I Medici Volontari Italiani… salvavita

                                                                                                                                                                

SMART CITY PER IL SOCIALE: LE INFORMAZIONI SALVAVITA

Se ne parla in un aggiornamento post Digital Week  2019

5 giugno 2019  h.15,30  – libreria “ Covo della Ladra” via Scutari 5,  Milano

 

 

Quando si parla di digitale, si pensa di solito a grandi progetti, mentre “piccole e diffuse iniziative digitali”, pur avendo obiettivi importanti, come salvare vite umane, ed enormi potenzialità di sviluppo, vengono invece trascurate.  Se ne è parlato il 14 marzo u.s., evento della Digital Week 2019.

Si tratta di un’ iniziativa che utilizza le cosiddette INFORMAZIONI SALVAVITA, anche in formato digitale.

Questo Progetto, avviato dalla Onlus Medici Volontari Italiani e fatto proprio dal Comune di Milano, è “Cittadini più Coinvolti & più Sicuri”, meglio conosciuto come: BUSTA ROSSA.

 

Si è quindi deciso di non lasciar cadere quanto di interessante e significativo è stato esposto dai vari relatori, come pure la parte che non è stata possibile presentare per mancanza di tempo.

Si desidera anche, partendo dal report di quanto trattato nel corso della prima conferenza, fare un update di ciò che è avvenuto nel frattempo, forse a seguito proprio della Digital Week 2019.

 

Temi dell’incontro del 5 giugno p.v.

 

  • Le Informazioni Salvavita e loro utilizzo sul territorio
  • Le sinergie tra servizi  esistenti, fattibili e proponibili
  • Next: Braccialetto Salvavita, “Cittadino Soccorritore”, Primo Miglio – 112.

 

coordinatori: Dott.ssa Stefania Zazzi e Ing. Carlo Geri

 

Il Progetto, dal punto di vista culturale rientra nelle buone prassi di prevenzione in quanto permette al Cittadino indistinto di dotarsi di strumenti, ovvero “presìdi socio-sanitari”, di fondamentale importanza in un eventuale intervento di soccorso medico-sanitario.

 

Di conseguenza, il Progetto presenta valenze negli ambiti:

  1. della Salute, visto che tratta delle Informazioni Salvavita;
  2. del Sociale, per quanto riguarda la Sicurezza delle Frange deboli;
  3. delle Nuove Tecnologie, proprio grazie all’uso dello Smartphone per la Salute ed il Sociale.

 

Quanto sin qui esposto permette di affermare che il  Progetto ha tutti i crismi per rientrare di buon diritto nell’ambito della Smart City, poiché permette sia al “Cittadino con il digitale in tasca” e sia a quello che ne è privo, di beneficiare delle possibilità che provengono dalla comprensione del digitale e del suo essere socialmente utile nella vita quotidiana.

Si parla quindi di un “Cittadino al centro” che diviene un “Cittadino Soccorritore”, sia di sé stesso che del proprio prossimo e della comunità.

 

 

Medici Volontari Italiani Onlus       Via Padova,104                mvi@medicivolontaritaliani.org       

Organizzazione di Volontariato          20132 Milano                   www.medicivolontaritaliani.org       ­      

Tel.: 02  36755134                                                            

  

Comune di Milano      Assessorato Politiche Sociali, Diritti e Salute   www.comune.milano.it

Area Domiciliarità e Cultura della Salute  via S. Tomaso, 3  20121 Milano                                                  Tel.: 02 88463030

Categorie: I&S - impegno & solidarietà.

I & S – Piazza Martiri del Cancro e change.org

.

.

Change.org è una società profit (registrata negli Stati Uniti come B Corporation) che gestisce la piattaforma on-line gratuita di campagne sociali, fondata nel 2007 nel Delaware, con quartier generale a San Francisco, nel cuore dell a Silicon Valley.
Ciao, mi chiamo Don Palmiro Prisutto e sono il parroco della diocesi di Augusta, in Sicilia.
Da quattro lunghissimi anni tengo una lista di nomi molto particolare: la lista dei morti di tumore.
In questa zona della Sicilia, infatti, stiamo morendo; moriamo di puzza, moriamo di inquinamento, moriamo di tumore.
L’incidenza del cancro qui è molto più alta della media nazionale e nonostante le nostre richieste di aiuto le istituzioni rimangono sorde ai nostri appelli e non ci resta che seppellire i nostri cari, i nostri fratelli, le nostre sorelle.
Qui ad Augusta le aziende del petrolchimico da anni zittiscono i cittadini e ostacolano il confronto, il nostro diritto alla salute e a un ambiente più pulito.
Ti chiedo a nome mio e di tutti quanti stanno soffrendo di unirti a questo appello affinché le istituzioni finalmente si attivino per attuare una transizione ecologica in questo lembo di Sicilia e per migliorare il monitoraggio della qualità dell’aria.

Grazie di cuore!







Firma con un solo click
Categorie: I&S - impegno & solidarietà.

Liberare Jenni dalla sua prigione? Si può (e si deve).

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Jenni1.jpg

.

Jenni ha bisogno di aiuto, ma bisogna fare in fretta, perché il tempo a sua disposizione sta per scadere.

Un po’ di numeri:
5 interventi già effettuati;
13 anni di sofferenza;
5.000 followers;
100.000 euro da raccogliere entro Febbraio 2019 per i prossimi due esami;
500.000 euro mancanti per terminare le cure entro il 2019.

Dunque per lei non c’è più molto tempo a disposizione, ma se ci muoviamo velocemente insieme, possiamo farcela.

.

.

«Mi chiamo Jenni Cerea sono una ragazza di Curno (BG) che da tredici anni vive in un letto a causa di rare patologie cerebrospinali.
Per avere una speranza di miglioramento e di rallentare la degenerazione della malattia ho intrapreso un cammino chirurgico negli Stati Uniti d’America presso i migliori specialisti a livello mondiale sulle mie patologie, ma per visite, esami ed interventi i costi per me che non sono cittadina americana sono enormi.
Grazie ad eventi benefici, raccolte fondi e alle donazioni della gente ad oggi ho fatto cinque interventi importanti : mancan
o altri tre interventi fondamentali, aiutatemi a vincere la mia battaglia! Sostenete la mia causa, aiutatemi a riavere una vita normale e un futuro migliore!
Grazie. Jenni
»

.

.

IN CHE MODO SI PU AIUTARE JENNI (MODALITA DI DONAZIONE):

➤ BONIFICO:
IBAN IT 39 N030 6953 5771 0000 0000 821
Conto intestato a: GIORNO PER GIORNO ONLUS 
Causale: LIBERA DONAZIONE PER JENNI

➤ PAYPAL
La donazione avverrà direttamente sul conto paypal dell’associazione.

.

visitate www.giornopergiornonlus.it

Categorie: I&S - impegno & solidarietà.

Goodmorning Brescia (136) – La libertà non è star sopra un albero…

In giro ci sono tante buone idee, un mucchio di edificanti propositi, ma poi, quando si tratta di passare dalla teoria alla pratica, quando viene il momento di rimboccarsi le maniche e darsi da fare… è tutt’altro discorso. Ecco un esempio (per fortuna dall’esito positivo) per così dire “di scuola“.

Il problema: presso la scuola dell’infanzia Fiumicello,
i bambini che hanno optato per la frequentazione “light” (venticinque ore settimanali) non hanno. diversamente dagli altri, la possibilità di frequentare la mensa, non prevista nell’opzione. Per loro prevista è previsto l’abbandono dei locali scolastici alle ore tredici senza fruire del servizio e senza rientro pomeridiano. Di conseguenza, bambini che sono stati impegnati per quattro ore, e che alle ore dodici dovrebbero consumare il pasto con i compagni che, invece, si trattengono anche nel pomeriggio, sono costretti ad attendere un’ora ancora a digiuno e, considerando i tempi di spostamento nelle loro case, a potersi sedere a tavola non prima delle due di pomeriggio.

Le conseguenze: insomma, tutti scontenti. Brontolii, indignazione, mal di pancia generale ma, come (purtroppo) spesso accade, nessuno che faccia niente di costruttivo.
No, un momento: “nessuno” è impreciso e persino ingiusto, perché qualcuno che si attiva con prontezza e decisone  nella direzione giusta,  per fortuna, c’è anche questa volta.

.

L’interno del Circolo Bissolati

.

Il problema: presso la scuola dell’infanzia Fiumicello, i bambini che hanno optato per la frequentazione “light” (venticinque ore settimanali) non hanno. diversamente dagli altri, la possibilità di frequentare la mensa, non prevista nell’opzione. Per loro prevista è previsto l’abbandono dei locali scolastici alle ore tredici senza fruire del servizio e senza rientro pomeridiano. Di conseguenza, bambini che sono stati impegnati per quattro ore, e che alle ore dodici dovrebbero consumare il pasto con i compagni che, invece, si trattengono anche nel pomeriggio, sono costretti ad attendere un’ora ancora a digiuno e, considerando i tempi di spostamento nelle loro case, a potersi sedere a tavola non prima delle due di pomeriggio.

.

.

La soluzione: ogni martedì, d’ora in poi, il Circolo Bissolati, nella persona del presidente Giovanni Lai, recupererà, per trasformarli in snack-spuntino a disposizione dei bambini che rimangono esclusi dalla mensa, di frutta e prodotti da forno donati dalla Coop.

Fatto. Era così difficile? Probabilmente no, ma neanche tenere in piedi un uovo, prima che Cristoforo Colombo insegnasse il metodo più sicuro di farlo, lo era.S

E adesso? Visto che l’iniziativa sembra poter funzionare alla grande, i due partner del progetto meditano di estenderlo ad altri istituti scolastici: si comincerà con ogni probabilità, dalla Scuola dell’infanzia di Passo Gavia, le cui  problematiche sono del tutto analoghe a quelle affrontate e risolte per la “Fiumicello”.

Tirando la riga: è anche e soprattutto per questa straordinaria capacità di imprenditorialità sociale (oltre che per il gran cuore dei bresciani) che la Leonessa d’Italia mantiene e consolida primato ufficioso, ma effettivo, di «Capitale nazionale della solidarietà».

.

.

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è leonessa.png
Bonera.2

Categorie: Giorni d'oggi e I&S - impegno & solidarietà.

Quanta passione civile, in quell’agenda!

.

.

«Sono sicuro che l’idea dell’ “Agenda ritrovata”, (quella di portare dalla Lombardia alla Sicilia un’agenda rossa simile a quella scomparsa dopo la morte di Paolo Borsellino, per mezzo di una lunga staffetta ciclistica – ndr) è stata ispirata nelle menti dei cari ragazzi di Orablù direttamente da mia sorella Adele» dice Salvatore Borsellino, ultimo fratello superstite della famiglia, raccontando del progetto al quale ha dato il proprio entusiastico appoggio, di sé, dei suoi rapporti con Paolo e della solitudine che si era creata attorno al magistrato che, fino all’ultimo, continuò a fare il proprio dovere senza farsi spaventare. 

.

.

Così, con questa magica “maternità”, il progetto si mise in moto con fluidità ed entusiasmo, così, le maglie rosse in bicicletta partite il 25 giugno 2017 da Bollate  ssfilando lungo le strade di tutta la penisola, per riportare quella famosa agenda in Sicilia, il successivo 19 luglio arrivarono a Palermo, portando a termine la missione di memoria e di informazione che si erano prefisse.  

.

.

Parla per ultimo, Salvatore Borsellino, ma il suo intervento è uno di quelli impastati di impegno sociale e civile, di coinvolgimento personale, di commossi ricordi e di amore per le Istituzioni  e per lo Stato, che toccano i cuori e le coscienze, salutato, alla fine, da un lunghissimo e clamoroso applauso.

Su tutto e tutti incombe, silenziosa ma drammaticamente presente, quel libretto rosso dal quale Borsellino non si separava mai, perché su quelle pagine, ricorda il fratello Salvatore, «appuntava ogni tipo d’informazione riservata, fatti, situazioni, collegamenti e, soprattutto, nomi importanti e pericolosi».

Tutto questo è successo ieri pomeriggio, con la sala-eventi del Caffè Letterario Primo Piano talmente piena di gente che (nonostante la concorrenza di Librixia, che ospitava, contemporaneamente numerosi nomi di primo piano e di grande richiamo) più della età degli intervenuti all’evento, me compreso, sono stati costretti ad assistere tutto il tempo in piedi.

.

.

Uno di quegli appuntamenti che restano bene impressi nei ricordi di chi ha avuto la fortuna di essere presente e che riapre, alla grande una nuova stagione d’impegno del Caffè Letterario Primo Piano.

Da parte mia un caldo invito a partecipare anche voi a quel primo, necessario adempimento, costituito dal rinnovo delle tessere già in essere e dalla sottoscrizione di altre nuove: le ruote necessarie perché questa “bicicletta culturale” di ormai consolidata presenza e di grande valore per la città, continui a circolare.

..

   Valerio Vairo

Categorie: I&S - impegno & solidarietà.

Goodmorning Brescia (120) – Come gestisce le emergenze Emergency, nessuno al mondo

.

La sede è in centro città, in uno stabile ristrutturato abbastanza recentemente e in modo accurato, ma forse troppo defilato. Sì, perché di qui, per dirla tutta, non passa mai nessuno, tranne coloro che entrano o escono dai portoni che si aprono nei palazzi di proprietà di un ordine di suore.

 

 

È l’ufficio bresciano di Emergency di vicolo delle Lucertole 1E, in cui quotidianamente opera Silvia Koch, giovane referente Health Point,  che ci accoglie  con un cordiale e rassicurante sorriso.

Un’iniziativa che, in un prolungato e profondo stato di crisi come quello in cui versa il nostro Paese (e non solo) riveste un’importanza ancora più rilevante di sempre.

.

.

Passiamo ora all’intervista che, sicuramente, dopo la pur doverosa introduzione, servirà a conoscere meglio la preziosa opera di Emergency nella nostra città.

.

..

Da quanto tempo  e dove opera lo sportello informativo e di orientamento socio-sanitario di Brescia gestito da Emergency?

.

La struttura di Brescia è operativa dal luglio 2016, allorché fu inaugurato e avviato con l’assistenza della delegata alla Sanità del Comune Donatella Albini,  preziosissima sia in fase di allestimento che ancora oggi, qui al numero 1E di Vicolo delle Lucertole, in pieno centro città, messo a disposizione dalla Congregazione delle Suore Ancelle della Carità. All’arredo dello spazio ha contribuito la Fondazione Poliambulanza. Lo sportello è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9.00 del mattino alle 13 e dalle 14 alle 18 del pomeriggio. Oltre a un mediatore culturale (al momento io) vi operano 25 volontari di Emergency, tra sanitari e altri, che si alternano nelle varie attività. Dall’inizio a oggi sono state seguite oltre 400 persone con più di 3100 prestazioni di assistenza complessive.

.

.

Che cosa fate, nello specifico, per realizzare gli obbiettivi che vi siete preposti al momento dell’avvio del vostro lavoro?

.

Le principali attività svolte a sostegno dell’utenza, sono consulenze relative all’informazione sul funzionamento dei vari servizi socio-sanitari e su quello dei vari servizi sociali (pastoie e impedimenti burocratici, mediazione linguistica, informativa sui diritti di esenzione da ticket e sulla differenza di approccio alle prestazioni urgenti e/o essenziali e le altre tipologie d’intervento sanitario), rapporti con le amministrazioni, accompagnamenti, incontri con altri operatori per ottimizzare l’azione sul territorio, formazione individuale e collettiva su tecniche relative alla salute. Molto importanti anche l’opera di educazione sanitaria individuale e di gruppo, che rappresenta una delle attività principali svolte sul territorio, e l’informazione (aggiungerei la menzione al mondo sanitario perché è il nostro principale focus). Aggiungo che, per quanto ovvio, tutti i servizi elencati sono gratuiti.

.

In città ci sono altri presidi di Emergency? 

.

Al momento no, ma operano in città molti altri volontari, attivi in particolare nella educazione svolta in loco all’interno delle scuole, nella divulgazione della mission dell’Associazione e nella sempre necessaria raccolta fondi (attraverso nuove iscrizioni, manifestazioni promozionali e vendita di oggettistica).

.

.

Qual è l’identikit di coloro che si rivolgono al vostro sportello richiedendo assistenza?

.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’etnia più presente nella nostra utenza è costituita proprio dagli  italiani, che sono in tutto il Paese poco meno dell’8% del totale, qui in città il 15%. Seguono i marocchini, i nigeriani e gli ucraini. Per quanto riguarda i nostri connazionali, si tratta in larga parte di senza-dimora cancellati dall’anagrafe residenziale -e dunque esclusi, per irreperibilità. da un’organica e completa copertura sanitaria.

.

.

Quali sono i principali servizi che siete in grado di offrire ai vostri utenti?

.

L’idea guida di Emergency è quella di dirigere il proprio sforzo più sull’ottimizzazione dell’azione delle varie istituzioni operanti sul territorio che sulla pur necessaria (e perseguita con grande e costante impegno) azione di supporto ai singoli, e in quest’ottica cerchiamo di muoverci anche noi.

.

.

Si potrebbe fare  di meglio e di più?

.

Certamente sì, come in ogni impresa umana, del resto Purtroppo sussistono ancora carenze anche gravi nella vigente normativa in merito all’approccio al problemi relativi all’assistenza dei più deboli ed esposti: autentici “buchi” che devono essere consumati di razionalità e certezze. Credo, per fare un esempio, nella necessità di adoperarsi in ogni modo per il raggiungimento di etnie che al momento non accedono ai nostri servizi, Cina e India prime tra tutte. Per fare questo, e anche altro, occorre un maggior numero di mediatori linguistici, soprattutto presso i poli sanitari, anche se bisogna ammettere che in questo gli Spedali Civili sono già da tempo all’avanguardia. C’è da lavorare, a mio avviso anche sul miglioramento dell’accessibilità, in primo luogo attraverso l’opera del medico di famiglia, in secondo luogo curando maggiormente la tutela sanitaria di infanzia e minori.

.

.

C’è qualcosa, tra le mille che non ho chiesto, di cui vorrebbe parlare a conclusione di questa intervista?

.

Mi viene in mente che in questa pur approfondita intervista non si è parlato delle dipendenze: anche in questo i servizi di assistenza ci sono e funzionano bene, ma spesso l’utente non si avvicina e non si lascia avvicinare per motivi di pudore o di mancato riconoscimento del problema che lo affligge. Non si è trattato dei nefasti effetti che, pur dopo le significative modifiche apportate nel 2004.ancora incidono negativamente nei ricordi e, conseguentemente, nei comportamenti degli emarginati, terrorizzati dalle conseguenze di una identificazione e susseguente denuncia a seguito di un intervento sanitario. Non ho avuto occasione di manifestare pienamente la mia fede nella prevenzione: ogni euro in più speso in anticipo in questa direzione, vale almeno dieci euro che saranno senz’altro spesi in futuro per curare l’inevitabile manifestarsi di malattie altrimenti evitabili.

 

Per scoprire come aiutare concretamente Emergency, basta cliccare su questo link:

https://sostieni.emergency.it/index.php?idc=SA.GEN.WEB.SITO

.

.

.

   Bonera.2

Categorie: Giorni d'oggi e I&S - impegno & solidarietà.

Medici… al telefono

.

Un nuovo ausilio per la medicina, soprattutto quella di urgenza, allorché il malato, o l’infortunato non è in grado di fornire notizie in merito a eventuali patologie, allergie e intolleranze. Un nuova tecnologia, un telefonino salvavita, una web-app, in rete da ormai cinque anni, che è stata definita SAPP, Social APPlication, proprio per le finalità sociali ed in un certo senso “social”, che si ripromette, messa a punto da Carlo Geri, derivandola dall’esperienza maturata sul campo da  Medici Volontari Italiani – Onlus.

.

   Carlo Geri (MVI)

.

MVI è una Associazione la cui attività consiste in medicina di strada a Milano, e la SAPP, in breve tempo, è divenuta parte integrante del Servizio del Comune: “Cittadini più coinvolti & più sicuri”.

Se n’è parlato nel corso di Milano Digital Week tenutasi dal 15 al 18 marzo scorsi, «Quattro giorni per parlare di digitale e tecnologia, per incontrarne i protagonisti, per partecipare a dibattiti, mostre, performance e spettacoli, su temi come l’innovazione, la produzione e la diffusione di conoscenza…».

.

.

Si tratta di un’iniziativa (nata dal basso, con esigue risorse a disposizione e finalità inizialmente limitate) che si è andata consolidando e affermando in corso d’opera, trasformandosi in un ambizioso progetto da intraprendere e portare avanti con determinazione nell’ambito delle filosofie  smart city/smart people e digital transformation.  Grazie a una vera e propria carta d’identità sanitaria in tasca, attraverso il cellulare, non solo si facilita il soccorritore nella sua opera ma, in prospettiva, si può tendere a sviluppare una funzione di chiamata automatica ad personam ,indirizzata ai numeri di emergenza 112 e 118.

.

.
Tutto è partito nel 2005, allorché un infermiere inglese, a seguito degli attentati nella metropolitana di Londra, registrò l’acronimo ICE (In Case of Emergency) al quale è possibile abbinare un numero di telefono al quale siano reperibili informazioni, in caso di improvviso malore o di incidenti, informazioni utili per l’intervento dei soccorritori.

Alcuni anni or sono, MVI concepì l’idea di aggiungere al numero telefonico alcune informazioni non solo anagrafiche, ma anche cliniche, e di farlo in modo digitale con il già citato progetto: “Il telefonino, il tuo salvavita”.  Avendo a disposizione tecnologia a basso impatto economico (smartphone e Codice QR) grazie al contributo della Fondazione IBM e della società G 7 ottennero anche un efficace collegamento tra le risorse tecnologiche già a disposizione con i profili clinici salvavita.

E, quanto ai Medici Volontari Italiani, se ne parlerà ancora molto su queste pagine, entro fine anno.

A suo tempo capirete perché.

 .

   Valerio Vairo

Categorie: I&S - impegno & solidarietà.

Le ore serene di un tramonto ispirate alla metodologia «Gentlecare»

.

Lavoro con gli anziani già da molti anni ma solo da un anno, grazie alla formazione, che Società Dolce offre agli operatori, mi sono avvicinata a una modalità di approccio gentile, semplice ma efficace, per una appropriata assistenza agli ospiti della Residenza Sociosanitaria Assistenziale di Marone, in cui opero. I formatori sono Marco Fumagalli e Fabrizio Arrigoni.

Si tratta di un modello del tutto rivoluzionario, ideato da Moyra Jones, che tiene conto di fattori biologici, psicologici e sociali nel valutare lo stato di salute. Gentlecare fornisce un modello di assistenza, definita dalla stessa autrice, protesica in cui le tre componenti, persone, programmi e spazio fisico lavorano in armonia per produrre un sostegno, o protesi, per la persona affetta da demenza.

Ispirandosi a tale metodologia è già attivato presso le strutture gestite da Società Dolce di Marone, di Sale Marasino e, come suggerito da Coordinatore Responsabile Pio Marchetti, di Trescore Balneario e di Azzano San Paolo.

In questo spazio vorrei però raccontare in che modo, si è dato il via ad un progetto innovativo, il primo in Italia.

Poco più di un anno fa, e dal nulla (o quasi) alle porte di Monza, a due passi dal Centro San Pietro, è stato progettato un nuovo villaggio.

.

.

No, non un villaggio nuovo. È più esatto dire che è nato un Paese, assolutamente innovativo, il che è molto diverso.

Sabato 24 febbraio davanti a un’autentica moltitudine di invitati, persone coinvolte o interessate a vario titolo alle problematiche dell’Alzheimer e semplici curiosi, si è tenuto l’evento di presentazione di un progetto pensato, ideato, organizzato e realizzato dalla Cooperativa La Meridiana che ne ha interamente sostenuto i costi, per oltre nove milioni di euro.

Tutto è cominciato con la proiezione di un suggestivo filmato, dove l’educatore Marco Fumagalli, che ha curato la realizzazione degli spazi, ha condotto una visita filmata delle strutture di grande impatto estetico, di estrema funzionalità, dotate di supporti tecnologici di ultima generazione, dotata, oltre che delle unità residenziali, di una chiesa, di un cinema-teatro, di un caffè con annesso mini-market, negozi per il piccolo shopping, giardini e un grande orto.

.

 

.

Saranno sessantaquattro i posti disponibili, otto per appartamento, progettate allo scopo di renderne il più semplice possibile la fruizione, attraverso un sapiente utilizzo di luci, colori, e sistemi di automazione “intelligenti”. Nel complesso, inoltre, a beneficio dell’intera comunità del Territorio, è annesso un Centro diurno integrato, da uno Sportello per l’orientamento sui problemi della demenza e da ambulatori specialistici.

Dopo il saluto rivolto ai presenti dalla spigliata Manuela Donghi, giornalista di Radio Lombardia, è intervenuto un altro giornalista, Fabrizio Annaro.

«Oggi, senza esagerare, è una data storica per Monza solidale» è stato il suo esordio.

«Anzi, una giornata profetica, perché, quando s’incontrano solidarietà e collaborazione, si possono muovere anche le montagne» ha aggiunto, subito dopo.

«Secondo le più recenti stime, in Italia ci sono circa 200.000 afflitti da demenza» ha precisato il Direttore Scientifico Antonio Guaita «il che significa, più o meno, considerati i nuclei familiari coinvolti nelle gravi problematiche da essa derivanti, circa 700.000 / 800.000 persone in difficoltà»

Insomma, un esperimento rivoluzionario che, proprio in questa fase di avvio, ha bisogno del sostegno di tutti.

.

 

.

Facendo mie le parole degli ideatori del progetto (tra i quali è da citare primo tra tutti l’educatore Marco Fumagalli)

«Tutto è progettato per consentire ai pazienti di mantenere il più a lungo possibile le proprie abitudini quotidiane e. quindi, le abilità residue, consentendo loro di muoversi il più liberamente possibile»

perché…

«I malati di Alzheimer e i loro familiari devono avere una vita migliore»

non posso che confermare che proprio questa, è la strada giusta.

.

.

    Giusy Orofino

Categorie: I&S - impegno & solidarietà.