Goodmorning Brescia (60) – Sotto la tenda, vento di gioventù e impegno

«C’è un sottile confine che separa lo “scherzo” dal “bullismo”» è l’esordio con il quale l’Assessore Roberta Morelli, da sempre assai attenta a simili problematiche, presenta a Librixia lo spettacolo Punti di vista, ideato e realizzato da Biagio Vinella.

Lo spazio all’interno del grande tendone della  Agrobresciano Arena è gremito in ogni ordine di posti (come raccontavano nelle loro cronache i cronisti dei bei tempi andati) di giovanissimi spettatori, in rappresentanza delle scuole bresciane.

Lo spettacolo è essenziale, in certi passi, scritti e recitati attingendo a piene mani dal “vocabolario” senza censure e senza sconti degli adolescenti di questo primo scorcio di terzo millennio. un modo di comunicare fin troppo diretto che, costretti come siamo a un confronto giornaliero, non possiamo fingere di ignorare.

La storia è semplice, per non dire essenziale: da una parte la vittima, ragazza studiosa e introversa, dall’altra le carnefici (le sue compagne, spesso spinte ad atteggiamenti estremi e violenti da situazioni sociali e familiari pregresse).

Un dialogo tra solitudini, a ben vedere. Con un gioco di parole si potrebbe dire che la violenza dei violenti, inevitabilmente suggerisce risposte violente (ma il più delle volte in senso autodistruttivo) da parte dei violentati. Il tutto alla presenza, colpevolmente muta, di adulti che non vedono o, peggio, vogliono guardare altrove e si ostinano a farlo.

Insomma, una violenza che cala dall’alto come l’acqua lurida e nera che contamina le falde di acqua pura: la violenza che fa da padrona in casa ingenera analoghi comportamenti fuori di casa, nella scuola così come nel resto della società, alla ricerca di un riscatto malato, di un’autoaffermazione tossica scolpita dalle parole della bulla più animosa: «Qui io sono dio». Un dio minore, però, dominato a  sua volta da un dio superiore, insensibile e impietoso, che, insieme ai figli degli altri, divora anche i propri.

La vicenda si svolge in modo scorrevole, dando voce a perseguitati e persecutori, riuscendo a superare pressoché indenne, dal punto di vista spettacolare, alcuni passaggi necessariamente e dichiaratamente didascalici.

E, alla fine, dopo gli applausi, il professionale intervento della psicologa Franca Pagni, che chiude e tira le somme dell’evento, attraverso osservazioni pratiche e tecniche espresse in termini decifrabili dal giovane pubblico.

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