Mi chiamo Guenda. Guenda Goria.

 

Nella commedia di Patrizio Pacioni e Salvatore Buccafusca, ormai prossima al debutto con la regia di Giancarlo Fares, Guenda Goria interpreta la parte di Olga Gigli, una ragazza timida e romantica che, forse, nasconde un segreto…

Giovane, brava, bella e piena di voglia di fare: un cocktail di qualità che lascia intravedere per lei un futuro di grande crescita artistica e professionale.

Non che, fino a ora, sia rimasta con le mani in mano, come scoprirete dalla mia intervista.

.

Guenda, togliamoci subito il pensiero e facciamo fuori la storia della “figlia d’arte”: mamma (Maria Teresa Ruta) una brillantissima conduttrice amata da un vastissimo pubblico, papà (Amedeo Goria) uno dei più noti giornalisti sportivi d’Italia. Tra informazione e spettacolo sembra che tu abbia scelto il secondo. È stata una decisione sofferta?

I miei genitori hanno pensato di farmi dono di solide radici ma, soprattutto… di ali; e con queste ali io provo a volare in territori in cui mi sento a mio agio, scegliendo le rotte da seguire e le destinazioni da raggiungere giorno per giorno.

.

.

Nel tuo curriculum vitae (che si riporta in fondo a questa intervista)  c’è veramente tanta roba: cinema, tv, teatro, varietà, regia… e in tutto sei riuscita a distinguerti. Ciò premesso, ci sarà pure una modalità di espressione artistica che preferisci alle altre.

Ma se ho appena cominciato! Vorrei ancora esplorare prima di scegliere cosa mi piace di più.. spero che la vita mi dia sempre questa possibilità.

.

Oltre ai corsi di formazione artistica (recitazione, ballo, canto) c’è anche una laurea. Vuoi parlarci di questo non secondario traguardo raggiunto e del valore aggiunto che rappresenta nella Tua crescita personale e professionale?

Penso che la cultura sia importantissima anche per affrontare il mestiere di attore: leggere e approfondire offrono strumenti preziosi per poter interpretare, ti aiutano a cogliere delle sfumature e a capire psicologie, epoche, sentimenti nascosti nei testi.. A me è sempre piaciuto studiare, sono una persona curiosa e mi piace imparare cose nuove.

.

Dal 3 dicembre (prima assoluta al Teatro Boni, conosciuto come la piccola perla di Acquapendente, poi subito quattro serate nella Capitale, dal 7 al 10 al Cyrano) sarai in scena con «Sua Eccellenza è servita», originalissima pièce scritta da Patrizio Pacioni e Salvatore Buccafusca, per la regia di Giancarlo Fares.  Cosa ti ha fatto decidere di essere anche tu della partita, e qual è il tuo approccio allo spettacolo?

La stima per il regista Giancarlo Fares, l’ originalità del testo e il gruppo di bravissimi attori con cui ho il grande piacere di condividere il palcoscenico, vale a dire Antonio Conte, Francesco Sala, Mimma Lovoi, Salvo Buccafusca e Marco Blanchi.

.

Non è ammissibile che in un’intervista di questo genere non venga posta la fatidica domanda: «Cosa c’è nel tuo futuro prossimo? Quali sono i tuoi progetti?». Visto quello che sei riuscita già a fare, giovane come sei, ti chiedo solo di tener conto dei problemi di spazio di un articolo da blog…

In questo momento sono impegnata come ambasciatrice per Medici senza frontiere, poi sarà la volta di  «Sinceramente bugiardi», un nuovo spettacolo teatrale che andrà in scena a Milano.

.

Per concludere: esiste una frase, una citazione, un qualcosa che, al di fuori e al di là delle risposte che hai dato alle mie domande, ti piacerebbe condividere con chi leggerà questa intervista?

Sì, che c’è. Una frase che, in questo momento della mia vita sento molto mia, presa in prestito dal grande poeta Hikmet: «Il più bello dei mari è quello che non navigammo. Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. I nostri giorni più belli non li abbiamo ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di più bello non te l’ho ancora detto».

.

Accidenti, da una citazione di questo genere potrebbe cominciare un’altra intervista. Peccato che, almeno per questa volta, ci si debba fermare qui.

 

*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°

 

Curriculum di Guenda Goria

 

Cinema

2016   Per sempre                             Paolo Genovese 

2016   Chi salverà le rose?                Cesare Furesi 

2015   The Coltrain code                   Monica Mazzitelli (lingua inglese)

2015   Un viaggio di cento anni          Pupi Avati      

2014   Il giocatore invisibile                Stefano Alpini

2014   Il racconto dei racconti            Matteo Garrone  

2013  Sul Vulcano Vesuvio                Gianfranco Pannone ( voce narrante )

2013   Anita B.                                   Roberto Faenza  (lingua inglese)

 

Serie tv/ fiction

2017  il paradiso delle signore 2        Monica Vullo Rai Uno

2015  Il paradiso delle signore           Monica Vullo Rai Uno

2014  Con il sole negli occhi              Pupi Avati    Rai uno

2014  Un passo dal cielo                    Jan Michelini Rai uno

2010 Natale coi fiocchi                       Angelo Vitale  Sky Lei

2009 Giochi Sporchi                           David Emmer Rai 4

2008 Cosi’ fan tutte                            Gianluca Fumagalli canale 5  

2006 Crimini                                       Manetti Bross Rai Due

 

Teatro

2017 Sinceramente bugiardi             Teatro Leonardo ( in preparazione )

2017 Recitar mangiando                  Guenda Goria       Festival “La notte dei poeti”

2017 Ritratti di signora                     Vanessa Gasbarri   Cometa off

2017 Risiko                                      Vanessa Gasbarri   Teatro della Cometa

2017 Nel buio dell’ America            Guenda Goria         Teatro Litta

2016  Rosso Giungla                       Vanessa Gasbarri   Teatro Roma 

2016  Re Lear  Shakespeare          Giancarlo Marinelli   Teatro Ghione 

2016 Ritratti di signora                    Vanessa Gasbarri   

2016  Don Giovanni di Puskin         Albero Oliva            Teatro Out Off

2015  Don Giovanni di Puskin         Albero Oliva

2013 La coscienza di Zeno             Maurizio Scaparro   Teatro Carcano

2014 Cent’ anni di solitudine          Juan Puerta Lopez   Teatro Palladium

2014 Notturno D’ Autore                 Anonia Renzella

2013 La coscienza di Zeno            Maurizio Scaparro    Teatro Carcano

2012 Cinemando      Roberto Antonelli   Centro Sperimentale di Cinematografia

2011 Il tesoro dei templari             Gerardo Placido

.

   GuittoMatto

Categorie: Teatro & Arte varia.

A Roma c’è un’ «Eccellenza» da sbirciare

Inutile insistere: la trama di «Sua Eccellenza è servita» non la racconto mica.
Non adesso, non qui.

Non racconterò neanche gli “schemi” provati in allenamento dal mister Giancarlo Fares (efficacementecoadiuvato da Viviana Simone), al quale si augura di cuore miglior successo di quanto ottenuto dal signor (S)Ventura con la nazionale di calcio.
La squadra di Fares, in questa occasione, si chiama «Le Ombre di Platone» e si appresta (mancano ormai poco più di due settimane alla data fatidica del 3 dicembre) a scendere in campo per la prima volta ad Acquapendente.

«Tra domani e dopodomani finiremo la messa a punto della strategia» mi confida. «Poi, già dal fine settimana, comincerà il lavoro sugli ultimi dettagli da correggere e sulla… forma fisica».

Nessuna fuga di notizie, eccetto questa, è tollerata in questa fase della preparazione, nessuna significativa rivelazione, ripeto: non a caso gli allenamenti vengono svolti tutti “a porte chiuse”. Sulla seduta alla quale ho avuto il permesso di assistere (provando lo straordinario piacere di un’anteprima viva, in continuo divenire) però, assumendomene ogni responsabilità, qualche indiscrezione mi sento di lasciarla trapelare:

.
• Nessuna pretattica sulla formazione: i sei che scenderanno in campo al Boni di Acquapendente sono già decisi: giocheranno (pardon, reciteranno) in «Sua Eccellenza è servita», ovvero «Di un Vescovo sposato e di altri malanni» Antonio Conte, Francesco Sala, Mimma Lovoi, Salvo Buccafusca, Guenda Goria e Marco Blanchi. Durante lo spettacolo non sono previste sostituzioni, dunque la panchina resterà deserta.

• Il clima che si respira in “sala prove” è di sereno ma tenacissimo impegno, di grande rispetto reciproco e di incondizionata collaborazione tra tutti gli attori;

• Lo stile di regia adottato da Fares è al tempo stesso assertivo (com’è giusto che sia per un regista dotato di marcata personalità e autorevolezza conquistata sul palcoscenico) e proattivo: nell’ambito delle linee guida dettate dal Mister, infatti, ogni componente del gruppo apporta il proprio contributo alla causa comune, attraverso osservazioni (anche critiche, al caso) e suggerimenti. Una pratica che, grazie alla presenza nel cast di attori di grande spessore artistico e di provata esperienza, può risultare estremamente preziosaO

• Ogni dettaglio dell’azione scenica, ogni sfumatura di recitazione, tempi, pause, luci e sonorità, viene esaminato, valutato e, al caso, corretto, con certosina meticolosità. Tenendo sempre presente che da ogni errore, da ogni minima imprecisione rilevati, può nascere un’opportunità utile a modificare, arricchire e, alla fin dei conti, migliorare il prodotto finale.

Il cast: da sinistra Francesco Sala, Mimma Lovoi, Salvo Buccafusca, Antonio Conte, Guenda Goria, Marco Blanchi

Mi congedo, dopo avere assistito a quattro intensissime ore di lavoro (come passa il tempo, in certe intrigantissime situazioni) lasciando regista e attori ancora impegnati e concentratissimi (chissà per quanto tempo ancora, la notte è ancora giovane!) nell’aggiustare la sorprendente scena finale: quella, per intenderci, in cui…

Ah no: questo non posso proprio raccontare.

Ci si vede al Boni di Acquapendente, il 3 dicembre. E poi ancora al Cyrano di Roma, dal 7 al 10 dicembre: è lì e solo lì che ogni segreto sarà svelato.

E sia chiaro che gli articoli sul teatro, in questo blog, li scrivo io!

Perché lo scrivo? Capirete… oh se capirete…
.

   GuittoMatto

Categorie: Teatro & Arte varia.

Salvo Buccafusca: «Io e il palcoscenico? Una coppia di fatto»

  

In «Sua Eccellenza è servita», commedia che egli stesso ha scritto con Patrizio Pacioni, per la regia di Giancarlo Fares, che andrà in scena per la prima volta al Teatro Boni di Acquapendente (il 3 dicembre) e subito dopo al Teatro Cyrano di Roma (dal 7 al 10) dicembre, Salvatore Buccafusca si cala nei panni di Ludovico Malvezzi,  un maturo attore dai singolari trascorsi e dalle prospettive di carriera quanto meno incerte .

 

*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°

 

Dunque in «Sua eccellenza è servita», hai deciso di indossare la duplice veste di drammaturgo (insieme a Patrizio Pacioni) e attore. Quali sono le opportunità e i pericoli (sempre che ce ne siano) di una tale tipologia di commistione di ruoli?

Un doppio ruolo che mi carica di doppia responsabilità. Per fortuna, fin dalle prime sessioni di prova, tra noi attori si è instaurato un clima assai propizio, intessuto di affinità, coesione e, soprattutto reciproca stima e reciproco rispetto: una situazione ideale che ha permesso agli altri di trasmettermi parte delle loro molteplici e variegate esperienze, e a me di contribuire alla giusta interpretazione attraverso la profonda conoscenza delle radici e degli scopi del testo.

.

Nella pièce interpreti un attore incamminato sul viale del tramonto, reso cinico dal mancato incontro con un autentico successo. Qual è la chiave che hai scelto per entrare più completamente nel personaggio e dargli voce e vita?

In effetti si tratta di un ruolo assai articolato e complesso,  ersattamente come articolata e complessa è la personalità di Ludovico Malvezzi, reso cinico e fatalista da una passione (quella con il palcoscenico) non sempre ricambiata con apri ardore.  Per dare maggiore spessore alla mia interpretazione, ho seguito il percorso di totale immedesimazione consigliato nel famoso metodo (definito anche “psicotecnica”) caldeggiato da Konstantin Sergeevič  Stanislavskij .

.

Parlaci della direzione da parte del regista Giancarlo Fares e di come ti trovi nel far parte di una squadra composta da attori di grande notorietà ed esperienza.

Giancarlo Fares è al tempo stesso uomo di teatro di grande sensibilità e organizzatore del lavoro serissimo e infaticabile. Inoltre, sebbene nel corso delle prove sia molto esigente, è capace di correggere eventuali imperfezioni in uno spirito di cordiale collaborazione. Se a questo si aggiunge l’elevato grado di professionalità di un cast in cui sono onorato e orgoglioso di essere compreso anch’io. Nonostante vanti al mio attivo oltre cento spettacoli messi in scena in giro per l’Italia (praticamente da sperimentata “coppia di fatto”), lavorando con registi come Fabio Cavalli, Daniela Marazzita, Francesco Cinquemani, Elio Germano, Cloris Brosca e Caterina Venturini, quella di «Sua Eccellenza è servita» rappresenta per me una tappa molto importante e una ghiotta occasione di crescita  interiore e professionale.

.

 

Quali sono i tuoi progetti (oltre a «Sua Eccellenza è servita», naturalmente) per l’immediato futuro  e, soprattutto, cosa speri che, il prossimo 6 gennaio, la Befana deciderà di depositare nella calza appesa al cammino per farti compagnia nel 2018.

Per quanto riguarda la scrittura, appunto, c’è allo studio un progetto con Patrizio Pacioni un nuovo romanzo da scrivere a  quattro mani; mi auguro che possa essere completato entro il prossimo anno. Per quanto riguarda il teatro, invece, molto è legato al percorso appena intrapreso con «Le Ombre di Platone».

.

«Le Ombre di Platone». Toh, ecco un nome intrigante. Di cosa si tratta?

Si tratta di un’associazione culturale mirata a favorire produzioni teatrali che mettano in scena nuovi testi e nuovi autori, alla promozione di scrittori e artisti di ogni modalità espressiva, all’organizzazione di eventi e  di corsi di formazione nel settore della cultura. Si parte con il nostro beneamato Vescovo sposato, protagonista di «Sua Eccellenza è servita», (che si spera di portare a spasso per tutta Italia nel 2019, a lungo e con favorevoli riscontri). Nel frattempo si vedrà di portare in scena altre produzioni e di allargare l’attività anche agli altri settori ai quali ho appena accennato.

.

 

 

.

 

   Guitto Matto

Categorie: Teatro & Arte varia.

Dalla carta alla celluloide, Carrisi ribadisce l’ipotesi (del male)

  Donato Carrisi

Rieccolo Donato. Talmente bravo che a volte sembra tanto perfetto da fare invidia.

Questa volta passa dalla penna (anzi dalla tastiera del suo pc) alla macchina da presa, con eccezionale disinvoltura e risultati di grande spessore.

La costruzione della trama è perfetta, un vero meccanismo di precisione in cui ogni rotella, anche la più piccola, trova alla fine il suo incastro. Sia il libro che il film da seguire con la massima attenzione, perché lasciarsi sfuggire il minimo dettaglio vorrebbe dire farsi portare completamemnte fuori strada. E, dalla carta alla pellicola, una sorprendentemente felice sceneggiatura e una scelta di riprese ritmi riesce a non far perdere, nel travaso libro-film, nemmeno una goccia dell’originale intensità narrativa.

La trama:

In una gelida notte di nebbia, nei pressi di Avechot, cittadina sperduta nella neve delle Alpi, l’ispettore Vogel finisce con l’auto in un fosso. L’incidente non ha conseguenze gravi, eccetto uno stato di shock e… alcune macchie di sangue su giacca e camicia che non trovano alcuna spiegazione razionale.

Andando a ritroso nella memoria, avvolta appunto nella nebbia, con la guida di uno psichiatra collaboratore della polizia, Vogel ripercorre l’intricata quanto cruda vicenda che, due mesi prima,  lo ha portato a indagare sulla misteriosa scomparsa di una ragazza del luogo, la graziosa, timida e givanissima Anna Lou. Una vicenda tragica, nella quale è difficile individuare dove e attraverso chi e cosa passi il sottile, sfuggente e insidioso confine tra bene e male, tra verità, apparenza e menzogna.

La recensione:   

Un’altra ipotesi, una spremuta di crudissima realtà che Carrisi trasforma in fiction:  alla gente non frega niente del bene, perché è il Male il protagonista forte di ogni storia, è il Cattivo che fa audience.
Nessuno si rivela pienamente nella sua vera essenza, niente è quello che sembra, ciascuno ha un segreto da nascondere agli altri e, a volte, persino a se stesso.

L’ispettore Vogel gioca con il poitere devastante dei media per raggiungere i suoi scopi, investtigativi e personali, ma è come Mikey Mouse che si arrischia apprendista stregone, perché la tv e i giornali sono come un caterpillar: o riesci a issarti al posto di guida o ti travolge e ti stritola sotto le ruote. Per portare avanti questo azzardo si serve (ma sarà così) di una rampante giornalista che, nella costruzuione psicologica, molto richiama una certa Diana De Rossi da Monteselva.

Centrati e bravissimi gli interpreti, primi tra tutti un Toni Servillo (come sempre) in gran spolvero nei panni di Vogel e un solidissimo Jean Reno chiamato a impersonare il compassato dottor Farres.

Non mancano, secondo ormai consolidata abitudine di Carrisi, consigli e ammaestramenti elargiti tra le righe.

Per gli scrittori: la prima attitudine poer uno scrittore? Saper copiare ciò che è stato scritto in passato.

Per la vita: il peccato più sciocco del diavolo èe la vanità ma che gusto ci sarebbe a essere  Satana senza vanità? 

   IL LIBRO:

La ragazza nella nebbia

Editore: Longanesi

Collana: La Gaja Scienza

Anno edizione: 2015

Pagine: 373

EAN: 9788830439429

  IL FILM:

La ragazza nella nebbia

Regista: Donato Carrisi

Sceneggiatura: Donato Carrisi

Coreografia: Patrizia Chericoni

Cinematografia: Federico Masiero

Cast: Toni Servillo, Alessio Boni, Lorenzo Richelmy, Galatea Ranzi, Michela Cescon, Lucrezia Guidone, Daniela Piazza, Thierry Toscan, Jacopo Olmo Antinori, Antonio Gerardi, Greta Scacchi, Jean Reno

Produttori: Maurizio Totti, Alessandro Usai

Data di uscita: 26 ottobre 2017

 

 

 

Categorie: Teatro & Arte varia.

Ex libris (16) – Il «pick and roll» di Raspanti

  

No, in questo articolo non si parla di un manuale di basket, quello con gli allenatori superstar, come Pianegiani o Messina, per rimanere in ambito nazionale, bensì di quanto avvenuto ieri sera al Circolo lavoratori di Iseo, un locale situato nel pieno centro della cittadina lacustre, inerpicato su tre piani e pervaso di un’atmosfera amicale di altri tempi e intrisa di comuni interessi sociali e culturali.

 

È lì che ieri sera, in una sala gremita, Giuseppe Raspanti, appassionato di viaggi in treno e, appunto, di pallacanestro, intervistato da Rosarita Colosio, ha presentato il libro «Il treno di Ignazio».

Un libro autobiografico, o forse no («Non è un libro di memoria, è un libro sulla memoria», precisa l’Autore.

Un libro di viaggio, sì, anche se «Ciò che  attira la mia attenzione e il mio interesse è il viaggio, non la meta. Da Mantova a Bagheria erano più di 24 ore di treno, praticamente una vita compressa, nel corso della quale si attraversava un mondo da scoprire, sempre diverso anche sulla stessa tratta, sia all’interno dei vagoni che fuori dal finestrino» puntualizza ancora Raspani.

Narrazione on the road all’interno dell’anima e della memoria, più ancora che negli spazi, nell’ambito dei quali, peraltro, il narratore siculo-lombardo ne privilegia uno: l’amata Trinacria, vista –oggi- con gli occhi da bambino di allora, descritta con una straordinaria dovizia di particolari capaci di evocare, oltre alle immagini, anche odori e sapori.

Una riflessione, da parte dell’Autore, anche sul proprio stile di scrittura: «Tratto il testo con l’ amore e il rispetto che merita una persona cara, scegliendo accuratamente ogni parola: la lingua italiana è una delle più ricche del mondo, talmente ricca che di autentici sinonimi ce ne sono ben pochi».

Allo scritto dà voce un convinto e ispirato Alberto Navoni, incaricato delle letture, scelte tra i brani più suggestivi del libro e ascoltati da un pubblico attento e intimamente coinvolto.

Di grande spessore anche l’intervento musicale del duo (chitarra/basso) Fabio Rinaldi & Vittorio Bettoni, ispirati interpreti di un blues caldo e  morbido, retrospettivamente malinconico, che ben si adatta alle riflessioni di cui risultano intrise le pagine del libro.

Chiudo con una  personale annotazione sul libro, che ho letto nel breve spazio di una serata allungata fino a  diventare notte.

Se mi è consentita una similitudine, «Il treno di Ignazio» è un affresco di parole. Ricordi, emozioni, visioni, voli poetici e quotidiana, minutissima realtà, colpiscono nell’insieme, ma soddisfano pienamente solo se si possiede la pazienza di scomporre il quadro per apprezzare ogni simìngolo dettaglio, compreso nel tutto ma pienamente godibile anche per se stesso.

In ogni quadrante del dipinto, sia nel centro che negli angoli estremi, le sfumature dei colori, le tracce dei molti tgipi di pennello utilizzati dal pittore, i chiaroscuri, le sfumature, le sbaffature solo in apparenza occasionali e fortuite, sono precisi quanto solidi indizi di quanto sia solida la conooscenza e la pratica della scrittura di Giuseppe Raspanti.

Non ripetete l’errore di chi, come me, pur godendone, l’ha divorato con ingordigia, quasi in un solo boccone: leggetelo anche voi, ma fatelo… lentamente.

 

Titolo: Il treno di Ignazio

Autore: Giuseppe Raspanti

Editore: la Quadra

Anno: 2017

Pagine: 96

Prezzo: 10 €

ISBN: 9788895251561  

.

  Il Lettore  

Categorie: Scrittura.

Profumo di novità al San Carlino, con «Teatro Aperto»

Questa sì, che è una novità: il teatro che fa teatro, che fa spettacolo, prima ancora di essere rappresentato in teatro.

«Teatro aperto»: una rassegna di testi inediti, una kermesse di lettura di prosa non rappresentata, sottoposto alla pubblica lettura a cura di una pattuglia di attori accuratamente selezionata e scelta. Nella sala conferenze del CTB in Piazza della Loggia, è stata illustrata alla stampa l’iniziativa che, a partire dal prossimo 25 novembre, si terrà, articolato in dieci  eventi-spettacolo, al teatro San Carlino.

Luigi Mahony, introducendo la conferenza, sottolinea il carattere fortemente innovativo dell’iniziativa.

Gian Mario Bandera mette l’accento sulla circostanza che non si tratta solo di un esperimento, ma anche e soprattutto di un ulteriore gradino nell’ambito della strategia che il Centro Teatrale Bresciano sta portando avanti con coerenza e con assoluta convinzione già da diversi anni.

Ambrogio Paiardi esprime la soddisfazione della Provincia di Brescia sia per l’elevata qualità degli spettacoli approntati o scelti dal CTB che per l’ampio contesto territoriale in cui l’ente riesce a riversarne l’offerta.

Valentina Stefani fa presente che nel bilancio della fondazione ASM è postata 1 spesa di € 900.000 per la cultura, per una parte consistente a vantaggio dell’attività teatrale.

Poi è il momento di Elisabetta Pozzi, autentica ispiratrice e anima del progetto.

«A Parigi, da giovanissima, scoprii l’esistenza di un Théâtre de Verre in cui si effettuavano letture relative a opere di prosa, firmate esclusivamente da autori francesi, sottoposte poi al giudizio del pubblico presente. Una spettacolare e originalissima rassegna al termine della quale l’opera che aveva registrato il miglior gradimento, si aggiudicava la mise en espace. Dopo averla proposta più volte e a più teatri, riuscì finalmente a realizzare un esperimento, nel 2003, al teatro Vittoria di Torino. I testi erano scelti in un campione del tutto eterogeneo, mentre l’ingresso al pubblico era aperto al pubblico in modo gratuito.  Quando lo proposi qui a Brescia, Bandera ne fu immediatamente interessato e acconsentì a varare il progetto in tempi brevi, con un programma triennale. Per questo primo anno la scelta dei testi che saranno letti è stata accurata e selettiva, sulla base sulla base dei miei gusti e di quelli della fantastica squadra del Centro teatrale bresciano, senza limiti né geografici (i testi italiani sono solo tre su dieci, tra cui un monologo) né temporali (alcune delle opere scelte risalgono a diversi anni fa). L’intenzione principale è quella di suscitare l’attenzione di tutti gli enti teatrali nonché di scoprire e valorizzare, nell’ambito di un progetto a lunga scadenza, la nuova drammaturgia nazionale. Anche perché iniziative di questo genere, autentiche sfide al pubblico che fino a questo momento ha deciso di accettarle di buon grado, contribuiscono a finalizzare in modo incredibile la gente»

A questo punto, riprendendo la parola, Bandera fa presente che nell’operazione sono stati coinvolti attori di compagnie ospiti, che hanno accettato di buon grado d’impegno, nonché attori del paniere bresciano. Informa poi che la durata dei singoli spettacoli è contenuta in non più di un’ ora e un quarto e che, per convogliare al San Carlino il maggior numero possibile di spettatori, si è deciso per l’applicazione di un prezzo d’ingresso poco più che simbolico (5 €) e, nell’ottica di creare uno zoccolo duro di appassionati di prosa che possa presenziare a tutti gli spettacoli, di abbonamenti ad hoc finalizzati ad abbattere ancora di più il prezzo del biglietto.

«Sì, perché per noi è molto importante la raccolta dei formulari che saranno distribuiti al pubblico che diventa commentatore se non critico: un piccolo patrimonio informativo cartaceo che custodiremo gelosamente nei nostri archivi» aggiunge Elisabetta Pozzi concludendo il suo intervento con 1’augurio che l’esperimento possa andare avanti in futuro, nell’ambito di un’ operosa staffetta, anche con altri “conduttori” diversi da sé, e con un sentito ringraziamento a Silvia Quarantini che, in questo percorso, l’ha efficacemente coadiuvata,

Alla conferenza è presente anche il romano (residente e operante a Parma) Francesco Bianchi, giovane ma già collaudato studioso del teatro, con «Europa», in calendario il 7 aprile 2018, alla seconda scrittura.

«In effetti essere sottoposti a un simile giudizio coram populi, che potrebbe risultare anche negativo, ovviamente, rappresenta una sfida da far tremare i polsi a chiunque» mi confida, su mia provocazione, al termine della conferenza.

«In pari tempo però, si tratta di una sfida intrigante e di un’occasione di crescita assolutamente straordinaria, che ho colto con grande determinazione. Credo, del resto, che la mia sia la stessa apprensione che prova qualsiasi autore alla vigilia della messa in scena di un suo lavoro; solo che, in quel caso, invece che attraverso la raccolta di formulari, la votazione che riceverà sarà costituita dall’intensità e dalla lunghezza dell’applauso finale»

Appuntamento tra poco più di due settimane, al San Carlino.

.

    GuittoMatto

Categorie: Teatro & Arte varia.

Mimma Lovoi, tutta la passione del sud

 

Ho incontrato a Roma Mimma Lovoi, impegnata nelle prove di  «Sua Eccellenza è servita», commedia scritta da Patrizio Pacioni e Salvatore Buccafusca che sarà portata in scena il prossimo 3 dicembre al Teatro Boni di Acquapendente in prima nazionale dalle Ombre di Platone, con la regia di Giancarlo Fares.

 

Mimma Lovoi, da Napoli (per la precisione da Casoria) a Roma, spinta dalla impetuosa passione nutrita per la recitazione. Cosa ti aspettavi di trovare nella Capitale e cosa vi hai trovato realmente?

A Roma arrivai recando con me un prezioso bagaglio: i primi passi con i mitici fratelli Rosalia e Beniamino Maggio, poi la freqientazione presso lo Stabile di Napoli (che allora allora era definito il teatro Sannazaro, frequentato da straordinari maestri del palcoscenico, quali Nino Taranto e Pietro De Vico) dove conobbi Luisa Conte ed Enzo Cannavale: una vera scuola di recitazione. A dire il vero, però, a spingermi a trasferirmi dalla mia terra, di cui sono e sempre sarò figlia devota, fu sì la passione, ma la passione d’amore, piuttosto che quello per la recitazione. In un caso o nell’altro, tengo a dire che Roma si è rivelata per me una seconda madre. Il risultato del grande disegno del destino, visto che proprio nella Capitale, come, ormai grande, venni a sapere da mio padre, venni concepita. E nella Capitale trovai la voglia di avventurarmi in esperienze diverse.

.

Ecco, a proposito dell’esperienza partenopea, se non sbaglio c’è dell’altro…

Sì, certo che c’è. A Napoli lavorai molto anche al Teatro Diana, che produceva spettacoli destinati  a essere portati in tutta Italia. Feci un provino per Miseria e nobiltà per il ruolo di Bettina e partii per le mie lunghe tournée, con Carlo Giuffrè, Lina Sastri, Leopoldo Mastelloni, Isa Danieli, Antonio Casagrande, Nello Mascia e tanti altri, diretta da registi meravigliosi, da Armando Pugliese a Giuseppe Patroni Griffi. Ci tornai ancora, più tardi, incontrando nuovi e giovani straordinari talenti,  quali Ffrancesca Marini e Massimo Massiello per uno spettacolo di Abbate mirato a omaggiare la memoria di Antonio Sorrentino: lo rappresentammo al Teatro Totò di Gennaro Liguori e Davide Ferrari, due coraggiosi appassionati del palcoscenico che, attraverso il teatro, hanno fortemente contribuito alla riqualificazione del quartiere.

.

Torniamo a Roma.

Roma, certo. Quando ci venni a vivere, in occasione di un’esperienza fatta al Teatro dell’Orologio con Amerika di Franz Kafka, insieme a Luca Lionello, debutto ufficiale della mia nuova residenza nella Capitale, conobbi tra gli altri anche Claudio Insegno, Enrico La Manna e… Giancarlo Fares. In occasione di una replica dello spettacolo mi contattò un importante impresario, Mario Chiocchio. Ricordo che, dopo lo spettacoli, mi chiese «Sei libera fra due anni?». Ridendo gli risposi «Oh, santo cielo. Direi di sì, se Dio vuole». Beh, puntualissimo, dopo due anni Mario mi chiamò per interpretare la parte di Nicoletta nello spettacolo Il borghese e Gentiluomo con Ernesto Calindri (regia di Filippo Crivelli). Solo che, a quell’epoca, ero ritornata a lavorare con Patroni Griffi in Nata Ieri con Valeria Marini. Cominciai a conoscere quelli che definisco “attori italiani”: Stefano Santospago, Duilio Del Prete, Kaspar Capparoni, Gianfranco D’angelo, Erika Blanc, Sandra Milo, Elsa Martinelli, Mariangela Melato, Michele Placido, Silvio Orlando e tanti altri che proprio a Roma ho avuto occasione d’incontrare.

.

Ci sono altre esperienze che ricordi con particolare soddisfazione?

Altroché, se ci sono. Il musical Nine a Parigi, alle Folies Bergère, con la regia di Saverio Marconi. Roobin Hood, con Manuel Frattini. Otto donne e un mistero (traduzione e addattamento di Claudio Insegno e Caterina Costantini) con Corinne Clery, Eva Robin’s, Sandra Milo ed Elsa Martinelli. Uno straordinario  collage di brani tratti da opere di Annibale Ruccello  in memoria del quale era stato organizzato: in quell’occasione impersonai il personaggio di zia Lavinia in un frammento de L’Ereditiera. E fermami qui, sennò vado avanti chissà per quanto tempo.

.

Sul set e sul palcoscenico hai interpretato ruoli di suora, fuorilegge, figlia del popolo napoletana, nobildonna francese dei bei tempi andati… e decine di tipi di altre donne, di ieri e di oggi. Sul palcoscenico sempre e comunque solare, passionale, estroversa… Ma cosa e quanto c’è di te nei personaggi che interpreti sul palcoscenico e sul set e, soprattutto, chi è, davvero, Mimma Lovoi?

Mimma Lovoi è una eterna ragazzina sognatrice che nelle sue fantasie vede tutti i personaggi come sue compagne di giochi, perché nella vita reale non ha avuto tempo di giocare. E ciò che faccio emergere da ogni singolo personaggio interpretato è la passione che ha dentro la donna. Tanta, tanta, tanta passione.

.

Da quel che so di Te, sei una di quelle attrici che scelgono accuratamente, secondo le proprie inclinazioni artistiche ed estetiche, i soggetti in cui recitare. Nel caso di «Sua Eccellenza è servita», qual è la molla che ti ha spinto a entrare nel cast e a partire per questa nuova avventura?

Vuoi davvero saperlo? Mi ha convinto Isidora.

.

Isidora? Chi è?

Un personaggio della pièce di Pacioni e Buccafusca: una cantante disincantata, saggia e folle al tempo stesso. Una nuova amica da amare e da far vivere sul palcoscenico.

.

Per concludere, si può dare una sbirciatina alla Tua agenda, per capire quali siano i propositi e i progetti per il prossimo anno?

Non serve sbirciare: ti dico tutto. A parte «Sua Eccellenza è servita», per Canale 5 ho in programma Furore il vento della speranza, diretto da Alessio Inturri; per Sky, invece,  The miracle di Niccolò Ammaniti.  Posso aggiungere una cosa?

.

Vai pure Mimma: la scena è Tua, come sempre.

Vorrei ringraziare gli amici della C.D.A. Luca e Maria Grazia Di Nardo (che considero una seconda mamma), perché, con la fiducia e l’affetto che hanno nutrito per me, mi hanno consentito di entrare anche nel mondo del cinema.

 

 

Poche storie: in palcoscenico, sullo schermo della tv o al cinema (e anche nella vita di ogni giorno) Mimma Lovoi sa distinguersi.

Sempre.

 

*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°

 

 CURRICULUM

Teatro

“Harry ti presento i miei” – regia di M.Scaletta

“Se non ci sono altre domande” – regia di P. Virzì

”Robin Hood” – musical – regia di C. Ginepro

”8 donne e un mistero” – regia di C.Insegno

”Questi Fantasmi” di S. Orlando – regia di A. Pugliese

 “Miseria e nobiltà” di E. Scarpetta – regia di C. Giuffrè (ripresa)

 “Miseria e Nobiltà” di E.Scarpetta – regia di C.Giuffrè 

 “Il padre della sposa” – compagnia G. D”Angelo – regia di S. Japino

“È ricca, la sposo e l”ammazzo” di M.Scaletta – regia di S. Japino

 “Borghese e gentiluomo” – II° ripresa

 “Don Raffaele Trombone” e “Cupido scherza e spazza” – farse napoletane di P. De Filippo – con S. Orlando, E. Cannavale, I. Piro – regia di S. Orlando

 “Borghese gentiluomo” di Moliére – regia di F. Crivelli – con E. Calindri (ruolo: Nicoletta)

“Nine” alle Folies Bergére di Parigi – regia di S. Marconi (ruolo: “La Saraghina”)

 “Medea di Portamedina” di A. Pugliese – regia di A. Pugliese – con L. Sastri

“Entgrenzen” – invenzioni teatrali di e con V.Modica

“Napoli milionaria” di E. De Filippo – regia di G.Patroni Griffi – con C. Giuffrè

“Sabato, Domenica e Lunedì” di E. De Filippo – regia di G. Patroni Griffi

“Nata ieri”di G. Kanin – regia di G. Patroni Griffi – con V. Marini

“Amerika” di Kafka – regia di M. Moretti – con L. Lionello

“Trans napoletano” – 7° Festival Nazionale dei nuovi tragici napoletani

 “Miseria e Nobiltà “ di E. Scarpetta – regia di G. Lombardo Radice – con C. Giuffrè (ruolo: Bettina)

Festival dell”Unità, intervento con la Nuova Compagnia di Canto Popolare e con il Gruppo delle Tammorre

 “Don Pascà fa acqua a pippa” di G. Di Maio – regia di G. De Martino

“14 “o pittore e 22 “a pazza” di G. Di Maio – regia di G. De Martino

 “Angelarosa Schiavone” di G. Di Maio – regia di G. De Martino

 “Festa di Montevergine” di R. Viviani – regia di A. Pugliese

 “Sceneggiata napoletana” – partecipazioni in varie farse napoletane di Petito e di Scarpetta

Cantante in vari gruppi folk (voce e tammorra)

 “Carnascialata” – animazione con tammurriate con artisti di tutta la città, Napoli

 “A Guapparia” di A. Fusco – con Beniamino e Rosalia Maggio – regia A. Giuffrè

 

Cinema

“7 Minuti” – regia di M. Placido

“L’Abbiamo fatta grossa” – regia di C. Verdone

”La grande seduzione” – regia di M. Gaudioso

”Buongiorno Presidente” – regia di R. Milani

”Visus- L’eredità dell’arca” – regia di T. Baumann

“Ginger e Fred” – scritto e diretto da F. Fellini

“Io speriamo che me la cavo” – regia di L. Wertmuller

“Voce del sud” – regia di G. Mingozzi

“Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti” – regia di L. Wertmuller 

“L”ombra nera del Vesuvio” – regia di Steno

“I panni sporchi” – regia di M. Monicelli (ruolo: Fosca)

“Un uomo perbene” – regia di M. Zaccaro

“Non lo sappiamo ancora” – regia di A. De Luca, L. D”Angiò e S. Bambini

”Non prendere impegni stasera”- regia di G.M.Tavarelli (ruolo: Maga)

 

Televisione

“Giovane Montalbano 2” – regia di G. M. Tavarelli 

”Pupetta Maresca” – regia di L. Odorisio

”Ultimo 4” – regia di M. Soavi

”Tutti pazzi per amore” – regia di R.Milani – Fiction (RaiUno)

”I delitti del cuoco” – regia di A. Capone 

“Non ho l’età” – regia di G. Base

“Distretto di polizia 2” – regia di A. Grimaldi

”Azione civile” – regia di A. Barzini (ruolo: Signora Tamarro)

”Carabinieri 7” – regia di R.Mertes, D.Trillo e A.Cane

 

 

      GuittoMatto

Categorie: Teatro & Arte varia.

Sicilia? Per la destra molto più di una semplice vittoria

Azzardo un commento prima ancora che i risultati delle regionali siciliane siano ufficiali, assumendomi tutti i rischi della scelta nel caso il conteggio finale risulti differente da quello delle proiezioni, privando di ogni significato il ragionamento che segue.

Al di là di ogni appartenenza, diciamolo senza timidezze né reticenze, quella che si va delineando a favore del candidato delle destre Nello Musumeci, più che a una vittoria, rassomiglia a un trionfo.

I suoi avversari, Fabrizio Micari per il PD votato con il “minimo sindacale” dai siciliani e Giancarlo Cancelleri per i cinquestelle sonoramente sconfitto in quel confronto che, nelle dichiarazioni dei leader del partito, avrebbe dovuto rappresentare il colpo di ariete messaggero della Grande Catarsi delle prossime consultazioni politiche, escono con le ossa rotte.

Più precisamente, da un lato la waterloo del Pd non fa che confermare la debolezza di una leadership a questo punto chiaramente da ripensare, di un partito che si avvia mestamente, salvo al momento imprevedibili colpi di coda, a rivestire il poco influente ruolo di una terza forza demoralizzata e impotente. Dall’altro la dolorosa botta d’arresto subita dai grillini (già infilzati dalla pessima prova di governo dimostrato nelle amministrazioni delle grandi città che aveva affidato loro il consenso elettorale, e dai sempre più numerosi inciampi in altrettanti pasticci e avvisi di garanzia, risulta ancora più grave in considerazione del massiccio impegno direttamente profuso dai vari Grillo, Casaleggio, Di Maio e Di Battisti nella campagna elettorale.

Per Musumeci, invece, sulla base delle semplici considerazioni che vengono subito sotto,  l’affermazione alle urne (con ca. il 40% dei voti) assume, a una più attenta analisi, contorni e significati ancora più profondi di quanto evidenziato dai crudi numeri.

La prima considerazkione è che nell’ elettorato per così dire “renziano”, infatti, pur così ridotto, rimane infatti un’ulteriore riserva di caccia costituita da elettori che, sostanzialmente, pur di evitare scossoni di tipo populista (probabili con l’avvento dei cinquestelle) potrebbe turarsi il naso e votare Berlusconi.

La seconda, ancora più importante, è che l’elettorato grillino comprende una consistente parte di elettori ideologicamente “di destra” votati alla protesta, i quali, una volta di fronte al ritrarsi di una marea che sembrava inarrestabile, sarebbero pronti a “tornare all’ovile”.

Insomma, per farla breve: se davvero il test siciliano suggerisce qualcosa a livello nazionale, si tratta esclusivamente di questo: preparatevi e prepariamoci, ci piaccia o no, a essere governati per i prossimi cinque anni dalle tre “punte” Berlusconi, Salvini e Meloni.

E chi vivrà, vedrà.

Sempre che, naturalmente e come mi auguro caldamente, si sopravviverà.

.

   L’Osservatore

Categorie: Giorni d'oggi.