Goodmorning Brescia (148) – Ragazzi, è un uovo di Pasqua, non un pallone da rugby!

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Ovviamente si tratta di una provocazione: al momento i nostri giovanbi sanno distinguere con una certa facilità, tra l’oggetto di cuoio (una volta) o di gomma (ora) e quello di golosa cioccolata, ma se le cose vanno avanti così…

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A proposito di provocazioni: in questo il sagace Costanzo Gatta non è secondo a nessuno. Oggi, sul Corriere della Sera in edicola, il bersaglio della sua appuntita e tagliente ironia è costituito dall’affievolirsi e dal declinare delle più antiche e suggestive tradizioni pasquali di Brescia e dintorni.
Che fine ha fatto «la grande processione che, guidata dal vescovo, la domenica delle palme, dalla chiesa di San Pietro in Castello , scendeva verso il Duomo, e sembrava di vedere una selva di rami d’ulivo in movimento»?
Ancora ci sono fedeli a visitare i sepolcri, ma molti meno di quanti, con devozione, gremivano le chiese il giovedì santo, allorché anche gli uffici pubblici venivano chiusi per favorire la devota pratica di preghiera.
Chiese e cose di chiesa a parte, sono ormai quasi del tutto desuete e dimenticate altri usi domestici, dalle uova fresche di giornata (segnate con una crocetta per distinguerle dalle altre più vecchie) che costituivano l’ingaggio premiante per i ragazzi che si arrampicavano sui gelsi per raccoglierne la foglia, o su su, in cima al campanile, per fasciare le campane. Le altre uova, colorate a tinte vivaci, per creare un’atmosfera festosa, l’usanza di bagnare gli occhi dei più giovani con una pezza bagnata «per conservare la vista pura» e tante altre, in un clima in precario equilibrio tra il sacro religioso eil profano superstizioso del popolo più umile.

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Per fortuna, in questo terzo millennio cinico e distratto, restano le uova sode col sapido e gustoso salame bresciano, tagliato a fette grosse.

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E per favore, non calciate quel coso che qualcuno ha riposto sul ripiano della credenza: non è mica un pallone da rugby!

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Goodmorning Brescia (147) – Il Teatro? (Non) è un gioco da Ragazzi. O forse sì?

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Si è tenuta oggi pomeriggio, presso la Sala Giunta di Palazzo Loggia, la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa «Facciamoci un corto» , concorso di corti teatrali pensato e organizzato dal Comune di Brescia, riservato ai giovani appassionati di drammaturgi, regia e recitazione.

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Introduce la conferenza stampa Roberta Morelli,  assessore alle politiche giovanili, tempi e orari della città e pari opportunità. L’accento è sulla volontà di rafforzare quel legame tra i giovani di Brescia e il teatro, attraverso un concorso di messa in scena di “corti (pièces di durata non superiore ai 15 minuti) che vedrà coinvolte scuole e associazioni giovanili della città. Sarà un completamente di ciò che sta facendo il CTB, avvicinando i giovani e gli studenti al Teatro, avvicinando da parte nostra il Teatro ai giovanie  agli studenti
«Non è affatto “facile” scrivere e mettere in scena un corto. Chiedendo scusa per il gioco di parole, non è esattamente quello che si dice “un gioco da ragazzi”, proprio no» provoca il Direttore Artistico del concorso, Patrizio Pacioni, precisando poi che, come nella letteratura, il saper concentrare una storia in uno spazio temporale determinato rappresenta uno dei cimenti più ardui in cui si possa cimentare uno scrittore o un drammaturgo.
Cita Hemingway, Isabella Allende, Sepulveda, che nel racconto breve hanno saputo esprimere tutte le enormi potenzialità possedute per la narrazione più a lunga gittata, auspicando che ciò, almeno in parte, possa ripetersi anche per il Teatro.
«La sfida che lanciamo ai giovani bresciani coin questo concorso è quella di riuscire a trarre  dalla quantiità abnorme e disordinate di nozioni, informazioni e teorie socio-politiche, una sintesi ragionata e, al tempo stesso, creativa e originale» .
Riprendendo le parole dell’assessore Morelli, il Direttore Gian Mario Bandera conferma e  sottolinea  l’attenzione tradizionalmente riservata dal Centro Teatrale Bresciano alle nuove generazioni, ricordandoo che, nella corrente stagione, sono poco meno di 2.000 gli studenti delle scuole cittadine che hanno assistito agli spettacoli del CTB.
«Spettatori ordinari in rappresentazioni ordinarie e non solo a essi riservate»  precisa, compiaciuto.
Il CTB mertterà a disposizione dei vincitori del Concorso, ai quali, con ogni probabilità, verrà riservato un evento ad hoc presso il Teatro Mina Mezzadri Santa Chiara, un congruo quantitativo di biglietti e abbonamenti – omaggio quali premi per i più meritevoli.

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Goodmorning Brescia (146) – Via Corsica n° 2 (seconda parte)

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La sala riunioni del Centro Islamico di Brescia è gremito fino all’ultima sedia da ragazze e ragazzi, quando Giusy Orofino, educatrice e divulgatrice, inizia la sua conferenza.

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Introduce l’incontro Acil (nella foto sottostante con Giusy Orofino), colui che ha fortemente voluto e organizzato questo appuntamento, presentando brevemente all’ospite la vivace attività informativa e culturale del gruppo giovanile, che conta una sessantina di (entusiasti e attivissimi) frequentatori.

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Dopo di che prende la parola la relatrice. Il suo metodo, si capisce subito, è il coinvolgimento di chi assiste, ed è un ottimo metodo.
«Quali sono i termini che associate al concetto di “anziano”?» chiede. Sui fogli che ritira, dopo un minuto, le risposte sono le più varie: “maturità”, “saggezza”, “persona da assistere”, “persona da onorare”, certo, ma anche un sorprendente quanto efficace “bambino”.

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Che la strada intrapresa da Giusy Orofino sia quella giusta, lo dimostra l’attenzione con la quale ragazzi e ragazze seguono la conferenza, nonostante la complessità dei temi trattati (quali i diversi metodi di approccio alle problematiche degli anziani, tanto per fare un esempio). Ci sono numerosi interventi, svariate domande, e Giusy va avanti rendendo più vivace la trattazione con il ricorso a esempi concreti di casistica e consigli pratici di trattamento e gestione del rapporto con gli anziani

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La conclusione della conferenza è magistrale, direi quasi da manuale: «Quando devono chiamare un piccolo che si è allontanato dal branco, gli elefanti adulti barriscono forte» fa ptesente Giusy Orofino.
«Quando, però, è un elefante anziano che smarrisce la strada, gli si affiancano e, in silenzio, senza clamore, lo riconducono a raggiungere gli altri».
Un esempio di grande suggestione ed efficacia che precede, di poco, il sonoro e sincero applauso di tutti i ragazzi.

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Non resta altro tempo, mentre nell’aria si diffondono gli aromi delle spezie che insaporiranno la cena collettiva del dì di festa, di una rapida visita ai locali del Centro, adibiti a scuola e a laboratori per grandi e piccini e per l’appuntamento al prossimo incontro.
Uno di quegli incontri costruttivi e cordiali, che non può che fare bene a tutti, ma proprio a tutti, attraverso l’approfondimento della reciproca conoscenza e la messa a fattor comune delle specificità e dei valori di diversi stili e concezioni di vita.

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Goodmorning Brescia (144) – Un Teatro più che mai… sociale

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Si è tenuta stamattina, presso la sede del Centro Teatrale Bresciano, la conferenza stampa di presentazione della messa in scena dell’operetta «Scugnizza». L’evento è inserito nel quadro dell’annuale ricorrenza della Giornata Internazionale della Donna, organizzata e curata dai Sindacati dei Pensionati di Brescia.

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«Più che una celebrazione si da continuità all’azione di donne pensionare  che diffondono un concetto di comunità molto importante» sottolinea in sede di introduzione dell’incontro il Direttore Gian Mario Bandera.

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Antonella Gallazzi ringrazia il CTB per aver messo a disposizione il Teatro Sociale per un evento che rappresenta un momento di grande allegria per donne costrette, per motivi legati all’età e alle condizioni di salute, a trascorrere gran parte del loro tempo all’interno delle case di accoglienza e dei centri diurni.
«Per noi significa parlare alle donne, coinvolgere le donne, specie le anziane che raccontano le proprie esperienze di vita, con diritti conquistati e diritti negati, anche in campo economico, con una disce sociale dell’azione riminante differenza retributiva. Come Coordinamento Donne ci muoviamo in modo unitario dannoso alle donne un’occasio e unica di parlare e confrontarsi. Quest’anno, debbo dirlo con estremo rammarico, il principale argomento Trattato è stato quello della violenza di genere, purtroppo ancora di drammatica attualità»

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Luisa Battagliola conferma che saranno messi in scena due spettacoli, ai quali sono invitate le ospiti delle case di riposo e dei centti diurni con le loro animatrici.
«Ricordo, qualora ve ne fosse necessità, l’alto valore dell’azione delle RSA e dei centri diurni (curati soprattutto da volontari che si occupano della gestione del tempo libero degli ospiti, con spazi dedicati ad attività culturali e artistiche, a spettacoli organizzati appositamente e altre varie iniziative)» ribadisce, concludendo il suo intervento.

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Anna Delle Donne sottolinea come a questo evento sia collegata una lotteria i cui proventi andranno a diversi progetti solidali, come “Progetto Simone per Emergency”, “Adotta una mamma-salva il suo bambino”, il finanziamento di una scuola materna sita in Brasile, nei pressi di Rio de Janeiro e di altre iniziative del genere.

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Goodmorning Brescia (142) – Dove la luce è più intensa…

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Oggi vi racconterò una breve storia triste.
Sì, perché di storie del genere ce ne sono anche nella nostra città, che pure non è certo la meno moderna, la più disorganizzata e la più povera d’Italia.
«There is a strong shadow, where there is much light» oppure, tradotta in assoluta libertà: «Laddove la luce brilla più intensa, proprio l’ombra è più oscura»,  come appunto recita il titolo di questo articolo..
Nessuno contesti, per favore, che si tratta di una citazione non nuova, né recente, né tantomeno originale: lo so benissimo, avendola prelevata per l’occasione dal trattato «La teoria dei colori» scritto da J.W.Goethe e pubblicato nel 1810.

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La notizia, già riportata da uno dei giornali locali, attraverso la “lettera al direttore” di un uomo sensibile, riguarda la vicenda di una donna all’apparenza poco più che trentenne, vestita decorosamente, abbastanza curata nell’aspetto. La ragazza (perché così mi sento di definirla) stazionava nell’androne del Castello in compagnia di un cane. Nell’approssimarsi della (peraltro scintillante e graditissima ai bresciani) manifestazione di luci Cidneon, qualcuno ha pensato bene di procedere a uno sfratto “selvaggio” con l’eliminazione di tutti i poveri oggetti, coperte e sacco a pelo compresi, che costituivano il kit di sopravvivenza della donna e della sua bestiola.
La vicenda mi è stata confermata direttamente da un altro testimone, assolutamente attendibile, che l’aveva notata già una decina di giorni prima di quanto narrato sopra.
«Ero salito in Castello con la mia compagna e con un amico» mi racconta.
«Ricordo che  questa presenza mi colpì molto : la donna vestiva in modo dignitoso indossava un piumimo che le arrivava alla vita. Quando arrivammo noi era seduta sui gradini: sembrava tranquilla e stava carezzando affettuosamente il suo cane. In modo molto educato si è alzò senza esitazioni per farci passare comodamente, scusandosi dell’ingombro» .
Siamo certi, vogliamo esserlo, che l’Amministrazione di questa città, solitamente pronta a esprimere e manifestare materialmente la solidarietà propria e tipica dei cittadini che l’hanno votata, si sia già attivata per la ricerca di questa persona in difficoltà e che, una volta che ne avrà individuato l’identità, provvederà a fornirle tutta l’assistenza necessaria, rovesciando con il cuore un finale da “piccola fiammiferaia”, suggestivo in una fiaba ma che non ci sentiamo di accettare nella vita reale.

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Ci sia consentito però, assecondando il pensiero e il messaggio trasmesso dalla persona che ha scrittoal giornale e (come si diceva una volta) di tutte le persone di “buona volontà” che nemmeno alla spettacolarità e alla riuscita di un grande evento, si sacrifichi la dignità (e forsanche la salute) di una persona.
Anche di una soltanto.
E del suo cagnolino, naturalmente.

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Goodmorning Brescia (141) – A San Faustino, quando meno te l’aspetti…

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Secondo chi lo conoscepersonalmente e chi ne ha solo sentito parlare, Costanzo Gatta è persona dotata da Madre Natura (oltre che di una forte personalità e di una bulimica curiosità sulle cose del mondo), di una statura nella media e di una vista assolutamente normale. Quando, però, si aggira per le vie della città, il giornalista si trasforma in una specie di gigante Argo dai cento occhi, al quale non sfugge niente e nessuno.

Figuriamoci, poi, se il suo percorso si dipana tra le bancarelle della Fiera di San Faustino.

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Quel che ne viene fuori, come minimo, è un articolone di due pagine piene come quello uscito sul Corriere della Sera all’indomani della tradizionale festa dei Santi Patroni.

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Tra le leccornie (tutte rigorosamente anti-dieta) dei tanti stand gastronomici, tra le antiche statue duplicate alla meglio e scaltri  mercanti che gongolano per i recenti successi delle calcistiche “Rondinelle”, offrendo magliette e gadget biancazzurri a prezzo di realizzo, tra banchi stracolmi di capi di abbigliamento e biancheria per tutti i gusti e mirabolanti offerte di prodotti tecnologici e/o fantasiosi, Gatta si aggira per le vie del centro insieme migliaia e migliaia di persone che rendono difficile persino camminare e pericoloso stare fermi.

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Tutto vede e tutto annota sul taccuino da cronista: dal set  di affilatissimi coltelli messo in vendita a solo 10 € all’Ombrello Arturo che si chiude (comodamente al contrario) per finire al mitico panno al carbonio Tornado, capace di pulire senza essere strizzato e asciugato e (ma questa forse è solo una leggenda metropolitana!) neppure strofinato sullo sporco!

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Meraviglie per tutti, da portare a casa e mostrare con orgoglio ai familiari stupefatti, ma la vera sorpresa, da bravissimo giornalista-scrittore- drammaturgo quale Gatta è, rimane per tutto il “pezzo” riservata, nascosta e insidiosa come una mina anti-uomo, proprio nell’ultima riga: forse per la prima volta nella Fiera di San Faustino (udite! udite! udite!), in una certa bancarella, c’è stata anche occasione di acquistare un buon libro.
Che sia proprio questo… l’ennesimo miracolo di San Faustino e del suo compagno Giovita?

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Goodmorning Brescia (140) – Il Castello si confessa

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Il saluto di benvenuto e l’introduzione della conferenza sono del giornalista Massimo Tedeschi, presidente della AAB  (Associazione Artisti Bresciani) che ospita, nella sua bella sede di Vicolo delle Stelle, la conferenza di oggi, prima di una
serie d’incontri a tema sul Castello di Brescia.

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«Il Castello di Brescia, carico di anni e di Storia, si racconta con una serie di scritti riportati su lapidi, cippi e graffiti sparsi ovunque, all’interno e all’esterno di esso» esordisce Costanzo Gatta.
«Nonostante l’impegno profuso, quelli che ho raccolto sono una minima parte di quelle presenti, e potrebbero essere molte di più, se si avesse la voglia e il coraggio di investire di più sulla ricerca» aggiunge, diretto.

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Si parte con un’intrigante indagine sul soprannome di Falco d’Italia attribuito al Castello, poi è un succedersi di immagini, di informazioni, di citazioni, e di testimonianze lette e interpretate da Daniele Squassina.
Scorre nei secoli, la vita del Castello, tra Re, nobili, popolani, guerrieri e detenuti da rieducare attraverso un duro lavoro di manutenzione e riammodernamento, tra battaglie, sommosse, celebrazioni e raffigurazioni dei Santi Patroni Giovita e Faustino.
Una passeggiata nel Prato della Bissa, con il cannone installato a futura memoria dell’imprenditore siderurgico Goi, donato dai suoi eredi, cui segue una critica occhiata alla vecchia e gloriosa locomotiva collocata per celebrare «l’Italico vapore».
Si passa poi alle insidie della “Strada del Soccorso”  utilizzata a dispetto del nome e in più occasioni, per reprimere moti popolari e all’ardita Torre Coltrina, incombente sullo strapiombo con i misteriosi affreschi abrasi dal tempo.
Una particolare attenzione merita il bello, imponente (e tristissimo) Torrione dei prigionieri, con le pareti tappezzate di dolore inciso nella pietra, dove venivano reclusi e tormentati i patrioti dell’associazione. Un soggiorno che, per molti, si concludeva alla Fossa dei Martiri.
Ci vuole un momento di riposo e ci pensa la bella voce di Squassina che recita i versi di una dolente poesia di Cappellini.

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Sul finire, colpisce e si fissano negli occhi e nella memoria l’immagine della selva di antenne (utili ma orride) che fanno scempio della Mirabella, e la vista sui malridotti e antiestetici cartelloni pubblicitari che fanno da cornice ai campi da tennis presenti dall’ormai lontano 1910. Mostrandole, Gatta non può nascondere il proprio disappunto.
Per rincuorarsi non resta che fare un  salto alla Specola Cidnea, e osservare il cielo.
Da qui si riparte per l’itinerario finale, percorrendo ogni strada che si arrampichi, da ogni direzione, lungo le pendici del colle, scoprendo altre scritte, altri monumenti, altri segreti.

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Goodmorning Brescia (139) – Palcoscenico e filosofia

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«Mi devo un po’ riguardare: non sono più un giovane ottantenne» manda a dire scherzosamente Emanuele Severino, impossibiliotato a presenziare all’appuntamento in Loggia con i giornalisti a causa di un piccolo malanno di stagione. E, in effetti, gli anni sono novanta, anche se lo spirito è ancora quello di un ventenne.
Proprio dall’idea e dalla volontà di celebrare e festeggiare il novantesimo genetliaco dell’illustre filosofo e accademico bresciano deriva la “mattinata d’onore”, patrocinata dal Comune, che avrà luogo il prossimo sabato 2 marzo al Teatro Sociale.

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Emanuele Severino

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La conferenza stampa di presentazione è aperta da Claudio Bragaglio membro del Consiglio direttivo dell‘ASES – Associazione di Studi Emanuele Severino, con il riconoscimento e l’apprezzamento per la presenza del  Comune di Brescia che ha accompagnato con entusiasmo ed efficienza l’iniziativa, coinvolgendo in modo massiccio il mondo giovanile e studentesco.

Gian Mario Bandera fa presente come il CTB abbia preso al volo l’occasione di collaborare a un evento straordinario per la città di Brescia i posti assegnati per la partecipazione studentesca sono pressoché esauriti. «Abbiamo pensato di intervenire neo festeggiamenti dedicati al filosofo con l’intervento che più ci è proprio, vale a dire la messa in scena di uno spettacolo, l’Orestea tradotta da Severino, con il coordinamento registico di Andrea Chiodi e con attori già affermati (Ottavia Piccolo, Graziano Piazza, Federica Fracassi e Fausto Cabra) accompagnati da nove giovani (per la maggior parte bresciani) talentuosi e in fase di crescita» spiega ancora il Direttore del CTB. Tra questi ultimi (ndr) non può fare che piacefre sottolineare la presenza di Fabrizia Boffelli che, nello scorso agosto, è stata protagonista, insieme a Carlo Hasan e Lorenzo Trombini, della rivisitazione del dramma «Diciannove + Uno» scritto da Patrizio Pacioni e messo in scena in anteprima a Marone.

Anna Severino. vice presidente dell’ASES, si limita a portare i saluti del padre, passando la parola a Ines Testoni .

La professoressa fa presente come, nell’ambito delle iniziative  ispirate all’attività del professor Severino, Brescia si e è conquistato un posto di rilievo.
«Ciò che davvero vorrei emergesse da questa occasione, però, è che, oltre all’omaggio reso al filosofo in occasione del novantesimo compleanno, è che  da qui partisse una sfida ambiziosa e seducente: quella di fare di Brescia la capitale della cultura 2022»

Per il Sindaco Del Bono, la ricorrenza rappresenta una grande opportunità per la Città.
«È un’occasione che non può essere persa» afferma con forza.
«Da qui si potrà rimegranttere l’Italia, con Brescia in posizione di rilievo, al centro del dibattito sulla filosofia». Per poi concludere: «So che Severino è stato sempre molto attento nei confronti della città, ma, a sua volta, egli deve sapere che altrettanto affetto e una smisurata stima gli ha tribuito e tuttora gli attribuisce Brescia». 

Di concludere la conferenza si incarica Paolo Barbieri, ricordando l’ancora breve ma già significativa storia dell’Associazione che conta già circa 250 membri, tutti di assoluto rilievo. Tra le altre iniziative in corso, ricorda la nascita di una nuova rivista in lingua inglese, che uscirà con cadenza quadrimestrale, liberamente accessibile a tutti.

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