Goodmorning Brescia (17) – Un sorriso allunga (e migliora) la vita

La cosa era nell’aria da qualche giorno ma, nonostante le pressioni ricevute, Giusy Orofino, siciliana di Brescia, educatrice di Progetto Salute Onlus presso la Residenza Sanitaria Assistita Sorelle Girelli di Marone, è restata ostinatamente “muta”: se aveva preparato ai suoi amati “nonnini” una sorpresa (e che sorpresa!), tale doveva restare fino all’ultimo momento.

Cosicché oggi pomeriggio, gli ospiti si sono ritrovati tutti nel giardino, un angolo verde con (magnifica) vista su uno dei più suggestivo scorci del Lago d’Iseo in attesa…

Già.

In attesa di cosa? O meglio, di chi?

Il “mistero” è stato svelato alle 17 in punto, allorché, brillante e spigliato come hanno potuto ammirarlo in tv gli aficionados di  trasmissioni comiche come Zelig Lab e Colorado Lab, gli internauti attraverso Youtube e tanti Bresciani in città e provincia, Vincenzo Regis (accompagnato dal manager Andrea Silvestri) è comparso davanti alla insolita platea e si è impegnato in una travolgente sequenza di gag che ha riscosso applausi e franche risate in quantità.

Come sei riuscita a ottenere l’intervento di un personaggio così qualificato e, soprattutto, tanto amato dal pubblico

 

Beh, con un po’ di sfacciataggine, per dire il vero. Quando mi è venuta l’idea non ci ho pensato su un minuto di più: mi sono messa al pc e ho inviato a Vincenzo un messaggio in cui gli chiedevo il favore di venirci a trovare a Marone spiegando quanto poteva essere importante regalare dei sorrisi ai miei ospiti. Il resto lo ha fatto tutto lui, confessandomi di avere una particolare sensibilità nei confronti dei problemi degli anziani e accettando immediatamente l’invito.

Ciò che più mi ha stupito è stata la partecipazione dei presenti, il loro interesse, il loro divertimento.

 

Il deterioramento cognitivo degli anziani non si può fermare ma si può contenere e rallentare significativamente attraverso infiniti stimoli e ridere è una sana medicina.

Qualcosa da dire a Vincenzo Regis?

Oltre a ringraziarlo? Gli dico che ha contribuito con quel qualcosa in più, quella particolare empatia che solo un grande artista naturale qual è Lui riesce a esprimere.

Un grande successo e una grande soddisfazione per Te.

Prima ancora una gioia. Una spinta a impegnarmi sempre più, magari portando qui alla Residenza Sanitaria Assistita Sorelle Girelli di Marone qualche altro… pezzo da novanta.

Quanto al vostro cronista, gli sia consentito di dire ancora una cosa su Regis: nessuno riesce a divertire il prossimo di uno che si diverte a farlo. E questo è proprio il suo caso.

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 Bonera.2

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Goodmorning Brescia (16) – Questa volta niente pacchi da Christo

Articolo in subappalto. Questa volta ci pensa il mio inviato speciale. Sapete chi.

   Bonera.2

 

 

Lo conoscevo come impacchettatore di monumenti.

Ma anche di palazzi, di mura antiche…

Quello di “The Floating Piers” però non è per niente un “pacco”.

Ci sono stato stamattina, perché del “raccontato” e del “sentito dire” non mi sono mai accontentato.

Sveglia alle 3 e 45, per essere al Lago d’Iseo per le 6, ora fissata per l’apertura al pubblico. Con la soddisfazione aggiuntiva e non compresa nel prezzo (che non c’è, perché la camminata sull’acqua non comporta alcun pedaggio) di vedere l’alba spuntare tra i colli rigogliosi e severi della Val Trompia.

Prima di trasmettervi le mie sensazioni (dopotutto è per questo che mi state leggendo, che ci sia state, che progettiate di andarci o che lo snobbiate arricciando il naso, o no?) però, mi preme fare qualche doverosa considerazione:

  1. Davvero ragguardevole la correttezza nei punti di ristoro: pur considerando l’assoluta eccezionalità dell’evento, la qualità del servizio appare alta e il livello dei prezzi ragionevolmente contenuto;
  2. Encomiabile il lavoro degli addetti alla sicurezza (sia gli stuart che le forze dell’ordine generosamente dispiegate in zona;
  3. Qualche perplessità (pur considerando le enormi di difficoltà di gestione della mobilità di ca. un milione di persone in pochi giorni) sulla rete dei trasporti che rende, soprattutto per chi non conosce la zona, davvero problematico l’avvicinamento all’evento;

a

Quando arrivo a Sulzano, nonostante la giornata sia ancora così giovane (una neonata, praticamente)  c’è già tanta gente in fila. Con grande soddisfazione, però, constato che il tempo di attesa non supera il quarto d’ora.

Poi sono lì, a sentire sotto i piedi lo sciabordio lieve delle onde, in una condizione di piacevole destabilizzazione, tra la terra ferma e il dominio dell’acqua. Passeggio, conversando con chi ti accompagna, ma il lago è lì, che reclama attenzione a ogni passo.

Sono lì, a vivere l’effimero. Sono lì, a divorare famelico una pietanza che, già lo so, perché, semplicemente, questa è la regola del gioco, mi sarà portata via dal piatto prima che ne sia completamente sazio,

Sono lì, languidamente malinconico sapendo che la prossima volta che verrò in riva all’Iseo, quella lunga striscia arancione la cercherò con lo sguardo, senza trovarla. Cerco di fissare tutto nella memoria, perché è lì che resterà, come il ricordo di un bacio o di una scottatura. Una carezza, per me.

Capisco che questa è la magia di Christo. 

Ricordo ciò che mi consigliava mia madre: “Alzati sempre da tavola quando ti resta ancora un po’ di appetiito”.

Il regalo, nel pacco, stavolta si trova.


    Patrizio Pacioni

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Post-it (1) – BREXIT = British Requiem Economic X ITaly

 

Rimango davvero sbalordito dal…. dal…. diciamo 《candore》 (oggi mi sento buono, va), di chi pensa, in un mondo sull’orlo del disastro ecologico e umanitario

(e che nessuno salti su a dire che la colpa è di questo o di quello, ormai vicini al baratro ci siamo, dunque si tratta solo di cercare di sopravvivere)

ci si possa salvaguardare chiudendo l’esile cancello del proprio misero orticello.

Intanto, per colpa del delirio nazionalista di metà del Regno Unito, quell’accenno, quel timido abbozzo di ripresa economica che faticosamente si stava facendo strada, rischia di essere completamente strozzato per almeno altri due anni.

Il crollo delle borse, l’appesantimento della sterlina nei confronti delle principali valute mondiali, il brusco impennarsi dello spread non appaiono certo come messaggi positivi.

Eppure c’è chi esulta, non pensando alle conseguenze di quello che, da parte dei britannici, è stato un autentico colpo… di pancia.

Intanto in Scozia e Galles riprendono vigore le spinte separatiste e  in Irlanda si parla di riunificazione alle spalle della Regina Elisabetta e del suo Governo.

<Non sono pessimista per la presenza di un’enorme quantità di problemi da affrontare (e il peggio sembra ancora lungi da venire), ma per l’assenza di un solo elemento che possa fare presagire una rinascita o, almeno, una significativa ripartenza.

L’economia segna il passo in tutto il mondo, il terrorismo incarognisce anche nella forma più subdola dei “massacri fai da te”, l’ecosistema sembra un pugile in procinto di andare al tappeto per il conto finale, le ideologie languiscono a favore del nichilismo e del qualunquismo più becero quello alla Nigel Farage, per intenderci), valori come solidarietà e impegno civile si portano ai piedi come vecchie ciabatte e una generazione di giovani è stata espulsa dal ciclo del lavoro e un’altra si prepara a esserlo.

E la nostra povera Italia, in tutto ciò, è una mandorla stretta nello schiaccianoci.

Inutile prenderci in giro: la decrescita ci sarà, come vuole qualcuno, e ci sarà per tutti.

Ma non sarà indolore né tanto meno felice.

Dio salvi il Re, e anche i sudditi di tutto il mondo. Amen.

  Valerio Vairo

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Goodmorning Brescia (15) – Il Rivellino rivelato

Ne aveva scritto sul Corriere della Sera meno di un mese fa, all’indomani del fortuito (e fortunato) ritrovamento della base del rivellino di piazza della Repubblica a opera degli operai della A2A e, venerdì prossimo; venerdì pomeriggio il giornalista Costanzo Gatta ne parlerà presso la sede della in uFondazione Civiltà Bresciana,  insieme a Nicoletta Carioni, l’attore Daniele Squassina e l’architetto Giusi Villari n dotto talk show artistico-cultural-storico sulla nuova collocazione dei reperti.

Insomma, grazie al teleriscaldamento (con buona pace di chi ne contesta l’utilità e la compatibilità ambientale), proprio davanti al palazzo dei sindacati, è saltato fuori  un bel pezzo delle cosiddette mura venete e, in particolare dell’antica Porta di San Nazaro.

Sì, ma che cosa è, un “rivellino”?

Nulla a che vedere (naturalmente) con l’omonimo calciatore carioca Roberto Rivellino (vincitore tra l’altro di 3 coppe del mondo nel 1970, 1974 e 1978 e inserito dal maestro Pelè nella lista dei migliori giocatori sudamericani di sempre.

No, il rivellino (o revellino) di cui si parla in questo articolo è un tipo di fortificazione indipendente generalmente posto a protezione di una porta di una fortificazione maggiore. La grande diffusione della struttura, soprattutto nell’ambito della fortificazione alla moderna, ha diffuso la parola in tutta Europa (in inglese e francesce Ravelin, in spagnolo Revellín, in portoghese Revelim) ma ne ha contemporaneamente sfumato il significato cosicché spesso sono etichettate come rivellini strutture di tutti i generi. La probabile origine va ricercata in una formazione del tipo iterativo RE + VALLARE cioè fortificare di nuovo, da cui un latino tardo REVALLO; dall’analogia con “ripa”, “riva” (che darebbe la forma intermedia RIVALLO) avrebbe, per metafonia A>E portato alla forma RIVELLO. Trattandosi di opere in genere di ridotte dimensioni si sarebbe poi affermato il diminutivo “rivellino”.

(da Wikipedia, l’enciclopedia libera).

Scrive Gatta nel suo articolo:

Si può approssimativamente calcolare che il diametro fosse attorno ai 70 metri. Il tracciato semicircolare doveva abbracciare l’attuale piazzale della Repubblica. Poi dove oggi iniziano via Fratelli Ugoni e via Vittorio Emanuele al rivellino si allacciavano le mura. Lungo via Vittorio Emanuele esistevano poi torrette di guardia con i romantici nomi di Stelle, Sole e Luna.”

Già quasi novanta anni or sono, in occasione della posa delle fondamenta del Palazzo dei Sindacati, erano emerse alcune vestigia murarie, prontamente (ma invano) segnalate dagli operai alla direzione dei lavori cui premeva, soprattutto, poter inaugurare il nuovo fabbricato in tempo utile per festeggiare l’ottavo anniversario della Marcia su Roma.

Quelli venuti alla luce sono dunque i resti del rivellino della porta San Nazaro, saltato in aria nel 1769 per un drammatico scoppio delle polveri. Accadde alle 4 del mattino durante un temporale. Tutta colpa di un fulmine piombato su uno dei 2800 barili che contenevano 234.822 libbre di polvere.” ricorda ancora Costanzo Gatta.

La città pianse oltre 500 morti: 270 i rinvenuti, altrettanti rimasti per sempre sotto le macerie, 276 infine i feriti. Al di fuori delle Chiusure si contarono 6 morti.I resti trovati verranno valorizzati. Il come è ancora da studiare e secondo le direttive della Sovrintendenza.”

 

 
La Fondazione, senza scopo di lucro e per l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale, ha come fini la ricerca, la documentazione e lo studio della storia, della vita, della tradizione e del patrimonio culturale lombardi, con particolare riferimento a quelli bresciani e, come tale, favorisce, promuove ed attua ogni attività ed ogni iniziativa che abbia attinenza con le proprie finalità istituzionali.

In particolare la Fondazione (presieduta da Monsignor Antonio Fappani):

– incrementa (anche con il contributo di altre Istituzioni, Associazioni, Enti pubblici e/o privati e di singole persone) la raccolta di documenti, di studi e di materiale librario afferenti le proprie finalità;
– promuove e cura ricerche specifiche di materiale documentario e ne pubblica i risultati; sviluppa iniziative per la conoscenza e la valorizzazione dei   beni culturali e per la creazione di progetti museali; organizza convegni di studio e/o seminari sugli argomenti afferenti le proprie finalità istituzionali;
– istituisce e promuove premi di studio e borse di ricerca per studiosi e ricercatori che intendano approfondire le tematiche che costituiscono le finalità sociali della Fondazione;
– garantisce la funzionalità degli archivi e delle biblioteche specializzate propri e favorisce la fruibilità di quelli di proprietà degli Enti a tal fine convenzionati con la Fondazione;
– promuove attività di formazione e di aggiornamento degli operatori di tutti i Servizi culturali attivi o attivabili a livello sia locale, sia regionale;
– cura la pubblicazione di riviste e di monografie al fine di rendere noti i risultati delle ricerche e degli studi promossi, cura altresì la stampa degli atti dei convegni e dei seminari organizzati.
– promuove corsi e seminari di storia;
– promuove convegni di studio sui problemi e sui personaggi bresciani;
– promuove ricerche e indagini su particolari momenti della storia bresciana, anche per offrire stimoli ed incentivi di studio per i giovani ricercatori;
– presenta opere attinenti la vita e le storie bresciane;
– progetta e realizza mostre, anche itineranti, su tutti gli aspetti della vita, della storia e della cultura bresciane;
– ospita anche esposizioni già allestite, purché siano consone ai suoi scopi;
– progetta e dirige l’allestimento di esposizioni e di mostre per conto di Comuni, Enti e privati.

Appuntamento venerdì pomeriggio a partire dalle 17 presso la sede di Fondazione Civiltà Bresciana in Vicolo San Giuseppe 5.

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 Bonera.2

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Goodmorning Brescia (14) – Lasciate che i giovani (attori) vengano a me

 

Al Caffè Letterario Primo Piano teatro giovane che più giovane non si può.

Biagio Vinella presenta Tutta colpa del ping!, spettacolo preparato in sette mesi con i più giovani allievi della sua scuola di recitazione (tutti in età da seconda media).

Il teatro dei ragazzi  dev’essere fatto dai ragazzi”  è l’idea guida.

Il mio corso è stato frequentato da circa trenta allievi; insegnare recitazione a questi attori in erba costituisce per me occasione di un grande accrescimento personale e professionale che, mi auguro, ripeterò in modo ancora più strutturato, anche il prossimo anno

Il testo scritto dallo stesso conduttore di  “… e quindi?“,  il talk show dal vivo 100% bresciano che tanto interesse ha suscitato in città e tanto successo ha riscosso con i primi quattro appuntamenti, è una snella pièce di tema (apparentemente) fantascientifico: in essa si narra del primo lancio di un astronauta bresciano da una  scalcagnata base aerospaziale della provincia in cui tecnici fannulloni e dediti a chattare con lo smartphone e chiacchierare (rigorosamente in dialetto) delle più ordinarie banalità, anziché impegnarsi nel lavoro, perdono ben presto il controllo della situazione. Non manca neanche la scienziata che, invece dell’ingegnere spaziale, ambisce a trovare un impiego da cassiera in un Mc Donald.

L’astronave sembra destinata a perdersi nel buio siderale, ma l’astronauta, invece di preoccuparsi del proprio destino, non trova di meglio che lamentarsi del vitto, chiedendo che l’avveniristico ma insipido cibo dispensato da un sofisticato apparato per essere succhiato da una super-tecnologica cannuccia, venga sostituito da un bel piatto di casoncelli.

Di fronte alla drammatica emergenza venutasi a creare nello spazio, non mancano naturalmente i riflessi dei media, rappresentati da un cinico giornalista che (non curandosi della possibile tragedia che sta per avvenire nello spazio) si preoccupa solo dell’audience.

I tempi sono snelli, i giovanissimi interpreti perfettamente a proprio agio nelle parti, la scenografia  “minimal” ma non priva di “effetti speciali”, ingenui ma suggestivi.

Il finale, naturalmente, è lieto, ma non banale.

Il messaggio dell’opera piuttosto trasparente: gli adulti, nella maggior parte dei casi, vengono visti come inconcludenti cialtroni (e forse è proprio così che le giovani generazioni li considerano, vista la pessima  “eredità” ricevuta dalle precedenti generazioni) .

Agli spettatori più attenti, invece, viene da chiedersi se è proprio così che, fatte le dovute proporzioni,   i governanti dell’Italia e del Mondo gestiscono i pesanti problemi in cui da troppo tempo si sta dibattendo l’intera Umanità.

E… la macchina che fa ping? Oh, è un po’ come il sarchiapone, un tormentone comico utile, in questo caso, a simboleggiare una certa comunicativa pseudo-tecnica che, una volta che se ne vengono smontate le posticce sovrastrutture, si rivela assolutamente inutile e pretestuosa.

 Tanti applausi alla fine, sia per gli attori che per l’istruttore/drammaturgo/ regista Biagio Vinella.

E Brescia, sempre più, è la città del teatro, per tutti i gusti e per tutte le età.

 

 Bonera.2

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Goodmorning Brescia (13) – … e quindi? Appuntamento in autunno

 

L’operazione è riuscita bene e il paziente NON è morto. Anzi, sembra che goda di ottima salute.

Questa è la prima considerazione che emerge con lampante evidenza dopo i primi appuntamenti di … e quindi?, l’evento pensato e realizzato dalla premiata ditta Biagio Vinella & Patrizio Pacioni in collaborazione con Daniele Bonato e i suoi compagni del Caffè Letterario Primo Piano.

Il quarto della serie, ultimo della prima stagione ha visto al centro del dibattito Brescia della Solidarietà.

E di solidarietà si è parlato, al cospetto di un folto pubblico attento e interessato, attraverso l’incontro-confronto con diverse iniziative operanti nel settore nel territorio della città e zone limitrofe, ma con un respiro e prospettive che vanno molto l di là dei confini della provincia.

Si è cominciato infatti con il commovente dialogo con l’Associazione Orage d’étoiles, nata per ricordare la scomparsa del giovane Cosma Casagrande attraversola pubblicazione di un libro che contiene il suo diario di viaggio (alla socialità e alla solidarietà cimpletamente dedicato) e, successivamente, con la messa in opera in un’accogliente malga, di uno spazio dedicato a iniziaative solidali e culturali.

A seguire la giovanissima Tania Lavro, con la fresca spontaneità che la contraddistingue, ha illustrato il progetto di aiuto ai bambini vittime della terribile guerra che, sotto il silenzio di maggior parte dei media, continua a devastare ampi territori ucraini.

  stata poi la volta di Emergency i cui scopi (assistenza medica in zone disagiate per popolazione bisognosa di ogni supporto sanitario) e le cui iniziative nel mondo sono universalmente noti. Attraverso una serrata intervista gli ospiti hanno potuto spiegare nel dettaglio quale sia la funzione delle sezioni locali, in particolare l’attività del gruppo cittadino.

Gli esponenti della onlus I fuori onda hanno condiviso con i conduttori e con gli spettatori una storia di grande amore e tenerezza, incentrata su una gestione e creativa del tempo libero di adolescenti con disabilità, esaltando il contributo dei giovani volontari che collaborano all’iniziativa. ad arricchire l’intervento, un suggestivo filmato.

Ultima, ma solo in ordine di tempo, è salita sul palco Marina Clara Borghetti, anima di Un pane per tutti, associazione che ha come scopo la lotta contro lo spreco alimentare attraverso l’educazione dei consumatori e, soprattutto, il recupero di quei residui alimentari che escono dal circolo della comercializzazione quando sono ancora utilizzabili. 

In grande forma il maestro Carmelo Buccafusca, al piano, e il performer della Compagnia Girovaga delle Impronte, Massimo Pedrotti, negli scomodi (per gli altri) panni del raffinato ma sempre urtiv Domandiere. Assente (giustificato) nell’occasione Andrew S. Marini che, con i suoi torrenziali e pungenti monologhi satirici, è diventato un autentico richiamo per i frequentatori del Primo Piano.

    

Riassunto delle puntate precedenti: dopo questa prima fase, … e quindi? va in vacanza e si appresta a tornare nel prossimo autunno, più completo e più strutturato alla luce dell’esperienza maturata.

E noi, naturalmente, saremo lì, al numero 10 di via Cesare Beccaria, l’ultimo giovedì del mese a partire dalle 21.

Cavoli, queste sì che sono certezze che aiutano a vivere meglio!

  

 Bonera.2

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Goodmorning Brescia (12) – Sraffa: la giovane forza della legalità

Poche settimane fa l’aula magna dell’Istituto d’Istruzione Superiore Piero Sraffa di Brescia oltre cento studenti avevano rappato I m’ai ciapà, una poesia di Marietto, ex detenuto che aveva coadiuvato Patrizio Pacioni nel primo dei due appuntamenti, dedicati alla legalità che la professoressa Annabruna Gigliotti , in pieno accordo e totale sintonia con la dirigente scolastica Maria Piovesan ha organizzato quest’anno per i suoi studenti e per quelli di alcuni dei suoi colleghi.

  

Un evento straordinario per partecipazione (sia dal punto di vista numerico che da quello del coinvolgimento dei ragazzi che gremivano la grande aula magna in ogni ordine di posti. Alla premiazione del concorso di scrittura basato su fantasiosi incipit predisposti dallo scrittore romano (al quinto anno di collaborazione con la scuola bresciana) si è aggiunta la proiezione degli haiku composti e proposti in suggestivi videoclip dagli stessi studenti.

  

Straordinario, in questa occasione più che mai, il rilievo della parte musicale, strutturata e condotta dalla professoressa di educazione musicale Elisabetta Marcolini e dalle sue più ispirate e preparate studentesse.

  

Alla fine dopo che, con la consueta vivacità, Patrizio Pacioni ha passato in rassegna caratteristiche e peculiarità di un concetto e di una pratica di legalità la cui interpretazione non si limiti alla chiusura in rigidi schemi storici, geografici e culturali, la premiazione delle squadre vincenti, occasione di un festoso commiato.

 

 Bonera.2

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Goodmorning Brescia (11) -Bresciani, ve li do io i monumenti!

Si può passeggiare per Brescia e dintorni rimanendo comodamente seduti nel Foyer del Teatro Sociale? Si può, se a tenerci per mano e a condurci in questa fantastica e virtuale promenade è una guida che si chiama Michela Valotti, docente di Educazione al Patrimonio Artistico e Teatro di Animazione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore

  

È il secondo e ultimo appuntamenti di 《Sguardi su Brescia》 breve ciclo d’incontri ideato, realizzato e condotto da Elena Bonometti, già (favorevolissimamente) conosciuta dai visitatori di questo blog. Il titolo: 《Passeggiata bresciana tra le pietre della memoria, tra vero e simbolo》 .

La “visita guidata” è orientata su opere bresciane (o di artisti bresciani) collocate in un arco temporale che va dall’inizio ‘800 al primo ventennio del ‘900.

L’intenzione è di fare parlare i meravigliosi monumenti bresciani, affinché possano rivelarsi nella propria essenza e collocazione storica, consentendo a chi li ascolta di puntare uno sguardo consapevole su queste “emergenze culturali” (da emergere, naturalmente) che hanno donato alla città qualcosa di davvero importante.

Si parte dal Cimitero Vantiniano, autentico e prezioso scrigno di tesori scultorici, oltre che assorto luogi di memorie, al pari, tanto per fare un esempio, del più celebrato Monumentale di Milano.

  

Più precisamente si parla di Giovanni Battista Lombardi, iniziando dal monumento funerario dedicato al conte Annibale Maggi,  commissionato dalla Congrega della Carità Apostolica di Brescia: suggestiva scultura marmorea in cui colpisce l’accostamento tra l’umiltà dell’accattone e del bambino che mendicano e la coppia di personaggi abbienti, ulteriormente differenziata, al suo interno, dal contrasto con la sobria eleganza dell’uomo e la decadenza che comincia a trasparire nella figura femminile.

Si passa per la Pietà di Ermenegildo Luppi, (1923). Si tratta di un gruppo bronzeo che raffigura Cristo deposto tra le pie donne, realizzato grazie alla donazione di 150.000 lire (all’epoca cifra di un certo rilievo) effettuata per espressa disposizione testamentaria da Luigi Premoli.

La scultura, che deriva la propria essenza dalla tradizione michelangiolesca, s’inserisce nel solco del passaggio tra realismo e topos universale e totalmente simbolico della tendenza espressionista introdotta in Italia, proprio in quel periodo, dallo scultore meneghino Adolfo Wildt. Tale matrice si evince, anche per il più disattento degli sguardi, dall’evidente deformazione impressa nei corpi da parte dell’artista (si vedano gli arti del Cristo) e il sottolineatissimo pathos espressivo delle figure femminili curve su di lui.

La tappa in pieno centro con Piazza Loggia sotto la neve di Angelo Inganni, consente di contemplare, opera d’arte in opere d’arte, il Monumento alle Dieci Giornate di GB Lonbardi (1864), uno dei primi e più suggestivi esempi del Culto degli Eroi, esplicitato da est a ovest della città dal monumento ad Arnaldo da Brescia (porta della città in direzione Venezia) e da quello a Garibaldi (direzione Milano) opera di Eugenio Maccagnani.

 

Non sono solo condottieri, o politici, i destinatari degli statuari omaggi: la professoressa Valotti lo dimostra mostrando due monumento tardo ottocenteschi: il primo dedicato al pittore Alessandro Bonvicini detto Moretto l’altro a Niccolò Tartaglia (matematico), opere entrambe di Domenico Ghidoni, commissionate dall’Ateneo per celebrare con pari dignità (oggi si direbbe par condicio) sia le arti che le scienze.

Scoppia e divampa la Grande Guerra, lacerando paesi e coscienze. non è più tempo di eroi, ma di ideali, tradotti in simboli.

Mentre la Nazione si prepara allo scontro irredentistico, Leonardo Bistolfi lancia la sua sfida di italianità su un lago di Garda, che ancora bagna terre dominate dalla straniero che non è ancora italiano. Cosi nasce il monumento a Giuseppe Zanardelli a Toscolano Maderno (1911/1913) a pochi passi da Salò, dove un altro capitolo di storia avrebbe avuto tragicamente fine, una trentina di anni dopo.

Insomma, a partire dal Milite Ignoto (nuovo potentissimo Mito a metà tra sentimento e propaganda) da re, generali e politici si passa al monumento  a un anonimo caduto. L’esasperato monumentismo iniziato con la prima guerra mondiale, finisce con la seconda, come se la bomba atomica tutto riuscisse a distruggere e riplasmare.

Democrazia o demagogia?

Lo dirà la Storia. Forse.

 Bonera.2

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