Le Uova di Colombo (29) – Wittoria! Grazie alla Corte.

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Attenzione: qui si trattano OVVIETÀ NON PERCEPITE: spunti di riflessione su quegli argomenti che sembrano banali e scontati ma che, per molteplici quanto validissime occasioni, molto spesso non risultano a

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Dopo tante notizie funeste, che avevano inferto una ferita quasi mortale alla mia voglia di scrivere, finalmente una luce. Una luce che attendevamo da 40 anni. Sul tema – si legge su Repubblica e sugli altri organi di stampa – ci sono state sentenze, richiami, raccomandazioni delle istituzioni europee, disegni di legge presentati e mai discussi e altri mai approvati in via definitiva.

Un tema, miei cari lettori, mica da poco: quello del cognome.

Sì, proprio quello che viene dopo il nome, che ci portiamo dietro tutta la vita e che è parte integrante della nostra identità.

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Il 27 aprile 2022, con una sentenza storica, la Corte Costituzionale ha stabilito che è illegittimo dare automaticamente ai figli il cognome del padre. E questo vale per i figli nati nel matrimonio, fuori del matrimonio oppure adottati.

D’ora in avanti, mamma e papà dovranno decidere se dare al loro pargolo solo il cognome del padre, solo quello della madre oppure i cognomi di entrambi i genitori e nell’ordine che riterranno più opportuno.

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Spetta ora al Parlamento trasformare in legge quanto stabilito dalla Corte Costituzionale. E qui speriamo bene! Perché ci sono all’uopo già 5 o forse 6 (sul numero le fonti non sono concordi) proposte di legge. E noi sappiamo con quali difficoltà i vari partiti siano inclini a trovare un accordo tra loro.

È certo comunque come questa sentenza rappresenti un notevole passo in avanti verso la parità tra donne e uomini nel nostro Paese.

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Ora – mi direte – perfetto, ottimo! Ma qual è l’ovvietà non percepita?

È che non sarà facile trovare la cosiddetta quadra del problema. Vi faccio qualche esempio. Iniziamo dalle cose semplici.

La legge sarà retroattiva o sarà applicata dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale? E se non sarà retroattiva, è giusto che milioni di persone vengano private del diritto di aggiungere al proprio cognome quello della madre?

Se, invece, sarà retroattiva, come faremo con i vari documenti, i conti correnti, le domiciliazioni, il codice fiscale, etc.?

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E adesso andiamo alle cose un po’ più complesse.

Se, per fare un esempio, Maria Rossi Bianchi ha un figlio con Mario Verdi Gialli, sarà possibile chiamare il figlio Enrico Rossi Bianchi Verdi Gialli o bisognerà far decadere qualche cognome? E se sì, quale?

Insomma, da Cassandra quale sono, prevedo, a dir poco, litigi in famiglia.

Perché figuriamoci se poi i nonni non vorranno metterci il becco! E gli zii, i fratelli, le sorelle…

A proposito di fratelli e sorelle, l’ultimo quesito, lo giuro!

Se Maria Rossi Bianchi ha due figli con Mario Verdi Gialli e se si dovesse rinunciare a qualche cognome nel prosieguo delle generazioni, potrebbe uno dei figli chiamarsi Enrico Verdi Rossi (o Rossi Verdi) e l’altro (anzi l’altra) Manuela Bianchi Gialli (o Gialli Bianchi)?

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E pensare che per il COVID a qualcuno è parso difficile decidere tra due opzioni: vaccino sì, vaccino no!

Qui sotto il link relativo al comunicato stampa della Corte Costituzionale (è breve!) per chi se lo vuole leggere e ragionarci su:

https://www.rainews.it/dl/doc/1651069910668_cortecostituzionale.pdf

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Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è PatriziaSerra-637x1024.png   Patrizia Serra (*)

(*) Patrizia Serra, detta Zizzia (solo da sua madre), farmacista, ma anche copywriter e direttore creativo. Quindi multiforme o incasinata. Comunque da sempre fortemente resiliente, anche in era ante Covid.