione, visto l’argomento e… i riferimenti (dalla sempre curiosa e sapientemente divulgativa critica letteraria di Carla Boroni alla grande, prestigiosa e mai troppo rimpianta kermesse letteraria bresciana «A qualcuno piace giallo»), ho ritenuto opportuno, per questo articolo, cedere spazio a Patrizio Pacioni che di quel festival fu più volte ospite.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è leonessa.png

Bonera.2

.

.

.

I desideri che più si ricordano, che più s’imprimono nella memoria e nell’anima di un essere umano, molto spesso sono proprio i desideri inappagati. Più è grande l’ “oggetto del desiderio”, poi, più queste reminiscenze si colorano e si vestono di gala.

Ebbene, nei tristi giorni del commiato di uno dei più famosi, fantasiosi e prolifici autori italiani del XX e XXI secolo, Andrea Camilleri, è proprio il rimpianto per ciò che avrebbe potuto essere e non è stato (anche se, in diverse occasioni, mancò davvero per un soffio) l’originale chiave di lettura di cui l’attenta e sempre sagace Carla Boroni si serve per celebrare il grande scrittore scomparso.

.

.

«Provai a farlo venire a Brescia praticamente in ogni modo e in ogni occasione che mi fu possibile farlo» ricorda Carla.

«Lo invitai in qualità di organizzatrice di una serie di incontri letterari per conto dell’Università Cattolica, della serie di appuntamenti “I lunedì del Sancarlino”, tentai, insieme con le mie compagne di avventura Magda Biglia, Sonia Mangoni e Milena Moneta in occasione di varie edizioni di “A qualcuno piace giallo” (ottenendo almeno una presenza virtuale attraverso un filmato realizzato in esclusiva per noi) e, infine, in qualità di Direttore del CTB… (ottenendo in questo caso, almeno, la non piccola “consolazione” di un’indimenticabile presenza di Luca Zingaretti» aggiunge, inframmezzando la memoria, come le è proprio, con la non arida menzione di una serie di opere che scandirono la carriera creativa di Camilleri.

.

.

Carla Boroni, conosciuta affettuosamente e stimatissima da ormai numerose generazioni di studenti e studentesse, ha esercitato sulla vita culturale e sociale di Brescia (e tutt’ora esercita, e ci si augura che continuerà a esercitare ancora per lunghissimo tempo) una importante influenza positiva e propositiva in qualità di formatrice, divulgatrice, saggista e insegnante.

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è AQualcuno1.jpgQuesta immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è giallobrescia-1.gif

..

Insomma. potete credermi: per quanto riguarda Brescia, lo stesso grande Camilleri (che di personaggi se ne intendeva parecchio) non avrebbe potuto e saputo scegliere, per ricevere l’ultimo saluto più affettuoso e suggestivo, un personaggio più indicato di lei .

.

Categorie: Giorni d'oggi e Scrittura.

Goodmorning Brescia (155) – Problemi con cellulari, tablet, pc? Tranquilli, c’è Bruno.

.

È un autodidatta, e non lo nasconde. Anzi, ne è orgoglioso, Bruno. Da sei anni opera professionalmente in città, prima con un negozio vicino alla stazione, poi (da circa dodici mesi, insieme ad alcuni giovani collaboratori) nel cuore della città, in Corso Palestro, a trenta metri dall’incrocio con Corso Martiri della Libertà.

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Neg1.jpg
L’ingressodi LINDATEL Srls, al numero 38/c di Corso Palestro

Sempre cordiale e disponibile, attento alle esigenze dei clienti che si rivolgono con fiducia (e con speranza) a questi autentici “stregoni” dell’informatica capaci di risolvere in pochissimo tempo problemi che a noi mortali appaiono grandi come montagne, generando ansia e disappunto.

E credetemi, quando si dice “brevissimo tempo”, Bruno bisogna prenderlo maledettamente sul serio.

«A patto di avere a disposizione il ricambio eventualmente necessario (esclusivamente pezzi originali), assicuriamo ai nostri clienti, oltre alla necessaria accuratezza, la “consegna” nel giro di mezzora, massimo un’ora, che possono trascorrere (volendo) impegnandosi nello shopping nei prestigiosi negozi di via Palestro o bevendo un caffè negli accoglienti bar che sistemano i tavoli all’esterno, nel bel mezzo dello “struscio” »

.

Un suggestivo scorcio serale di Corso Palestro

.

«In questo contesto, vale a dire nel vivo del “salotto buono” di Brescia, qual è la tipologia prevalente della vostra clientela?» chiedo.

«Professionisti e commercianti di zona, naturalmente, ma anche professionisti e moltissimi insegnanti. Il buon collegamento consentito dalla vicinanza della stazione Vittoria della metropolitana, convoglia anche clienti di diversa estrazione anche dalle zone più periferiche della città» è l’immediata risposta. «Tra l’altro abbiamo notato un significativo incremento di affluenza dal momento stesso in cui abbiamo installato una insegna elettronica esterna. Quanto può essere importante la comunicazione, sotto ogni sua forma, non è vero?» aggiunge, visibilmente soddisfatto.

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Neg2.jpg
Bruno al lavoro, insieme a uno dei suoi giovani collaboratori.

.

«Oltre alle riparazioni, quali altri servizi offrite alla vostra utenza?» è la domanda che conclude questa piccola intervista.

«Vendita di nuovo e usato garantito, vendita di accessori di ogni ripo, creazione e gestione personalizzata di siti web, sia della tipologia “statica” che “interattiva”, per ogni fascia di clientela, per ogni esigenza professionale e/o personale e per ogni tasca, marketing innovativo e mirato tramite sms… devo andare avanti?» mi dice il genio della lampada (e delle tastiere), e sorride. Che ci si può fare? Bruno è fatto così.

.

..

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è leonessa.png

Bonera.2

Categorie: Giorni d'oggi.