Post It (13) – Facebook? Posso smettere quando voglio…

Mi sono concesso (imposto), da un sabato all’altro, un periodo di assoluta pausa.

«Di astinenza» mi correggerà qualcuno.

Sto parlando di un’intera settimana detox lontano da post, like, fake, poke, selfie e link vari, con annessi e connessi.

Sì, avete capito bene: uno come me, che quotidianamente riceve dal Signor Feisbùc le congratulazioni per la quantità di post inseriti e per gli straordinariamente veloci tempi medi di risposta, uno che le 1.000e “amicizie” le ha superate già da molto tempo (etc. etc. etc.) per sette giorni di fila, pari a 168 ore, che al cambio corrente fanno 10.080 minuti oppure 604.800 secondi, fate voi, decide senza costrizione alcuna, vale a dire spontaneamente, di sigillare l’accesso al suo account facebook.

Per procedere all’esperimento, un po’ come facevano i ciclisti ai tempi delle grandi sfide al record dell’ora su pista, che andavano in cerca di elevate altitudini per godere di un minore attrito dell’aria, ho scelto di salire sul primo aereo in partenza per andare qui.

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«E bravo che sei, in un posto del genere è più facile dimenticarsi di navigare!» osserverà lo stesso qualcuno di prima. Intendendo certamente navigare in Rete, perché invece, parlando di navigazione vera, un mare del genere insieme a certi colori e a certe atmosfere, non può che fare venire una voglia pazza. 

Sia pure, ma dovendo giocare una partita difficile, mi sarà permesso di scegliere il campo che più si confà alle mie possibilità, o no?

Così ce l’ho fatta.

Davvero, ce l’ho fatta. Mai una volta, dico una, ho digitato la password di accesso a questo o ad altri social. Ho letto, ho giocato a scacchi, ho fatto il bagno, ho conosciuto intimamente e sensualmente posseduto la cucina locale, ho visto antiche città e anditi di una bellezza assolutamente straordinaria, per una volta dal vero e non dalle istantanee postate su istagram dal fortunello in vacanza di turno.

Sono sopravvissuto io e, soprattutto, sono tranquillamente sopravvissuti alla mia assenza i più di 1000 amici che mi onorano di dichiararsi informalmente e informaticamente come tali.

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Non che mi sia convinto di avere portato a termine chissà quale impresa, sia ben chiaro.

Solo che erano più di dieci anni che non saltavo un giorno e, nel frattempo, qualche sospetto di essermi beccato una bella dipendenza, lo confesso, mi era venuto.

Dai, su: provateci anche voi. Mettete insieme tutto il coraggio e lo spirito di sacrificio di cui disponete e mettete fuori un cartello (virtuale) come questo:

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Scegliete voi il posto: Acapulco, Saint Moritz, Porto Cervo, Ibiza, Cannes, Miami, Ostia Lido, Varadero, Rimini, Milano Marittima, Gallarate o Colleferro, fate voi.

Ah, dove sono stato io non ve l’ho ancora detto ?

Allora cercatemi su Facebook: anche le foto di questa vacanza (ovviamente) le posterò tutte sul mio profilo!

   Valerio Vairo

Categorie: Giorni d'oggi.

Post-it (9) – Putin, i suoi misfatti e la coda di paglia

Confesso di essere piuttosto perplesso, e non è cosa che mi accada così di frequente.

Il motivo?

Proprio ieri l’amico Patrizio ha diffuso sul suo profilo Facebook un articolo comparso su «Il Fatto» in cui si trattava della recente approvazione, da parte della Duma, di una legge a dir poco vergognosa: quella che, nella Russia di Putin, cioè in un Paese in cui si registra il maggior numero di violenze domestiche perpetrata su questo stanco Pianeta, depenalizza la violenza tra le mura domestiche, derubricando la pena a una semplice sanzione amministrativa.

L’intento, secondo il presidente della Duma,  Viaceslav Volodin, è quella (incredibile, agghiacciante, ma vero) di creare una “condizione che favorisca la formazione di famiglie forti”.

A questa denuncia, credo condivisibile da ofgni essere umano di media intelligenza e di buona volontà, c’è chi ha risposto citando una legge (discutibile come tutte le leggi) emanata recentemente dal parlamento Italiano. Un altro, invece, ha replicato che “tanto la legge non passerà, perché “Putin non firmerà mai una legge avversata dalla maggioranza dell’opinione pubblica” (come se fosse la prima volta che lo fa, come se il parlamento russo non fosse emanazione diretta del suo partito e delle sue volontà…). C’è stato anche chi (orrore!) ha accusato indirettamente ma chiaramente Patrizio di usare “due pesi e due misure”: ma di che cosa stiamo parlando? Possibile che in Italia non si possa commentare un fatto internazionale senza che il pierino di tuno alzi la mano per dire “ma in Italia succede questo, e quest’altro…”? Cosa c’entra? Anzi, che ci azzecca, come direbbe la buon’anima di Di Pietro?

(uno degli articoli sull’argomento comparsi su tutta la stampa italiana e internazionale – questo su Repubblica)

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Il fatto che in Italia oggi governi Tizio (il PD) e domani magari Caio (CinqueStelle o la Lega + alleati) e che chi governa possa emanare leggi e decreti non graditi, deve impedire di criticare le scelleratezze commesse in un Paese dittatoriale come l’attuale Russia?

Insomma, vogliamo finirla o no, con questo ammuffito e ormai indigesto e indigeribile provincialismo che vede in Italia il centro del mondo?

No, dico per dire.

    Valerio Vairo

Categorie: Giorni d'oggi.

I & S – Se trema la terra, resti saldo il cuore

Trenta secondi e cambia la vita.

Scatta il contatore delle vittime, ma le “vittime” sono molto più dei “cadaveri”.

Perché con il terremoto anche a chi resta muore qualcosa dentro. Per sempre.

Stampate negli occhi e nella mente queste immagini, e date via libera al cuore.

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Qui di seguito alcune segnalazioni per mettervi in grado di donare con ogni “mezzo tecnico” e assecondando le vostre preferenze personali per questa o per quella iniziativa:

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https://www.cri.it/flex/FixedPages/IT/DonaOra.php/L/IT/IDCausale/36/Importo/10/AltroImporto/-/Dona/Dona%20ora/BL/KnBhZ2VzL1NlcnZlQkxPQi5waHAvU1VfL3RlcnJlbW90by1jZW50cm8taXRhbGlh/X/1

 

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E, per concludere, un esempio di come anche sui social network ci si stia mobilitando per fornire ogni supporto possibile:

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Categorie: Giorni d'oggi.