Goodmorning Brescia (274) – Una multinazionale gustosa e… artigianale!

Intanto c’è un piccolo segreto da svelare. Si tratta dell’attuale nome (Bad Club Burger) del piccolo ma accogliente locale attivo da qualche mese al numero 11/a di via Armando Diaz, a due passi dal verde di due polmoncini di verde cittadini: il Parco delle Due Torri e il Parco delle Acque. Non c’è nessun riferimento ai “cattivi”, ma quel B-ad è un simpatico acronimo delle parole Burger e Addicted, vale a dire una simpatica dedica a tutti coloro che amano il panino americano dal nome tedesco così smodatamente da accusarne una specie di dipendenza.

Interessato come sempre alle nuove iniziative avviate in città, sono andato a trovarli martedì scorso, prima che cominciassero ad affluire i clienti della sera.

Ad accogliermi il proprietario del locale (e qui si comincia a capire il perché di quel “multinazionale” nel titolo dell’articolo) Andrei Bunu. Di origine rumena, in Italia da moltissimo tempo con una lunga esperienza nel settore della ristorazione maturata a Verona, Punta Ala e, a Brescia, vissuta in qualità di direttore di due punti vendita in franchising Giangusto, a San Zeno e in pieno centro città.

Un po’ più articolata (anche dal punto di vista geografico) la storia dello chef del locale, Jaipal Husain, nato in India a Bombay e adottato non appena raggiunta l’età minima per essere imbarcato su un aereo a rotta intercontinentale da una coppia composta da moglie italiana e papà pakistano, residente in Svizzera, proprio al confine con l’Italia.

Lasciando che approfittiate di questo breve paragrafo per rimettere a punto la vostra bussola, riprendo a riportare il suo racconto.

«Ho preso confidenza con la cucina aiutando in casa mio padre a preparare pranzo e cena. Quando mi trasferii finalmente qui a Brescia mi resi subito conto di avere trovato un ambiente ideale per vivere la mia vita sia dal punto di vita personale che professionale. La cucina è cultura, quindi credo che la mia storia, l’avere vissuto realtà così diverse non possa che giovarmi anche in questo».

«In estrema sintesi, qual è il vostro progetto commerciale?» chiedo. «Un progetto alquanto ambizioso» mi risponde senza esitare Andrei. «Quello di conferire qualità artigianale di alto livello a un tipo di ristorazione solitamente considerato di massa, mantenendo al contempo un livello di prezzi ragionevole e competitivo anche nel confronto con quelli applicati dai grandi network».

Detto così sembra quasi una cosa da nulla, un gioco da ragazzi, ma sia io che scrivo che voi che state leggendo questo articolo, sappiamo bene che così non è. E, come se non bastasse una sfida così impegnativa, lo stesso Bunu mi confida che si sta studiando un corposo ampliamento del menù con particolare attenzione sia ai prodotti di punta che a quelli di contorno, con l’aggiunta dell’offerta di un servizio di caffetteria e pub.

Come se non bastasse, mi informa che a breve termine sarà avviato un processo di restyling che porterà il locale a diventare un punto di attrazione soprattutto per famiglie, con tanto di cambio di denominazione e nuovo layout dedicato alla narrazione fantasy.

Insomma, in via Armando Diaz se ne vedranno presto delle belle.

E se ne assaggeranno certamente delle buone, a giudicare da ciò che già ora esce dalla cucina presieduta dal simpatico Jaipal.

Da parte nostra ci impegniamo a seguire gli sviluppi dell’iniziativa e a tenervi prontamente informati circa i lavori on progress.

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