Goodmorning Brescia (105) – Spettacoli di qualità oltre le mura

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Si è conclusa poche ore fa, presso la sede del Centro Teatrale Bresciano di Piazza Loggia,  la conferenza stampa per la presentazione del Festival Estivo del C.T.B., denominato  «Un salto nel Nullo».

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«È il terzo appuntamento estivo del CTB» ricorda Elena Bonometti , componente del Consiglio di Amministrazione del CTB.

«In nome del concetto di città intesa come unicum,  che non sarebbe tale senza le sue periferie, dal centro di Brescia, sede delle precedenti rassegne, ci si  trasferisce nella zona di via Milano,  precisamente in via Francesco Nullo, dove si è allestito uno spazio scenico ad hoc.  Una sere di eventi che, a partire dall’inaugurazione del 26 giugno, riguarderanno diverse modalità espressive e narrative, in particolare prosa classica e contemporanea, musica, per finire con la composita performance di Moni Ovadia» 

Un’occasione unica che, vista la differenza che si riscontra tra la composizione e l’estrazione del pubblico “invernale” e di quello “estivo”, sottolinea la consigliera,  «potrà risultare utile ad avvicinare nuovi spettatori al Teatro».

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Gian Mario Bandera ricorda che anche questo ricco Festival estivo s’inserisce nel progetto 《Oltre la strada》d cui già si è parlato su queste stesse pagine. Si è predisposto il servizio di un Bus navetta mette in risalto, con legittima soddisfazione, come lo spettacolo di Moni Ovadia, destinato a essere rappresentato in molte altre piazze, sia di produzione del Centro Teatrale Bresciano (la quattordicesima e ultima della stagione)

La capienza dell’impianto allestito varia tra i 200 e i 250 posti, per ogni sera di spettacolo, in collaborazione con Brescia Mobilitàè previsto un servizio gratuito navetta per raggiungere lo spazio del festival, con partenze alle ore 20.45 da Largo Torrelunga e alle ore 21.00 da Piazzale Cesare Battisti; al termine degli spettacoli, la navetta sarà disponibile per la corsa di ritorno.  Nelle sere di programmazione, inoltre, grazie a un’iniziativa realizzata in collaborazione con la Cooperativa la Rete, a partire dalle 19.30 il Bistrò Popolare allestirà presso l’area del festival uno stand per aperitivi e cene fruibile prima dello spettacolo.

Giovani artisti bresciani s’impegneranno ad abbellire, con i loro lavori, le mura perimetrali della vicina e dismessa fabbrica Caffaro.

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Domenico Bizzarro fa presente come e quanto la Cooperativa La Rete si trovi a proprio agio con manifestazioni del genere. L’idea, da sempre sostenuta e perseguita, è quella di rendere le periferie poli attrattivi non solo per lo spazio temporale limitato a un evento,  ma anche al di fuori e oltre, attraverso la creazione di spazi recettivi adeguati e accoglienti.

«Una fucina giusta / per chi la fa e chi la gusta» conclude, con una battuta arguta che, correttamente intesa, può risultare molto più efficace e significativo di un semplice slogan..

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QUESTO IL PROGRAMMA COMPLETO DELLA MANIFESTAZIONE 

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martedì 26 giugno, compagnia “I sacchi di sabbia” e Massimiliano Civica con lo spettacolo «Dialoghi degli dei», per la regia di Massimiliano Civica e con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Iliano, Giulia Solano.

giovedì 28 giugno  «Stories», concerto della raffinata cantautrice Patrizia Laquidara, che sarà sul palco insieme a Daniele Santimone (chitarra e cavaquinho) ed Enrico Terragnoli (chitarra e basso).

sabato 30 giugno, concerto con il cantautore Alessandro Sipolo che proporrà il suo progetto Canzoni per la strada, insieme a Omar Ghazouli (chitarra elettrica), Alberto Venturini (batteria), Emanuele Agosti (basso), Luigi Rizzo (fisarmonica), Paolo Malacarne (tromba).

lunedì 2 luglio spettacolo teatrale Passione, di e con Laura Curino, Roberto Tarasco (che cura anche la regia) e Gabriele Vacis.

mercoledì 4 luglio, Elisabetta Pozzi nel ruolo di regista e interprete del monologo Cassandra, una produzione Fondazione Teatro Due di Parma, con il contributo di Massimo Fini.

venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 luglio la produzione CTB  Dio ride (Nish koshe) che avrà per protagonista tutto il carisma di un artista come Moni Ovadia, con la musica dal 0 vivo della Moni Ovadia Stage Orchestra composta da Maurizio Dehò (violino), Luca Garlaschelli (contrabbasso), Albert Florian Mihai (fisarmonica), Paolo Rocca (clarinetto) e Marian Serban (cymbalon). Uno spettacolo in cui sei vagabondi, cinque musicanti e un narratore di nome Simkha Rabinovich

Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 21.30.

Il festival si svolge all’aperto. In caso di pioggia l’organizzazione si riserva di comunicare le modalità di recupero degli eventi in programma.

 

Biglietti e abbonamenti

– Carnet 6 spettacoli € 50

– Carnet 3 spettacoli € 30

– Ingresso singolo spettacolo € 12, under 25 € 9

 

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Goodmorning Brescia (104) – Via Vantini e i vantaggi del vintage

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39 Vantini Oldstyle  è un ampio showroom, strutturato su due piani, con esposizione di oggetti di antiquariato, modernariato e mobili d’epoca che, come dice il nome, è situato al numero 39 di via Rodolfo Vantini, a pochi passi da viale Italia.

L’esito dell’idea meravigliosa di un gruppo di professionisti esperti del settore che ha portato, due anni fa, all’apertura del negozio.

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«Oltre a tutti i singolari e raffinati oggetti che vedi esposti, nel nostro showroom c’è un angolo dedicato agli orologi d’epoca (con la presenza di un tecnico specializzato nella preparazione ogni domenica e lunedì) e uno spazio riservato, al piano superiore, ha uno studio di progettazione di arredi di interni, operativo tutta la settimana» mi dice Mario Gaburri, facendomi da guida tra centinaia di oggetti che non posso fare a meno di immaginare collocati nelle mie case.

«Ma 39 Vantini Oldstyle non è solo questo. Per scelta aziendale ospitiamo con regolarità e continuità  ogni tipo di eventi e manifestazioni culturali: presentazione di libri, esposizione di foto e quadri, piccoli spettacoli teatrali e appuntamenti gastronomici e di degustazione vini,  nell’intento di permettere ai nostri visitatori di familiarizzare con la merce esposta, la cui qualità curiamo meticolosamente e rigorosamente, in situazioni inusuali e rilassanti» aggiunge, con l’espressione soddisfatta e il tono di voce di chi è gratificato dal proprio lavoro.

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«I nostri orologi antichi, generalmente ante 1970, sono cercati e in tutto il mondo, attraverso i nostri siti» interviene compiaciuto Paolo Pezzotti.

«Non era raro che mi contattino anche solo per avere consulenze tecniche e commerciali, e io non mi tiro mai indietro» .

E, intanto, mi mostra alcuni dei pezzi più pregiati.

Il colloquio si chiude con un ulteriore intervento di Mario Gaburri.

«Il prossimo 27 settembre partirà alla terza edizione della gara per moto d’epoca “Brescia-Napoli” riservato a motociclette con oltre 50 anni di età» ci tiene ad annunciare.

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«Una gara a squadre nell’ambito di un viaggio nel tempo oltre che nello spazio, nella quale risulterà valorizzata la bellezza estetica delle moto, risultando decisivo per l’aggiudicazione dell’esito di un contest fotografico on the road».

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Inutile dire che, a suo tempo, Goodmorning Brescia si occuperà anche di questo.

Nel frattempo, questi i riferimenti della Rete accedere a cataloghi / proposte di mobili antichi, complementi di arredo, orologi, moto, quadri, sculture e quant’altro:

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http://www.39vantini.it/

http://www.vecchioebello.it/

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Goodmorning Brescia (103) – La danza… della Leonessa

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«Basti dire che a Brescia gli adepti di Tersicore, musa protettrice della poesia corale e della danza, sono più dei praticanti di football»  fa notare,  nell’articolo apparso sul Corriere della Sera di ieri, sornione come e più di sempre, Costanzo Gatta.

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Insomma. la Leonessa si rivela assai più “ballerina” di quanto si potesse sospettare.

Absit iniuria verbis, naturalmente: l’aggettivazione sia intesa in senso letterale, cioè senza alcun riferimento alla ormai incombente e incertissima consultazione elettorale che stabilirà a chi, nei prossimi anni, saranno attribuiti onori e oneri dell’amministrazione della Città.

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Con passo leggero e ritmo da provetto danseur, dunque, Costanzo Gatta volteggia per le scuole di danza disseminate in tutta la città: da Carpenballet di Maurizia Camplani a Danza Laboratorio di Antonella Massussi, da Laura De Buono ad Areazione di Stefania Talia , dal Centro Danza di Orietta Davoli a Cristiana Facchini, dalla Forza e Costanza di Nadia Bussien allo Studio 76 di Alessandra Angiolani e Michela Busi, è tutto un germogliare di arabesque, brisé, cabriole, degagé (e si potrebbe andare avanti, seguendo l’ordine alfabetico, almeno fino alla “t” di tendu) .

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Nell’intelaiatura del “pezzo”, come spesso gli accade di fare, l’articolista inserisce alcuni fili d’oro abilmente nascosti per il momentoi: l’accenno a tre giovani eccellenze bresciane che in futuro, certamente, faranno parlare di sé:

«Non a caso una ragazza di dieci anni sta sostenendo esami di ammissione alla Scala, un sedicenne è entrato fra i cadetti del Bolshoi e un terzo ha danzato con Bejart»  ammicca, lasciando abilmente la questione in sospeso.

Praticamente un trailer, anzi tre trailer: scommettiamo che di queste tre giovabi eccellenze bresciane, lo scaltro Costanzo  tornerà a parlarci a breve?

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Goodmorning Brescia (101) – Costanzo Gatta: un puzzle di ricordi per quel drammatico 9 maggio

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È dote propria di un grande giornalista, quella di saper riportare all’indietro il tempo e fermarlo in un certo preciso istante.

Saper estrapolare un fotogramma fissato nel pensiero e nella memoria, non troppo sgranato, ma neanche troppo nitido, perché dev’essere lasciato libero spazio alle volute nebbiose delle emozioni.

Lo ha fatto ieri Costanzo Gatta, sul Corriere della Sera, per preparare uno dei giorni della memoria più oscuri e dolorosi della Storia della Repubblica. Dolore ancora vivo e pulsante, sotto quell’esile tessuto cicatriziale che è tutto ciò che 40 anni sono riusciti a produrre.

Un vulnus forse incurabile, nel dare e nell’avere, per l’Italia e per la Democrazia.

Costanzo Gatta ha scelto di farsi aiutare, nell’ingrata quanto ambiziosa impresa, dalle testimonianze di tanti bresciani, di nascita e di elezione, sintetizzando in modo incisivo i ricordi di ciascuno di loro puntati su quel 9 maggio in cui furono fatte ritrovare dalle Brigate Rosse, nella centralissma via Caetani, le spoglie mortali di un grande uomo politico e grande statista, Aldo Moro.  

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Scorrono una dopo l’altra (“Io ero a scuola” “Io stavo lavorando in fabbrica, il sindacato indisse subito uno sciopero” “Io, carabiniere, presidiavo in servizio di ordine pubblica una sede del Movimento Sociale, con tanto di giubbotto antiproiettile e mitraglietta“, “Io, chirurgo, ero in sala operatoria“, “Io in un bar, avendo marinato la scuola per evitare un compito in classe“, “Io lo seppi dalla tv“…

Inevitabilmente, anche la memoria del lettore si mette in moro, alla ricerca di un ricordo.

Quel ricordo.

E, puntualmente, non senza sofferenza, lo ritrova.

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Goodmorning Brescia (100) – Il buongiorno ai bresciani… raddoppia !

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Proprio così, amici miei.

Da qualche giorno questa rubrica, che ho l’onore e l’onere di condurre ormai da diversi anni, vive ogni giorno anche su Facebook.

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Un “gruppo chiuso” che, in pochissimo tempo, è già arrivato a 850 componenti (e presto si raggiungerà il fatidico 1000,  ne sono convinto!): ogni mattina le previsioni del tempo e poi tante segmnalzioni, diffuse dalla direzione o dai componenti del Gruppo, di eventi, raduni, appuntamenti localizzati nel territorio di Brescia e provincia.

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Chiamatela appendice, chiamatela spinoff, chiamatela come vi pare, ma se siete bresciani, o semplicemente amate la Leonessa, la sua storia e il suo spirito, chiedete di iscrivervi anche voi.

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Goodmorning Brescia, seguiteci sempre più numerosi all’interno di questo blog e raggiungeteci anche su FB: perché questo sia sempre più un vero e proprio giornale della positività, della cultura, della solidarietà, dell’artevche, ogni giorno, scriveremo e leggeremo insieme.

 

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Goodmorning Brescia (99) – Miserabili in scena… con tutti gli onori

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Sta per arrivare a Brescia (nell’ambito della grande stagione del C.T.B.) una straordinaria operazione culturale letterario-teatrale: la trasposizione scenica de “I miserabili“, l’immortale capolavoro di Victor Hugo con Franco Branciaroli in palcoscenico.

Stamattina ho partecipato alla conferenza stampa di presentazione, mercoledì notte, subito dopo che sarà sceso il sipario della “prima”, per così dire a cose fatte, ve ne riferirà GuittoMatto.

Da non mancare, se possibile.

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Come al solito è il Direttore Artistico Gian Mario Bandera a introdurre la conferenza stampa, ricordando che  “I Miserabili” di prossima rappresentazione al Teatro Sociale di Brescia) è una coproduzione CTB    – Teatro Stabile Friuli Venezia Giulia – Incamminati.

La consigliera Patrizia Vastapane, prima di passare la parola a regista e drammaturgo, riferisce del buon andamento della stagione sia al Sociale che al Santa Chiara e il buon lavoro che si sta svolgendo nelle scuole.

«Attività che cominciano a essere notate e raccontate anche dalla stampa nazionale» sottolinea, esprimendo poi il proprio apprezzamento per Doninelli e Però, capaci di una riduzione né banale né noiosa di un grande classico come “I Miserabili”

Il regista Franco Però racconta quella che definisce “una pazzesca avventura”.

«Un’idea temeraria per rendere pensabile la quale,  per prima cosa, è stato necessario trovare qualcuno talmente coraggioso e incosciente da metterci le mani» aggiunge, ammiccando al vicino Doninelli.

«“I miserabili” è un romanzo immenso che quasi tutti conoscono (attraverso film e sceneggiati)  ma che pochissimi hanno letto dalla prima all’ultima pagina. Le vie di per la trasposizione drammaturgica erano due: la prima quella di assecondare il meccanismo narrativo dell’opera (sostanzialmente fuga e inseguimento) seguendo soltanto i personaggi principali o provare (temerariamente) a raccontare, più o meno, tutto di tutti, tramite un cast importante anche in termini numerici (13 attori); in pratica reinventando il romanzo, piuttosto che riducendolo».

In complesso siamo convinti e soddisfatti delle scelte effettuate.

Conclude l’intervento esprimendo grande soddisfazione per le scelte effettuate e riferendo che per quanto riguarda i costumi si è optato per la fedeltà nei confronti dell’epoca in cui è ambientata la narrazione, mentre per le scenografie ci si è avvalsi dell’apporto delle suggestive luci di Cesare Agoni.

Luca Doninelli rincara la dose in merito alla temerarietà di un’operazione di questo tipo.
«Un’impresa del genere è davvero titanica. Roba da malati di mente… ed evidentemente io lo sono» scherza.

«I miserabiliè uno dei romanzi più famosi dell’Occidente se non addirittura il primo. Portarlo in scena è stato un lavoro difficilissimo ma non impossibile» aggiunge, subito dopo..

Il discorso poi si amplia, passando all’individuazione delle principali forme narrative.

«Sono sostanzialmente poche, le principali queste: il romanzo popolare, il romanzo di viaggio,  l’auto-sacramentale (in cui il fulcro è all’inizio). È proprio quest’ultimo il caso de “I Miserabili”, con la consegna dei preziosi candelabri da parte di Monseigneur Myriel a Jean Valjean: un’origine sacramentale per un romanzo inequivocabilmente laico».

Fatta questa premessa, Doninelli fa notare che, mentre solitamente, in teatro, il protagonista principale sia dominatore,  nel dramma tratto dall’opera di Victor Hugo, esso sia in continua diminuzione, allo scopo di fare vivere altri.

«È la rappresentazione del “male alto” e del “male basso”. I “cattivi” di alto livello meritano una morte gloriosa, gli altri neanche quella, solo l’oblio. È la ripetuta quanto ostinata riaffermazione che la vita non è solo un rapporto di causa-effetto, ma risente del caso o del destino».

La conclusione è pienamente in linea con l’alto livello dell’intervento:

«Sono felice di essermi immerso in questa avventura grandiosa.
Jean Cocteau diceva
Victor Hugo era un pazzo che credeva di essere Victor Hugo” e io non posso che essere d’accordo con lui. L’opera I Miserabili rappresenta, per la letteratura, ciò che, nella Storia, furono il fuoco, la ruota, la stampa, la penicillina e la scoperta dell’America eventi fondamentali per il progresso dell’umanità».

Del commiato si fa carico Gian Mario Bandera, ricordando che all’esordio, andato in scena  a Napoli,  e che alla rappresentazione del Teatro Sociale seguirà una lunga tournée  che girerà l’Italia dal prossimo ottobre ad aprile.

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DALL’8 AL 20 MAGGIO AL TEATRO SOCIALE DI BRESCIA

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Goodmorning Brescia (98) – Con Dream Dance le vie del ballo… sono infinite!

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Lei (la presidentessa) si chiama Daniela Toselli.

Al ballo ci arrivò dall’interno, scoprendo la propria passione mentre lavorava da semplice dipendente, alla fine dello scorso millennio, nella discoteca Florida di Ghedi. Applicandosi nello studio e nella pratica con tanto impegno da conseguire, proprio nel 2000, l’attestato di “maestra”.

Lui (il vice presidente) si chiama Ermanno Scalvini, ed è un operatore reiki (metodo di cura alternativo simile alla pranoterapia curando in particolare la metodologia della respirazione).

So che è difficile crederlo, ma il percorso di avvicinamento al ballo di Ermanno è partito niente meno che dalle arti marziali, dalle tecniche di combattimento, dalla pratica dell’arrampicata e del paracadutismo.

«Un po’ perché ero arrivato a un’età alla quale, vista la necessità di controllo dell’integrità fisica necessaria per le mie passioni, il succedersi delle visite mediche aveva assunto ritmi stressanti, ma soprattutto per un’altra ragione:  mi una volta  che  mi capitò di assistere a una lezione di tango argentino, prima con stupoore, poi con grande interesse, ravvisai nella danza movimenti e posture molto simili a quelli delle arti marziali»  spiega.

«D’altronde, per dirla proprio tutta, il tango argentino non nacque come ballo tra uomo e donna, ma come gioco di abilità tutto maschile da esercitare anche con l’uso di coltelli»

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Gli altri sono Diego Martinez (segretario) e Monica Miglioli (consulente psicologa)

«Con Diego, colombiano di Calì, abbiamo cominciato a fare conoscere in Italia  (dove non era particolarmente coltivato) il folclore sudamericano, in particolare la salsa caleňa, la cui caratteristica peculiare è la velocità dei passi (dei colombiani che la praticano si dice che “hanno il fuoco nei piedi”). A Brescia aveva preso piede la salsa cubana, e non è stato facile introdurre un ballo sotto certi aspetti abbastanza simile ma che necessità di maggiore fisicità» spiega Daniela Toselli.

«Dalla nostra collaborazione è nato il gruppo di folclore Co.de.co» aggiunge, con malcelato orgoglio.

Diego Martinez  è ambasciatore in Italia della cultura colombiana e rappresentante di aerorumba (aerobica con musica latina), nonché responsabile italiano della salsa colombiana.

La dottoressa Monica Miglioli (consulente) unisce in sé la doppia figura di appassionata e brava ballerina e di psicologa: inutile dire quanto la sua presenza possa risultare preziosa, soprattutto in termini di motivazione, all’interno della nostra associazione.

Già l’Associazione.

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È di Dream Dance che si parla. Associazione con sede in Borgosatollo nata nel 2012 proprio per iniziativa di Daniela Toselli ed Ermanno Scalvini.

«Non ci interessa l’aspetto competitivo, ma la componente ludica, soprattutto. Ciò non toglie naturalmente che, in presenza di eccellenze, non si sia in grado di individuarle e prepararle al meglio, visto che abbiamo il diploma di istruttore federale» precisa la presidentessa.

Con Dream Dance balli popolari della Colombia (come il Baile de Salon o Carnival de Barranquilla)  e di tutta l’America Latina, oltre a tutte le tipologie di liscio e danza europea.

«A differenza di altre scuole, forniamo noi. Gratuitamente, agli allievi sia i costumi che le scenografie necessarie per saggi ed esibizioni» rivendica con orgoglio Daniela Toselli.

«Il nostro bacino di utenza coincide con Brescia e dintorni. Abbiamo allievi fidelizzati, che vengono da noi da anni. Il calendario comincia dopo l’estate, allorché si parte con il latino-americano. Il tango è un classico che non ha stagione, mentre per quanto riguarda il folclore i nostri allievi arrivano… quando hanno modo di vederlo e  di apprezzarne le peculiarità» interviene Ermanno Scalvini.

«La settimana è scandita da lezioni serali: due ore a settimana per il folclore sudamericano. Un’ora per le altre discipline. Si tengono tutti i lunedì a Colombaro, martedì e giovedì al castello di Castiglione delle Stiviere, il mercoledì a Borgo Satollo. Fino ad arrivare, a giugno, al saggio di fine stagione» finisce di illustrare Daniela.

Poi, come in un perfetto paso doble, raccontano anche cosa c’è che non va, o che potrebbe andare meglio:

«C’è troppa concorrenza da parte di istruttori o presunti tali non adeguatamente formati e preparati, che deprime e squalifica l’offerta di mercato: si parla di maestri improvvisati, scuole che sorgono dal nulla. Vorremmo una maggiore trasparenza nei rapporti con gli Enti. Qualche anno fa fummo esclusi da un importante bando nonostante avessimo presentato un’offerta più completa e competitiva a vantaggio di un altro partecipante, e ancora non abbiamo capito perché.  Da allora non abbiamo più partecipato, cominciando a indirizzare le nostre proposte anche al di fuori  dei confini regionali, se non addirittura all’estero».

Programmi per il futuro?

«Il 23 maggio saremo a ballare a Boario Terme per l’apertura dei favolosi giardini esterni. Tutte le domenica siamo presenti, dalle 20 alle 21,  ad Angolo Terme. Alla Fiera del Cavallo di Verona, a novembre, ripeteremo l’esibizione tango- dressage che già tanto successo ha riscosso nella precedente occasione, proponendola magari anche con l’abbinamento folclore sudamericano-dressage: uno spettacolo singolare e affascinante, quello di unire le movenze dei ballerini e di cavalli meravigliosamente addestrati dai rispettivi cavalieri

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Ecco, di Dream Dance, a questo punto, aggiungendo che si occupano con professionalità dell’organizzazione di eventi e serate e di lezioni private, e che tengono corsi di lingua spagnola, postura e settore olistico reiki, si è detto tutto (o quasi).

Ora non resta che verificare di persona. Questi i recapiti:

Sede: Via Nino Bixio 42 – Borgosatollo (BS)

Mail: dream-dance1@hotmail.it;

Tel. Dany: +39 349 66 71 885

Tel Ermy: +39 338 28 62 113

E ricordate:

IL BALLO COMINCIA … DOVE LA PAROLA SI ARRESTA !

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Goodmorning Brescia (97) – C’è il sorriso di un Angelo, nel Parco di Rivoltella

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Ancora una volta, ma le volte son poche, affido la conduzione di questa rubrica a Patrizio Pacioni.

Leggendo l’articolo capirete perché.

Bonera.2

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Oggi pomeriggio c’erano quattro generazioni, al parco giochi di via Albinoni, a Rivoltella del Garda.

Anziani, adulti, ragazzi e bambini.

Per la scopertura di una targa, nella ricorrenza di un giorno molto triste di trentasei anni fa: il ritrovamento del corpo della piccola Marzia Savio, rapita e brutalmente uccisa nel 1982.

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C’era il Sindaco di Desenzano, Guido Malinverno, che ricorda come quel piccolo parco fosse già intitolato alla bambina, ma che formalizzarlo, con una cerimonia ufficiale, assume un significato che va molto oltre la burocrazia.

Sì, è vero, e che questa riunione di popolo va molto al di là, lo dicono gli sguardi delle tante persone presenti, l’emozione che si respira nell’aria, il cordoglio ancora vivo negli occhi dei parenti più stretti e degli amici.

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È il segno di un amore e di un dolore profondi, che non si sono mi sopiti. Del ricordo accorato di tutta una comunità, che non vuole che la memoria s’interrompa e si confonda nell’oblio.

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«Tra me e Marzia passava solo una quarantina giorni» dice la cugina Giuliana Savio. Lo stesso cognome, la stessa età.

«Tante volte mi sono chiesta come sarebbe cresciuta lei, come si sarebbe sviluppata la sua esistenza, cosa avrebbe saputo fare e dare, quante cose avrebbe visto, se si sarebbe innamorata, sposata, se avrebbe avuto dei figlise le fosse stato permesso di vivere»

Le chiedo come fosse il carattere della cugina.

«Oh, Marzia era allegra, curiosa del mondo» mi risponde con un mesto sorriso, al ricordo.

«Vivace, assai più di me, che invece ero una bambina tranquilla».

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Viene scoperta la targa, sulla quale sono incise le belle parole scritte da Mirco Maltauro, destinata a restare lì, a lungo.

Come il ricordo di Marzia Savio nei cuori dei suoi cari e dei suoi concittadini.

E non solo nei loro.

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