Ex Libris – I fantasmagorici e pericolosi giochi di Stephen King

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La storia:

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La timida, insicura e (troppo) paffuta dodicenne Gwendy Peterson non ha un’adolescenza facile. Per dimagrire, sfuggendo così alle malevole attenzioni dei giovani bulli che con irridenti soprannomi la mettono in ridicolo con le amiche, ogni giorno sale la lunga scala che porta in cima a un’altura che sovrasta Castle Rock, la piccola cittadina in cui vive. Si chiama “la Scala del Suicidio” e non è stata battezzata così solo per un capriccio o per un caso.

Nel corso di uno di questi allenamenti, fa  la conoscenza del misterioso e inquietante Mr. Farris, che le consegna una molto particolare scatola di lucidissimo mogano: un apparato prodigioso che non solo produce in continuazione, come per magia, cioccolatini e antiche, rare e preziose monete d’argento, ma conferisce al suo possessore (al suo custode) poteri straordinari e terribili responsabilità.

Ci sono leve e pulsanti di diversi colori: alcuni si possono spingere tranquillamente, altri, invece…

 

Contenuti, spunti e riflessioni

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Che si tratti di un pagliaccio («It»), di un negozio di oggettistica stipato di giochi e curiosità di modernariato («Cose preziose»), di uno spettacolare modellino elettrificato («Revival») oppure di una scatola dei bottoni («La scatola dei bottoni di Gwendy», appunto) ciò che attira l’interesse dei bambini e dei “semplici di cuore”, nella narrazione di Stephen King può risultare molto attrattivo ma anche molto pericoloso.

Ci dev’essere un giacimento di desideri frustrati e paure infantili, nel “magazzino creativo” del grande scrittore del Maine, una cantina buia nella quale, al momento di cominciare una nuova opera, si cala, riluttante, timoroso ed eccitato quanto può esserlo un fanciullo che si deve arrampicare sulla scala scricchiolante che porta in soffitta.

A ben vedere il messaggio è sempre lo stesso, declinato in modi diversi grazie all’infinita fantasia e alla sopraffina tecnica di scrittura del Re: ciò che appare estremamente attrattivo, molto spesso, nasconde insidie inaspettate e spesso drammatiche. La tentazione di riuscire a cambiare il normale corso della vita, a superare le inevitabili difficoltà che costellano il cammino terreno, con artifici che prescindono dalle possibilità dell’individuo, che vadano oltre le sue capacità fisiche e mentali, in  poche parole di mettersi in competizione con Dio (o con Satana) non costituisce quasi mai la scelta migliore.

Un’idea e una suggestione, insomma, simili a quelle che sopinsero, a suo tempo, tipi come Johann Wolfgang GoetheOscar Wilde e Robert Louis Stevenson a scrivere tre capolavori della letteratura mondiale che rispondono ai titoli di  «Il ritratto di Dorian Gray», «Faust» e  «Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde».

Un interrogativo non nuovo ma, privo com’è e come per sempre rimarrà, di soluzioni logiche e/o empiricamente dimostrabili, destinato ad accompagnare, per quanto lungo potrà essere, il difficile e spesso affannoso procedere dell’umanità.

Perché ci sarà sempre una farfalla, in qualche angolo del mondo, in grado di provocare un uragano dall’altra parte del pianeta.

E, per dirla proprio con le parole del Dottor Faust, «La lotta tra Dio e il demonio è la battaglia dei vizi e delle virtudi».

La più importante di tutte, la “Madre” di ogni altra, perché è dentro ciascuno di noi che, aspramente, si combatte ogni giorno.

 

.Gli autori:

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Prima di indicarli, mi sia consentita un’osservazione: quando Stephen decide di scrivere un libro insieme a un altro autore, che sia Richard Chizmar, come in questa occasione, o Richard Bachman in altre, alla fine ciò che ne viene fuori è “un libro di Stephen King“.
Solo in un’occasione, quando l’ha fatto con suo figlio Owen King  in «Sleeping beauties» si è avvertita la presenza di altre mani. E non è detto che si sia trattato di un risultato positivo,
Detto questo, eccoli qui:
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Stephen King vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha. Le sue storie sono clamorosi bestseller che hanno venduto centinaia di milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Brian De Palma, Stanley Kubrick, Rob Reiner e Frank Darabont. Accanto ai grandi film, innumerevoli gli adattamenti televisivi tratti dalle sue opere. King, oggi seguitissimo anche sui social media, è stato insignito della National Medal of Arts dal presidente Barack Obama.

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Richard Chizmar è noto soprattutto come editore della casa editrice Cemetery Dance e redattore dell’omonima rivista, specializzata in particolare nel genere horror. Oltre a scrivere racconti, sceneggiature e a insegnare scrittura creativa.

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Titolo: La scatola dei bottoni di Gwendy

Autori: Stephen King e Richard Chizmar

Editore: Sperling & Kupfer

Collana: Pandora

Anno: 2018

Pagine: 240

Prezzo: € 17,90

EAN: 9788820064334

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   Il Lettore

Categorie: Scrittura.

Quando il Teatro viaggia… nello Spazio

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Nella serata di venerdì 20 luglio, al Teatro “Lo Spazio” di Roma  (zona San Giovanni – via Sannio) si è svolta l’eliminatoria del concorso di corti teatrali «Autori nel cassetto, Attori sul comò»  alla quale era iscritto il “corto” scritto da Patrizio Pacioni, diretto da Salvatore Buccafusca e interpretato dallo stesso Salvo Buccafusca e Marzia Mancino, intitolato «Bacco, tabacco e… cenere!».

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Cominciamo a parlare della location (funzionale, originale e caldamente accogliente) e dell’iniziativa che, in essa viene portata avanti.

Lo facciamo con le parole del direttore artistico, Francesco Verdinelli:

«Le proposte teatrali stanno velocemente cambiando. Le arti vanno mescolandosi;  il teatro, la musica, la danza così come l’uso della tecnologia sono sempre più spesso insieme sulla scena. Le storie  scritte oggi, sono fra le proposte  che ci interessano di più. Riconoscere i nostri tempi, nella quotidianità o nella fantasia, così come nelle proposte di teatro civile o nel teatro musicale. E sono proprio questi gli obiettivi della stagione teatrale 2017/2018.  Storie ed  interpretazioni che diano emozioni,  che siano risate o riflessioni, ma e’ fondamentale che possano far sì che rimanga qualcosa. I talenti consolidati così come le proposte delle nuove generazioni permettono allo spettatore, nel corso della stagione, di avere il polso di ciò che oggi, attraverso la drammaturgia, si vuole comunicare. Poter scegliere di andare in un teatro che ha una forte identità, riconoscere e riconoscersi nella tipologia delle rappresentazioni  in scena è uno degli obiettivi che ci siamo posti. Un filo invisibile che lega le infinite identità di chi vive l’oggi, attento alle ‘sfumature’  della vita ».

Ciò (doverosamente) premesso, passiamo all’evento. «Autori nel cassetto, Attori sul comò» è una riuscita e ormai consolidata rassegna romana di “corti teatrali” che vede a confronto, per la gioia del pubblico che assiste alle rappresentazioni, pièces frutto dell’inventiva di autori sperimentati e/o autori emergenti. Alla fine serata un verdetto emesso in modo paritetico dalla giuria tecnica e dal voto “popolare” degli spettatori, decide quale delle proposte merita di passare al turno successivo.

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Il corto scritto da Patrizio Pacioni è stato presentato dall’attivissima associazione Le Ombre di Platone, sempre più presente sui palcoscenici di tutta Italia con nuove e differenziate produzioni. Segnalo, tra le altre, quelle di più prossima messa in scena: si va dalla riedizione rivista e corretta del pluripremiato dramma  «Diciannove + Uno»  (scritto da Patrizio Pacioni) in programma a Marone (BS)  venerdì 31 agosto in co-produzione con Lanterna Teatrale e Teatro Studio,  alla nuova  «Banda criminale»  (Salvo Buccafusca e Antonio Turco) che esordirà a Roma nel prossimo autunno, per finire (per il momento) con le repliche siciliane di  «Sua Eccellenza è servita»  (Pacioni / Buccafusca) fissate all’inizio del prossimo gennaio.

Per   «Bacco, tabacco e… cenere , storia di una stranissima serata di un cinquantenne alquanto “bamboccione”, a causa dell’inaspettata visita della bella e misteriosa vicina di casa, dunque, buone, anzi ottime sensazioni e gradimento espresso da parte del pubblico, a suon di risate e applausi. Divertente il testo, ordinata e fantasiosa la regia, con la costruzione di una scenografia minimale ma di grande suggestione. Perfettamente centrati e sintonizzati sui personaggi impersonati gli interpreti: l’esperto, navigato e (nell’occasione) felicemente gigione Salvo Buccafusca e la giovanissima ma già esuberante “padrona della scena”  Marzia Mancino.

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A “passare il turno”, però (non sempre si può vincere), l’altrettanto ben scritto, strutturato e rappresentato monologo «Specifiche competenze» di Adriano Bennicelli, per la regfia dello stesso autore e la recitazione di un  Alessandro Cecchini in gran vena, per il quale ha fatto premio anche l’attualità del tema trattato, vale a dire la difficoltà dell’approccio dei giovani con il primo (o il secondo) impiego.

Insomma, una gradevolissima serata e la voglia, non appena mi sarà possibile, di fare un altra visita nello… “Spazio” di via Locri 42/44.

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   GuittoMatto

Categorie: Teatro & Arte varia.

Kon Tiki: cinquemila miglia di oceano e un grande insegnamento

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La storia, il libro, i film

Kon-Tiki (Dio Sole) è il nome di una zattera e il titolo di un romanzo (1950 -autore il norvegese Thor Heyerdahl – titolo originale «The Kon-Tiki Expedition: By Raft Across the South Seas»), di un documentario (1950 – premio Oscar di categoria nel 1952) e di un film (2012 – diretto da Joachim Roenning ed Espen Sandberg – tra le nomination per il premio Oscar.

 

  

 

Prende il nome dalla zattera con la quale lo stesso Thor Heyerdahl e i suoi cinque compagni di avventura (Erik Hesselberg, navigatore ed artista, che dipinse il volto del dio sulla vela;  Bengt Danielsson, cuoco e cambusiere; Knut Haugland, esperto radio; Torstein Raaby, trasmissioni radio; Herman Watzinger, ingegnere esperto in misurazioni).

La spedizione, finanziata da donazioni private e supportata dalla fornitura a titolo gratuito di attrezzature e viveri da parte dell’esercito statunitense, fu progettata e realizzata allo scopo di dimostrare la possibilità che popolazioni del Sud America potessero avere raggiunto la Polinesia in epoca pre-colombiana.

Kon-Tiki, costruita in balsa e corde di canapa, secondo la povera tecnologia locale dell’epoca, descritta dai conquistadores spagnoli, partì dal porto di Callao (Perù),  il 28 aprile 1947, conducendo la zattera, il 7 agosto successivo, dopo centouno giorni di viaggio nell’oceano e cinquemila miglia di avventurosa navigazione, a raggiungere e superare, non senza difficoltà, la barriera corallina di Raroia, nell’arcipelago delle Isole Tuamotu. La zattera  Kon-Tiki, completamente restaurata, è in esposizione al Kon-Tiki Museum di Oslo.

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Lo spettacolo

All’anteprima sono presenti esponenti dell’informazione e numerosi insegnanti delle scuole di Brescia. Ci somno anche Silvia Quarantini (che ha coadiuvato sia la regia che la preparazione del protagonista) e Alessandro Mor, poi coinvolto “a sua insaputa” in un momento della recita.

In scena c’è solo uno studioso sudamericano che, con l’aiuto di una lavagna scolastica sulla quale è disegnato il mappamondo, narra, come se fosse una lezione, l’epica spedizione di Kon Tiki, la cui partenza è salutata e acclamata da migliaia e migliaia di persone convenute a Callao.

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La scenografia è semplice, per non dire essenziale: un tavolo, un libro, un vecchio registratore, un suggestivo modello di una zattera, una bottiglia d’acqua utile a evocare il movimento del mare, una grande vela con l’effigie del Dio Sole, un sestante…

Insomma, quanto basta per catturare l’attenzione e la curiosità degli spettatori e metterne in moto la fantasia, ovvero la più grande e completa scenografia che esista al mondo.

Il professore (interpretato da Marcelo Sola, sorprendentemente padrone della scea al suo debutto  da attore) tiene la sua “lezione” con naturalezza e brio, intercalando battute e persino una canzone che accompagna egli stesso alla chitarra, a osservazioni più serie e meditate, approfittando della suggestione della narrazione per distribuire pillole d’informazione (la civiltà degli Inca e la loro disperata fuga verso la costa, sotto l’incalzare del nemico venuto da oltremare, le esplorazioni di Magellano) assai utili e opportune per il giovanissimo pubblico che costituisce il principale target di questo spettacolo. Si sorride, sì, ma ci si emoziona anche, al pensiero dell’aspro confronto con la natura, alle speranze e alle disillusioni dei naviganti, a quell’uccello in volo che, finalmente, conferma che l’approdo non è più così lontano.

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Sa come coinvolgere gli spettatori, Marcelo Sola, invitandoli a immedesimarsi nei membri dell’equipaggio, in quei cinque norvegesi e nello svedese… e anche nel pappagallo che portarono con sè.

Una storia edificante, ma non solo.

In quella specie di “migrazione a rovescio” in occasione della quale, alla fine, furono gli indigeni ad accogliere i naufraghi “civilizzati” occidentali come fratelli, non si può non ravvisare una parabola, una esortazione che, in questi giorni, naviga ahimé davvero controcorrente in un mare di egoismo e diffidenza verso ciò che è diverso da sé.

Un messaggio che, ne sono certo, i ragazzi che assisterannoa  questo spettacolo, coglieranno con quella prontezza e con quell’adesione mentale e spirutuale che solo la loro verde età sa esprimere appieno.

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È una compagnia teatrale professionale di Brescia che opera a livello nazionale (sotto forma di cooperativa sociale onlus) fin dal 1979, anno della fondazione cui contribuì anche il Centro Teatrale di Bergamo. Per il conseguimento di principali scopi  (svolgimento di attività socio-educative nel campo della promozione, della educazione, della cultura, dell’arte e del turismo culturale, con focus  prevalente, anche se non esclusivo, su minori, adolescenti e giovani in ambito scolastico) si avvale dei seguenti strumenti:

  • produzione e promozione di ogni genere di servizio culturale, di animazione (ricreativo ed educativo) per minori, adolescenti e giovani;
  • organizzazione e promozione di festival, rassegne e stagioni teatrali;
  • incontri, convegni, mostre e iniziative culturali, con particolare attenzione al teatro per l’infanzia e per la gioventù;
  • organizzazione di laboratori, seminari, corsi di preparazione;
  • aggiornamento e formazione per insegnanti, educatori, animatori, genitori e studenti delle scuole dell’obbligo;
  • produzione, organizzazione, promozione e distribuzione di produzioni teatrali, spettacoli ed eventi rivolti in primo luogo a minori e giovani;
  • elaborazione di materiale didattico diretto soprattutto agli operatori in ambito scolastico.

Dunque il prossimo anno ricorrerà il quarantennale della fondazione, per il quale si sta meditando il miglior modo di celebrare.

«L’attività del Telaio, nel rispetto di un sempre elevato standard di qualità, è in continua crescita anche quantitativa, anche in termini di ospitalità reciproche con altre associazioni operanti in Italia e all’estero» ci dice Maria Rauzi.

«Basti dire che, nelle ultime stagioni, per soddisfare la richiesta da parte del pubblico, in presenza di impianti di non adeguata capienza, si sono dovute raddoppiare le repliche rispetto a quelle originariamente previste»

Meglio andrà, certamente, allorché sarà fruibile il nuovo duplice impianto di via Milano la cui consegna è prevista più o meno tra tre anni (vds. precedente articolo a questo link:

https://cardona.patriziopacioni.com/goodmorning-brescia-teatro-ideal-oltre-la-strada/ .

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KON-TIKI

con Marcelo Sola

scenografia di Giuseppe Liuzzi

musicghe composte ed eseguite dal vivo da Marcelo Sola

drammaturgia e regia di Angelo Facchetti

(nell’ambito della rassegna “Un salto nel nullo” organizzata dal C.T.B.)

Sabato 30 giugno ore 18 – P.co la Rosa Blu – Via Nullo – Brescia

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   GuittoMatto

Categorie: Teatro & Arte varia.

Ex Libris (23) – Dalla Scozia con furore, tra delitti e misteri

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La vita di Tyron, solido ragazzo scozzese di buona  e tradizionale famiglia, studioso e assennato, è sconvolta da un fatto di sangue misterioso e drammatico. Il giovane ne esce senza danni immediati, ma il ricordo di quanto accaduto lo segnerà per la vita… e non sarà l’unica conseguenza. Al termine di un susseguirsi di drammatici colpi di scena, tra Glasgow, Cambridge, Londra, Parigi e Ginevra, ogni tassello dell’enigma troverà il suo posto.

In realtà, nellle circa centotrenta pagine del primo romanzo di Tito Gattoni, c’è davvero molto di più e molto di diverso. Cominciamo con i “generi” letterari che vengono toccati: il giallo, il mistery, l’horror, la spy-story e il thrilling, pur in una coerenza stilistica che richiama molto da vicino atmosfere e tempi da classico romanzo di avventura.

Una scrittura essenziale e pulita che si mantiene scorrevole e di piacevole lettura per tutta la durata del libro, benché non manchi, in più punti, un’accurata descrizione dei dettagli, sia quelli riferiti ai personaggi (numerosi e ben caratterizzati) che ai luoghi e agli ambienti in cui si dipana la vicenda.

Precisi e documentati gli interessanti riferimenti scientifici, sparsi tra le pagine del romanzo a piene mani.

Un plot ben congegnato e ben articolato che, grazie all’originalità della trama e al ritmo impresso alla narrativa, ben si presterebbe, a mio avviso, a una riduzione cinematografica o televisiva.

 

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  • Titolo: L’enigma di Tyron
  • Autore: Tito Gattoni
  • Editore: Liberedizioni
  • Data di Pubblicazione: 2017
  • Pagine:136
  • Prezzo:
  • EAN:9788898858989
  • ISBN:8898858981

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Il dr. Tito Gattoni è nato a Potenza il 27/03/46,  psichiatra, psicoterapeuta e criminologo, ha lavorato in strutture psichiatriche sia civili che giudiziarie, per oltre 30 anni, anche come  primario. Autore di una quindicina di pubblicazioni su argomenti psichiatrici e criminologici (una pubblicazione in una rivista americana),  è relatore di conferenze, che trattano argomenti psichiatrici, psicologici e sociali, in genere, in ambito pubblico e privato; ha frequentato corsi di trainig autogeno, ipnosi analitica immaginativa e psicoterapie brevi di tipo cognitivo-comportamentale ed analitico. Ha frequentato anche un corso di Omeopatia, presso la scuola S.i.M.O. di Milano e attualmente esercita attività come consulente tecnico di parte e libero professionista  presso ambulatori privati. Nel 2013 è stao docente al Master  Interdisciplinare di I livello “Mediazione Familiare”- presso l’Università Cattolica di Brescia. Nel 2016  la relazione “Impulsività e violenza incontrollata in grafologia” (al 30° Congresso Nazionale della Società ItalianCriminologia dal titolo “I perché del crimine”) poi pubblicata sulla rivista “Rassegna Italiana di Criminologia”. Nella 31^ edizione  della stessa manifestazione, dal titolo “Dalla parte delle vittime” ha presentato  il poster “Le scritture dei clochard, vittime delle metropoli”. Sempre per  Libere Edizioni ha pubblicato nel 2015 «Follia e criminalità – Narrazione di uno psichiatra presso l’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere» : il racconto in prima persona di un’esperienza unica, vissuta dallo psichiatra, a lungo operante presso la struttura.   ha presentato

“ Impulsività e violenza incontrollata in grafologia”, relazione tenuta al XXX Congresso Nazionale della Società Italiana di Criminologia “  I Perché del Crimine”- Firenze 24/26 ottobre 2016; pubblicazione nella Rassegna Italiana di Criminologia (pag. 62)

 

    Il Lettore

Categorie: Scrittura.

Ex Libris (22) – Oh quante belle Dame, madama Carlà!

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Di Carla Boroni ho recensito altri libri (ricordo per esempio il bel saggio  «Appunti per il mio ‘900», questo il link della recensione postata a fine 2016: https://cardona.patriziopacioni.com/ex-libris-8-eh-cara-carla-si-fa-presto-a-dire-900/). Di lei ho sempre apprezzato quel cocktail di difficilissima preparazione costituito da erudizione, facilità di scrittura e capacità di sintesi e descrizione dei maggiori personaggi, fenomeni e movimenti culturali.

In  «Donne di cuori, donne di picche»  il lavoro, ancora una volta, riesce alla perfezione. Pochi ma significativi esempi di come il rapporto con il genere femminile possa influire, nel bene o nel male (cuori e picche, appunto) sulla nascita, sullo sviluppo e -a volte- anche sul declino di una carriera artistica. Ma vediamo da più vicino di cosa si tratta.

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C’è la donna passionale e indipendente, che si concede all’Artista, sì. ma non proprio tutta e non proprio fino in fondo. Scivolosa, sfuggente e, proprio per questo, ancora più attraente e affascinante.

C’è la donna mamma (non solo come figura, ma anche nell’accezione letterale del termine, visto che continua a partorire figli uno dopo l’altro nonostante ogni nuova gravidanza la sfianchi più della precedente), che si consuma come una candela per l’Amato.

C’è la genitrice algida e arcigna, che nega ogni tenerezza al figlio smarrito e complessato che ne reclama l’affetto.

C’è la donna creata sulla carta, ispirata forse all’Autore da un’altra donna, in carne e ossa, ma che prende vita propria e con l<’autore intesse una lunga (letteraria) storia d’amore.

C’è la sorella, amata, inseparabile, invadente, che preclude ogni spazio a ogni altra donna si avvicini o sembri avvicinarsi al Poeta.

C’è la Femme Fatale, l’attrice, la Divina, che incrocia la propria strada con l’Homme Fatal, l’avventuriero, il visionario, l’insaziabile, dando luogo a un passionale e sregolato scintillio di lame.

C’è la moglie perfetta. La roccia cui tenersi quando la vita frana, il salvagente con il quale galleggiare quando sale la marea.

C’è La donna in carriera (letteraria) matura e navigata che seduce il giovane Scrittore, irretendolo in una serie di fughe, di ritorni di fiamma, di gelosia impotente e indispettita. Chje altro non fa che riaccendere ogni tizzone rimasto sotto la cenere

C’è la donna della vita, l’altra metà di sé, che amerà il compagno e da lui sarà amata fino alla morte: prima la propria, poi quella di lui.

C’è l’amore virtuale, una volta per mezzo di un continuo rimpallo di epistole, invece che attraverso una tastiera e una chat. Sempre a un passo dal diventare carnale, ma mai (o quasi mai) trasformato in tale.

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Adesso associate alle figure femminili di cui sopra i seguenti rapporti:

Antonietta Fagnani Arese e Ugo Foscolo

Enrichetta Blondel e Alessandro Manzoni

Adelaide Antici e Giacomo Leopardi

La Pisana e Ippolito Nievo

Maria e Giovanni Pascoli

Eleonora Duse e Gabriele D’Annunzio

Lina Woefler e Umberto Saba

Sibilla Aleramo e Vincenzo Cardarelli

Jeanne Dupoix e Giuseppe Ungaretti

Lucia Rodocanachi ed Eugenio Montale

Dieci grandissimi scrittori, dieci figure femminili, donne di cuori e donne di picche, appunto, capaci di esaltare la creatività di poeti e narratori, con le buone o con le cattive, ma anche di stroncare le loro carriere letterarie se non anche di dannare le loro anime.

Carla Boroni si muove attenta e leggera tra loro, con la grazia di una danzatrice, con armonia e incisività di analisi,  donna capace di capire altre donne, studiosa abile a individuare e isolare con precisione chirurgica i brani più significativi composti da ogni artista citato, e di proporli al momento giusto.

Una preparatissima guida che prende per mano il lettore, immergendolo, letteralmente, nell’epoca di riferimento e nello spirito dei tempi, favorendo una visione immaginifica ma estremamente reale dell’ambiente e dei personaggi narrati.

Non la conoscenza in assoluto, ovviamente, ma il modo più garbato e incisivo, favorito dall’estrema scorrevolezza del tratto, per suscitare in chi legge quella curiosità che sola può portare ad approfondire, oltre alla biografia di alcuni dei maggiori protagonisti dell’800 e del ‘900 letterario, anche le loro opere e le motivazioni personali e le  linee guida dell’anima che ne  ispirarono la creazione.

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Titolo:  Donne di cuore, donne di picche

Autore:  Carla Boroni

Anno: 

Casa editrice: SEFER

Pagine:  154

Prezzo:  14  €

ISBN:  978-88-99144-22-7

 

 

   Il Lettore

Categorie: Scrittura.

Goodmorning Brescia (104) – Via Vantini e i vantaggi del vintage

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39 Vantini Oldstyle  è un ampio showroom, strutturato su due piani, con esposizione di oggetti di antiquariato, modernariato e mobili d’epoca che, come dice il nome, è situato al numero 39 di via Rodolfo Vantini, a pochi passi da viale Italia.

L’esito dell’idea meravigliosa di un gruppo di professionisti esperti del settore che ha portato, due anni fa, all’apertura del negozio.

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«Oltre a tutti i singolari e raffinati oggetti che vedi esposti, nel nostro showroom c’è un angolo dedicato agli orologi d’epoca (con la presenza di un tecnico specializzato nella preparazione ogni domenica e lunedì) e uno spazio riservato, al piano superiore, ha uno studio di progettazione di arredi di interni, operativo tutta la settimana» mi dice Mario Gaburri, facendomi da guida tra centinaia di oggetti che non posso fare a meno di immaginare collocati nelle mie case.

«Ma 39 Vantini Oldstyle non è solo questo. Per scelta aziendale ospitiamo con regolarità e continuità  ogni tipo di eventi e manifestazioni culturali: presentazione di libri, esposizione di foto e quadri, piccoli spettacoli teatrali e appuntamenti gastronomici e di degustazione vini,  nell’intento di permettere ai nostri visitatori di familiarizzare con la merce esposta, la cui qualità curiamo meticolosamente e rigorosamente, in situazioni inusuali e rilassanti» aggiunge, con l’espressione soddisfatta e il tono di voce di chi è gratificato dal proprio lavoro.

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«I nostri orologi antichi, generalmente ante 1970, sono cercati e in tutto il mondo, attraverso i nostri siti» interviene compiaciuto Paolo Pezzotti.

«Non era raro che mi contattino anche solo per avere consulenze tecniche e commerciali, e io non mi tiro mai indietro» .

E, intanto, mi mostra alcuni dei pezzi più pregiati.

Il colloquio si chiude con un ulteriore intervento di Mario Gaburri.

«Il prossimo 27 settembre partirà alla terza edizione della gara per moto d’epoca “Brescia-Napoli” riservato a motociclette con oltre 50 anni di età» ci tiene ad annunciare.

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«Una gara a squadre nell’ambito di un viaggio nel tempo oltre che nello spazio, nella quale risulterà valorizzata la bellezza estetica delle moto, risultando decisivo per l’aggiudicazione dell’esito di un contest fotografico on the road».

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Inutile dire che, a suo tempo, Goodmorning Brescia si occuperà anche di questo.

Nel frattempo, questi i riferimenti della Rete accedere a cataloghi / proposte di mobili antichi, complementi di arredo, orologi, moto, quadri, sculture e quant’altro:

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http://www.39vantini.it/

http://www.vecchioebello.it/

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  Bonera.2

 

Categorie: Senza categoria.

Ex Libris (21) – Versi romani pe’ ‘na data ‘ndimenticabbile

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L’ingenuità del Bene e l’astuzia del Male, eterno tema della Storia.

Da una parte i lupi, dall’altra gli agnelli, in un gioco crudele che finisce sempre nello stesso modo.

Praticamente è di questo che, partendo da “quer sedici de ottobre”,  l’orribile giornata che vide i nazisti rastrellare con metodica ferocia il ghetto di Roma per caricare di ebrei da avviare allo sterminio convogli su convogli di vagoni piombati, parla il poemetto in vernacolo romanesco scritto da Alberto Ciarafoni.

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Un affresco di straordinario nitore dell’antica filosofia ebraica mescolata, nel corso di una evoluzione secolare, all’autoironico fatalismo caratteristico del popolo romano, fedele nella ricostruzione storica dei fatti quanto poeticamente evocativo. Un remake lucido e spietato degli antichi e tristi giorni della deportazione in Egitto.

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E co’ la testa bassa, i rastrellati,

spinti avanti coi carci de’ fucili

(sistema certo tra li più ‘incivili

p’avelli suppergiù incolonnati)

se lagnaveno, tutt’arintronati

da li strilli de li tedeschi ostili

che echeggiaveno drento li cortili…

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in cui i miliziani delle SS si potrebbero tranquillamente confondere con i soldati del Faraone.

Un libro snello e intenso, in cui si percepisce la fatica spesa dall’Autore (con indiscutibile successo) nella ricerca delle parole più attagliate alla narrazione e alle atmosfere e, nello stesso tempo, più suggestive.

Da leggere, anche dai non-romani.

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  • Titolo: Quer 16 de ottobre.
  • Autore: Alberto Ciarafoni
  • Editore: Il Torchio (Padova) (1 gennaio 2016)
  • Collana: Il Torchio (Padova)
  • Pagine:
  • Prezzo:
  • ISBN-10: 8898669569
  • ISBN-13: 978-8898669561

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Diplomato attore alla Scuola di Teatro La Scaletta, Alberto Ciarrafoni collabora con la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma ed è anche regista. Fra i suoi ultimi lavori, la messinscena del Rigoletto di Verdi (sue anche scene e costumi) che, a Genova, ha riaperto alla lirica il Teatro Gustavo Modena.

Sta lavorando alla rifinitura del testo «’A ritorzione» sull’eccidio delle Fosse Ardeatine e al montaggio del video Ta-pum, che ricorda l’artista clarense Nino Piccinelli. autore del celebre canto.

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   Il Lettore

Categorie: Scrittura.

Ex Libris (20) – L’Architetto Tarquini costruisce su due piani

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È un libro solo, ma è come se fossero due.

Ovvero, la storia è quella di Alberto Malini nato nel 1946 (proprio come l’Autore, guarda un po’ a volte il caso), insieme alla Repubblica nata dalle ceneri del secondo conflitto mondiale, appunto. Solo che la narrazione della vita del protagonista (architetto proprio come l’Autore, ri-guarda un po’) e al tempo stesso testimone  dello scorrere del tempo e dell’evolvere, nonché dell’involvere, di una società complessa e variegata come quella italiana, risulti drasticamente divisa in due.

Le prime centoquarantasei pagine scompongono la giovinezza dell’architetto Malini in una serie di “capitoli-racconti” che, inizialmente, riguardano essenzialmente personaggi collaterali attraverso i quali viene scandito lo scorrere del dopoguerra e del boom economico, per poi calare sul protagonista impegnato negli studi luceali e universitari e, soprattutto, in quel difficilissimo e mai tranquillo passaggio tra adolescenza e maturità.

Dopo di che, direi a sorpresa, cambia tutto: accelera il ritmo, cambia lo stile  con l’inserimento di una buona dose di dialoghi, quasi assenti nella prima parte, cambia il genere della narrazione che, divenuta serrata fino all’apnea, si trasforma, se si permette il neologismo, un “giallo-politico-economico con risvolti noir” dal sorprendente quanto imprevedibile finale (ma sarà realmente, il finale?)

La lotta è quella, eterna, tra il bene (che il disincantato e un po’ edonista architetto Malini interpreta a modo suo) e il male, impersonato da “piccoli poteri occulti” del tutto privi di morale e scrupoli. In particolare tra chi vuole davvero “costruire” per la città e per i cittadini e chi, invece, punta solo a una speculazione becera e predatoria. Interpretata e raccontata in un’ottica diversa dal solito, e già questo non è poco.

Di davvero omogeneo, in tutto il libro, c’è la pulita correttezza della scrittura, la meticolosa cura applicata dall’Autore nella discrezione di personaggi-ambienti-situazioni, la discreta (ma non troppo) presenza di architettura e urbanistica, dello sviluppo della polis, intesa sia in senso estetico che come interconnessione civile e sociale tra i suoi abitanti, l’impressione costante di un Scrittore che sa raccontare di altri ma anche di sé, offrendo al lettore la propria esperienza di formazione culturale e politica, gli ideali, le speranze realizzate e quelle spezzate, in un’ottica dolceamara di anni che troppo velocemente vanno via, scorrendo come sabbia tra le dita.

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Titolo: Coetaneo della Repubblica

Autore: Aldo Tarquini

Anno: 2017

Edito da: Europa Edizioni

Collana: Edificare Universi

Pagine: 316

Prezzo:  15,90 €

ISBN: 978-88-9384-332-4

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   Il Lettore

Categorie: Scrittura.