Goodmorning Brescia (7) – Le luci e le ombre di Pier Paolo

Questa serie d’incontri vuole essere occasione e causa, come negli scorsi anni, della pacata rivisitazione di alcuni momenti significativi della stagione ormai giunta alle battute finali》 premette Carla Boroni, introducendo questo ennesimo pomeriggio di cultura nel Foyer del Teatro Sociale.

Però, siccome ci piace sempre sorprendere, cominceremo con un’eccezione, visto che oggi qui si parlerà di Pier Paolo Pasolini

Dopo di che, presentati velocemente i prossimi appuntamenti che sì, saranno effettivamente dedicati alle conversazioni intorno al teatro, lascia la parola a Magda Biglia che, a sua volta, presenta al pubblico che gremisce il foyer gli attori/lettori Alessandro Pazzi e Chiara Bazoli: sono entrambi membri del Gruppo Ossigeno Teatro (《Abbiamo l’obiettivo di promuovere azioni teatrali che possano essere motore di cambiamento individuale e collettivo》 – è la loro presentazione)  nato nel 2006 e impegnato particolarmente nella rivisitazione dei grandi autori classici di ogni tempo e di ogni Paese.

Poi sono solo letture, attraverso le quali esce, a tutto tondo, un uomo di genio stretto nel suo personaggio e in un mondo con l’orologio indietro di qualche decina di anni rispetto alla sua indole e alle sue esigenze: Pasolini e sua madre, Pasolini e lo sport, Pasolini e Dio. Brani scelti che permettono di indagare attraverso le sue stesse parole sulla vera essenza del vivere, sulla natura della morte, sulla sofferenza di certi difficilissimi rapporti da intrattenere con se stessi, quando si vorrebbe essere accettati dagli altri, ma non si riesce ad accettarsi per ciò che è.

Tutto questo è Pasolini. Ma è anche essere debole e imperfetto, travagliato da pulsioni che talvolta lo sovrastano e lo travolgono, orientandone abitudini di vita e frequentazioni, affascinanti e ammaliatrici come fuochi fatui nel buio della coscienza. 

Insomma, un personaggio grande ma contraddittorio, scrittore e poeta assolutamente trascinante quando si scava dentro l’anima, che perde forse efficacia e suggestione allorché,  salito sulla pedana, riveste i panni del censore-anti-conformismo-castigatore di costumi.

Tranne che in 《Io so》,  dove i due aspetti si incontrano e, in un certo senso, arrivano a sovrapporsi: più una speranza, più un’intuizione di un cuore ferito, che una certezza, (《Io so, ma non ho né prove né indizi》 è il suo grido impotente e disperato) suggestiva dunque come solo la visione o il sogno di un intellettuale ribelle sanno essere.

Premesso questo, per una volta consentitemi una nota personale più consona al ruolo di opinionista che non a quello di cronista che dovrei ricoprire (ed effettivamente di solito ricopro) in questa sede: ogni volta che incrocio i miei pensieri con la figura di PPP, ammetto di trovarmi in difficoltà, non riuscendo sempre e/o completamente a effettuare una netta distinzione tra l’artista (unico, eccelso, che sa elevare al cielo la mente e l’anima, quello che grida 《È impossibile dire quale urlo sia il mio, ma di certo durerà oltre ogni possibile fine》 ) e l’uomo di discutibile moralità,  che conosce l’arte e il piacere della corruzione. 

Ma questi, dirà qualcuno,  sono problemi miei.


  Bonera.2

 

 

 

 

 

 

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Goodmorning Brescia (5) – Brescia dell’ Altro Teatro

Patrizio Pacioni, Biagio Vinella, Andrew S. Marini, Massimo Pedrotti e, (per la prima volta in  ‘… e quindi?‘)  il chitarrista Massimo Moruzzi.

Con loro Roberta Moneta del Teatro 19 e Gigi Dotti della Compagnia del Fare e Disfare: cosa chiedere di più?

Il terzo appuntamento del primo e (fino a questo momento) unico talk show dal vivo 100% bresciano, dal titolo ‘Brescia dell’Altro Teatro‘  ha evidenziato un ulteriore progresso in termini di contenuti, di affiatamento tra i conduttori, di validità degli interventi scenici e, soprattutto di interazione con il pubblico.

 

Si è parlato del Teatro sociale (quello con la esse minuscola – ha sottolineato il sempre attento e sottile Vinella) in ogni suo aspetto: uno strumento attraverso il quale superare problematiche personali di origine psichica, dirimere conflitti, riportare speranza e autostima anche all’interno di carceri che, come ha argutamente osservato Marietto, l’ospite che ha portato al Caffè Letterario Primo Piano la testimonianza di chi, attraverso la recitazione e la scrittura ha ritrovato  se stesso e si sta impegnando per ritrovare un’adeguata collocazione nel tessuto civile.

Spigliata come e più di sempre la conduzione del duo Vinella / Pacioni, disponibili e brillanti gli ospiti, puntuali e pungenti le note di Massimo Pedrotti, raffinato dicitore nei panni del “domandiere” Vuggevo, letteralmente irresistibile Andrew S. Marini.

E, su tutto, le note armoniche e coinvolgenti della chitarra di Massimo Moruzzi.

  

 

Prossimo appuntamento: ‘Brescia della Solidarietà‘.

 

    Bonera.2

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Goodmorning Brescia (2) – Mariapaola, Renata, il caffè e la Stationette

Si scrive foodtruck, si pronuncia (più o meno) futtràc e si legge furgoncino delle dolcezze.

Sto parlando della Stationette, l’  “idea meravigliosa di street-food” di Renata e Mariapaola (per amordiddio tutto attaccato) che i bresciani possono incontrare praticamente ovunque, su viali, piazze, parcheggi, spazi antistanti scuole e centri commerciali, purché (per regolamento municipale) al di fuori del ring.

Nella foto, scattata la settimana scorsa  un momento della giornata della Stationette che appunto staziona (scusate il gioco di parole) nei giorni feriali, mattina e pomeriggio, davanti al meganegozio di abbigliamento Carnevali, in via Cefalonia. Un punto di ritrovo tranquillo e sfizioso per la pausa di mezza mattina o il caffè del dopopranzo degli impiegati, dei funzionari, dei negozianti, dei professionisti che lavorano nel Crystal Palace e dintorni, e dei semplici passanti che si ritrovano a passare per Brescia 2.

  

Eccole, le due ragazze (a sinistra Renata, a destra Mariapaola) sempre cordiali e sorridenti, maghette di biscotti (ciookie -anche light, oinkie –cioccolato e bacon, crankie, minuscoli frittellopancake e quant’altro).

<Con la nostra Stationette portiamo la colazione di casa in giro er la città, su quattro ruote> dicono praticamente all’unisono.

<Il tutto preparato con un innovativo concept ma nel solco della più genuina delle tradizioni, utilizzando esclusivamente ingredienti genuini e di prima qualità>.

E, per concludere, altre due notizie:

La prima è che, presso la Stationette, è possibile sperimentare la pratica tipicamente partenopea, in questo caso rivisitata alla bresciana, del “caffè pagato“: volete offrire un caffè a una ragazza/ragazzo che vi ha colpito in un incontro casuale ma che ancora non conoscete? A un amico/a che sapete passare di lì in orari in cui siete impegnati?Pagate un caffè e aggiungetevi alla lista che fa bella vista al banco del furgone. Oppure, semplicemente, il “caffè pagato” può rappresentare un pensiero gentile per un bisognoso, lasciando che sia il fato a stabilirne l’identità…

La seconda che dei servizi a domicilio della Stationette (feste, eventi e quant’altro) potete servirvi anche a chiamata. Basta telefonare al numero +393929741166 (sicuri che chiunque vi risponderà avrà una voce simpatica e un faccino grazioso) o spedire una email all’inconfondibile e stuzzicante indirizzo gnam@lastationette.it 

Ho dimenticato qualcosa? Ah, sì!

Due personaggine come Renata e Mariapaola meritano per lo spirito imprenditoriale dimostrato e per l’empatia con cui riescono ad accogliere la clientela che piova o faccia bel tempo, l’incoraggiamento di chi ancora crede che, alla faccia della crisi, si possa finalmente risalire.

  Forza ragazze! 

 

    Bonera.2

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