Goodmorning Brescia (127) – Letteratura e Teatro, prestigioso mix

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«Questa iniziativa è proposta da CTB e Università nell’ambito di una collaborazione tra letteratura e teatro che si protrae felicemente ormai da 13 anni. In questa tornata, due delle iniziative si svolgeranno con la collaborazione con Casa della Memoria» è l’esordio di Gian Mario Bandera, che passa poi a sottolineare la preziosa opera della professoressa Mor  che «con professionalità, impegno e dedizione con cui ci aiuta a elaborare e valorizzare sia internamente che esternamente i temi-guida delle singole stagioni».

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Giovanni Panzeri (Direttore di Sede dell’Università Cattolica)  pone anch’egli l’accento sulla collaborazione con il CTB, ormai consolidata e in ulteriore crescita.

«La convenzione in essere (che consideriamo strategica) ci dà la possibilità di presentare a un pubblico allargato alcune delle attività dei nostri docenti che si vanno ad aggiungere a quelle che si tengono nell’aula magna di via Trieste, con il coordinamento scientifico di Lucia Mor».

Ancora una considerazione, prima di passare la parola alla professoressa.

«Si tratta di eventi di elevata qualità tecnica, che registrano afflussi a volte ai limiti della capienza dell’aula magna e riscontri puntualmente favorevoli.  La collaborazione con la Casa della Memoria, che si aggiunge quest’anno, ha tutte le caratteristiche per aiutare questo nostro progetto di ulteriore progresso».

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Lucia Mor (docente di Letteratura tedesca presso l’università Cattolica)  fa notare come, a un certo punto, in Cattolica ci sia reso conto di come la letteratura, intesa nella sua completezza (narrativa, poesia, drammaturgia), rischiasse in mancanza di progetti innovativi, di rimanere a margine dei percorsi universitari.

«Capii che, per rilanciarla, serviva il supporto di attori che potessero trasformare le parole scritte in qualcosa di vivo, in modo sia di renderla più attrattiva, sia di aiutare il pubblico a entrare nel vivo dei testi. Pur riguardando piàù da vicino il teatro, le conferenze sono condotte da studiosi di letteratura, anziché da esperti di prosa. Il tema di quest’anno, partendo da  Le Rane di Aristofane, per arrivare a fine percorso a L’importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde, sarà quello dei grandi classici».

Ricorda come “I pomeriggi al CTB” siano nati con l’idea di replicare al pomeriggio le lezioni solitamente mattutine, allargando così, sia quantitativamente che qualitativamente, gli utenti potenzialmente interessati».

«In questa sessione, tra l’altro, ci sarà più attualità, dal momento cghe si prenderà spunto dalle opere in cartellone per parlare di tematiche come la violenza eversiva declinata anche al femminile, la tragedia dei migranti e il terrorismo dell’Isis»

Conclude poi l’intervento con due comunicazioni di servizio: la rassegna, che partirà questo mese, si concluderà in aprile e agli studenti che parteciperanno sarà assegnato un credito formativo.

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Manlio Milani (Casa della Memoria) prende atto con compiacimento della sempre maggiore vicinanza culturale tra Istituzioni e Città.

«Le nostre due iniziative possono apparire indagini sul passato, ma in realtà vogliono porre interrogativi sul presente. La prima verterà sulla necessità del passaggio dall’idea di una giustizia punitiva a quella di una giustizia recuperativa. nella seconda, attraverso il “caso” Mara Cagol, si cercherà di indagare e riflettere sulla soggettività che può orientare scelte di morte, sulle motivazioni  che, proprio in questi ultimi mesi, sembrano spingere le masse al ritorno a certe ideologie, a certe atmosfere e a certa comunicazione fatta di slogan sempre più violenti».

Per la serie di appuntamenti denominata Letteratura & Teatro, (tutti alle ore 17 presso l’Aula Magna Tovini dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in via Trieste 17) si comincerà giovedì 18 ottobre con Aristofane, Le Rane, condotto da Maria Pia Pattoni e con le letture curate da Fausto Ghirardini.

Per I pomeriggi al CTB, invece, esordio lunedì 29 ottobre alle 17,45  (come tutti gli altri della serie, ma, come anche il secondo alla Biblioteca Queriniana – poi sempre nel Foyer del Teatro Sociale) con A coloro che verranno – Viaggio nell’opera poetica di Brecht. Introduzione di Lucia Mor e letture curate da Monica Ceccardi e Silvia Quarantini.

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Goodmorning Brescia (126) – Bella «La Notte della Cultura»… secondo il CTB

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Piaccia, oppure no, la Cultura è una creatura crepuscolare.

Perché è quando calano le tenebre che la creatività si espande, esce dall’anima dell’Artista, sorge come una luna piena, oppure, in una chiave di lettura più gotica, come un vampiro dal suo letto di terra sconsacrata.

È al lume della candela che lo Scrittore trova gli stimoli più forti ed efficaci per raccontare le sue storie, il Pittore per dare vita alle tele, il Musicista per creare armonie.

A Brescia, ogni anno, si celebra appunto «La notte della Cultura», con magiche ore che illuminano la città, perché se è vero quanto affermato da  J.W. Goethe in  “Theory of Colours”, cioè che «Dove  c’è molta lucel’ombra è più nera», è altrettanto vero, inevitabilmente, anche il contrario.

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Non potendo, per comprensibili ragioni di carenza di ubiquità, presenziare a tutti i tantissimi eventi in programma, ho optato di seguire quanto messo in piedi dal CTB, prima nella memoria della grande Mina Mezzadri, poi con un richiamo molto attagliato alla ricorrenza: quello a  un mai abbastanza celebrato “giovane” al quale la Cultura italiana deve davvero molto.

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Al Santa Chiara si comincia con l’inaugurazione della  mostra «Mina, una stanza tutta per sé», che rimarrà visibile per tutta la durata della stagione teatrale del CTB nel foyer del Teatro a lei intitolato; un’esposizione di foto, frasi e manifesti, mirata a ricordare la grande Mina e gli esordi della Compagnia della Loggetta di cui fu anima e cuore. Dopo i saluti istituzionali, ma molto sentiti, del vicesindaco Laura Castelletti e del Direttore del Centro Teatrale Bresciano, Gian Mario Bandera, e un breve intervento dell critica teatrale del Giornale di Brescia Paola Carmignani, è Tino Bino, presidente del CTB per tredici anni a partire dal 1975, a interessare e commuovere tutti i numerosi presenti con una articolata rievocazione sia della persona (e della forte personalità) della straordinaria donna di Teatro che del clima, dei temi e dei più significativi personaggi che accompagnarono e favorirono la nascita e la crescita del movimento teatrale bresciano.

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A seguire, nella suggestiva cornice del chiostro, magistralmente illuminato da Sergio Martinelli, il breve ma intenso spettacolo «Letture per Mina», curato da Monica Conti, anche interprete insieme a Monica Ceccardi, Bruna Gozio e Giuseppina Turra: una convinta e convincente scelta di alcuni brani tratti dai testi messi in scena dalla Mezzadri, in cui le quattro bravissime attrici si impegnano, riuscendoci in pieno, a dare davvero il meglio di sé.

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Il tempo per un “frugale pasto”, come si diceva una volta, e via, di corsa in via Trieste, per accomodarsi nell’Aula Magna dell’Università Cattolica,

È una sola, ma sembra un’intera compagnia di recitazione: oltre a Pasquale Rotondi, lo «Schlinder delle opere d’arte italiane», la bravissima e intensa Laura Curino, col solo modulare della voce e l’atteggiarsi del corpo, diventa la moglie Zea, le figlie, il ministro, l’ufficiale tedesco, il collega, il collaboratore…

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                                                                                                                           Laura Curino ne «La lista» (ph. Giorgio Sottile)

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«La lista» è la storia del salvataggio, per opera di Rotondi, professore di Storia dell’Arte presso l’università di Urbino, di migliaia di tele, una parte consistente e insostituibile del patrimonio artistico italiano. L’incarico, partito su iniziativa del Ministro dell’Istruzione Bottai, tramite il funzionario Carlo Giulio Argan, iniziato al primo spirare dei “venti di guerra” che portarono al secondo conflitto mondiale, entrata in fase operativa pochi giorni prima della delirante dichiarazione di guerra urlata da Benito Mussolini in piazza Venezia quel fatidico 10 giugno 1940, fu portata a termine felicemente, dopo avere superato una serie incredibile di vicissitudini.

La missione, denominata  ‘Operazione Salvataggio’, si risolse in un frenetico lavoro di raccolta, che, seppure privo di adeguati finanziamenti e di concreti appoggi politici, consentì di mettere al sicuro all’interno della Rocca di Sassocorvaro (nome in codice “Il Ricovero”) e, successivamente, nei sotterranei del Palazzo dei Principi di Carpegna (ma anche sotto il letto della casa di campagna dello stesso Rotondi) un ingente patrimonio d’Arte, in modo da preservarlo dai pericoli della guerra e, soprattutto, dalla razzia dei nazisti, da sempre avida dei tesori artistici italiani.

Una storia che, grazie alla eccezionale bravura di Laura Curino, ha profondamente coinvolto gli spettatori che affollavano l’aula magna dell’Università del sacro Cuore, in via Trieste e che ha pienamente meritato il lungo e convintissimo applauso finale.

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Goodmorning Brescia (125) – Dietro la maschera… il Teatro

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Proseguono i giorni di intensa attività informativa e promozionale che segnano tradizionalmente l’avvio della nuova stagione di un Teatro che, si è detto e ripetuto, giorno dopo giorno trova in Brescia una sede sempre più accogliente, ricettiva e feconda.  Questa volta l’ incontro stampa convocato in Loggia è stato dedicato al prossimo avvio del Festival di Commedia dell’arte, giunto alla undicesima edizione.

Apre la conferenza il vicesindaco e assessore alla Cultura, creatività e innovazione Laura Castelletti, che porge i saluti di rito e valorizza l’offerta ormai tradizionale del CUT.

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«Siamo abituati a incontrarci con la stampa in  primavera e in autunno, ritrovandoci  ogni volta a spiegare i motivi e i fini dell’ impegno dell’ Università Cattolica in questa iniziativa. Ogni volta, però, c’è qualcosa di nuovo da raccontare»  rimarca Giovanni Panzeri, direttore di Sede dell’ Università Cattolica. «Questa manifestazione, che tra le novità presenta quest’anno la mostra al Vanvitelliano di cui si parlerà più avanti, è il frutto della collaborazione con il CTB  (insostituibile collaboratore tecnico), e il CUT, con il sostegno, per sostenere costi che si cerca di mantenere sempre sostenibili, della Fondazione Brescia Musei e dei vari sponsor. Per quanto riguarda l’Università Cattolica, che qui rappresento, il contributo, oltre che economico, è anche e soprattutto di carattere culturale.

Entrando nel merito, M. Candida Toaldo, direttore artistico del CUT, rivela che il tema del Festival sarà l’approfondimento del significato e della potenza espressiva della “maschera” che giudica il simbolo del Teatro in quanto tale. 
«Il percorso è articolato in tre passaggi. Il primo La maschera e il viaggio avrà al centro la figura di Zanni (futuro Arlecchino) furbo e vorace, in eterno peregrinare. Itinerari Teatrali sarà incentrato sull’arte del recitare e sulla pratica del mimo, conducendo, a fine percorso, alla Primavera in Castello, dove gli attori condurranno il pubblico, ricordando e valorizzando le antiche maschere bresciane».

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Sono le giovani attrici Chiara Pizzatti e Maria Angela Sagona che si assumono l’incarico di spiegare nel dettaglio i singoli spettacoli e gli eventi che si succederanno nel corso del Festival.

«Il mio intervento alla mostra realizzata grazie alla disponibilità della famiglia Sartori, che da molto tempo tramanda la tradizione di creatori di maschere teatrali,  si realizzerà nel racconto intitolato Il naufragio,  una vicenda realmente accaduta nel corso di una tournée dello spettacolo Arlecchino servitore di due padroni in cui protagonista è  la maschera di Pantalone»  dice l’attore Giorgio Bongiovanni. «Spunto colto per parlare di teatro e di tutto ciò che c’è intorno, con al centro la maschera. Una storia di incredibile attualità, avvenuta nel 2005, che richiama vicende contemporanee di profughi di questi ultimi mesi».

Gian Mario Bandera, direttore del CTB, sottolinea con la giusta enfasi come questa collaborazione pluriennale con il CUT sia di arricchimento reciproco che consente a entrambi di intercettare aspetti circostanze e pubblico alternativi. Attività svolta all’interno di quella parte di operatività del CTB mirata all’apertura alle realtà che rendono vivo il tessuto della Città di Brescia .

«Faccio presente, non senza un certo compiacimento, di essere stato condiscepolo di  Mons. Verzelletti, attivo con la sua opera missionaria in Brasile, dove ha dato avvio a una Scuola delle arti visive e della musica » ricorda  Mons.  Gabriele Filippini, rettore  del Seminario di Brescia. «Incontrando qualche difficoltà nell’avviare anche corsi per il teatro, ha chiesto aiuto al CUT, che ha aderito immediatamente nella persona di Giorgio Palazzo, che ha avviato prima di quanto non fosse prevedibile le lezioni, sia per i giovani che per gli adulti».

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Paola Pizzi Sartori, direttrice del Museo della maschera Sartori, illustra con grande  partecipazione emotiva, contenuti e temi della Mostra, realizzata grazie anche alla collaborazione di Sara Sartori e Laura Pedretto «dedicata, attraverso i moderni  Zanni, a ogni tipo di viaggio, compresi quelli (forzati) degli emarginati, dei nuovi diseredati.

Chiude l’incontro Candida Toaldo invitando tutti a riflettere su come, se si dovessero allentare la vigilanza e l’impegno, certe oscure situazioni e certi terribili accadimenti del passato potrebbero ripetersi anche ai giorni nostri

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Goodmorning Brescia (124) -Lasciate che i piccoli… vadano a teatro!

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L’appuntamento nella Sala Giunta di Palazzo Loggia riguarda l’illustrazione della nuova stagione 2018/2019 del teatro-ragazzi.
Presentazione teatro ragazzi 2018 / 2019 storie storie storie, rassegna itinerante che poi troverà sbocco nel teatro ideal una volta pronto. Organizzata da Teatro Telaio.
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È il vicesindaco e assessore alla Cultura, creatività e innovazione Laura Castelletti  a fare gli onori di casa, compiacendosi per questa iniziativa che prevede, tra l’altro, l’intervento diretto nelle scuole di Teatro Telaio e l’inserimento degli eventi a essa legati (in particolare con il progetto «Ti prendo per mano») nella piattaforma «Extraordinario – esperienze di ascolto della città».

L’Assessore alla Pubblica Istruzione, Fabio Capra, esprime il proprio compiacimento per questa manifestazione giunta ormai alla 22^ edizione, ogni anno rinnovandosi e riscontrando nuove adesioni.

«Voglio sottolineare come questa attività coinvolga ogni ordine scolastico, dalle elementari alle superiori. È impegno di questa amministrazione raccogliere interessi e disponibilità mirate a facilitare la mobilità degli studenti che ne fruiranno o, ancora meglio, ne saranno parte attiva».

È poi il turno di Maria Rauzi , direttore organizzativo di Teatro Telaio, che, prima di ogni altra cosa, ringrazia il vicesindaco e l’assessore per l’interesse ancora una volta dimostrato dal Comune di Brescia. .

«Il Teatro è quella cosa che non serve a niente ma che, alla fine, si dimostra come la più importante delle cose» ammicca, riferendosi allo sviluppo della fantasia e della creatività che solo la fruizione e la pratica del teatro possono regalare alle giovani generazioni.

Passa poi a illustrare più in dettaglio ciò che avverrà.

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«Storie, storie, storie», rassegna cittadina di Teatro Ragazzi e Scuola, prevede quest’anno spettacoli mattutini per le scuole di ogni ordine e grado, non solo in Città ma anche in provincia (Castel Mella, Montichiari e Bedizzole). Situazione peraltro in continua evoluzione in quanto, come ricorda Maria Rauzi, con la formula Storie on Demand ogni istituto di istruzione può chiedere di ricevere “spettacoli a domicilio” .

Per la sezione «Storie in famiglia», domenicale, dedicato alla fruizione delle famiglie al completo, si registrano in questa edizione le adesioni anche dei comuni di Monticelli Brusati, Ospitaletto e Desenzano.

Ricorda poi la sezione «Palcoscenici superiori», rivolta agli studenti delle scuole medie di secondo grado nella quale un particolare interesse e una particolare attenzione saranno riservati a tematiche di grande attualità come il bullismo e l’accoglienza.

«A questo proposito, siamo particolarmente felici per la peculiare caratteristica della sezione “teatro in lingua”, un progetto innovativo che, attraverso la proposta di spettacoli teatrali veri e propri (non quindi di semplici esibizioni a scopo didattico)  in originale, favorirà l’apprendimento delle lingue, soprattutto di quella tedesca per la quale i testi non sono di facile reperimento» dichiara soddisfatta Maria Rauzi.

Grande attenzione sarà riservato anche ai piccolissimi, grazie anche alla collaborazione con il Teatro di Stato Rumeno e la compagnia Ion Creanga Teatrul: l’appuntamento è con «A un metro da te», appositamente pensato e realizzato anche per i bambini del nido, al Teatro Libero di San Polino.

Un ultimo richiamo va, infine, al progetto «Ti prendo per mano».

«Si tratta di un percorso attraverso il quale puntiamo all’abbattimento delle barriere. In collaborazione con l’Università Cattolica ci rivolgeremo particolarmente ai bambini con difficoltà rientranti nella sfera dell’autismo, per capire come agevolare le loro difficoltà di fruizione e per rendere la loro esperienza teatrale preziosa e arricchente»

 Le location degli spettacoli, al di fuori delle scuole, fatta eccezione per il già citato Teatro San Polino, sarà si aggiungono il Teatro Colonna .

«Ci sono già 5.000 prenotazioni, mille in più rispetto al complesso di quelle della scorsa stagione, e siamo solo a ottobre. In attesa che si renda disponibile il nuovo Teatro Ideal» è il saluto di Maria Rauzi, accompagnato dal più radioso dei sorrisi.

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Goodmorning Brescia (123) – L’intrigante open-day della Lanterna Teatrale

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C’è molto del mondo difficile e complesso degli adolescenti (che ne sono anche disinvolti interpreti), nello spettacolo teatrale «Effetto farfalla» che ha arricchito l’open day della Lanterna Teatrale, per l’avvio dell’attività e dei corsi 2018/2019: bullismo, giochi di corteggiamento e giochi di morte, eccessi e fobie, non manca neanche un pizzico di X Factor e fanno capolino romantiche quanto trasparenti atmosfere e melodie da «Tempo delle mele», e nel “dopo”, persino il gioioso festeggiamento del compleanno di uno degli interpreti, con tanto di fragoroso sparo di stelline luminose.

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Il tessuto sul quale Carlo Hasan e Fabrizia Boffelli, ispirati autori, hanno ricamato quadri ed episodi, è quella elaborazione originale e ancora “pura” dei ricordi e delle relazioni di cui solo i ragazzi sono capaci, intimizzando e custodendo gelosamente nelle giovani anime sensazioni e sentimenti. Un mondo provvisorio, un ponte sospeso tra l’innocenza dell’infanzia e le inquietudini di una prossima maturità, negli indefiniti confini del quale, tutto sembra possibile ma, al tempo stesso, tutto sembra impossibile. Un quadro di scoperte e valutazione di valori e di ideali, nel quale non può non essere compreso anche l’impatto emotivo del crudele dramma dei migranti, vittime, ma anche pietra di scandalo capace di dividere società e coscienza tra accoglienza solidale ed egoistiche esclusioni, suggerite dalla paura dell’incognito.

Il tutto dipanato attraverso un intricato ma godibilissimo fil rouge intessuto di poche ma significative parole, molta musica (rock, pop francese, melodie arabe) e tanto movimento,  mirato alla costruzione di immagini e suggestioni visive policrome,  da parte dei giovani interpreti, impegnati in una serie ininterrotta di danze moderne e modernissime.

Questo in estrema sintesi, il bello spettacolo che ieri sera, nella Sala della Comunità di Marone, dove poche settimane fa ha esordito (riscuotendo un positivo riscontro di pubblico, sia in termini di presenze che di gradimento) grande successo) la rinnovata versione del dramma «Diciannove + Uno», ha coinvolto e stupito il folto pubblico presente.

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Ai convinti, scroscianti e prolungati applausi che hanno salutato il chiudersi del sipario, aggiungo di mio i più vivi complimenti vanno ai già citati autori dell’originale testo e attenti e fantasiosi registi Carlo Hasan e Fabrizia Boffelli, e alla coreografa Lorenza Gervasoni, semplicemente perfetta nell’operazione di trarre davvero il meglio dagli allievi del primo (!) anno di corso della scuola, ai quali va il primo premio assoluto per l’impegno, la scioltezza e… la spensierata e sfacciata arroganza degli esordienti, con cui hanno affrontato il non facile impegno.

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E convinti auguri! / in bocca al lupo! / mucha mucha m.! alla Lanterna Teatrale, bellissima realtà del Sebino e zone limitrofe che conferma l’effervescenza e la straordinaria consistenza sia in termini numerici che di qualità, dell’offerta d’insegnamento, di pratica e di offerta di spettacoli che caratterizza Brescia e la sua estesa provincia.  

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Goodmorning Brescia (122) – Laurea… alla bresciana!

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Ci sono mesi indelebilmente caratterizzati da eventi e/o ricorrenze di vario genere: dal novembre della commemorazione dei cari estinti (scongiuro libero per chi ci crede), al maggio delle rose, al dicembre delle feste natalizie…

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Il settembre bresciano, tanto per fare un esempio che interessi più da vicino questa rubrica, è caratterizzato, tra l’altro, dal levarsi spesso (e volentieri) per le strade del centro, di cori di giovani indirizzati a un loro coetaneo, o a una loro coetanea, solitamente incoronato da una ghirlanda di fiori. Rivolgendosi al malcapitato con un appellativo ispirato da un particolare dettaglio anatomico quasi sempre al riparo dei raggi solari, lo invitano alla visita di un certo paese che in questa sede non è lecito né opportuno menzionare.

Si tratta del corollario necessario e di gioioso quanto sapido spirito goliardico, delle numerose sessioni di laurea che i vari atenei cittadini, pubblici e privati, vanno effettuando proprio in queste settimane, assegnando il bramato titolo ai giovani e gagliardi neo-dottori.

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Una consuetudine goliardica che, a detta di molti, affonda le radici in un’antica tradizione  dell’Antica Roma: a quanto tramandato, infatti, sembra che, nel corso delle parate trionfali dei condottieri reduci da gloriose campagne di guerra, alla testa del corteo  venisse collocato un umile milite al solo scopo di insultare pesantemente il condottiero vincitore, per tenerlo al riparo, con una lezione di umiltà, da tentazioni di superbia tali da farlo credere potente come un dio.

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Quest’anno, prendendo spunto da una singolarissima circostanza, che non vi racconterò fino alla fine del post, ho voluto seguire, a campione, proprio una di queste gioiose feste del sapere.

L’osservata speciale (se fortunata o sfortunata per la scelta, lo deciderà poi lei), si chiama Claudia, ora dottoressa Claudia Cadei, neo laureata con la votazione di 110 e lode in Scienze della Formazione Primaria presso l’Università del Sacro Cuore di Brescia con la tesi (attenti al titolo!)   «L’enigma come stimolo all’apprendimento. Viaggio nella letteratura gialla fra i profumi della tavola e i legami del territorio».

Brillante (come sempre e più di sempre)  Relatore la Ch.ma Prof.ssa Carla Boroni., scrittrice, letterata, saggista e docente amatissima da generazioni di studenti e, soprattutto, di studentesse.

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Sono stato accanto alla laureanda (poi neo-laureata) sin dall’inizio, nell’attesa fuori della Sala delle Muse (nomina sunt omina, dicevano i Padri),  spiandone la naturale apprensione placata dalla presenza affettuosa e protettiva dei genitori, del moroso Alberto e di un nugolo di amici e amiche care e devotissime.

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Poi il trepido accesso nell’aula quando è arrivato il turno, l’emozione accantonata per esporre in modo lucido e vivace contenuti e scopi del proprio lavoro e per rispondere alle domande del Presidente di commissione e del contro-Relatore, la felicità finalmente libera di fluire fuori dal corpo e dall’anima una volta conclusa, con il massimo dei voti, l’impegnativa prova, frutto di un duro e complesso lavoro biennale. 

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E ancora il generoso rinfresco con tutte le persone care, ai tavoli all’aperto di uno dei più frequentati bar frequentati dagli amanti degli aperitivi a base di spritz, declinato, nel territorio della Leonessa, nell’originale traduzione di pirlo.

E ancora qualche cantilenante «Dottore! Dottore! Dottore dal…» che, in lieta compagnia, non fa mai male.

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Poi, tra i festeggianti, ne ho notato uno, uno in particolare… uno che…

 

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Sì, proprio lui, Patrizio Pacioni presente nel dettagliato e ben scritto trattato ideato e realizzato della Dottoressa Cadei, completato da una sobria ma quanto mai suggestiva appendice fotografica, insieme ad altri “giallisti” (ma non solo) bresciani, come Ida Ferrari, Enrico Giustacchini, Massimo Tedeschi, Gianni Simoni e Nicola Fiorin.

Dopo l’emozione e lo stress, in piena consonanza con quei “profumi della tavola” evocati dal titolo della tesi, l’amicale coda conviviale si è tenuta e protratta a lungo, in quella piazza del Duomo che, con il sontuoso affastellarsi artistico di edifici di epoca e di stili diversi, costituisce davvero un meraviglioso unicum nel pur straordinario catalogo delle belle piazze italiane.

«Proprio la stessa piazza», mi confida sornione Patrizio Pacioni tra un supplì, un tramezzino e un calice di Franciacorta, «dove prenderà avvio la prima indagine bresciana del mio commissario Cardona».

E se lo dice lui, possiamo crederci.

 

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Goodmorning Brescia (121) – Teatro: bassa la pressione, altissime le aspettative

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Finite le vacanze, anche se il clima somministra quotidianamente ancora suggestioni estive, riprende l’assiduo e fecondo confronto tra il Centro Teatrale Bresciano e i rappresentanti dell’informazione cittadina (una volta si diceva “stampa”, ma oggi sarebbe un termine alquanto riduttivo, vista la massiccia presenza di altre e più moderne vie di comunicazione) .

 

Una nuova partenza, entrata ormai a pieno diritto in quella “attività caratteristica” di promozione teatrale a ogni livello e ad ampio ambito geografico praticata dal CTB: quella di  «Impronte teatrali – Pressione bassa», stagione di spettacoli allocati in provincia, frutto della collaborazione con il Teatro Laboratorio e le amministrazioni di un numero sempre crescente di Comuni del bresciano.

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31 spettacoli, 46 recite, 18 comuni coinvolti sono i numeri che la dicono lunga sullo spessore, sempre più rilevante, di questa iniziativa, possibile grazie anche al sostegno della Regione Lombardia –  Circuiti Lombardia Spettacolo dal Vivo.

I comuni coinvolti nella stagione che va a iniziare domani con la rappresentazione di «Novecento» e che, dopo Giorgio Gaber, sempre con la stessa opera, a chiusura di un circuito virtuoso, terminerà in aprile ,

«Abbiamo sempre posto, e porremo in futuro, particolare attenzione a ogni possibilità di positive sinergie»  è l’introduzione, dopo i saluti di rito, del Direttore Gian Mario Bandera.

«Sono ormai venticinque anni che questa importante e significativa kermesse teatrale va avanti, con numeri sempre soddisfacenti ma che. A partire dall’avvio della collaborazione con il CTP, hanno preso una decisiva accelerazione. Tra i comuni c’è, anno per anno una vivace alternanza che, però, gode della presenza di uno “zoccolo duro”  assai significativo. Per incrementare il già più che soddisfacente afflusso di pubblico registrato l’anno scorso, e per permettere l accesso di tutti, si è decisa una politica dei prezzi assolutamente contenuta con sbigliettamento ordinario a 8 € e ridotti a 5€, senza contare che, in alcune occasioni, la fruizione degli spettacoli sarà gratuita »  premette  Sergio Mascherpa, Direttore del Teatro Laboratorio nonché direttore artistico del Teatro Le Muse di  Flero.

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«In presenza di un certo disallineamento delle strutture messe a disposizione dai comuni partecipanti al circuito, si è prestata particolare attenzione nell’allocazione dei singoli eventi in base alle possibilità tecniche ricettive degli impianti. Dal punto di vista delle scelte di merito, mi sento di affermare che, ferma restando una selezione basata su un’elevata qualità intrinseca dell’offerta,  paradossalmente (ma non troppo), la linea seguita da Pressione Bassa è una non linea, basata sulla peculiarità della richiesta e le preferenze espresse dal pubblico delle singole piazze»

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Adesso, finito il momento di parlare, è arrivato quello di recitare (per gli attori) e di assistere agli spettacoli (per gli spettatori, non è difficile prevederlo, saranno moltissimi ed entusiasti.

E succederà tutto qui:

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