Nella Sala Giunta del Palazzo della Loggia, si è tenuta oggi la conferenza stampa relativa alla presentazione da parte del Centro Teatrale Bresciano del progetto dedicato alla memoria del visionario Renato Borsoni, suo fondatore e primo direttore, organizzato in collaborazione con la famiglia di una figura di primo piano nel mondo teatrale cittadino e nazionale, figura di spicco della cultura bresciana della seconda metà del ‘900.
Un biennio particolarmente significativa, visto che quest’anno ricorre il centenario dalla nascita e il prossimo il decennale della scomparsa. che il decennale dalla scomparsa.
.
.
«Per l’ennesima volta, la figura di Renato Borsoni si propone come fulgido esempio dell’eccellenza culturale di questa città», dichiara la sindaca Laura Castelletti, ricordando che, pur essendo trascorso pochissimo tempo, il Teatro eretto in via Milano e a lui dedicato è entrato a pieno titolo in un’offerta di spettacoli che il pubblico bresciano ha mostrato di apprezzare. Non a caso, il “tutto esaurito” più che un’eccezione è diventato la regolarità.
.
La presidente del C.T.B. Camilla Baresani, propone una riflessione di tipo “geografico”: «Il fatto che Renato Borsoni, nato a Santa Maria Nuova in provincia di Ancona, sia vissuto a Brescia e sia stato attivo sia nella nostra città che a Prato, è l’ennesima riprova, semmai ce ne fosse il bisogno, dell’importanze e della vivacità della provincia italiana. Non necessariamente le eccellenze sono proprie delle grandi metropoli!», mettendo poi in luce come nel corso dell’iniziativa di apertura dell’anno borsoniano, prevista per il prossimo 2 marzo, sarà proposto da parte di qualificati esponenti del mondo culturale cittadino una specie di ritratto collettivo di Renato Borsoni nel teatro a lui intitolato, battezzato Visioni. Atti unici e progetti. Coglie poi occasione per mettere in risalto il contributo di Andrea Cora, profondo conoscitore della storia teatrale e responsabile dell’iniziativa editoriale del Centro Teatrale Bresciano che curerà la stampa e la diffusione di un volume monografico.
.
«Ricordo personalmente il mio arrivo a Brescia allorché ebbi un franco colloquio con Renato Borsoni in cui mi furono fornite informazioni e preziosi consigli sulla realtà bresciano non solo teatrale», dichiara il direttore del C.T.B. Gian Mario Bandera. «Nell’ambito delle iniziative, segnalo la mostra diffusa che si articolerà su due principali spazi espositivi: Progetti (mostra / allestimento tra utopie e rivoluzioni di un teatro libero) al MO.CA. e Sguardi (immagini, documenti, provocazioni in un teatro di pensiero) al Salone Cavallerizza.
.
Si fa carico dell’intervento di chiusura della conferenza stampa Camilla Borsoni, figlia di Renato. «Noi della famiglia, avvicinandosi questa doppia ricorrenza “tonda”, abbiamo pensato che pur essendo un visionario, mio padre non avrebbe mai immaginato che gli sarebbe stato intitolato un teatro. Per noi, e per tutti, la cosa più importante è tenere viva la memoria e portare avant il messaggio lasciato da questo straordinario personaggio.»
.
.

.
.
