Goodmorning Brescia (291) – All’ombra dell’antica Torre (di Ercole)

Nelle strade delle vie e delle piazze di Brescia, come in altre città e cittadine del nostro amato e qualche volta ingiustamente vilipeso Bel Paese, accanto agli incomparabili tesori d’arte e alle vestigia di un’antica quanto gloriosa cultura, si aprono gli ingressi e si affacciano le vetrine di locali di ristorazione classici, locali di tendenza, locali eleganti, esclusivi, oppure locali popolari e/o alternativi… e chi più ne ha, più ne metta.

Poi ci sono i locali giusti.

Quelli nei quali vai sempre volentieri e, una volta che ci sei dentro, ti senti come se fossi a casa tua. Ed è di uno di questi che voglio parlarvi oggi: si trova un pieno centro, esattamente al numero 29 di Via Carlo Cattaneo, a due passi da Piazza del Foro, letteralmente all’incrocio tra il decumano e il cardo massimo della Brixia romana.

Si chiama La Torre d’Ercole, ed è incastonata alla base di uno di quei pezzi di Brescia che se non lo sai ci passi davanti e non lo vedi, dal quale prende il nome.

La vetusta, gloriosa e travagliata Torre d’Ercole, già.

Meglio cominciare dall’inizio, come sono soliti dire quelli bravi, anche se per farlo, dobbiamo viaggiare all’indietro nel tempo, addirittura e niente meno che fino al dodicesimo secolo.

 (la Torre come doveva presentarsi al momento della costruzione)

Fatta edificare dalla nobile famiglia Palazzi, fu costruita, fino a raggiungere la considerevole altezza di circa 25/30 metri, riutilizzando blocchi di pietra di edifici romani. Se si decise di battezzarla con questo nome (ma è conosciuta anche come Torre dei Palazzi) fu semplicemente perché lì vicino sorgeva un tempio dedicato ad Ercole.

Una costruzione solenne e maestosa che, però, non ebbe vita facile né lunga, nella propria integrità, visto che fu fatta mozzare nel 1258 (per rappresaglia nei confronti dei vinti) da Ezzelino da Romano, politico e condottiero, signore della Marca Trevigiana, allorché conquistò la città.

Un tipino da prendere con le molle, visto che i testi di Storia riportano la non insignificante informazione che dai contemporanei era conosciuto anche con l’appellativo de Il Terribile o, anche, con quello piuttosto significativo di Figlio del Diavolo. Uomo d’armi di crudeltà leggendaria del quale tra l’altro, ebbe modo e voglia di occuparsi anche Dante Alighieri nel XII cantico della Divina Commedia, collocandolo all’Inferno nella trista compagnia dei tiranni “che dier nel sangue e nell’aver di piglio” e descrivendolo fisicamente così: “E quella fronte c’ha lì’l pel così nero, / è Azzolino“.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è image-6.png  (la Torre, ridotta all’altezza di ca. 15 mt. così come si presenta oggi)

Insomma, una simbolica castrazione edilizia, come usava a quei tempi: via la torre gentilizia, via il vigore e il potere della casata sconfitta.

Nota bene: quanto sembra, però, la spietata rappresaglia contro Brescia non portò eccessiva fortuna né allo spietato promotore, né alla sua famiglia, visto che il nostro Ezzelino III passò a miglior (o a peggiore) vita in quel di Soncino soltanto un anno dopo i fatti narrati e i suoi congiunti vennero sterminati nel più feroce dei modi poco più, avanti, nel corso di un’autentica orgia di violenza e sangue.

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Tutto ciò doverosamente premesso, innestiamo la retromarcia nella nostra macchina del tempo, abbandoniamo le rudi e cruente scaramucce medievali e torniamo a immergerci in un più confortevole presente.

Che, nell’occasione, coincide con il sorriso aperto e cordiale di Milena, la conduttrice del locale, qui sotto immortalata al centro tra la collaboratrice Martina e un affezionatissimo cliente.

Come è successo che tu decidessi di avviare quest’attività? Avevi già in qualche modo maturato esperienza nel campo della ristorazione oppure si è trattato, come si è soliti dire, di un amore a prima vista… e di un salto nel buio?

Vuoi sapere la verità? Un realtà ho cominciato a lavorare qui come dipendente, che ero ancora una studentessa, per coprire le spese universitarie. Questo tipo di attività, che comporta un continuo contatto con la gente, mi è subito piaciuto e, quando dopo un paio di anno i tre soci mi hanno proposto di unirmi a loro nella conduzione del locale, non me lo sono fatta ripetere una seconda volta.

Quale tipo di persone frequentano il tuo locale? Si tratta più di habitués o di clientela di passaggio?

Diciamo che la gente del posto con il tempo si è -come dire- affezionata al locale, sia per la location suggestiva sia, evidentemente, per la semplice ragione che ci si trovano bene. Detto ciò, in particolare, soprattutto in inverno, il lunedì si ritrovano da noi gli appassionati del genere per gli appuntamenti di Jazz me monday: incontri nel corso dei quali giovani in formazione presso il Conservatorio colgono l’occasione di potersi esibire in estemporanee jam session a fianco di artisti-musicisti del calibro di Franco Testa, Giulio Corini, Emanuele Maniscalco… etc. etc

Per il resto va molto bene la ristorazione. La nostra cucina è ormai favorevolmente conosciuta e apprezzata in città (e non solo). In più, i nostri clienti si ritrovano in un ambiente famigliare, dove si sentono “a casa”; in questo è di grande aiuto l’assidua disponibilità e la spontanea cordialità del personale di sala

Ci sono in vista novità nelle attività del locale?

Stiamo programmando il potenziamento e l’ampliamento dell’offerta del settore colazione , vista la vicinanza di Cattolica e scuole varie. Altrettanto impegno stiamo profondendo per poter presentare ai nostri clienti, nella prossima stagione autunno/inverno, una serie di appuntamenti rock, che si terranno ogni venerdì. Questo anche per confermare quanto sia importante la musica per noi della Torre..

Per finire, condensa in pochissime parole il motivo per il quale chi non ha mai frequentato la Torre d’Ercole dovrebbe risolversi a farlo non appena gliene capiterà l’occasione.

Dall’ora di colazione a quella di cena, trascorri piacevolmente tempo in un luogo senza tempo. Ti aspettiamo, con la famiglia e con gli amici. O, se vuoi, potrai scambiare quattro chiacchiere con noi, al bancone.

Pensi che possa andare?

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Va, eccome se va, Milena!

E adesso qualcuno mi dica per favore, se può, come si fa a resistere a un invito di questo genere…

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è leonessa.png    Bonera.2

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