Goodmorning Brescia (123) – L’intrigante open-day della Lanterna Teatrale

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C’è molto del mondo difficile e complesso degli adolescenti (che ne sono anche disinvolti interpreti), nello spettacolo teatrale «Effetto farfalla» che ha arricchito l’open day della Lanterna Teatrale, per l’avvio dell’attività e dei corsi 2018/2019: bullismo, giochi di corteggiamento e giochi di morte, eccessi e fobie, non manca neanche un pizzico di X Factor e fanno capolino romantiche quanto trasparenti atmosfere e melodie da «Tempo delle mele», e nel “dopo”, persino il gioioso festeggiamento del compleanno di uno degli interpreti, con tanto di fragoroso sparo di stelline luminose.

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Il tessuto sul quale Carlo Hasan e Fabrizia Boffelli, ispirati autori, hanno ricamato quadri ed episodi, è quella elaborazione originale e ancora “pura” dei ricordi e delle relazioni di cui solo i ragazzi sono capaci, intimizzando e custodendo gelosamente nelle giovani anime sensazioni e sentimenti. Un mondo provvisorio, un ponte sospeso tra l’innocenza dell’infanzia e le inquietudini di una prossima maturità, negli indefiniti confini del quale, tutto sembra possibile ma, al tempo stesso, tutto sembra impossibile. Un quadro di scoperte e valutazione di valori e di ideali, nel quale non può non essere compreso anche l’impatto emotivo del crudele dramma dei migranti, vittime, ma anche pietra di scandalo capace di dividere società e coscienza tra accoglienza solidale ed egoistiche esclusioni, suggerite dalla paura dell’incognito.

Il tutto dipanato attraverso un intricato ma godibilissimo fil rouge intessuto di poche ma significative parole, molta musica (rock, pop francese, melodie arabe) e tanto movimento,  mirato alla costruzione di immagini e suggestioni visive policrome,  da parte dei giovani interpreti, impegnati in una serie ininterrotta di danze moderne e modernissime.

Questo in estrema sintesi, il bello spettacolo che ieri sera, nella Sala della Comunità di Marone, dove poche settimane fa ha esordito (riscuotendo un positivo riscontro di pubblico, sia in termini di presenze che di gradimento) grande successo) la rinnovata versione del dramma «Diciannove + Uno», ha coinvolto e stupito il folto pubblico presente.

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Ai convinti, scroscianti e prolungati applausi che hanno salutato il chiudersi del sipario, aggiungo di mio i più vivi complimenti vanno ai già citati autori dell’originale testo e attenti e fantasiosi registi Carlo Hasan e Fabrizia Boffelli, e alla coreografa Lorenza Gervasoni, semplicemente perfetta nell’operazione di trarre davvero il meglio dagli allievi del primo (!) anno di corso della scuola, ai quali va il primo premio assoluto per l’impegno, la scioltezza e… la spensierata e sfacciata arroganza degli esordienti, con cui hanno affrontato il non facile impegno.

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E convinti auguri! / in bocca al lupo! / mucha mucha m.! alla Lanterna Teatrale, bellissima realtà del Sebino e zone limitrofe che conferma l’effervescenza e la straordinaria consistenza sia in termini numerici che di qualità, dell’offerta d’insegnamento, di pratica e di offerta di spettacoli che caratterizza Brescia e la sua estesa provincia.  

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    Bonera.2

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Goodmorning Brescia (118) – Si avvicina un nuovo varo, per la motonave Hedia

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Prima era così …

 

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Poi è stato così:

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«Come andrà venerdì prossimo, quando si andrà in scena non mi sento di prevederlo, se non altro per scaramanzia»  mi dice Patrizio Pacioni, alla fine della conferenza che, nell’elegante Cafè Novecento di Marone, gremita di gente fino ai limiti del possibile, nonostante una pioggia battente, ha presentato ai maronesi il dramma «Diciannove + Uno», allestito e messo in scena dagli attori della Lanterna Teatrale in coproduzione con Le Ombre di Platone di Roma e Teatro Studio di Darfo Boario Terme.

«Di certo, però, neanche nelle più ottimistiche aspettative, avrei potuto immaginare quanto interesse e quanta attesa si sono venuti a creare per il nuovo esordio della drammatica narrazione del mistero che, nell’ormai lontano (ma non troppo) 1962, vide scomparire praticamente nel nulla la motonave Hedia e il suo equipaggio al completo. Diciannove italiani e un gallese, appunto» aggiunge subito dopo, visibilmente soddisfatto.

E davvero ogni cosa è andata alla grande, a partire dalla impeccabile ospitalità del Cafè Novecento, alla partecipazione numerosa e partecipe del pubblico, alla conduzione del cronista del Giornale di Brescia, Flavio Archetti, abile nel porre le domande giuste e nello scandire i tempi della conferenza. Significativa la presenza del vicesindaco Enrica Bontempi, che ha portato il saluto a nome della Giunta e del la Presidente della Commissione Cultura Tania Gheza.

Il primo intervento è stato di Pacioni che, in modo snello ma adeguatamente approfondito, ha spiegato  i principi del cosiddetto teatro d’inchiesta che ne ispirano in maggior grado l’attività drammaturgica.

Poi, a nome degli attori della Lanterna Teatrale, Carlo Hasan si è soffermato sulle difficoltà incontrate (e certamente superate, ma questo lo potremo dire solo la tarda serata del prossimo venerdì, quando calerà il sipario della prima) nell’adattare un’opera pensata per un gran numero di attori a solo pochi interpreti: lui stesso, Fabrizia Boffelli e Lorenzo Trombini.

«Una sfida che ho e abbiamo accolto con coraggio ed entusiasmo, un lavoro collettivo in cui crediamo profondamente, che abbiamo affrontato impegnandoci allo spasimo» ha sottolineato.

Com’è giusto che sia, però, la parte del leone (in questo caso della Leonessa, senza riferimenti al territorio bresciano che, dalla Sicilia, l’accoglie da anni con grande simpatia e stima per l’impegno profuso sia in campo sociale che culturale) l’ha interpretata Giusy Orofino. La sua testimonianza, viva e palpitante, sulla scomparsa dello zio Giuseppe Orofino (semplicemente Pippo per familiari e amici) e sullo sgomento della famiglia di fronte a una tragedia che ha fatto della perdita nell’ignoito un dolore ancora più acuto di una morte accertata, ha letteralmente rapito il pubblico presente. Al punto che anche dopo il termine della conferenza, in tanti l’hanno circondata, ponendole mille domande e guardando con attenzione la documentazione che aveva portato con sé: lettere, ritagli di giornali, vecchie foto in bianco e nero, capaci di dare ulteriore spessore e suggestione alla vicenda.

Ora non resta che attendere sette giorni, dopo di che la motonave Hedia, dal porto… di Marone, ripartirà per un nuovo e (ci auguriamo vivamente) lunghissimo viaggio.

 

VENERDÌ 31 AGOSTO 2018 – ORE  20,45  PRESSO SALA DELLA COMUNITÀ DI MARONE

RAPPRESENTAZIONE DEL DRAMMA «DICIANNOVE + UNO»

La Sala della Comunità non è solo un nome nuovo dato alla tradizionale sala cinematografica parrocchiale, bensì è uno spazio di confronto, di partecipazione e di testimonianza, di cultura, di scambio, presente in quasi tutte le parrocchie bresciane. Quella di Marone, in particolare, è un vivace centro di aggregazione culturale che raccoglie interesse e frequentazione non solo dai residenti ma anche da persone che vivono nei paesi limitrofi e, in determinate occasioni, anche provenienti da località più distanti. 

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Ricordiamo, per concludere, che  il dramma «Diciannove + Uno» si è aggiudicata numerosi e significativi riconoscimenti tra i quali, in particolare, si ricorda il Premio Angelo Musco bandito dall’Associazione Il Convivio e il primo posto nel concorso Va in scena l’Autore, organizzato dalla FUIS Federazione Unitaria Italiana Scrittori.

Come già detto, lo spettacolo, inserito nell’ambito dell’ormai tradizionale manifestazione agostana maronese  «La settimana della Cultura», andrà in scena presso la Sala della Comunità di Marone, in via Cristini 5.

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   Bonera.2

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Goodmorning Brescia (117) – Un mistero del mare… in riva al lago

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Nel marzo 1962 la motonave Hedia, adibita al trasporto di prodotti chimici e utensili per l’agricoltura, in viaggio verso Venezia dopo aver trasportato il suo carico in Spagna, scompare praticamente nel nulla.

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Un ultimo messaggio radio che segnala “mare mosso” ma senza che traspaia alcuna preoccupazione, poi il silenzio.

Una nave di quella stazza, in caso di naufragio, lascia in mare tracce piuttosto consistenti, a cominciare da una lunga e corposa scia di quel combustibile di cui i serbatoi della Hedia erano quasi pieni.

Invece niente: le navi intervenute sul posto rinvengono solo due salvagenti e un frammento di boccaporto: decisamente troppo poco per convalidare la tesi di un naufragio. Le ricerche durano poco e sembrano piuttosto svogliate. Il Governo italiano lascia cadere la questione troppo frettolosamente e con troppa accondiscendenza sotto le pressioni della Francia, impegnata allo spasimo negli ultimi sussulti della guerra di Algeria.

La lotta per il controllo dei ricchi pozzi di petrolio nordafricano, l’intraprendenza di Enrico Mattei e una serie infinita di depistaggi, contribuiscono a infittire il mistero.

I familiari di venti marinai, diciannove italiani e un gallese, aspettano invano di rivedere i propri cari o, almeno, di dare una sepoltura ai loro corpi.

Il dramma, che è stato messo in scena nel 2016 dalla Compagnia Stabile Assai e che si è aggiudicato prestigiosi riconoscimenti, quali il premio Angelo Musco (bandito dall’Associazione il Convivio) e il premio Va in scena l’Autore (bandito dalla Federazione Unitaria Italiana Scrittori), è stato completamente rielaborato e viene presentato in un allestimento del tutto nuovo e innovativo curato da Lanterna Teatrale. Coproduzione Lanterna Teatrale, Ombre di Platone e Teatro Studio.

 

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SABATO 24 AGOSTO 2018 – ORE 19 PRESSO CAFÈ NOVECENTO

CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE

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Aperitivo – incontro al quale saranno presenti l’Autore (Patrizio Pacioni), la regia e il cast al completo (Carlo Hasan, Lorenzo Trombini e Fabrizia Boffelli) e, testimone di eccezione, Giusy Orofino, nipote di uno dei marinai scomparsi, Giuseppe Orofino. Introdurrà e condurrà la conferenza Flavio Archetti, del Giornale di Brescia.

Per quanto riguarda il Cafè Novecento (via Roma 32), elegante ritrovo da poco tempo condotto da una nuova, giovane e dinamica gestione, che, praticamente, si affaccia sull’incantevole scenario del Lago di Iseo,  lasciamo la parola ad alcuni commenti  presi a caso tra i tanti postati in Rete dai clienti, italiani e stranieri, che hanno avuto modo di fruirne i servizi:

 

stefano bresciani
Nuova gestione giovane e dinamica. Locale con arredo vintage, curato e accogliente. Ottime colazioni e pranzi serviti in vasocottura. Bene anche per vegetariani. Consigliatissimo.

stefano bresciani

Ragazzi stupendi….il Pirlo corretto….. Unico!
stefano bresciani
We discovered Cafe Novecento by accident and went back every day to have their aperitivo. Their service is amazing and the staff couldn’t be more friendly. Highly recommend everyone who goes to Marone and am already looking forward to coming back!
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SABATO 31 AGOSTO 2018 – ORE  20,45  PRESSO SALA DELLA COMUNITÀ DI MARONE

RAPPRESENTAZIONE DEL DRAMMA «DICIANNOVE + UNO»

La sala della comunità non è solo un nome nuovo dato alla tradizionale sala cinematografica parrocchiale, bensì è uno spazio di confronto, di partecipazione e di testimonianza, di cultura, di scambio, presente in quasi tutte le parrocchie bresciane. Quella di Marone, in particolare, è un vivace centro di aggregazione culturale che raccoglie interesse e frequentazione non solo dai residenti ma anche da persone che vivono nei paesi limitrofi e, in determinate occasioni, anche provenienti da località più distanti. 

 

Chi sono:

   Patrizio Pacioni

Scrittore (17 pubblicazioni tra romanzi e raccolte di racconti e fiabe), blogger presente e attivo nell’attualità e nel sociale e, da diversi anni a questa parte, anche e soprattutto drammaturgo, impegnato nel c.d. “Teatro d’inchiesta” e nella satira psicologica. Tra le sue pièce già rappresentate ricordiamo, oltre (appunto) a «Diciannove + Uno»,  «La verità nell’ombra»  (ispirata alla strage di Portella della Ginestra rappresentata a Brescia nell’ambito del cartellone CTB del Teatro Sociale 2014/2015) «Borsellino e l’Olifante»  (omaggio ai magistrati-martiri Falcone e Borsellino «Sua Eccellenza è servita» (parabola tragicomica sulla complessità della mente e sulla difficile gestione delle relazioni personali, scritta con Salvatore Buccafusca); tra quelle di prossima messa in scena  «Amaranto- Amaro Amianto»  (denuncia dell’attualità della minaccia costituita dall’asbesto attraverso la narrazione della morte da inquinamento di un operaio)  «Marzia e il Salumiere»  (ricostruzione onirica del drammatico sequestro di una bambina, rapita e brutalmente uccisa negli anni ’80) . Il dramma  «Come nel gioco dell’Oca»  scritto insieme a Elena Bonometti,  in attesa di rappresentazione, si è aggiudicato nel 2017 il prestigioso premio intitolato a Carlo Terron, indetto dalla rivista di settore Sipario.

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   Carlo Hasan  

Dal 2014 frequenta la Scuola di Teatro, Cinema e Danza “Il Faro Teatrale” con i docenti Massimo Sabet, Giulia Donelli, Marco Penitenti, Umberto Terruso e Enrica Chiurazzi. Nel 2017 comincia i suoi studi con Carlos Maria Alsina e Tom Radcliffe (fra gli ultimi allievi ad aver seguito il Maestro Sanford Meisner) ed entra a far parte del “London Group Theatre”. Collabora come attore nell’accademia “Arte e Vita” di Breno nella realizzazione del musical “A chorus line”. Attore in “X-Des”, spettacolo per le Dieci giornate di Brescia. Porta in scena dal 2013 al 2015 il musical “La Bella e la Bestia”. Attore del monologo/spettacolo “Cecità” di Josè Saramago per la regia di Fabrizia Boffelli nell’agosto del 2016. Fondatore Della “Lanterna Teatrale”, scuola d’arte drammatica sul lago d’Iseo.

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   Lorenzo Trombini  

Si diploma attore al Teatro Prova di Bergamo nell’anno 2003. Nella seconda decade del nuovo millennio dirige una serie di spettacoli:  “Sopra le spalle la croce (Crucifixus 2011),  “La cantatrice calva”  (2013), La signorina Papillon (2014), “Una specie di Alaska” (2016),  “Un leggero fastidio”  (2016), “L’orso” (2017), “Cats – Il musical” (2017),  “A chorus line” (2018). Innumerevoli regie dei lavori finali delle classi di teatro, i cui gtesti, peraltro. Trombini scrive personalmente durante il tempo libero. Lorenzo è sposato dal 2001 con Francesca, coreografa e insegnante di danza: una coppia di creativi che, avendo anche la bella incombenza di crescere due meravigliosi figli,  non si annoia mai.

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  Fabrizia Boffelli   

Si diploma il 26 novembre del 2008 presso la Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe”, Udine. È socio fondatore della compagnia “Teatro delle Quattro e Quarantotto”, porta in scena gli spettacoli “Ad altezza d’uomo”, “Ci si mangia vivi”, “Berlino ‘89”. Collabora con la compagnia “Carrozzeria Orfeo” con lo spettacolo “Nuvole Barocche”. Collabora con Tèatre à Porter per lo spettacolo “Sei nei miei piedi”. Lavora in teatro con Elena Bucci e Marco Sgrosso negli spettacoli “Tarfufo, ovvero l’impostore” e “Mythos”, con Alessio Nardin “Serata futurista a Venezia”, con Marco Sgrosso in “Woyzeck”, con Giuliano Bonanni e Claudio de Maglio con lo spettacolo di commedia dell’arte “Il giuramento dell’amor spergiuro”.

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   La Lanterna Teatrale   

È un’Associazione Culturale con sede a Marone (Bs) fondata nel 2015 da un gruppo di artisti professionisti, che lavorano da anni sul territorio con l’obiettivo di creare una realtà nuova, dinamica, capace di diffondere il linguaggio teatrale contemporaneo. «Fare teatro ci insegna a metterci i gioco, dato che lo strumento dell’attore è il proprio corpo, la propria anima e la propria predisposizione a scoprirsi, a ritrovarsi e ad accettare tutto ciò che siamo». Dice il fondatore Carlo Hasan, aggiungendo subito dopo: «Non è nulla di psicologico né di magico, semplicemente lavorando su noi stessi siamo per forza costretti a scoprire cose che solitamente non vediamo o non vogliamo vedere. Non è nostra presunzione riuscire in ciò, ma semplicemente guidare fra le tecniche di teatro per aiutare a riscoprirsi».

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Flavio Archetti

È un giornalista iscritto all’albo dell’ordine dei giornalisti Lombardia nella categoria pubblicisti dal luglio 2011. Pubblica i suoi articoli, con regolare frequenza, sul Giornale di Brescia, occupandosi di cronaca, di costume e di eventi.

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Lo spettacolo va in scena nell’ambito dell’ormai tradizionale manifestazione agostana maronese: «La settimana della Cultura»

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   Bonera.2

Categorie: Giorni d'oggi.

Le ore serene di un tramonto ispirate alla metodologia «Gentlecare»

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Lavoro con gli anziani già da molti anni ma solo da un anno, grazie alla formazione, che Società Dolce offre agli operatori, mi sono avvicinata a una modalità di approccio gentile, semplice ma efficace, per una appropriata assistenza agli ospiti della Residenza Sociosanitaria Assistenziale di Marone, in cui opero. I formatori sono Marco Fumagalli e Fabrizio Arrigoni.

Si tratta di un modello del tutto rivoluzionario, ideato da Moyra Jones, che tiene conto di fattori biologici, psicologici e sociali nel valutare lo stato di salute. Gentlecare fornisce un modello di assistenza, definita dalla stessa autrice, protesica in cui le tre componenti, persone, programmi e spazio fisico lavorano in armonia per produrre un sostegno, o protesi, per la persona affetta da demenza.

Ispirandosi a tale metodologia è già attivato presso le strutture gestite da Società Dolce di Marone, di Sale Marasino e, come suggerito da Coordinatore Responsabile Pio Marchetti, di Trescore Balneario e di Azzano San Paolo.

In questo spazio vorrei però raccontare in che modo, si è dato il via ad un progetto innovativo, il primo in Italia.

Poco più di un anno fa, e dal nulla (o quasi) alle porte di Monza, a due passi dal Centro San Pietro, è stato progettato un nuovo villaggio.

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No, non un villaggio nuovo. È più esatto dire che è nato un Paese, assolutamente innovativo, il che è molto diverso.

Sabato 24 febbraio davanti a un’autentica moltitudine di invitati, persone coinvolte o interessate a vario titolo alle problematiche dell’Alzheimer e semplici curiosi, si è tenuto l’evento di presentazione di un progetto pensato, ideato, organizzato e realizzato dalla Cooperativa La Meridiana che ne ha interamente sostenuto i costi, per oltre nove milioni di euro.

Tutto è cominciato con la proiezione di un suggestivo filmato, dove l’educatore Marco Fumagalli, che ha curato la realizzazione degli spazi, ha condotto una visita filmata delle strutture di grande impatto estetico, di estrema funzionalità, dotate di supporti tecnologici di ultima generazione, dotata, oltre che delle unità residenziali, di una chiesa, di un cinema-teatro, di un caffè con annesso mini-market, negozi per il piccolo shopping, giardini e un grande orto.

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Saranno sessantaquattro i posti disponibili, otto per appartamento, progettate allo scopo di renderne il più semplice possibile la fruizione, attraverso un sapiente utilizzo di luci, colori, e sistemi di automazione “intelligenti”. Nel complesso, inoltre, a beneficio dell’intera comunità del Territorio, è annesso un Centro diurno integrato, da uno Sportello per l’orientamento sui problemi della demenza e da ambulatori specialistici.

Dopo il saluto rivolto ai presenti dalla spigliata Manuela Donghi, giornalista di Radio Lombardia, è intervenuto un altro giornalista, Fabrizio Annaro.

«Oggi, senza esagerare, è una data storica per Monza solidale» è stato il suo esordio.

«Anzi, una giornata profetica, perché, quando s’incontrano solidarietà e collaborazione, si possono muovere anche le montagne» ha aggiunto, subito dopo.

«Secondo le più recenti stime, in Italia ci sono circa 200.000 afflitti da demenza» ha precisato il Direttore Scientifico Antonio Guaita «il che significa, più o meno, considerati i nuclei familiari coinvolti nelle gravi problematiche da essa derivanti, circa 700.000 / 800.000 persone in difficoltà»

Insomma, un esperimento rivoluzionario che, proprio in questa fase di avvio, ha bisogno del sostegno di tutti.

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Facendo mie le parole degli ideatori del progetto (tra i quali è da citare primo tra tutti l’educatore Marco Fumagalli)

«Tutto è progettato per consentire ai pazienti di mantenere il più a lungo possibile le proprie abitudini quotidiane e. quindi, le abilità residue, consentendo loro di muoversi il più liberamente possibile»

perché…

«I malati di Alzheimer e i loro familiari devono avere una vita migliore»

non posso che confermare che proprio questa, è la strada giusta.

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    Giusy Orofino

Categorie: I&S - impegno & solidarietà.

Goodmorning Brescia (65) – A Marone gli estremi non si toccano… si abbracciano!

Nonni sorridenti serenamente a pranzo nella sala comune, mentre nidiate di frugoletti sciamano festosi tra i tavoli. 

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Percorsi del tempo, momenti diversi di vita, stadi di esistenza successivi e alternativi (ma ugualmente significativi e preziosi ) che s’incontrano e, reciprocamente, si regalano attenzione e affettuosa corrispondenza: ecco il risultato della giornata di scambio intergenerazionale  organizzata da Giusy Orofino, educatrice della Casa di Riposo, da sempre attenta a eventi tesi a un intrattenimento stimolante e proattivo, e dalla vulcanica Serena Nichetticoordinatrice dell’asilo-nido Santa Teresina di Marone gestito dalla Cooperativa Campus,  usa a far vivere di stimolanti esperienze  outdoor i piccoli affidati alle sue cure. Un’idea, appoggiata con assoluta convinzione dalla cordinatrice Silvia Piovani, subito raccolta e ripresa con grande entusiasmo e totale disponibilità dalla RSA Sorelle Girelli e dalla Società Dolce Cooperativa Sociale

Diciassette bambini, accompagnati sono stati accolti e raccolti in casa di riposo per trascorrere ore di letizia insieme agli ospiti della struttura.

«Si può dire che per la Società Dolce il collegamento con le organizzazioni locali e la ricerca e la valorizzazione di tutte le sinergie espresse dal territorio c rappresentano, prima ancora che una ormai consolidata prassi operativa, una vera e propria vocazione. La Dolce, che si avvale del lavoro di 3200 dipendenti, al 90% personale femminile, età media intorno ai trentacinque anni, si occupa di servizi ad ampio spettro, andando dalla gestione di piccoli nidi d’infanzia e centri diurni per disabili, a una ventina di strutture per anziani residenziali e altrettante semi residenziali, ai servizi alle scuole  con la fornitura di pasti a domicilio che si avvale della collaborazione dei più seri fornitori di catering. È nostra cura trasferire la positività di esperienze come quella messa in campo oggi a Marone da territorio a territorio. Analoghe iniziative abbiamo sperimentato, con risultati assolutamente positivi, anche nel campo della disabilità» spiega Pio Marchetti, coordinatore responsabile territoriale dell’Area di Brescia per la Società Dolce.

«Il territorio del bresciano-bergamasco è per noi stategico, con la gestione di centinaia di posti letto e una presenza diffusa che ci consente di mettere in essere una significativa programmazione anche a lungo termine» aggiunge, prima di tornare all’evento presso la RSA Sorelle Girelli.

«La gioia  che  oggi ho avuto modo di riconoscere negli occhi sia degli anziani che dei bambini, mi riempie personalmente il cuore di soddisfazione: qualcosa che accresce a dismisura l’entusiasmo e la voglia di fare mia e dell’organizzazione di cui mi onoro di fare parte»

 

 

 

Il 26 febbraio 1988, a Bologna, un gruppo di giovani studenti universitari che condividono gli stessi valori decide di dare vita a un’idea ambiziosa ma lungimirante: impegnarsi per contribuire a creare una società più dolce, dove tutti, anche chi fatica a “tenere il passo”, possano trovare servizi che favoriscano una condizione di vita migliore e, allo stesso tempo, offrire buone opportunità di lavoro a chi desidera operare nel sociale. Nasce così la cooperativa Società Dolce. Un progetto che ha continuato anno dopo anno a crescere, anticipando la tendenza verso le attuali necessità e visioni del welfare, rispondendo alle richieste sempre più pressanti in ambito sociale di risposte flessibili, qualificate e innovative e diventando così una tra le realtà più significative nell’ambito della cooperazione sociale e dei servizi alla persona.

 

 

 

   Bonera.2

Categorie: Giorni d'oggi.

Goodmorning Brescia (50) – L’età media di Marone? 40 anni!

Parliamo di centocinquanta persone che si sono riunite per ricordarne una sola, indimenticabile, ma che, allo stesso tempo, hanno fatto anche qualcosa di diverso e di più.

È successo tutto a Marone, sulla sponda del Lago d’Iseo, lunedì scorso, 19 giugno, per volontà, fantasia e organizzazione di Giusy Orofino e Serena Nichetti (rispettivamente educatrice della RSA di Marone Sorelle Girelli gestita dalla Cooperativa Sociale Società Dolce e coordinatrice dell’asilo-nido Santa Teresina di Marone – Cooperativa Campus) e con il concorso della locale Proloco.

La manifestazione, denominata A passo di… Formica (gioco di parole che prende le mosse, oltre che dall’andatura istituzionalmente “lento pede” dei più piccini e dei più maturi, dal cognome del rimpianto Presidente della Proloco Antonio, impegnato nella valorizzazione di attività con anziani e bambini perito in seguito a un tragico incidente stradale.

Tutto si è risolto in una festa di grande impatto emotivo, nella più gioiosa espressione di solidarietà generazionale che sia possibile immaginare.

La soluzione dell’insidioso quesito dell Sfinge ( «Qual é quell’animale che al mattino ha quattro zampe, a mezzogiorno ne ha solodue e la sera tre?») alla luce dello splendido sole primaverile, accolto e rilanciato dalle azzurre acque del lago che ha ispirato il grande Christo (con la performance di The Floating Piers che, giusto un anno fa, tanto ha contribuito a valorizzare le bellezze del Lago Sebino) è apparsa non solo evidente, ma anche, in qualche modo, consolatoria.

 

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  Bonera.2

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Goodmorning Brescia (46) – Quel ramo del (l’altro) Lago

«Marone è un posto fantastico. Chissà che un giorno non mi decida ad acquistare una casetta qui, vista-lago, dove venire a scrivere quando ne ho voglia. Sono certo che, da un paesaggio del genere, la mia creatività non possa che trarre vantaggio»

 

Parola di Patrizio Pacioni che, qualche sera fa, alla Biblioteca Comunale Maestro Giacomo Felappi  di Marone (Via Roma, 83 – tel. 0309877077) ha presentato «In cauda venenum» la sua più recente opera letteraria che, dopo sei anni, ha riportato ai suoi numerosi lettori ed estimatori l’implacabile commissario Cardona.

A introdurre l’appuntamento e a intervistare l’Autore romano è Roberto Predali, appassionato ed erudito lettore, nonché abile scrittore impegnato soprattutto nella raccolta e nella narrazione della storia del territorio.

Da segnalare, tra i suoi scritti, il dettagliato e documentatissimo Marone, Toponomastica storica – Luoghi e percorsi tra passato e presente  autentico tesoro per chi ama la zona e per interessare ancora di più chi non abbia la fortun di conoscerla.

Nel corso del serrato dibattito, oltre a raccontare passato, presente e futuro della saga di Monteselva, Pacioni ha trovato modo di passare in rassegna una serie di temi che, al di là del doppio romanzo edito da Edizioni Serena, ha spaziato dalle tecniche di scrittura ai generi letterari, con approfondimenti sulle altre forme di comunicazione artistica attraverso cui è solito esprimersi (prima fra tutti la drammaturgia d’inchiesta) e significativi riferimenti alla difficile attualità di questo travagliato debutto del terzo millennio.

Serata rilassata e vivace, così come è nelle consuetudini dell’Artista e dell’uomo.

«Qui a Marone, sui ostri scaffali, ci sono quattordicimila libri a disposizione dei frequentatori, che si moltiplicano grazie alla Rete di collegamenti che mette a fattor comune le dotazioni di tutte le biblioteche del Lago d’Iseo. Lavoriamo molto con le scuole e abbiamo in mente una serie di progetti che, nelle nostre intenzioni, serviranno ad aumentare ancora da una parte i servizi che offriamo, dall’altra la frequentazione della nostra sede» mi confida la sempre dinamica Carlotta Borghetti, autentica “anima” della biblioteca. 

Per quanto riguarda In cauda venenum continua il tour di presentazioni (dopo l’estate Patrizio Pacioni sarà presente anche a  Librixia – Fiera del Libro di Brescia).

Per qunto riguarda la Biblioteca Comunale Maestro Giacomo Felappi  di Marone, invece, la (bella) notizia è che, grazie a un accordo con l’Autore romano che si è adoperato per recuperare alcune copie ormai introvabili nel circuito librario, tra pochi giorni, potrà mettere a disposizione dei lettori interessati l’intera serie delle indagini sin qui condotte dal commissario Leonardo Cardona.

 

 (servizio fotografico curato da PhGO) 

  Bonera.2

Categorie: Giorni d'oggi.

Goodmorning Brescia (17) – Un sorriso allunga (e migliora) la vita

La cosa era nell’aria da qualche giorno ma, nonostante le pressioni ricevute, Giusy Orofino, siciliana di Brescia, educatrice di Progetto Salute Onlus presso la Residenza Sanitaria Assistita Sorelle Girelli di Marone, è restata ostinatamente “muta”: se aveva preparato ai suoi amati “nonnini” una sorpresa (e che sorpresa!), tale doveva restare fino all’ultimo momento.

Cosicché oggi pomeriggio, gli ospiti si sono ritrovati tutti nel giardino, un angolo verde con (magnifica) vista su uno dei più suggestivo scorci del Lago d’Iseo in attesa…

Già.

In attesa di cosa? O meglio, di chi?

Il “mistero” è stato svelato alle 17 in punto, allorché, brillante e spigliato come hanno potuto ammirarlo in tv gli aficionados di  trasmissioni comiche come Zelig Lab e Colorado Lab, gli internauti attraverso Youtube e tanti Bresciani in città e provincia, Vincenzo Regis (accompagnato dal manager Andrea Silvestri) è comparso davanti alla insolita platea e si è impegnato in una travolgente sequenza di gag che ha riscosso applausi e franche risate in quantità.

Come sei riuscita a ottenere l’intervento di un personaggio così qualificato e, soprattutto, tanto amato dal pubblico

 

Beh, con un po’ di sfacciataggine, per dire il vero. Quando mi è venuta l’idea non ci ho pensato su un minuto di più: mi sono messa al pc e ho inviato a Vincenzo un messaggio in cui gli chiedevo il favore di venirci a trovare a Marone spiegando quanto poteva essere importante regalare dei sorrisi ai miei ospiti. Il resto lo ha fatto tutto lui, confessandomi di avere una particolare sensibilità nei confronti dei problemi degli anziani e accettando immediatamente l’invito.

Ciò che più mi ha stupito è stata la partecipazione dei presenti, il loro interesse, il loro divertimento.

 

Il deterioramento cognitivo degli anziani non si può fermare ma si può contenere e rallentare significativamente attraverso infiniti stimoli e ridere è una sana medicina.

Qualcosa da dire a Vincenzo Regis?

Oltre a ringraziarlo? Gli dico che ha contribuito con quel qualcosa in più, quella particolare empatia che solo un grande artista naturale qual è Lui riesce a esprimere.

Un grande successo e una grande soddisfazione per Te.

Prima ancora una gioia. Una spinta a impegnarmi sempre più, magari portando qui alla Residenza Sanitaria Assistita Sorelle Girelli di Marone qualche altro… pezzo da novanta.

Quanto al vostro cronista, gli sia consentito di dire ancora una cosa su Regis: nessuno riesce a divertire il prossimo di uno che si diverte a farlo. E questo è proprio il suo caso.

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 Bonera.2

Categorie: Giorni d'oggi.