Goodmorning Brescia (40) – Bamboccioni… chi?

Prima di spiegare il titolo di questo post, io comincerei da qui.

 

Vale a dire da Palazzo Martinengo e dalla mostra «Da Hayez a Boldini – anime e volti della pittura italiana dell’Ottocento»

I visitatori sono accolti dalla morbida plasticità di Amore e Psiche, l’opera di Canova che meglio ne rappresenta e significa l’amore e il culto per l’estetica neoclassica.  Oltre a questa celeberrima opera, nella prima sala sono esposti significativi lavori di Andrea Appiani e di altri autorevoli artisti neoclassici. Nella seconda sala le tele dei “romantici”, primo tra tutti, naturalmente, Francesco Hayez (è la maestosa rappresentazione di Maria Stuarda che sale al patibolo  a imporsi a occhi e mente); tocca a Giovanni Carnovali detto il Piccio preannunciare l’arrivo degli Scapigliati, cui, invece, è riservata la Sala numero tre.

Seguono le suggestioni dei Macchiaioli, con Giovanni Fattori, Telemaco Signorini e Silvestro Lega, poi gli Orientalisti (confesso di essermi soffermato pensoso davanti al dipinto di Domenico Morelli intitolato La preghiera di Maometto prima della battaglia), le quotidianità dense di ammiccamenti sociologici dipinti da Ciradi, Induno, Palizzi, Milesi e Inganni.

Divisionisti nella quarta sala, con Segantini, Pellizza da Volpedo (geniale pittore de Il quarto Stato – non presente alla mostra) e Morbelli, prologo alla conclusione della mostra con le straordinarie, misteriose e sensuali donne ritratte in Francia da un Giovanni Boldini capace di dischiudere le porte al novecento.

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Sì, ma il titolo di questo post? Perché?

Presto detto: nella giornata di oggi c’erano a disposizione dei tanti visitatori accorsi a palazzo Martinengo alcune “guide” di eccezione.

«Siamo stati scelti tra gli studenti del Liceo Arnaldo per questo», mi dice Ludovica Zampaglione, che ha appena finito di raccontare all’ennesimo gruppo le opere di Zandomeneghi, De Nittis e Boldini.

«Uno per sala, cerchiamo di coinvolgere i visitatori non solo nella mera fruizione visiva di tanti meravigliosi capolavori della pittura, ma anche in un’analisi snella, ma per quanto possibile articoltata e approfondita, del contesto storico e sociale e delle tendenze artistiche e stilistiche cha hanno portato alla nascita delle varie opere esposte»   

Preparati, cordiali, disponibili a rispondere alle domande e a soddisfare le curiosità del pubblico, le magnifiche ragazze e i magnifici ragazzi del Liceo Arnaldo da Brescia sembrano muoversi a proprio agio, come se svolgessero questa difficile attività di promozione culturale da una vita.

«Il tutto nell’ambito di “Alternanza Scuola-Lavoro” un progetto che consiste nella realizzazione di percorsi progettati, attuati, verificati e valutati, sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica o formativa, sulla base di apposite convenzioni con imprese, associazioni, camere di commercio ed enti pubblici e privati, ivi inclusi quelli del terzo settore » spiega ancora Ludovica, ma in fretta, perché sta arrivando un nuovo “plotone” di persone da erudire.

 Una giovanissima “guida” alle prese con i tanti visitatori della mostra 

C’è una morale, in tutto questo?

Sì, c’è.

Vedere uniti in una sola occasione l’Arte dei grandi Maestri del passato, l’interesse di chi, oggi, preferisce mettersi in fila per visitare una mostra di pittura anziché rifugiarsi in un Centro Commerciale, l’entusiasmo di tanti giovani, belli, bravi e spigliati che rappresentano il domani

… beh, mi fa credere che un Mondo Migliore possa davvero esistere.

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  Bonera.2

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