Brescia Città del Teatro (16) – Pina Vivolo al di qua e al di là del sipario

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Una donna di Teatro a tutto tondo (nella festosa foto di fine spettacolo, uno dei tanti nei quali ha recitato, è la sesta da sinistra).

Un amore per la recitazione e per lo spettacolo che si mantiene inalterata negli anni.

La riscoperta e la reinvenzione di se stessa nel lodevole intento di  non disperdere l’esperienza maturata sulle assi del palcoscenico e continuare a  collaborare, nel modo migliore, alla diffusione della prosa in tutte le sue accezioni e sfumature.

Ecco quento è venuto fuori dal mio incontro con Giuseppina Vivolo.

 

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Giuseppina Vivolo, le origini, o le radici, se vogliamo, sono molto importanti. In altre parole: per conoscere un frutto bisogna prima sapere e capire quale albero lo abbia generato. Insomma, tu vivi a Brescia, ma…

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Provengo da un paese della provincia di Napoli, precisamente Brusciano, un paese a circa 15 Km dal capoluogo. Mi sono trasferita a Brescia per motivi di lavoro e da 30 anni vivo qui. Correva l’anno 1989.

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Come, quando e perché è nato il tuo amore per il Teatro?

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Poco tempo dopo il mio arrivo a Brescia ebbi l’occasione (e la fortuna) di conoscere Gianni Calabrese e la sua Compagnia Primo Incontro:  persone simpaticissime, e, in poco tempo mi sono inserita in questo gruppo, facendone parte. Gianni stava mettendo in scena una commedia di Eduardo De Filippo “Ditegli sempre di sì”. Cercava un ruolo di cameriera, la cosa mi piacque, per cui anche se non avevo nessuna esperienza teatrale, tranne qualche recita scolastica, accettai.   Ebbe Inizio quest’avventura. Ricordo che Gianni con tanta pazienza e soprattutto competenza e professionalità mi istruì molto bene, lo spettacolo riuscì molto bene ed io, contentissima, avevo dato, seppur piccolo, il mio contributo. Scoprii questa meraviglia, quanta emozione! Nel cast c’erano persone che avevano già calcato le scene diverse volte, vinto anche premi ed io mi sentivo piccina, piccina.

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Dopo di che, passo dopo passo, com’è giusto che sia, cominciarono ad arrivare occasioni per misurarti con ruoli più importanti

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Sì, dopo questa prima esperienza, continuai con altri spettacoli, generalmente teatro eduardiano, ma anche di altri autori, come L. Pirandello, E. Scarpetta, A. Curcio, Neil Simon, Ray Cooney, Ken Ludwig, Samy Fayad, Erri de Luca, con ruoli più o meno minori, ma sempre importanti. Poi arrivò la grande occasione nel ruolo di protagonista, “FILUMENA MARTURANO”, grande ed intensa commedia, forse una della più belle delle opere che Eduardo abbia scritto, piena di simboli, tutta al femminile, all’avanguardia dei tempi, la più significativa (la cruda realtà portata sul palcoscenico!). Non dimenticherò mai quell’emozione, quel suono del silenzio del pubblico nell’ascoltare i monologhi, grandi ed intensi. Successivamente fu la volta di Natale in casa Cupiello, nei panni di Concetta, moglie di Lucariello e madre di Tommasino, grande commedia, molto nota conosciuta anch’essa, e poi tante altre…

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Veniamo adesso alla tua “seconda vita” in teatro.  Mi riferisco a quella che si svolge prima del debutto e, poi, dietro le quinte.

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Quando si assiste ad uno spettacolo, seduti comodamente in poltrona e tra il pubblico, si osserva tutto ciò che avviene sul palcoscenico, alla bravura degli attori, alla scenografia, ci lasciamo coinvolgere dalla storia rappresentata. Ma sappiamo bene che dietro tutto questo, finché lo spettacolo riesca bene, ci sono altre figure che sono nell’ombra, ma che operano dietro le quinte: l’aiuto regista, lo scenografo, il tecnico di luci, l’assistente di scena, il suggeritore. Queste figure supportano il regista, cercando di dare sostegno, essere a disposizione durante lo spettacolo, pronti a intervenire in soccorso degli attori con cambi d’abito, oggetti di scena da sistemare ed emergenze varie. Facendo parte di una compagnia amatoriale, ho avuto modo di indossare anche i panni di assistente di scena, di suggeritrice, oltre  a quelli dell’attrice.  Esperienza interessante, vedere lo spettacolo su più fronti, aiutandomi ad essere attenta a quello che accade intorno a me, annotandomi sul copione i punti critici. Da assistente si può capire le difficoltà degli attori, in un momento di smarrimento e essere di loro aiuto. A volte la tensione è alta, avendo esperienza del palco, provi empatia e ti immedesimi nel personaggio e se li vedi in difficoltà, vorresti essere lì al loro fianco per dargli la battuta dimenticata…. e poi vorresti essere lì, a recitare con loro. Sei un loro punto di riferimento ma,  per arrivare a ciò, devi conoscere il copione, studiare i personaggi, le loro emozioni e segnare le loro entrate /uscite che spesso si dimenticano.

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In tutto ciò, in qualche modo, si è introdotto Pacioni. O meglio, le sue opere.

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 In uno degli ultimi spettacoli, precisamente “Marzia e il salumiere – Storia di un fiore reciso”  di Patrizio Pacioni, un testo complesso, molto drammatico e impegnativo. Ho fatto da assistente e suggeritrice, per cui con il copione segnavo, i punti deboli degli attori nelle battute, pronta ad intervenire in caso di defaillance. In questo spettacolo non conoscevo affatto gli attori che erano 2 e ho cominciato a conoscerli lì, dietro le quinte, li osservavo e ammiravo il loro impegno, il piacere nella recitazione e l’interpretazione dei personaggi così di spessore, le loro emozioni. Attualmente stiamo preparando uno spettacolo dal titolo ”Christine e Lea – le serve” , ancora scritto da Pacioni, un dramma ispirato alla vicenda di un delitto perpetrato nel 1933, a Le Mans dalle sorelle Christine e Lea Papin che letteralmente massacrarono, in una notte di follia, le loro padrone Léonie e Geneviève Lancelin. Un grande interrogativo: quali dinamiche scattarono nelle menti delle due sorelle,  per arrivare a compiere questo  mostruoso delitto? Quali ne furono le origini e le motivazioni autentiche? Anche in questo spettacolo sono stata chiamata a collaborare in veste di aiuto- regia, assistente di scena e suggeritrice. Conosco da poco gli attori, che amano autodefinirsi “giovani guitti” ma che portano tutti con sé già un corposo bagaglio di esperienze. È bello vederli così entusiasti nel personaggio a loro assegnati, li ammiro e questa loro energia mi contagia. Farò del mio meglio a supportarli e a sostenerli. Incrociamo le dita, sono convinta che con la loro energia, incanalata dall’esperta regia di Katiuscia Armanni, andrà tutto per il meglio..

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Adesso, però, vorrei che a mettere il sigillo su questa intervista fossi  tu, con parole che vengono direttamente dal cuore.

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Cosa dire? Il Teatro è un gran bel gioco che si può giocare tutta la vita; un’avventura che non smette mai di stupire!

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E, per concludere, ecco, qui di seguito, il corposo curriculum artistico di Giuseppina Vivolo, percorso quasi totalmente affrontato con la COMPAGNIA PRIMOINCONTRO di Gianni Calabrese:

COMMEDIE con regia di da G. Calabrese

TITOLI                                                                                 Autori                                  Ruolo

1990: – Ditegli sempre di sì                                          E. De Filippo                      (Cameriera: Checchina)

 1991 – Non ti pago                                                            “”                                        (Cameriera. Margherita)

1999 – L’uomo, la bestia e la virtù                            L. Pirandello                      (Cameriera: Rosaria)

2000 – Filumena Marturano                                       E. De Filippo                      (Protagonista)

2002 – Il papocchio                                                        Samy Fayad       (Moglie dell’invalido Adinolfi: Signora Amelia)

2002 – La fortuna con l’effe maiuscola                  E. De Filippo e A. Curcio                 (Portinaia: Annamaria)

2004 – Il medico dei pazzi                                            E. Scarpetta                       (Vedova: Amalia Strapponi)

 (PS: Una commedia tra le più riuscite, esilarante, portata in tanti e importanti teatri: Brescia, Milano, Varese, Monza, Sanremo)

2005 – Ditegli sempre di sì                                           E. De Filippo       (Moglie di Vincenzo Gallucci: Saveria)

2007 – Natale in casa Cupiello                                   E. De Filippo       (Moglie di Lucariello: Donna Concetta)

2008- A che servono questi quattrini                     A. Curcio                             (Mamma di Rachelina: Angelica)

2009 – Cercasi tenore                                                   Ken Ludwig                        (Impresario teatrale: Enrica Maggi)

2010 – Soldi da ridere                                                   Ray Cooney                       (Commissario: sig.ra Sorlini)

2011 L’Uomo, la bestia e la virtù                              L. Pirandello       (Cameriera della Fam. Perrella: Grazia)

2012 – Il padre della sposa da Appartamento al Plaza di               Neil Simon          (La madre della sposa: Maria)

2018 – La fortuna con l’effe maiuscola                  E. De Filippo e A. Curcio     (Moglie di G. Ferretti: Cristina)

2019 – Il medico dei pazzi                                           E. Scarpetta                       (Vedova: Amalia Strapponi)

2020 – 13 a tavola                                                           M. G. Sauvaion           (PS: commedia in corso di lavorazione)

COMMEDIE con regia di M. Mirelli

2015 – La notte della Tosca                                         Roberta Skerl                    (Caposala: Ivana)           

2017 – Morso di Luna nova                                         Erri De Luca                        (Moglie del portiere: Rosaria)

 

 

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