Ex Libris (37) – Parigi non è poi così nera, se ci si va… in Ferrari!

Ebbene sì. Confesso che questo libro me l’ero perso. Per meglio dire, che me lo sarei probabilmente perso, se non l’avessi visto occhieggiare invitante fosse che, qualche settimana orsono, non avesse attratto la mia attenzione ammiccando invitante tra gli altri libri esposti in una edicola del centro di Brescia. Merito di una delle poche “buone pratiche” che ancora caratterizzano la gestione dei quotidiani, non solo italiani, di proporre l’acquisto di romanzi, raccolte di filosofia o saggi (e favorirne così la diffusione in un pubblico più largo) pagando un ragionevole sovrapprezzo nell’acquisto del giornale. Confesso subito di considerare questo casuale “incontro” un evento fausto, e leggendo la recensione capirete il perché.

Come si suol dire, però, è sempre buona cosa cominciare dall’inizio, cioè dal titolo del romanzo che è «Paris noir», e dall’autore (anzi dall’autrice) che si chiama Ida Ferrari, della quale troverete una sinteticissima ma succosa biografia proprio subito dopo la trama.

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La trama

Anche in banca, come e più che altrove, con il favore della massiccia e invadente presenza del cosiddetto sterco di Satana (il denaro) sia in forma fisica che virtuale, si annidano passioni e tentazioni, professionali e no. Gianluca, fino a un certo giorno impiegato modello e cassiere integerrimo, si appropria di una ingente cifra sottratta al dispenser di banconote del bancomat. Greta, sua collega di agenzia, s’impossessa di una innovativa proposta tecnica lasciata incustodita nel locale delle cassette di sicurezza. Mentre l’azione malevola di un losco manipolatore nascosto dietro lo schermo di un computer, mette in pericolo la sicurezza e la vita stessa di un certo numero di adolescenti fragili e facilmente influenzabili, Tra Parigi e Milanosi dipana una vicenda drammatica, serrata e ricca di colpi di scena. Di cercare di sbrogliare una situazione che definire intricata è molto riduttivo, i due soci dell’agenzia di un’agenza d’investigazioni (Simona Fontana e Paolo Bosco – già protagonisti de «La vincita»).

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L’autrice

Ida Ferrari è nata e vive a Brescia. Dal 2003 al 2005 ha frequentato un Corso di tecniche della narrazione di due anni alla scuola Holden di Torino. Finalista nel corso degli anni in numerosi concorsi letterari a tema, nel 2012 ha pubblicato con Armando Curcio editore un noir dal titolo «Blackmail» con lo pseudonimo di Carol J. Keaton.

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Ida Ferrari fotografata prima dell’inizio di una presentazione del libro «La vincita»

Ha vinto premi relativi ai suoi racconti che sono stati raccolti nel volume «Torte gemelle» (Delmiglio Editore, 2016). Nel 2017 (per Golem Edizioni) ha pubblicato il romanzo «La vincita» che si è aggiudicato il terzo premio al Festival Giallo Garda, è stato finalista al concorso Garfagnana in Giallo e ha ricevuto la menzione della giuria in occasione della manifestazione Giallo Ceresio 2019.

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Ida Ferrari (terza donna a partire da sinistra) nel corso della cena di gala seguita alla premiazione di un’edizione del prestigioso concorso Garfagnana in Giallo.

Nel maggio 2013 il racconto intitolato «Roberta camminava» è stato tradotto in inglese e presentato a Dublino all’interno dell’Italo-Irish Literature Exchange con Dacia Maraini e Catherine Dunne.

È la curatrice della pagina letteraria “iLìber de Brèsa” all’interno del gruppo FB “Io amo Brescia perché”.

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La mia lettura

La prima considerazione che mi viene da fare è che Ida Ferrari conosce e sa padroneggiare molto bene (e in questo è impossibile non riconoscere la sua formazione holdeniana) le moderne tecniche di scrittura. Dal prologo che, senza inutili fronzioli preliminari, catapulta immediatamente il lettore nel vivo dell’azione al finale a sorpresa; dal ritmo sincopato della narrazione intessuta quasi interamente di periodi brevissimi e incalzanti alla sapiente distribuzione nelle pagine d’informazioni e indizi; dalla dettagliata e suggestiva descrizioni delle varie location teatro dell’azione alla certosina documentazione sulle pratiche professionali svolte dai personaggi principali e secondari (in banca, tanto per fare un esempio, sembra proprio di esserci davvero), che vengono minuziosamente (ma senza alcuna ridondanza) tratteggiati sia nell’aspetto fisico che nell’abbigliamento…

… questo snello giallo, oltre a essere una piacevole occasione di intrattenimento, può rappresentare un ottimo esempio pratico per chi si voglia avvicinare alla scrittura gialla.

Insomma, opera curata in ogni dettaglio, compresa l’immagine della Tour Eiffel in costruzione (riportata più in alto – che capirete e apprezzerete leggendo il libro) e la numerazione dei capitoli per la quale (piccola finezza che segnalo principalmente ai cosiddetti “addetti ai lavori”), Ida ha optato in una scarna ma efficacissima scansione in numeri scritti in lettere.

Ultima annotazione, ma non per questo meno importante delle precedenti: ATTENZIONE – la lettura di «Paris noir» può creare dipendenza.

Nel senso che, almeno per quanto i riguarda, dopo aver raggiunto felicemente l’ultima pagina del libro, la 303, ho riscontrato in me il sorgere di due desideri, diversi ma convergenti: il primo quello di andare a recuperare al più presto «La vincita», per rivedere in azione la premiata Agenzia Investigativa Fontana, l’altro quello di aspettare con impazienza l’uscita del prossimo giallo firmato Ida Ferrari.

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  • Titolo: Paris Noir
  • Autore: Ida Ferrari
  • Editore: Golem Edizioni
  • Collana: Le vespe
  • Pubblicato: ottobre 2019
  • EAN: 9788885785564
  • ISBN: 8885785565
  • Pagine: 308
  • Prezzo: 13,90 €

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Il Lettore

                                                                                    

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