
Si è tenuta oggi presso il Teatro Borsoni la conferenza stampa di presentazione dello spettacolo «Il teatro comico di Carlo Goldoni» in programma dal 7 al 16 marzo nel nuovo impianto di via Milano. Una produzione C.T.B. Centro Teatrale Bresciano in collaborazione con il Teatro Dell’Elfo.
Una riscrittura di Valentina Diana per gli artisti di Invisibile Kollettivo: Nicola Bortolotti, Lorenzo Fontana, Alessandro Mor, Franca Penone, Elena Russo Arman.
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«Potremmo definire lo spettacolo di cui ci stiamo per occupare, arguta riproposizione e rivisitazione di un grande teso classico, l’ennesima puntata della collaborazione ormai consolidata con gli amici del Teatro dell’Elfo» esordisce il direttore Gian Mario Bandera che s’incarica come di tradizione di introdurre l’incontro.
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«Non posso che associarmi a quanto dichiarato dal direttore in merito alla proficua partnership con il Teatro dell’Elfo che, in questa occasione, tramite l’Invisibile Kollettivo in questa occasione ci consente di proporre al nostro pubblico un’operazione di metateatro grazie alla quale si esplorano i rapporti che s’intrecciano nell’articolato triangolo produttori-attori-spettatori» dichiara la presidente Camilla Baresani. «Quella che sta per andare in scena a Brescia è una pièce che, ribadendo la perenne attualità di Carlo Goldoni diverte ma induce anche a importanti riflessioni».
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Tocca poi agli interpreti i cui interventi, rispettando e onorando il nome che si sono scelti e dati, si riportano di seguito senza riferimenti individuali.
Così si apprende che «sono felici di lavorare in questa città e, in particolare, di esibirci in questo teatro che nell’innovazione ha la sua stella polare».
Che «per loro è una grande opportunità utile a spiegare al pubblico dettagli significativi delle dinamiche che regolano un lavoro particolare come quello della recitazione».
Che «sono in cinque a lavorare insieme, pur mantenendo e coltivando però collaterali attività artistiche individuali».
Che «fanno felicemente squadra distribuendo tra loro in modo equo e solidale impegni sguardi ed energie».
Che «il loro agire inclusivo viene esaltato nella collaborazione con il C.T.B. nel quale hanno trovato un gruppo accogliente, anzi una vera e propria che vuole loro bene e alla quale vogliono sinceramente bene», confidando che, infine, «persino il direttore è andato più volte sbirciare ciò che facevano nelle prove dicendo poi la sua in modo diretto e schietto».
Ciò su cui tutti convergono è che, quanto alla scrittura di Valentina Diana, la drammaturga ha reinterpretato il testo con una lettura fedele alla vena tragicomica che le è propria da sempre, assecondando la ricerca dell’autore originario sul come sul come riconoscere e mantenere la dignità del Teatro raccontando in scena fatti, misfatti, emozioni, aspirazioni e delusioni della vita comune di tutti giorni.
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