Kon Tiki: cinquemila miglia di oceano e un grande insegnamento

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La storia, il libro, i film

Kon-Tiki (Dio Sole) è il nome di una zattera e il titolo di un romanzo (1950 -autore il norvegese Thor Heyerdahl – titolo originale «The Kon-Tiki Expedition: By Raft Across the South Seas»), di un documentario (1950 – premio Oscar di categoria nel 1952) e di un film (2012 – diretto da Joachim Roenning ed Espen Sandberg – tra le nomination per il premio Oscar.

 

  

 

Prende il nome dalla zattera con la quale lo stesso Thor Heyerdahl e i suoi cinque compagni di avventura (Erik Hesselberg, navigatore ed artista, che dipinse il volto del dio sulla vela;  Bengt Danielsson, cuoco e cambusiere; Knut Haugland, esperto radio; Torstein Raaby, trasmissioni radio; Herman Watzinger, ingegnere esperto in misurazioni).

La spedizione, finanziata da donazioni private e supportata dalla fornitura a titolo gratuito di attrezzature e viveri da parte dell’esercito statunitense, fu progettata e realizzata allo scopo di dimostrare la possibilità che popolazioni del Sud America potessero avere raggiunto la Polinesia in epoca pre-colombiana.

Kon-Tiki, costruita in balsa e corde di canapa, secondo la povera tecnologia locale dell’epoca, descritta dai conquistadores spagnoli, partì dal porto di Callao (Perù),  il 28 aprile 1947, conducendo la zattera, il 7 agosto successivo, dopo centouno giorni di viaggio nell’oceano e cinquemila miglia di avventurosa navigazione, a raggiungere e superare, non senza difficoltà, la barriera corallina di Raroia, nell’arcipelago delle Isole Tuamotu. La zattera  Kon-Tiki, completamente restaurata, è in esposizione al Kon-Tiki Museum di Oslo.

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Lo spettacolo

All’anteprima sono presenti esponenti dell’informazione e numerosi insegnanti delle scuole di Brescia. Ci somno anche Silvia Quarantini (che ha coadiuvato sia la regia che la preparazione del protagonista) e Alessandro Mor, poi coinvolto “a sua insaputa” in un momento della recita.

In scena c’è solo uno studioso sudamericano che, con l’aiuto di una lavagna scolastica sulla quale è disegnato il mappamondo, narra, come se fosse una lezione, l’epica spedizione di Kon Tiki, la cui partenza è salutata e acclamata da migliaia e migliaia di persone convenute a Callao.

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La scenografia è semplice, per non dire essenziale: un tavolo, un libro, un vecchio registratore, un suggestivo modello di una zattera, una bottiglia d’acqua utile a evocare il movimento del mare, una grande vela con l’effigie del Dio Sole, un sestante…

Insomma, quanto basta per catturare l’attenzione e la curiosità degli spettatori e metterne in moto la fantasia, ovvero la più grande e completa scenografia che esista al mondo.

Il professore (interpretato da Marcelo Sola, sorprendentemente padrone della scea al suo debutto  da attore) tiene la sua “lezione” con naturalezza e brio, intercalando battute e persino una canzone che accompagna egli stesso alla chitarra, a osservazioni più serie e meditate, approfittando della suggestione della narrazione per distribuire pillole d’informazione (la civiltà degli Inca e la loro disperata fuga verso la costa, sotto l’incalzare del nemico venuto da oltremare, le esplorazioni di Magellano) assai utili e opportune per il giovanissimo pubblico che costituisce il principale target di questo spettacolo. Si sorride, sì, ma ci si emoziona anche, al pensiero dell’aspro confronto con la natura, alle speranze e alle disillusioni dei naviganti, a quell’uccello in volo che, finalmente, conferma che l’approdo non è più così lontano.

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Sa come coinvolgere gli spettatori, Marcelo Sola, invitandoli a immedesimarsi nei membri dell’equipaggio, in quei cinque norvegesi e nello svedese… e anche nel pappagallo che portarono con sè.

Una storia edificante, ma non solo.

In quella specie di “migrazione a rovescio” in occasione della quale, alla fine, furono gli indigeni ad accogliere i naufraghi “civilizzati” occidentali come fratelli, non si può non ravvisare una parabola, una esortazione che, in questi giorni, naviga ahimé davvero controcorrente in un mare di egoismo e diffidenza verso ciò che è diverso da sé.

Un messaggio che, ne sono certo, i ragazzi che assisterannoa  questo spettacolo, coglieranno con quella prontezza e con quell’adesione mentale e spirutuale che solo la loro verde età sa esprimere appieno.

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È una compagnia teatrale professionale di Brescia che opera a livello nazionale (sotto forma di cooperativa sociale onlus) fin dal 1979, anno della fondazione cui contribuì anche il Centro Teatrale di Bergamo. Per il conseguimento di principali scopi  (svolgimento di attività socio-educative nel campo della promozione, della educazione, della cultura, dell’arte e del turismo culturale, con focus  prevalente, anche se non esclusivo, su minori, adolescenti e giovani in ambito scolastico) si avvale dei seguenti strumenti:

  • produzione e promozione di ogni genere di servizio culturale, di animazione (ricreativo ed educativo) per minori, adolescenti e giovani;
  • organizzazione e promozione di festival, rassegne e stagioni teatrali;
  • incontri, convegni, mostre e iniziative culturali, con particolare attenzione al teatro per l’infanzia e per la gioventù;
  • organizzazione di laboratori, seminari, corsi di preparazione;
  • aggiornamento e formazione per insegnanti, educatori, animatori, genitori e studenti delle scuole dell’obbligo;
  • produzione, organizzazione, promozione e distribuzione di produzioni teatrali, spettacoli ed eventi rivolti in primo luogo a minori e giovani;
  • elaborazione di materiale didattico diretto soprattutto agli operatori in ambito scolastico.

Dunque il prossimo anno ricorrerà il quarantennale della fondazione, per il quale si sta meditando il miglior modo di celebrare.

«L’attività del Telaio, nel rispetto di un sempre elevato standard di qualità, è in continua crescita anche quantitativa, anche in termini di ospitalità reciproche con altre associazioni operanti in Italia e all’estero» ci dice Maria Rauzi.

«Basti dire che, nelle ultime stagioni, per soddisfare la richiesta da parte del pubblico, in presenza di impianti di non adeguata capienza, si sono dovute raddoppiare le repliche rispetto a quelle originariamente previste»

Meglio andrà, certamente, allorché sarà fruibile il nuovo duplice impianto di via Milano la cui consegna è prevista più o meno tra tre anni (vds. precedente articolo a questo link:

https://cardona.patriziopacioni.com/goodmorning-brescia-teatro-ideal-oltre-la-strada/ .

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KON-TIKI

con Marcelo Sola

scenografia di Giuseppe Liuzzi

musicghe composte ed eseguite dal vivo da Marcelo Sola

drammaturgia e regia di Angelo Facchetti

(nell’ambito della rassegna “Un salto nel nullo” organizzata dal C.T.B.)

Sabato 30 giugno ore 18 – P.co la Rosa Blu – Via Nullo – Brescia

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   GuittoMatto

Categorie: Teatro & Arte varia.

Goodmorning Brescia (88) – Un progetto molto extra e… poco ordinario

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Arrivato al secondo anno, il progetto «Extraordinario» – Esperienza di ascolto e di teatro sociale a Brescia si presenta alla stampa bresciana.

Un ambizioso ciclo di eventi, che coinvolgerà diverse Associazioni culturali e artistiche operanti in città e dintorni, ma anche insegnanti e ragazzi di alcune delle principali scuole cittadine.

Un’iniziativa che l’Amministrazione Comunale e il C.T.B. hanno fortemente voluto e meticolosamente organizzato e che, ne sono certo, non mancherà di coinvolgere e interessare moltissimi bresciani.

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«È un progetto (che io e l’Assessore Scalvini abbiamo fatto nostro e accompagnato fin dall’inizio) che prevede il coinvolgimento di otto realtà artistiche bresciane coordinate dal CTB» esordisce il Vice Sindaco Laura Castelletti. «Non solo un progetto artistico/creativo ma, anche e soprattutto, nelle nostre intenzioni, il messaggio di un’intera società/comunità  che esprime la propria caratteristica e inconfondibile identità».

Gian Mario Bandera (Direttore Artistico del Centro Teatrale Bresciano) sottolinea come, nella specifica occasione, il ruolo del CTB sia stato solo quello di coordinare e coadiuvare otto Associazioni già ben radicate nel territorio, e attivamente operative.

«Oltre a questo,  però,  ci siamo sentiti fin da subito pienamente coinvolti nel progetto» -aggiunge subito dopo- Al punto che ci siamo decisi a predisporre nelle prossime stagioni tre iniziative in tema, di nostra produzione».

Ma non finisce qui, perché il Direttore annuncia che si sta studiando anche la facilitazione per gli spettatori più disagiati di abbonamenti a prezzo ridotto e (novità assoluta)  veri e propri “corsi per spettatori” mirati a un’educazione  da educare a una più consapevole percezione e fruizione del messaggio teatrale.

«Porto e riassumo la voce delle otto associazioni (ma speriamo che aumentino in futuro) impegnate in questa seconda avventura di Extraordinario» è il saluto di Giulia Innocenti Malini (docente presso Università Cattolica del Sacro Cuore – esperta di teatro sociale). Passa poi alla presentazione delle stesse, una per una: Teatro19, Associazione Compagnia Lyria, Somebody Teatro della diversità, Residenza Idra, Viandanze, Associazione Culturale Briganti, Teatro Telaio e Associazione Culturale Lelastiko. La rete si avvarrà del supporto scientifico del dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore

«I temi centrali, come nella passata edizione, sono carcere/riabilitazione,  disabilità, esclusione giovanile, salute mentale e fragilità derivate dall’anzianità, trattate non solo attraverso un’ortodossia teatrale, ma anche attraverso contributi di attori e realtà non- professionionali» spiega Giulia Innocenti Malini.
«L’autentico carattere innovativo di Extraordinario , peraltro, non va ricercato nei temi trattati e nelle metodologie espressive utilizzate, già in grande attenzione anche altrove; il grande cambiamento di questo effetto trasformativo è piuttosto la messa in Rete delle varie realtà associative operanti sul territorio di riferimento e la progettazione collettiva» è la successiva e opportuna precisazione

Sceglie un suggestivo paragone con il basket Felice Scalvini (Assessore con delega alle Politiche per la Famiglia, la Persona e la Sanità del Comune di Brescia) nell’intervento che conclude la conferenza stampa.

«Questo momento “istituzionale” della conferenza stampa, è il parallelo delle presentazione al pubblico delle squadre, quando sta per avere inizio un partita: si presentano i giocatori in campo, più che il match che sta per avere inizio. Insomma, con il CTB come perno e sostegno, sono le Associazioni interessate, che stanno per entrare in capo e cominciare a giocare»

Per proseguire nell’ardita similitudine, secondo l’Assessore, l’essenza della partita che sarà disputata per la seconda volta quest’anno, consiste nell’ascolto e nel fare ancora di più del teatro occasione di crescita sociale. I “palazzetti” interessati saranno quelli, prestigiosi, in cui svolgono normalmente i grandi spettacoli del CTB, ma anche scuole e altre significative location collaterali.

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   Bonera.2

Categorie: Giorni d'oggi.

Goodmorning Brescia (70) – Oltre la strada c’è un teatro… Ideal

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Amministrazione comunale e C.T.B. continuano a filare di pieno accordo (dopotutto le rispettive “case” si affacciano sulla stessa piazza), e i risultati (positivi al di là di ogni pur ottimistica previsione) sono sotto gli occhi di tutti.

Il Teatro e i suoi appassionati seguaci ne traggono continui benefici in termini di offerta di spettacoli ed eventi, sempre in crescendo nell’ambito di una qualità media sempre elevata.

La città guadagna “vita e respiro”, giovandosi di un potente contributo alla riqualifica di alcune zone, per così dire, rimaste più indietro.

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E mentre fervono i preparativi per cominciare la costruzione di un nuovo, spettacolare teatro sull’area dell’ex Ideal Standard (immagine sopra), ecco il resoconto della conferenza stampa che si è tenuta poco fa nella sede del Centro Teatrale Bresciano in piazza Loggia che, del “cappello” di questo articolo, rappresenta una lampante conferma.

Apre la conferenza stampa il vice sindaco nonché assessore alla cultura creatività e innovazione Laura Castelletti.

«Rigenerazione e riqualificazione sono le due parole che meglio esprimono uno dei progetti più significativi della nostra amministrazione, ai quali sono state dedicate si stanno tuttora dedicando molte energie. Mi piace considerare il progetto “Oltre la strada” come una tappa di avvicinamento all’apertura del nuovo Teatro Ideal, di cui uno degli aspetti qualificanti è da individuarsi senz’altro nell’uso della cultura come mezzo di inclusione sociale, non solo per porta a Milano e zone attigue ma per tutto il territorio cittadino».

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Gian Mario Bandera aggiunge che il progetto “Oltre la strada” si inserisce nelle iniziative che, a partire dal giugno scorso e fino al luglio prossimo, il Centro Teatrale Bresciana cercherà di coordinare al meglio.

Per Roberta Moneta e Valeria Battaini (fondatrici con Francesca Mainetti di “Teatro 19”) quello che è in corso «è un lavoro di cucitura che, uscendo dal teatro, tende a collegare il centro e la periferia, le diverse fasce di età e i diversi settori sociali attraverso la pratica del teatro fuori dal teatro». Dopo di che si passa a meglio specificare.  «E siccome via Milano è fatta di isole ideali, la nostra idea è quella di de-isolare  il territorio di pertinenza, costruendo ponti».

Ricordano poi che, dal giugno 2017, si sono succeduti spettacoli nella zona di via Milano (ma non solo visto che tre spettacoli della rassegna sono stati rappresentati in piazza Mercato). Altri spettacoli hanno circolato a bordo di un autobus da piazza Mercato alla Mandolossa, con l’architetto Botticini impegnato a raccontare la città.

«Sia nel corso della parte estiva (concluse il 1 ottobre) che di quella invernale (meno appariscente ma di sostanza, con i laboratori sia dentro che fuori le scuole-la conclusione in aprile sarà nel parco) si è raccolto materiale video e testimonianze in un lavoro di ascolto e di memoria tra passato, presente e futuro, che, trattandosi di teatro Fuori-Luogo, noi di Teatro 19 consideriamo tradizionalmente familiare»

È poi il turno di Maria Rauzi, responsabile di Teatro Telaio .

«Dopo quarant’anni di attività, finalmente Teatro Telaio avrà una sede per svolgere la sua attività istituzionale, ossia uno spazio da dedicare interamente al teatro per ragazzi: praticamente la realizzazione di un sogno» premette, per raggiungere poi che «via Milano per noi è una location ideale, sia per l’elevata presenza di giovani e giovanissimi, sia come verifica della possibilità di trasformare una zona periferica in un centro di richiamo culturale. In questa ottica da tempo abbiamo in corso incontri con scuole di diverse punti della città, spostando intanto, in attesa della fruibilità del nuovo teatro, la programmazione dei nostri spettacoli al Teatro Colonna; con positivi riscontri, visto che ci siamo trovati costretti a moltiplicare le repliche sia per le famiglie che per le scuole»

Conclude l’incontro ancora Gian Mario Bandera, ricordando che, in questo ambito, il CTB si è mosso, essenzialmente in tre modi:

a) Creando il portale “Teatro a Brescia”, aperto sia agli utenti professionali che al pubblico appassionato di prove, con informazioni sia sulla programmazione degli spettacoli che rapporto domanda /offerta in città e provincia, con l’inserimento all’interno anche di Extra-ordinario

b) Ordinando la propria attività con le realtà culturali presenti in zona, con l’ambizione di raggiungere nuove fasce di pubblico e facendo informazione sulla prossima  apertura del nteatro “nuova idea” (che conterrà due sale) prevista tra circa tre anni.

c) Partecipando al festival multidisciplinare con la realizzazione di una produzione ad hoc con Moni Ovadia che aprirà il festival stesso.

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   Bonera.2

 

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