Caro Autore ti scrivo: Pacioni e i primi lettori di “In cauda venenum”

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A pochi giorni dalla partecipazione a Ombre Festival, la grande kermesse di letteratura giallo (e altro) che si terrà nei prossimi giorni a Viterbo, voglio approfittare di questo spazio per rispondere alle email ricevute dai primi lettori di “In cauda venenum”.

Ne ho scelte tre, capaci a mio avviso di riassumere le principali tematiche emerse nel colloquio con i miei lettori.

<Bel libro, appassionante nello svolgimento delle trame e scritto bene. Ma… non c’è troppo sesso concentrato in due romanzi brevi?> scrive la bresciana Eleonora.

<Bisogna distinguere tra una storia e l’altra, Eleonora. In “Una trappola per il leone”, in realtà, al di là del mortale agguato teso al commissario, il vero cimento nasce proprio dallo scontro a distanza tra le due donne che si avvicendano conflittualmente nella sua vita. Dunque al “sesso”, che della guerra d’amore è l’arma più consueta e più affilata non ho potuto fare a meno di attribuire un grande rilievo>. In “Cardona e il suonatore di campane”, invece, si parla di sesso sì, ma senza nessuna eco erotica: è il sesso “sporco”, quello che non deve causare eccitazione, ma sdegnata repulsione, quello frutto acido di raggiro e violenza, quello che corrompe giovani esistenze e le danneggia, molto spesso, irrimediabilmente. Necessario, anzi indispensabile sottolinearne anche alcuni degli aspetti più crudi. Che, comunque, ho cercato di trattare in modo mai esplicito e con doverosa attenzione. E credo di esserci riuscito.

<Mi sono accorto che, attraverso questo libro, sono richiamati alla memoria del lettore numerosi coprotagonisti dei precedenti romanzi. Sto parlando di Luisa, moglie di Cardona e di Diana De Rossi sua amante, del fido agente Gaetano Gargiulo, del corrotto sindaco Tirabassi, dell’ottuso e saccente procuratore Previtali e del capitano dei carabinieri Raimondo Ranieri Luisa, e di altri che ora non mi vengono in mente. Ne compaiono però anche di nuovi, per i quali (è mia impressione, ma potrei sbagliare, naturalmente) mi sento di prevedere nuovi e importanti incontri nei futuri capitoli della saga di Monteselva> osserva invece il viterbese Michele.

<Non ti sbagli affatto, Michele. Dopo sei anni di stop, ho sentito la necessità di riannodare i fili di un ordito che conto di sviluppare ancora a lungo. Per cucire qualcosa di bello e duraturo, però, ci vogliono anche fili nuovi, colorati e forti. Parlo di Vassili Abramov, l’orribile Orco, e dei suoi uomini, ma anche dell’innesto di un personaggio che viene molto da  lontano: quel don Maurice Taviani, giovane e coraggioso sacerdote può che i miei più affezionati lettori hanno addirittura visto nascere in “Le Lac du Dramont” e lottare contro un’oscura e spietata setta satanista in “DalleTenebre”. Insomma, chi continuerà a seguire le indagini e le avventure di Leonardo Cardona non si annoierà di certo.

Chiudo con l’email di Lorenza, ancora da Viterbo:

<Sono rimasta colpita (al punto di essere costretta a farmi forza per completare la lettura di una storia davvero struggente) dal modo in cui affronti, in “Cardona e il suonatore di campane” un tema delicatissimo e (purtroppo) di straordinaria attualità: quello della pedofilia e della violenza sui minori. La storia è avvincente, nell’impianto narrativo di un perfetto thriller, ma in questo caso, a mio avviso, c’è un messaggio nascosto. Ed è un messaggio molto importante>

<Carissima Lorenza, sei dotata davvero di grande intuito e di ancor più grande sensibilità. Riuscire a fare soffermare i propri lettori su temi come quelli trattati all’interno di “In cauda venenum” facendo passare certi concetti approfittando del gradevole conduttore di una storia d’avventura, costituisce in effetti la vera e propria stella polare che influenza e guida la mia filosofia del narrare. Anche nella prossima indagine di Cardona sarà trattato un tema delicatissimo e inquietante: non credo che sia difficile immaginare quale, ma per saperlo con certezza bisognerà attendere la prossima uscita. Ce lafarai ad aspettare?>

Appuntamento per tutti venerdì prossimo a Viterbo alle ore 19

Spazio Eliot  – Winter Garden in Piazza della Morte

con Giovanna Boccio, Cristina Pallotta e Barbara Telluri

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Categorie: Scrittura.

Il cordone di Cardona

Si parla, prendendo spunto dall’uscita di In cauda venenum, presentato per la prima volta a Viterbo il primo luglio, nell’ambito di CaffeinaCultura, di quel articolare collegamento, simile appunto a un cordone ombelicale, che lega un personaggio al suo creatore.

Comincio con il dire che l’impatto con l’ “oggetto-libro” (impreziosito dalla copertina realizzata dall’artista bresciano Gi Morandini) è di per se stesso destabilizzante: si tratta di  due romanzi brevi raccolti in un’opera unica, con la particolarità di poter cominciare a leggere, indifferentemente, da una parte e dall’altra.

Cristina Pallotta intervista Patrizio Pacioni all’interno del locale “Al Settantasette” di via San Pellegrino

-Il titolo è In cauda venenum seconda collaborazione, dopo La verità nell’ombra con la Casa Editrice Serena… dichiara l’autore romano, intervistato da una Cristina Pallotta effervescente e cordialmente incalzante come, suo solito.

-Ma contiene, al suo interno, due storie del tutto autonome, legate tra loro dall’ambientazione nella oscura e misteriosa Monteselva e, naturalmente, dall’incisiva presenza del commissario Cardona.

-Già. Il tuo commissario torna dopo… quanti anni?

-Oltre sei anni da Delitti & Diletti che scrissi a quattro mani con Lorella De Bon.

-Perché hai lasciato trascorrere tutto questo tempo?

-In effetti questa è una domanda che durante gli ultimi anni, mi sono posto più volte, trovando numerose risposte diverse. Il che equivale a nessuna risposta certa.

Pacioni parla di altre idee che si sono proposte con forza, altri progetti, primo fra tutti quello teatrale, che hanno interferito nel suo rapporto con “il Leone”. Salvo poi ammettere che questa lunga stasi, alla fine dei conti, altro effetto non ha sortito se non quello di intensificare il divertimento che prova nel cimentarsi nella scrittura “gialla” attraverso l’ingombrante presenza del suo commissario.

 Ancora Patrizio Pacioni e Cristina Pallotta, ripresi al termine dell’evento.

L’intervista prosegue prendendo in rassegna l’attività dello scrittore romano nel suo complesso: la narrazione letteraria, la drammaturgia, la conduzione del blog, la didattica e l’impegno sociale orientato soprattutto sull’opera di recupero dei detenuti.

-Ora che è di nuovo tra noi, puoi dirci quale sarà il futuro di Cardona? – azzarda Cristina Pallotta.

-Oh, per lui ci saranno dure prove da affrontare e novità che potrebbero stravolgergli la vita, non solo lavorativa. I personaggi letterari devono essere trattati come persone, per le quali, come dice un detto orientale, tutto ciò che smette di crescere, incomincia a morire.

Nel frattempo, sullo schermo allestito all’interno del pub <Al Settantasette> scorrono le immagini del booktrailer ideato e realizzato da Giusy Orofino.

Alla fine, insieme ai saluti di rito, l’annuncio del (molto prossimo) ritorno a Viterbo per la presentazione di In cauda venenum nell’ambito della kermesse gialla Ombre. che si terrà nel capoluogo della Tuscia nella seconda metà di questo mese.

   

Immagini che sintetizzano con grande efficacia e suggestione la partecipazione di Patrizio PacioniCaffeina 2016. Nella terza da sinistra, in particolare, con uno dei conduttori di “Al Settantasette” (locale che ha ospitato la presentazione di In cauda Venenum) e nella quarta e ultima, come da tradizione, lo scrittore tra due dei giovanissimi quanto preziosissimi “volontari”

Poi, dopo la pausa estiva (che non sarà comunque completamente tale) l’avvio di una serrata serie di eventi legati al ritorno in libreria del commissario Cardona che porterà Pacioni in numerose località sparse in tutta Italia: per esserne esaurientemente informati, praticamente in tempo reale, altro non si dovrà fare che seguire attentamente gli articoli pubblicati su questo blog.

  

Titolo: In cauda venenum

Autore: Patrizio Pacioni

Genere: Giallo – thriller

Editore: Casa Editrice Serena

Anno: 2016

Pagine: 168

Prezzo: 15 €

ISBN: 978-88-941654-2-5

Valerio Vairo

 

 

Categorie: Scrittura.

Dalle ceneri

  “Sono cose che succedono” mi dicono gli amici che più mi sono vicini, cercando di consolarmi.

Già, come se fosse facile prendere atto di come, da un giorno all’altro, sedici anni di lavoro, di passione e di costante impegno possano consumarsi come un fuoco di paglia, scomparendo nel nulla.

Nel passaggio dal vecchio provider al nuovo, tutto, praticamente TUTTO quello che il sottoscritto aveva immesso in Rete (racconti, riflessioni, servizi, decine di migliaia di pagine e di foto) sono finiti in una specie di buco nero la cui malvagia presenza non potevo neanche sospettare e della cui inesorabile potenza ancora adesso tardo a rendermi conto.

Quello che è successo è inaccettabile e per me del tutto incredibile.

Il mio stato d’animo, tanto per rendere l’idea, è più o meno di quello di un pedone investito sulle strisce mentre attraversava la strada con il semaforo verde. Di uno che torna dalle vacanze e trova la propria casa devastata e depredata.

Chi mi conosce, però, sa che si tratta solo di uno stordimento temporaneo. Dunque…

Uno sguardo al passato

www.patriziopacioni.it nacque nell’ormai lontano 2001, costituendo un sicuro e accogliente punto di ritrovo non solo per lettori e amanti della letteratura, ma anche per tanti giovani scrittori che proprio dalla pubblicazione negli aggiornamenti del sito hanno iniziato il viaggio verso il successo.

Pensato come iniziativa meramente promozionale tesa a valorizzare e pubblicizzare la mia attività di autore, nel corso degli anni si è trasformato in un autentico e-magazine composto di sottosezioni in cui si trattavano, oltre a ogni possibile tipologia di manifestazione artistica e culturale, temi legati all’attualità, al costume, alla solidarietà e all’impegno civile.

Grazie al fortissimo impegno costantemente sostenuto da me e da alcuni strettissimi amici, e alla entusiastica partecipazione di articolisti esterni, nel corso degli anni si sono accumulati centinaia di migliaia di contatti che hanno permesso l’inserimento di molti degli articoli pubblicati ai primi posti delle statistiche dei principali motori di ricerca, un fortissimo impegno mio e di alcuni amici che si sono succeduti nella collaborazione alla redazione delle varie rubriche che componevano un autentico e-magazine on line, si sono cumulati, giorno dopo giorno, centinaia di migliaia di contatti.

Nel 2008, poi, è nato il blog, ispirato alla cupa città di Monteselva, residenza e riserva di caccia (a disonesti e malfattori) del commissario Cardona. Un diario quotidiano che, oltre a tute le informazioni in tempo reale sulla mia attività artistica e divulgativa, ha dato luogo alla nascita di fortunatissime rubriche, con l’avvento, due anni or sono di “Goodmorning Brescia”, zibaldone informatico attentissimo a eventi, particolarità, personaggi e problematice della Leonessa d’Italia.

In breve tempo la frequentazione del blog ha raggiunto una media di 15.000 visite al mese, con punte giornaliere di 800 contatti.

Da oggi in poi

Si riparte da zero, con più “voglia” e determinazione di sempre.

www.patriziopacioni.it rimane come archivio di ciò che dal disastro la perizia e l’impegno della nuova webmaster Orsola ha potuto salvare.

www.patriziopacioni.com diventerà (tra pochissimi giorni) l’indirizzo principale di un autentico portale da cui sarà possibile avere rapidamente e agevolmente accesso a tutte le iniziative della Rete a me collegate: il blog, il canale youtube, il profilo ufficiale facebook, la messaggistica di twitter, il google account e la “reperibilità professionale” di linkedin, lo store on line… e a tutto ciò di nuovo che ancora verrà.

 

Anteprima immagine    

C’è anche un nuovo indirizzo email: patrizio.pacioni@gmail.com, che prende il posto del vecchio “info”, disintegrato con tutto il resto.

Nuovo design, nuove impostazioni nuove iniziative.

    E la Fenice, superba e forte, rinasce dalle proprie ceneri, e torna a spiccare il volo.

Cosa aspettate ancora? Prendete le vostre cose e venite con me.

   Patrizio Pacioni

(Brescia, 1 aprile 2016 – first day of New Age)

Categorie: Da me a Voi.