Goodmorning Brescia (231) – I giorni dei Celti e il fascino della Storia (e delle storie)

Stefano Comini è… è… già, chi e cosa è Stefano Comini? Di lui, molto si è già scritto in questo blog, quindi se proprio volete sapere tutto (o quasi tutto) su di lui andate a recuperare l’articolo pubblicato nel novembre 2020 utilizzando questo link che, per pronta consultazione, è riportato più sotto in anteprima:

https://cardona.patriziopacioni.com/brescia-citta-del-teatro-18-stefano-comini-attore-multitask/

Brescia, città del Teatro (18) – Stefano Comini, attore multitask

Fatto questo, aggiungo che, da qualche tempo, oltre a essersi cimentato con la scrittura teatrale, la regia ed essersi impegnato con successo nel non facile mondo della grafica computerizzata, , quest’uom dal multiforme ingegno si è rivelato anche uno degli attori che meglio sa cucirsi addosso i personaggi creati dalla sempre verde e sempre fervida fantasia di Patrizio Pacioni (per ora, ma solo per ora, «Christine & Léa – Le serve», già rappresentato con successo, e «Il mantello scarlatto» e «Il terzo Lago» in allestimento): il che, considerando dove ci troviamo -e vi trovate-in questa occasione… non è per niente poco!

Comunque, dal giorno in cui fu pubblicata l’intervista, il bravo Stefano non è certo rimasto con le mani in mano. Ha dato voce nientemeno che a Marco Polo in una rievocazione dei suoi viaggi, accompagnato dalle sinfonie d’orchestra eseguite dalla Banda di Santa Cecilia di Nave; è stato tra i protagonisti della produzione Dreamusical «La piccola Bottega degli Orrori», interpretando il ruolo di mister Mushnik, proprietario del negozio di fiori in cui fa la sua apparizione una strana (quanto inquietante!) piantina; di «Christine e Léa» si è già detto; a seguire il felice debutto e le prime repliche della pièce «Scortesie per gli ospiti» scritta, diretta e interpretata insieme a Tito Aronica e Davide Agosti; più recentemente, e siamo praticamente arrivati a quasi ieri, la partecipazione (nella favolosa location del forno fusorio di Tavernole) a «Uniti per la pace», sinergia tra diverse realtà musicali e monologhi tratti da «La notte prima delle foreste».

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Adesso, però, basta con le agiografie (peraltro di solito riservate ai Santi, dunque il ritratto di Stefano Comini, che è un bravissimo attore, lo troverete su molte locandine, ma certamente non su una pala da altare). È arrivato il momento di cedere il testimone per questo primo articolo che porta la sua firma. Un servizio sui Celtic Days che si sono svolti qualche giorno fa a Ome.

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La Confraternita del Leone nasce nel 2000 come associazione sportiva e culturale di rievocazione storica attiva, da un gruppo di amici che decidono di costituirsi intorno all’interesse storico e alla valorizzazione del territorio bresciano che li accomunava. Ciò si  è concretizzato, negli anni, in manifestazioni, opere e mostre di natura eterogenea che offrono un contatto con questa realtà in svariate occasioni e ricorrenze.

La mia esperienza personale con la Confraternita del Leone risale a più di dieci anni fa quando, poco più che adolescente, i Celtic Days erano un ritrovo fisso, un punto di svolta nelle estati che una dopo l’altra si succedevano, un appuntamento che mi permetteva di respirare un’atmosfera viva ed insieme sognante, accompagnata da un sorso d’idromele.  Tanto più che chi scrive è particolarmente attratto da incensi, oli e, in genere, essenze “esotiche” che si trovano in gran quantità tra gli stand a tema dei vari venditori. Ho avuto modo, in particolare nell’edizione di quest’anno, di fare la loro conoscenza, scoprendo quanto (anche per chi è coinvolto a un livello diverso rispetto ai confratelli), i Celtic Days siano esperienza ricca e appagante.

Un importante (non solo per me) appuntamento ricorrente che non è difficile lasciarsi sfuggire, visto che, ovviamente, la Confraternita del Leone ha un sito, un’applicazione sul Google play store, un profilo Facebook e un profilo Instagram.  Eccoli riepilogati qui:

www.confraternitaleone.com

Ig: confraternitadelleone 

Fb: Confraternita del Leone

App: Confraternita del Leone

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Giorni Celtici a parte, sono molte le occasioni in cui potreste imbattervi nella Confraternita  se amate girovagare per la provincia di Brescia e godere i mille appuntamenti spettacolari e culturali che ne affollano il calendario. Se posso permettermi un consiglio, seguite con attenzione calendario e annunci che riguardano in particolare i luoghi di interesse storico: non ne rimarrete delusi.

A proposito: anche quest’anno ho avuto la fortuna di assistere sul colle Cidneo alla rievocazione (opera proprio della citata Confraternita del Leone) dell’assedio alle mura del Castello di Brescia, del 1238. Un suggestivo appuntamento in occasione del quale, tra stand, musica, costumi d’epoca e vividissimi ricordi storici, mi sono talmente (e piacevolmente!) immedesimato e “perso” al punto di perdere cognizione del trascorrere del tempo e di ritrovarmi irrimediabilmente tagliato fuori dall’ultimo collegamento per rientrare a casa.

Nessun rimpianto per il sonno perduto. Lo giuro.

Ho aperto da poco un canale Twitch, una piattaforma che permette di fare dirette tematiche. Ed è proprio qui (oltre che -prossimamente anche su youtube, che potete trovare la puntata dedicata ai Celtic Days 2022, con l’intervista completa al Presidente della Confraternita e la ripresa dal vivo del rito dell’ accensione del fuoco che ha segnato l’inizio ufficiale della manifestazione.  Sullo stesso canale saranno pubblicate altre puntate dedicate e un palinsesto che va dal gaming al talk, passando, perché no, pure dal teatro.

Intervista e video al link

www.twitch.tv/EverhardFaraday

Un’ultima, ma non per questo secondaria, nota informativa: al momento dell’intervista con il Presidente della Confraternita del Leone , Alessandro Marelli (ultima sera dell’evento), il numero dei visitatori accorsi al Parco del Maglio Averoldi di Ome, per partecipare alla singolarissima “quattro giorni”aveva superato quota 20.000.  E scusate se è poco.

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Nessuna descrizione disponibile.   Stefano Comini

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