Biografia di Patrizio Pacioni – aggiornata al novembre 2016

Patrizio Pacioni è uno scrittore romano di straordinaria continuità produttiva. Esordisce nel 1997 con il romanzo breve “Un lungo addio” (Taurus), in cui si narra del tragico amore incestuoso tra fratello e sorella poco più che adolescenti. L’anno successivo (1998) “Iscassia et Fogu”, fantastica storia, ricca di arcani simbolismi, ambientati in una Sardegna surreale e semidesertica.

Segue la trilogia noir “Lac du Dramont” (Nuovi Autori – 2000) “Chatters” (Nuovi Autori 2001) “DalleTenebre” (Effedue Edizioni 2002).

Dopo una pausa che lo vede cimentarsi col romanzo drammatico-intimista “Mater” (Effedue Edizioni 2004) e con “Quel ramo del lago” (Effedue Edizioni 2005 – una delle più sorprendenti, originali e irriverenti rivisitazioni del capolavoro manzoniano) arriva l’approdo al giallo d’impianto classico: nasce il commissario Leonardo Cardona (scorbutico e non sempre ortodosso poliziotto dalla problematica vita privata, inflessibile segugio pronto a scavalcare steccati e a stravolgere regole nel supremo interesse di un ideale di Giustizia interpretato a volte in modo molto soggettivo) che debutta in “Essemmesse” (Effedue Edizioni – 2006).

A lui sono state già dedicate altre tre opere: il surreale Malinconico Leprechaun (Sampognaro e Pupi 2008), l’incalzante e drammatico Seconda B (Melino Nerella 2009), la raccolta di racconti Delitti & Diletti (Melino Nerella 2010) scritto a quattro mani con Lorella De Bon.

Da allora l’ambientazione delle indagini del poliziotto e di molte altre storie è Monteselva, città fantastica ma al tempo stesso modello suggestivo di una certa provincia italiana.

Nel 2011 esce Malanima mia, oscura storia di introspezione psicologica e di arcana magia firmato anche da Giovanna Mulas.

Nel 2012, vara la singolare e originale operazione tra realtà e fantasia di “Falli ballare”, firmata dalla misteriosa Lorena Elle e da lui curata con la collaborazione della editor Fabiana Cinque: la storia autentica, tra serio e faceto, delle (dis)avventure di una giovane precaria milanese.

Nel 2013 Il guaito delle giovani volpi, drammatico romanzo dedicato alle donne vittime di ogni tipo di fondamentalismo religioso e culturale.

Per il 2014, a conferma della straordinaria versatilità creativa dell’Autore, un’inattesa novità: la nuova uscita, presentata in anteprima -come ormai di consueto- al Salone Internazionale del Libro di Torino, è dedicata al mondo fantastico e magico delle fiabe. Una raccolta di tre storie lunghe dal titolo FiAbacadabra”. A essa è seguita, sei mesi più tardi la seconda raccolta in tema: “FiAbacadabra 2”.

Dal 2015 ha preso consistenza e spessore l’attività drammaturgica, in particolare quella relativa al cosiddetto “teatro d’inchiesta”: prima “La verità nell’ombra” (ispirata dalla strage di Portella della Ginestra – opera che ha dato vita anche all’omonimo libro di Edizioni Serena) poi, l’anno successivo, “Diciannove + Uno” (inchiesta sulla misteriosa sparizione nel Mediterraneo meridionale della motonave Hedia).  Entrambe le pièces sono state adattate da Antonio Turco e messe in scena a cura della Compagnia Stabile Assai, il più antico e glorioso gruppo di recitazione carceraria. Ancora nel 2015 la prima prova cinematografica con “Il Lettore”, cortometraggio scritto insieme a Fabiana Cinque e realizzato all’interno della Casa Circondariale di Busto Arsizio per la regia di Martina Girlanda.

Nel 2016, a grande richiesta dei lettori (e con grande piacere personale dell’Autore), torna il commissario Cardona con “In cauda venenum” doppio movimentatissimo (ma anche riflessivo) romanzo, per il quale ancora Edizioni Serena ha ideato un singolarissimo libro “double face”.

Patrizio Pacioni ha ideato, realizzato e condotto a più riprese il corso di scrittura creativa di genere “Dal blu di china al giallo-noir”, organizzato dibattiti, incontri e conferenze sul tema della letteratura poliziesca e di tensione e sulla filosofia e tecnica scrittura più in generale. Da segnalare il corso di giornalismo investigativo, “Il terzo Occhio” strutturato in due parti: “introduzione” e “approfondimento”, tenuto per la prima volta a Giulianova nel settembre 2016, in occasione del Festival “Giulia in Giallo – Delitti & Diletti ” del quale l’Autore, drammaturgo e blogger romano è stato Direttore Artistico.

Il suo sito personale/portale www.patriziopacioni.com (oggetto di recente e completa ristrutturazione, derivato da www.patriziopacioni.it, tradizionale sito personale dello scrittore e autentico web magazine dedicato alla scrittura e a ogni altra forma di espressione artistica fin dall’ormai remoto 2001 ) costituisce da tempo un frequentato osservatorio su ogni tipo di produzione artistica, aperto alla informazione e al sociale, e al tempo stesso un  costante riferimento per gli autori emergenti.

Il blog http://ww.patriziopacioni.com/cardona/ (accessibile anche dal portale insieme al canale youtube e ai profili dei vari social) consente ai navigatori della Rete di respirare e vivere in prima persona il mondo oscuro di Monteselva, divenendone cittadini a tutti gli effetti. Dal primo gennaio 2017 è partito il concorso di scrittura giallo/noir/gotico/thriller Le Ombre di Monteselva di originalissima quanto innovativa concezione.

Categorie: Da me a Voi.

Ombre di Monteselva / Pronto… concorso (1)

Ciao, internauti lettori-scrittori!

In questa nuova rubrica pubblicheremo notizie utili per i partecipanti al concorso più smart del 2017 e curiose per gli altri. Sperando che i primi aumentino e i secondi diminuiscano, naturalmente. E a tutti…

BENVENUTI A MONTESELVA E BUONA SCRITTURA !

    Valerio Vairo

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Scrive Gramigna:

«Ho in mente una storia che riguarda un personaggio che, recentemente, ha incrociato le vicende di Cardona. Per la precisione la mia idea è quella di un prequel, che però si svolgerebbe in altra località. Ritenete che un racconto con una simile origine e una simile ambientazione potrebbe rientrare nel tema del Concorso

Risponde Patrizio:
«Grazie dello spunto che mi offri per un primo chiarimento, Gramigna. La linea guida è che si possano naturalmente utilizzare i personaggi già narrati nei miei romanzi e racconti, dal primo a l’ultimo. Unica condizione, assolutamente non negoziabile, è che nella narrazione non si stravolga né quanto già “accaduto”, né la natura dei personaggi prescelti. Esempi limite: Diana De Rossi non potrà apparire come una donna sommessa e priva di ambizioni professionali, l’agente Gargiulo non potrà condurre, al di fuori della professione, una vita dissoluta e border-line, il commissario Cardona… Beh, il commissario Cardona lo conoscete tutti com’è, no
Categorie: Cronache di Monteselva.

Il primo concorso… non si scorda mai!

Così ci siamo, finalmente.

Il nuovo portale, cambiando semplicemente il “suffisso” da it a com, si è rinnovato completamente e vestitoa  festa, grazie al prezioso lavoro della super-webmaster Orsola Vigorito.

www.patriziopacioni.com si presenta ora come un meraviglioso appartamento, con vista su un panorama praticamente sconfinato, completamente rimesso a nuovo e impreziosito da pregiati stucchi, raffinati marmi, quadri d’autore e quant’altro.

Di qui, con semplicissimi clic si potrà conoscere -praticamente in tempo reale- ogni fase della mia attività artistica, letteraria e teatrale, dell’impegno divulgativo e delle campagne promozionali, della mia partecipazione a eventi di ogni genere; si potrà accedere a questo blog, al canale youtube, alla sezione riservata agli ospiti e alle interviste, alla vivace e pungente messaggeria di twetter, al professionale profilo di linkedin… e a tutto ciò che di nuovo verrà.

Fra tutto questo, però, spunta ora un nuovo “pulsante” che proietterà i “gentili visitatori” all’inteno del più incredibile dei concorsi letterari.

Questo:

   

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Sì, va bene, ma cos’avrà mai di tanto diverso e straordinario, «Le Ombre di Monteselva» ?

Per prima cosa  la caratteristica di mettere a vostra disposizione una location fantastica pensata e costruita per l’avventura: l’oscura città che ho creato, via dopo via, piazza dopo piazza, collocandola sui rilievi collinari e montuosi tra Piacenza e Parma.

Poi, cosa ancora più importante, la possibilità che viene concessa ai partecipanti, di in insrirsi in prima persona nella costruzione di una grande saga in cui si muovono il commissario Leonardo Cardona, la spregiudicata e sensuale giornalista Diana De Rossi, l’ Orco Vassili Abramov, l’agente Gaetano Gargiulo e tutti gli altri principali personaggi.

Infine, e questo sì che può risultare particolarmente intrigante, la creazione di NUOVI personaggi che potranno essere poi da me inseriti in uove storie tutte da raccontare e… tutte da leggere.

Per aiutare in questo, al momento dell’iscrizione il partecipante riceverà per posta elettronica un kit contenente tutte le informazioni necessarie a cominciare l’impresa narrativa, con la possibilità di discutere / approfondire qualsiasi dettaglio utile a meglio mantenere la propria opera nel solco narrativo già tracciato, rispettando la natura dei personaggi già “raccontati” e in continua evoluzione.

Alla fine ne nascerà un libro, che porterà lo stesso titolo del Concorso, per le edizioni della coraggiosa Casa Editrice Serena.

Basta, per avere ogni dettaglio e conoscere le precise modalità di adesione e partecipazione, è arrivato il momento che clicchiate qui sotto:

Insomma, immaginate e scrivete una (bella) storia, al resto ci penseremo noi.

                                                                               Patrizio Pacioni

Categorie: Da me a Voi.

Natale, il 2017 e… www.patriziopacioni.com

  Buon Natale, amici miei carissimi!

Felice e prospero Anno Nuovo per tutti Voi!

Qualcuno dirà che ogni Natale è sempre uguale (o quai) ai precedenti, che gli anni sfilano via uno dopo l’altro neanche fossero caramelle nelle mani di bambini golosi, e di tappi di spumante o di champagne che saltano vie dalle bottiglie piene di bollicine ce ne sono stati, ce ne sono e ce ne saranno fin troppi.

Sarà pur vero, ma -talvolta- accade qualcosa di speciale che quel particolare Natale, quel particolare Capodanno caratterizza in modo singolare quanto indelebile nella memoria.

  

Così, per me, questi giorni di festa e, questa staffetta tra il 2016 e il 2017, rappresentano qualcosa di davvero importante. Il vecchio sito, www.patriziopacioni.it, ha costituito un’autentica novità, agli primordi di questo secondo millennio: un autentico web-magazine che, oltre a servire da veicolo di promozione per la mia produzione letteraria e per l’attività di cronista e divulgatore, ha svolto un’importante funzione di “palestra” per giovani e nuovi autori che, cominciando a pubblicare racconti sulle sue “pagine” hanno poi spiccato un salto di qualità. Poi, quasi due anni fa, un attacco di hacker ha devastato tutto, distruggendo e mandando in cenere ben 14 anni di certosino lavoro e … di vita. Vederlo ora rinascere, più bello e completo di prima, direi quasi scintillante a seguito della meravigliosa webmaster Orsola Vigorito, beh… è qualcosa di indescrivibilmente bello e gratificante.

 

Ma non finisce qui: dopo questo magnifico giorno di “vernissage”, a brevissimo, partirà la macchina organizzativa di uno dei più singolari concorsi letterari che si sia mai visto in Italia e (forse) anche al di fuori del nostro Paese.

Su questo, però, avremo modo di tornare più approfonditamente tra qualche giorno. Intanto, per un assaggino, altro non dovete fare che cliccare qui sotto:

http://www.patriziopacioni.com/concorsi.html

Ancora auguri, di vero cuore, a tutti Voi da parte mia e dei miei collaboratori.

Categorie: Da me a Voi.

Goodmorning Brescia (26) – Dolcetto o Delitto?

Simposio

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Presso i Greci e i Romani, il simposio era quella pratica conviviale (da qui anche chiamato convivio), che faceva seguito al banchetto, durante la quale i commensali bevevano secondo le prescrizioni del simposiarca, intonavano canti conviviali (skólia), si dedicavano ad intrattenimenti di vario genere (recita di carmi, danze, conversazioni, giochi ecc.).

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Eccolo, il motivo dello strano incipit di questo articolo: con “La Monteselva di Patrizio Pacioni e Gi Morandini” evento tra il letterario e il figurativo che si è tenuto ieri pomeriggio al Caffè Letterario Primo Piano,  proprio a tale riferimento storico ci si è voluti riferire.

Il programma prevedeva due interviste incrociate aventi a tema la fantastica quanto oscura città costruita dalla fantasia dello scrittore romano, che l’artista camuno ha voluto reinterpretare alla luce della propria sensibilità creativa attraverso l’esposizione di alcune opere a ciò dedicate. Per la parte letteraria la conduttrice Sara Abate, per quella pittorica Carla Berta, grande appassionata di ogni modalità espressiva d’Arte e buona conoscitrice del panorama di riferimento cittadino e non solo.

In realtà con gli spettatori seduti ai tavoli, il tè, gli squisiti dolci, in completo relax, il tutto si è trasformato in una conversazione aperta nel corso della quale davvero Sara Abate ha saputo enucleare e mettere in luce le parti più rilevanti del duplice romanzo che ha segnato, dopo più di cinque anni si “riposo”, il ritorno dell’implacabile commissario Cardona e delle più sinistre nebbie di Monteselva, mentre Carla Berta è riuscita a entrare con una buona dose di intuito e consumata esperienza nel processo interpretativo che ha portato Gi Morandini ha rivisitare a modo suo i personaggi creati da Patrizio Pacioni.

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Fotografia di sinistra Patrizio Pacioni e Gi Morandini si confrontano su una delle opere esposte.

Fotografia di destra: in piedi, l’attrice Annabruna Gigliotti che ha curato le letture, insieme all’altro componente della “Compagnia delle Impronte“, il bravo Massimo Pedrotti

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A sinistra:  Carla Berta, Sara Abate e Patrizio Pacioni – A destra: Massimo Pedrotti

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Altri momenti dell’originale e intrigante appuntamento bresciano del 19 novembre. Un’esperienza da ripetere.

Serenità, approfondimento e rilassato divertimento sono le sensazioni che, nel dopo evento, ho raccolto tra gli intervenuti. 

Il modo migliore di concludere, a questo punto, mi sembra quello di citare una dichiarazione che, prima di congedarsi, ha rilasciato Pacioni stesso:

«Oltre a essere stato coinvolgente e stimolante, l’incontro mi ha permesso attraverso Sara di cogliere qualche interessante spunto in merito a potenziali futuri sviluppi di quella che mi piace chiamare “Saga di Monteselva” e, grazie al confronto con Gi, brillantemente mediato dalla sensibilità di Carla, ho cominciato a elaborare una maggiore definizione di certe caratteristiche (non solo esteriori) di alcuni dei personaggi».

 

(*) foto gentilmente fornite da Ph G.O.

 

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Categorie: Giorni d'oggi.

La libreria su quel ramo del lago… di Garda

Davvero un piccolo mondo di libri, al numero 20 di via Roma, nel cuore di Desenzano del Garda.

Una “bottega” in cui, appena messo piede dentro, si avverte, anzi no, si respira, la passione dei proprietari Gianni e Mariella per la letteratura, per la parola scritta in qualsiasi tecnica espressiva trattata.

Un ambiente caldo, rilassato e accogliente, anche in una fredda e umida serata  di autunno inoltrato, come quella di venerdì 18 novembre, in cui, parafrasando l’icona evangelica dei ciechi che vedranno, dei sordi che udiranno e degli storpi che correranno, anche un analfabeta -suggestionato dalla bellissima atmosfera venutasi a creare- non avrebbe potuto fare a meno di prendere in mano uno dei tantissimi libri esposti su tavoli e scaffali e cominciare a leggere.

Ebbene, oggi, nella Libreria Castelli Podavini, ha fatto irruzione il commissario Cardona in persona, alle 18 in punto, impugnando saldamente la pistola di ordinanza, balzando fuori dalle pagine di “In cauda venenum“.

L’intervista condotta da Velise Bonfante è stata, al tempo stesso. professionale, puntigliosa e leggera.

Con assoluta naturalezza la poetessa commediografa (e ora anche narratrice, dopo la pubblicazione del fortunato romanzo di esordio “Fiore di ortica“) di Rivoltella ha dapprima introdotto la serata, poi è passata ad accompagnare l’Autore romano in un’articolata rivisitazione della sua carriera artistica.

Per approdare infine, con l’ausilio delle letture curate dall’attrice Ferdinanda Onofrio, intarsiate con suggestiva efficacia  tra una “chiacchiera” e l’altra, alla conversazione sulla nuova (ma non certo ultima) discesa in campo, nella cupa Monteselva, del commissario Leonardo Cardona.

Doppia discesa in campo, visto che il libro, arricchito dalla bella illustrazione dell’artista camuno Gi Morandini, contiene ben due avventure. Nella prima, “Una trappola per il leone“, adrenalina pura, nel racconto di una lunga notte di violenza che mette in pericolo la vita stessa del nostro commissario. Nella seconda “Cardona e il suonatore di campane“,  un duro apologo su e contro la violenza perpetrata a danno dei minori.

  

  

  

PS
Le foto inserite a corredo di questo articolo sono state scattate da Ph G.O.
Categorie: Da me a Voi.

In cauda venenum a Viterbo: ombra su ombra

Viterbo città dell’Arte.

Viterbo città della Storia.

Da qualche anno con CaffeinaCultura, e ancor di più in questa magica estate, grazie all’arrivo di OmbreFestival, Viterbo dei Libri.

Fermo restando il grande richiamo esercitato da Caffeina su lettori e scrittori di tutta Italia dalla kermesse ideata, organizzata e condotta con grande dinamismo ed entusiasmo dal duo Rossi/Boffo cui va riconosciuto anche il grande merito di avere rivitalizzato e reso fungibile a cittadini e forestieri il suggestivo e direi unico quartiere di San Pellegrino, mi vorrei soffermare in questa occasione sul nuovo appuntamento di Ombre.

   

I poliziotti conoscono bene le Ombre, il mistero che racchiudono, la loro minacciosa incombenza sul vivere quotidiano dell’uomo.

Dunque, quando si è trattato di dare un nome al festival del giallo da lungo tempo immaginato e desiderato, non c’è stata nessuna incertezza.

  Mariano Romiti

Ombre Festival nasce dall’esperienza dell’Associazione Mariano Romiti (di cui si parla più in dettaglio in fondo a questo articolo) intitolato all’agente di PS nativo di Vejano (VT) che il 7 dicembre 1979 fu spietatamente giustiziato dalle Brigate Rosse mentre si recava al Tribunale di Roma per rilasciare una testimonianza.

In questa eccezionale cornice di bellezza e di cultura, si sono perfettamente inserite la due presentazione di “In cauda venenum“, nuova duplice avventura del commissario Cardona, che torna ai suoi appassionati lettori dopo sei anni di (troppo lungo) silenzio.

 

Tutto questo tempo non è passato invano” è l’appassionata autodifesa di Pacioni, 

In questi anni, pur lavorando a (molto) altro, non ho mai perso di vista né Monteselva (nella quale, tra l’altro, ho ambientato sia Malanima mia (scritta con la meravigliosa Giovanna Mulas e Il guaito delle giovani volpi), né -tanto meno- l’arcigno commissario Cardona. Si è trattato anzi di un fecondo riposo nel corso del quale mi si sono chiarite nella mente alcune linee guida della saga che comporteranno importanti cambiamanti per i principali protagonisti e l’avvento di nuovi eroi e anti-eroi, alcuni dei quali già cominciano a delinearsi nella doppia storia di In cauda venenum

    (foto di Riccardo Spinella)

 Nella vivace e articolata intervista cui è stato sottoposto nel locale Winter Garden alla presenza di un folto pubblico (tra il quale si è notata l’autorevole e attenta presenza del consigliere del Comune con delega alle pari opportunità Daniela Bizzarri), condotta con grande professionalità e brio dalle brave & belle Cristina Pallotta e Barbara Telluri (con la morbida voce di Giovanna Boccio a interpretare  Diana De Rossi e Luisa Zamboni, rispettivamente amante e moglie di Cardona) Pacioni si è lasciato andare anche ad altre ghiotte indiscrezioni. Prima tra tutte il progetto di calare in modo ancora più deciso e trasparente, nelle indagini e nelle avventure del commissario, alcune problematiche particolarmente e drammaticamente presenti in questo primo scorcio di secolo. In tale direzione andranno i prossimi romanzi ambientati nell’oscura Monteselva.

Alla domanda di cosa ci sia alla base del privilegiato rapporto intessuto con Viterbo e la Tuscia, l’Autore romano ha poi risposto così: 

In primo luogo sono letteralmente infatuato di questi posti, affezionato ai suoi abitanti e… infatuato della sua cucina straordinaria. Inoltre, se ci fate caso, certi scorci di Viterbo ricordano molto analoghe vedute del centro di Monteselva, così come si sono impresse nella mia fantasia e (spero) in quella dei lettori attraverso il mio narrare

A questo punto, però, come premesso e come promesso, ancora qualche parola su chi ha reso possibile il magnifico appuntamento giallo viterbese.

L’ Associazione Mariano Romiti è un’associazione culturale apolitica e apartitica, non lucrativa avente lo scopo di promuovere le attività letterarie.
Ha sede in Viterbo presso il sindacato SIULP, che tramite i Soci Fondatori ne è ideatore e promotore.

Tra le sue attività l’organizzazione di eventi teatrali, concerti, mostre, eventi dedicati a legalità, criminalità, giallo e noir, workshop.

L’attività principale, però,  è l’organizzazione annuale di un Premio di Letteratura Gialla – Noir – Spy Story “Mariano Romiti” che intende essere occasione di incontro tra gli operatori della Giustizia, il mondo letterario e la cittadinanza, promuovendo l’arte, la cultura ed il territorio in memoria di Mariano Romiti, vittima del terrorismo, nonché promotore della formazione del primo sindacato di Polizia.Le iniziative dell’associazione saranno volte alla valorizzazione dell’aspetto umano e sociale dell’operatore di Giustizia.

E queste sono le anime di questo magnifico Festival 2016:

Scrittore e fotografo, nasce nel 1965 a Tuscania. Sovrintendente Capo della Polizia di Stato, vive e lavora a Viterbo. È Presidente dell’Associazione Letteraria Mariano Romiti, insieme a trenta soci fondatori (tutti appartenenti alla Polizia di Stato) crea l’omonimo premio dedicato alla letteratura noir e poliziesca. Con l’Associazione Romiti ha collaborato al festival letterario “Caffeina”, ne ha curato l’organizzazione degli eventi dedicati ad autori e libri di letteratura gialla, oltre a incontri sui temi della legalità. Nel 2008 pubblica il suo primo romanzo dal titolo “L’ultima indagine”, secondo classificato al Premio Fedeli; nel 2014, con CIESSE Edizioni, ha pubblicato il romanzo giallo “Il Vampiro di Munch”.

Giornalista pubblicista, vive e lavora tra Reggio Calabria, sua città natale, Roma e Milano. Laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne con tesi “Dalle serie poliziesche spagnole di stampo anglosassone alla serie di Pepe Carvalho di Manuel Vàzquez Montalbàn”, si occupa di critica letteraria da diversi anni, con particolare riferimento alla narrativa giallo-poliziesca. Cura le rubriche: “StrillLibri” sul quotidiano “Strill.it”, “Animali in noir” sul web press “MilanoNera”, “Segnalibro” e “Interviste con l’autore” sul trimestrale “Helios Magazine”. È corrispondente di “Global Press”. È redattrice di tutte le citate testate. Ha curato l’antologia di racconti “Vento noir” (Falco editore,2012) “Animali noir” (Falco editore,2013) e “Crimini sotto il sole”(Novecento editore, 2015). È direttore artistico del “Festival del giallo” (edizioni 2012- 2013) di Cosenza del premio letterario “Margherita Rosa” (2013) di Santa Margherita Ligure,del festival “Lipari noir” (2014-2015) di Lipari, della rassegna “Giallo al Castello” (2015) di Reggio Calabria, del Festival “Bologna on the road, le strade del noir” (2015) di Bologna. È organizzatrice delle rassegne letterarie “Il gusto del noir” e “Un tuffo nel giallo” a Cosenza, “Apericena col detective” a Reggio Calabria e, insieme all’associazione BellaVista di Bologna, della manifestazione “Atmosfere in noir”. Ha scritto i racconti noir “Lo scoglio” per l’antologia “Delitti d’estate” (Novecento editore,2014) e “L’estate sta finendo” per l’antologia “Crimini sotto il sole” ( Novecento editore,2015). È direttore della collana di romanzi noir “Emozioni d’inchiostro noir” di Laruffa editore. E’ membro della Giuria Popolare del “Premio Letterario Nazionale Tropea”, e giurata di qualità del premio “Nebbia Gialla” e del concorso letterario “Emozioni d’inchiostro Noir”. Organizza, promuove e presenta eventi culturali per librerie, manifestazioni e festival letterari.


  
Valerio Vairo

 

Categorie: Scrittura.

Caro Autore ti scrivo: Pacioni e i primi lettori di “In cauda venenum”

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A pochi giorni dalla partecipazione a Ombre Festival, la grande kermesse di letteratura giallo (e altro) che si terrà nei prossimi giorni a Viterbo, voglio approfittare di questo spazio per rispondere alle email ricevute dai primi lettori di “In cauda venenum”.

Ne ho scelte tre, capaci a mio avviso di riassumere le principali tematiche emerse nel colloquio con i miei lettori.

<Bel libro, appassionante nello svolgimento delle trame e scritto bene. Ma… non c’è troppo sesso concentrato in due romanzi brevi?> scrive la bresciana Eleonora.

<Bisogna distinguere tra una storia e l’altra, Eleonora. In “Una trappola per il leone”, in realtà, al di là del mortale agguato teso al commissario, il vero cimento nasce proprio dallo scontro a distanza tra le due donne che si avvicendano conflittualmente nella sua vita. Dunque al “sesso”, che della guerra d’amore è l’arma più consueta e più affilata non ho potuto fare a meno di attribuire un grande rilievo>. In “Cardona e il suonatore di campane”, invece, si parla di sesso sì, ma senza nessuna eco erotica: è il sesso “sporco”, quello che non deve causare eccitazione, ma sdegnata repulsione, quello frutto acido di raggiro e violenza, quello che corrompe giovani esistenze e le danneggia, molto spesso, irrimediabilmente. Necessario, anzi indispensabile sottolinearne anche alcuni degli aspetti più crudi. Che, comunque, ho cercato di trattare in modo mai esplicito e con doverosa attenzione. E credo di esserci riuscito.

<Mi sono accorto che, attraverso questo libro, sono richiamati alla memoria del lettore numerosi coprotagonisti dei precedenti romanzi. Sto parlando di Luisa, moglie di Cardona e di Diana De Rossi sua amante, del fido agente Gaetano Gargiulo, del corrotto sindaco Tirabassi, dell’ottuso e saccente procuratore Previtali e del capitano dei carabinieri Raimondo Ranieri Luisa, e di altri che ora non mi vengono in mente. Ne compaiono però anche di nuovi, per i quali (è mia impressione, ma potrei sbagliare, naturalmente) mi sento di prevedere nuovi e importanti incontri nei futuri capitoli della saga di Monteselva> osserva invece il viterbese Michele.

<Non ti sbagli affatto, Michele. Dopo sei anni di stop, ho sentito la necessità di riannodare i fili di un ordito che conto di sviluppare ancora a lungo. Per cucire qualcosa di bello e duraturo, però, ci vogliono anche fili nuovi, colorati e forti. Parlo di Vassili Abramov, l’orribile Orco, e dei suoi uomini, ma anche dell’innesto di un personaggio che viene molto da  lontano: quel don Maurice Taviani, giovane e coraggioso sacerdote può che i miei più affezionati lettori hanno addirittura visto nascere in “Le Lac du Dramont” e lottare contro un’oscura e spietata setta satanista in “DalleTenebre”. Insomma, chi continuerà a seguire le indagini e le avventure di Leonardo Cardona non si annoierà di certo.

Chiudo con l’email di Lorenza, ancora da Viterbo:

<Sono rimasta colpita (al punto di essere costretta a farmi forza per completare la lettura di una storia davvero struggente) dal modo in cui affronti, in “Cardona e il suonatore di campane” un tema delicatissimo e (purtroppo) di straordinaria attualità: quello della pedofilia e della violenza sui minori. La storia è avvincente, nell’impianto narrativo di un perfetto thriller, ma in questo caso, a mio avviso, c’è un messaggio nascosto. Ed è un messaggio molto importante>

<Carissima Lorenza, sei dotata davvero di grande intuito e di ancor più grande sensibilità. Riuscire a fare soffermare i propri lettori su temi come quelli trattati all’interno di “In cauda venenum” facendo passare certi concetti approfittando del gradevole conduttore di una storia d’avventura, costituisce in effetti la vera e propria stella polare che influenza e guida la mia filosofia del narrare. Anche nella prossima indagine di Cardona sarà trattato un tema delicatissimo e inquietante: non credo che sia difficile immaginare quale, ma per saperlo con certezza bisognerà attendere la prossima uscita. Ce lafarai ad aspettare?>

Appuntamento per tutti venerdì prossimo a Viterbo alle ore 19

Spazio Eliot  – Winter Garden in Piazza della Morte

con Giovanna Boccio, Cristina Pallotta e Barbara Telluri

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