A Ronciglione, libri… al Cubo!

 

 

È la prima edizione primaverile di Cubo Festival, kermesse di letteratura ormai consolidata nel tempo (ogni inverno a partire dal 2013)

E la primavera, la meravigliosa primavera di Ronciglione, mescolando la limpida luce solare con i chiaroscuri dell’antico borgo, con ogni evidenza fa molto bene al Cubo.

«Sono presenti venti case editrici, provenienti sia dalla Tuscia e dal resto del Lazio che da altre regioni d’Italia. Alla fine saranno circa  una cinquantina gli autori che presenteranno le proprie opere mi dice, non nascondendo una certa soddisfazione, la giovane e infaticabile Valentina Vinci.

«Con i cinque  dell’Associazione Arca (di cui sono vicepresidente – il presidente è Alessia Leali) collaborano anche Italo Leali (comunicazioni, public relations e impaginazione computerizzata) l’architetto Dario Pompei (public relations, location e allestimenti) e Alberto Santucci (segnaletica orizzontale e verticale, stampa, fotografia).»

Decisamente suggestiva e singolare, l’atmosfera del Cubo Festival, con le vestigia di una Storia che si perde nei secoli e le sedie inchiodate al muro, basi di appoggio dei “libri randagi”, che i passanti possono prendere, conquistare, sfogliare e leggere a proprio piacimento. 

«Nelle nostre intenzioni si tratta di un invito a trovare il tempo per fare una pausa (ciò che si vuole davvero è sempre possibile) per leggere, sia sul posto che take-way» spiega Valentina., per concludere subito dopo con la parte che, con ogni evidenzia, più sembra gratificarla e infervorarla:

«Credo che una delle ideee più belle sia stata quella di coinvolgere attivamente nella manifestazione alcuni ragazzi del Liceo Scientifico Meucci di Ronciglione, scelti secondo le specifiche competenze (ma anche passioni) nell’ambito del progetto alternanza scuola -lavoro. Un’altra iniziativa cui tengo (e teniamo) particolarmente è quella relativa alla presenza di numerosi racconti scritti dai detenuti di carceri della regione, destinati a essere letti pubblicamente nel corso del Cubo Festival e successivamente raccolti in un libro da pubblicare»

Insomma, se l’esperimento (che intanto è ben cominciato) si cocluderà positivamente, l’intenzione è di ripetere l’edizione primaverile anche  nei prossimi anni.

 

Ecco, partendo dalla vivace e colorata immagine soprastante, questa prima parte del post la chiudo qui, facendo parlare… Ronciglione: 

 

  

Venendo ai libri (soprattutto a quelli della Edizioni Serena) vi posso raccontare di due riuscitissime presentazioni, che ahnno visto coinvolto Patrizio Pacioni.

 

 

 

 

 

La prima, relativa alla presentazione di «In cauda venenum», si è risolto in un rilassato colloquio tra Serena D’Orazi e l’Autore romano che si è allargato oltre il contenuto del libro, spaziando su vari argomenti: dalla tecnica di scrittura al teatro (in questi giorni si sta rappresentando al San Raffaele di Roma il dramma «Il corno di Olifante», portato in scena dalla Compagnia Stabile Assai), al giornalismo d’inchiesta. Nel corso del suo intervento Pacioni non ha mancato di invitare gli studenti del Liceo Scientifico a partecipare al grande e originalissimo concorso a partecipazione gratuita Le Ombre di Monteselva.



Titolo: In Cauda Venenum – Una trappola per il leone

Autore: Patrizio Pacioni
Prezzo: Euro 15,00

Alla seconda, Patrizio Pacioni ha partecipato in qualità di conduttore dell’intervista al Vescovo Micalef, autore di «Lo Spirito Santo e i suoi ineffabili doni» efficacemente coadiuvato dal concentratissimo e disinvolto studente Roberto Tedeschini, coinvolto nel progetto “alternanza scuola lavoro” di cui si è parlato qualche riga più in alto e sul cui intervento non posso che esprimere il mio personale e più ampio apprezzamento.



Titolo: Lo Spirito Santo e i suoi ineffabili doni

Autore: SUA ECC.ZA REV. MA MONS. SALVATORE MICALEF – VESCOVO E VICARIO
Prezzo: Euro 10,00

A seguire, tra venerdì, sabato e domenica, ancora altri libri di Edizioni Serena:



Titolo: Dilemma Caravaggio

Autore: Fabrizio Antonelli – Lucia Della Giovampaola
Prezzo: Euro 22,00


Titolo: Dante e la Tuscia
Autore: Giuseppe Rescifina
Prezzo: Euro 15,00

.

Titolo: Una maschera per vivere

Autore: Salvatore Buccafusca
Prezzo: Euro 15,00

 

Andate a Ronciglione.

Per i libri, ma non solo per il libri.

Perché la cultura ha sei lati da scoprire.

Proprio come un Cubo.

 

  Valerio Vairo

Categorie: Scrittura.

Le fiabesche sorprese di Serramazzoni

Il titolo potrebbe essere «In cauda venenumet in Nicchia deliciae» , e adesso spiego perché.

Intanto tutto comincia così:

Poi continua con il Borgo delle Fate, che è «un luogo magico dove condividere e perseguire la conoscenza, l’approfondimento, la diffusione e la divulgazione di pedagogia, didattica, arti nella più ampia accezione del termine e scienze senza trascurare possibili scambi, integrazioni e azioni comuni con altre culture, grazie a corsi, seminari, convegni, dibattiti, conferenze e interscambi con l’intervento di esperti. Un’opportunità di incontrarsi per favorire lo sviluppo della socialità e di ambienti culturali ed artistici innovativi e multietnici»

 

Il Borgo delle Fate è in via Cornazzano 1197 Serramazzoni (MO) – @ilborgodellefate   0536 188 8086 – su Facebook lo trovate qui: https://www.facebook.com/ilborgodellefate/

Tra le mille iniziative culturali che in quel luogo prendono origine e forma, ci sono gli appuntamenti periodici che (una volta al mese) vedono scrittori provenienti da tutta Italia presentare le proprie opere e il proprio modo d’intendere la creatività letteraria in un altro sito intriso di magia.

 

Insomma, quello del primo aprile è stato un sabato pomerigggio farcito di sorprese.

La prima è vedere Monica Tappa aggirarsi tra gli intervenuti alla presentazione di «In cauda venenum» con il suo cestino alla Cappuccetto Rosso (del resto il contesto deliziosamente collinare di Serramazzoni  lo comporta ampiamente).

Ma è solo la prima, appunto.

 

Perché (e siamo a alla seconda “favolosa” sorpresa) la location dell’evento (dal suggestivo nome di “La Nicchia”), si rivela un autentico paradiso del mangiar sano e del mangiare sfizioso che avrebbe fatto abbassare ogni difesa, persino a due esperti della faccenda come Hansel e Gretel.

Di questo, però, parlerò più diffusamente poi.

Intanto (immagino) qualcuno sarà curioso di sapere cosa c’era nel cestino di Monica. Non è così?

Beh, si tratta semplivcemente del “Metodo tappa”, un meccanismo di articolazione delle interviste basato su:

  1. l’attenta lettura del testo;
  2. l’individuazione dei personaggi più rileanti, delle situazioni più intriganti, in poche parole dei c.d. punti chiave delle opere presentate;
  3. la sollecitazione, attraverso un sussidio figurativo (le immagini contenute nei biglietti che riempiono il cestino) di attivare in modo casuale la curiosità e l’interesse dei presenti.

Qualcosa di nuovo, insomma, e che funziona molto bene, a giudicare di come si è svolta e come è stata recepita da tutti la bella presentazione di Patrizio Pacioni, del suo commissario Cardona, delle ombre di Monteselva e della sua produzione artistica in generale.

*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°

  

Gloria Scorcioni ha fortemente voluto, e conduce con grande professionalità e costante passione La Nicchia di Serramazzoni. “Figlia d’arte”, (i genitori gestiscono la più antica gastronomia di Serramazzoni, è esperta di erboristeria, e di alimentazione.

Sempre alla ricerca di eccellenze alimentari nei quattro angoli del mondo, per proporre auna selezionata clientela (amanti del biologico ma anche gourmet, provenienti non solo da Serramazzoni, Modena e circondario genuinità del cibo e gusto.

Ama ogni tipo di approccio alternativo alla sua clientela, con particolare predilezione per le degustazioni di vini e superalcolici e gli eventi culturali  di ogni tipo, in particolare quelli letterari.

Valerio Vairo

Categorie: Giorni d'oggi.

Goodmorning Brescia (31) – Un prezioso catalogo e una mostra da visitare

Catalogo dell’Arte Moderna è una pubblicazione che dal 1962 (prima edizione) costituisce un appuntamento periodico e un autentico riferimento  per artisti, galleristi, collezionisti, associazioni d’arte e appassionati

Nata da una felice intuizione del critico Luigi Carluccio, raccolta e data alle stampe dall’editore piemontese Bolaffi sotto forma di un corposo e ricco repertorio annuale dedicato al mercato dell’arte contemporanea. Rilevato alla fine degli anni Settanta dalla Giorgio Mondadori, è la più “antica” pubblicazione italiana di questo tipo.

 

La presentazione bresciana del numero 52 si è svolta nella sede della AAB (Associazione Artisti Bresciani) al numero 4 di Vicolo delle Stelle, alla presenza di un folto gruppo di artisti (tra i quali ho notato anche Gi Morandini, notorio e illustre amico bresciano di Monteselva e del Commissario Cardona, e appassionati d’arte. Nell’introdurre l’evento, il Presidente della AAB Dino Santina, ha ricordato l’attività di promozione artistica e di valorizzazione dei più meritevoli artisti del territorio. Dopo di lui il Responsabile Libri Illustrati di Cairo Publishing Carlo Motta, ha valorizzato la funzione della pubblicazione definendola “il sole” attorno al quale girano altre pubblicazioni artistiche della Giorgio Mondadori.

Nel nuovo numero, che in copertina reca La Fontanella (olio su tela) del Maestro primitivista Norberto, l’approfondito articolo firmato da Claudia Trafficante su Umberto Boccioni, che a un secolo dalla morte del grande pittore reggino, mette l’accento sulla sua vicenda umana, prima ancora che su quella artistica.

Segue una rassegna del nuovo espressionismo veneto (come Birolli, Casorati, Semeghini e Tavella) curata da Mario Guderzo, dopo di che  l’esperto Andrea De Liberis spiega come attraverso i “percorsi costruttivi” si possa arrivare a stabilire l’autenticità o meno di una certa opera.  Da segnalare anche la disamina dell’ancora straordinariamente positivo rapporto tra il mercato internazionale e la grande tradizione italiana del ‘900, evidenziata dalle ricche aggiudicazioni delle opere di artisti del calibro di Burri, FontanaMorandi.

  

 

   

Per la gioia degli intervenuti al già citato civico 4 di Vicolo delle Stelle, sede dell’incontro, è ancora in corso la mostra Francesco Triglia – Oltre il Mito, realizzata con il patrocinio del Comune e della Provincia di Brescia, nella quale sono esposte significative opere dell’artista reggino, in meraviglioso equilibrio tra suggestioni classiche e tendenze post moderne  post tecnologiche, tra sirene, centauri, draghi, donne serpenti e altri esseri fantastici.

Ancora possibile visitarla fino all’8 marzo. Sarebbe davvero un peccato perdere un’occasione del genere.

 

L’Associazione Artisti Bresciani è un’agenzia di pubblico servizio, convenzionata con il Comune e la Provincia di Brescia, e ha lo scopo di promuovere iniziative di carattere culturale, in particolare la conoscenza e lo studio delle arti figurative e visive e degli artisti bresciani.
Specificamente l’Associazione, a norma dello statuto, organizza:

* attività culturali (mostre, tavole rotonde, convegni, conferenze, dibattiti, proiezione di film e documentari, concerti)
* attività didattiche e di formazione (corsi di preparazione e di perfezionamento nel campo delle arti e delle relative tecniche, seminari di studio, gruppi di ricerca, corsi di aggiornamento per insegnanti);
* attività editoriali (pubblicazione di cataloghi, di un bollettino di informazione con cadenza semestrale,  di atti di convegni conferenze seminari, di ricerche e studi sulle arti e i loro protagonisti, con particolare riferimento alle opere e agli artisti bresciani);
* attività promozionali (promozione di tutte le azioni idonee alla salvaguardia, alla tutela e alla valorizzazione dei beni ambientali, storici, artistici della città e della provincia).

L’Associazione opera senza fini di lucro in collaborazione con istituzioni ed enti pubblici e privati.

L’AAB ha sessantacinque anni di vita ed ha segnato profondamente la realtà culturale ed artistica locale.

Catalogo dell’Arte Moderna n. 52
Gli artisti italiani dal primo Novecento ad oggi
AA.VV.
Collana: Cataloghi d’Arte
Editore: Editoriale Giorgio Mondadori
Pagine: 848
Prezzo:€ 98,00
ISBN/EAN: 978-88-6052-751-6
   Bonera.2
Categorie: Giorni d'oggi.

Biografia di Patrizio Pacioni – aggiornata al novembre 2016

Patrizio Pacioni è uno scrittore romano di straordinaria continuità produttiva. Esordisce nel 1997 con il romanzo breve “Un lungo addio” (Taurus), in cui si narra del tragico amore incestuoso tra fratello e sorella poco più che adolescenti. L’anno successivo (1998) “Iscassia et Fogu”, fantastica storia, ricca di arcani simbolismi, ambientati in una Sardegna surreale e semidesertica.

Segue la trilogia noir “Lac du Dramont” (Nuovi Autori – 2000) “Chatters” (Nuovi Autori 2001) “DalleTenebre” (Effedue Edizioni 2002).

Dopo una pausa che lo vede cimentarsi col romanzo drammatico-intimista “Mater” (Effedue Edizioni 2004) e con “Quel ramo del lago” (Effedue Edizioni 2005 – una delle più sorprendenti, originali e irriverenti rivisitazioni del capolavoro manzoniano) arriva l’approdo al giallo d’impianto classico: nasce il commissario Leonardo Cardona (scorbutico e non sempre ortodosso poliziotto dalla problematica vita privata, inflessibile segugio pronto a scavalcare steccati e a stravolgere regole nel supremo interesse di un ideale di Giustizia interpretato a volte in modo molto soggettivo) che debutta in “Essemmesse” (Effedue Edizioni – 2006).

A lui sono state già dedicate altre tre opere: il surreale Malinconico Leprechaun (Sampognaro e Pupi 2008), l’incalzante e drammatico Seconda B (Melino Nerella 2009), la raccolta di racconti Delitti & Diletti (Melino Nerella 2010) scritto a quattro mani con Lorella De Bon.

Da allora l’ambientazione delle indagini del poliziotto e di molte altre storie è Monteselva, città fantastica ma al tempo stesso modello suggestivo di una certa provincia italiana.

Nel 2011 esce Malanima mia, oscura storia di introspezione psicologica e di arcana magia firmato anche da Giovanna Mulas.

Nel 2012, vara la singolare e originale operazione tra realtà e fantasia di “Falli ballare”, firmata dalla misteriosa Lorena Elle e da lui curata con la collaborazione della editor Fabiana Cinque: la storia autentica, tra serio e faceto, delle (dis)avventure di una giovane precaria milanese.

Nel 2013 Il guaito delle giovani volpi, drammatico romanzo dedicato alle donne vittime di ogni tipo di fondamentalismo religioso e culturale.

Per il 2014, a conferma della straordinaria versatilità creativa dell’Autore, un’inattesa novità: la nuova uscita, presentata in anteprima -come ormai di consueto- al Salone Internazionale del Libro di Torino, è dedicata al mondo fantastico e magico delle fiabe. Una raccolta di tre storie lunghe dal titolo FiAbacadabra”. A essa è seguita, sei mesi più tardi la seconda raccolta in tema: “FiAbacadabra 2”.

Dal 2015 ha preso consistenza e spessore l’attività drammaturgica, in particolare quella relativa al cosiddetto “teatro d’inchiesta”: prima “La verità nell’ombra” (ispirata dalla strage di Portella della Ginestra – opera che ha dato vita anche all’omonimo libro di Edizioni Serena) poi, l’anno successivo, “Diciannove + Uno” (inchiesta sulla misteriosa sparizione nel Mediterraneo meridionale della motonave Hedia).  Entrambe le pièces sono state adattate da Antonio Turco e messe in scena a cura della Compagnia Stabile Assai, il più antico e glorioso gruppo di recitazione carceraria. Ancora nel 2015 la prima prova cinematografica con “Il Lettore”, cortometraggio scritto insieme a Fabiana Cinque e realizzato all’interno della Casa Circondariale di Busto Arsizio per la regia di Martina Girlanda.

Nel 2016, a grande richiesta dei lettori (e con grande piacere personale dell’Autore), torna il commissario Cardona con “In cauda venenum” doppio movimentatissimo (ma anche riflessivo) romanzo, per il quale ancora Edizioni Serena ha ideato un singolarissimo libro “double face”.

Patrizio Pacioni ha ideato, realizzato e condotto a più riprese il corso di scrittura creativa di genere “Dal blu di china al giallo-noir”, organizzato dibattiti, incontri e conferenze sul tema della letteratura poliziesca e di tensione e sulla filosofia e tecnica scrittura più in generale. Da segnalare il corso di giornalismo investigativo, “Il terzo Occhio” strutturato in due parti: “introduzione” e “approfondimento”, tenuto per la prima volta a Giulianova nel settembre 2016, in occasione del Festival “Giulia in Giallo – Delitti & Diletti ” del quale l’Autore, drammaturgo e blogger romano è stato Direttore Artistico.

Il suo sito personale/portale www.patriziopacioni.com (oggetto di recente e completa ristrutturazione, derivato da www.patriziopacioni.it, tradizionale sito personale dello scrittore e autentico web magazine dedicato alla scrittura e a ogni altra forma di espressione artistica fin dall’ormai remoto 2001 ) costituisce da tempo un frequentato osservatorio su ogni tipo di produzione artistica, aperto alla informazione e al sociale, e al tempo stesso un  costante riferimento per gli autori emergenti.

Il blog http://ww.patriziopacioni.com/cardona/ (accessibile anche dal portale insieme al canale youtube e ai profili dei vari social) consente ai navigatori della Rete di respirare e vivere in prima persona il mondo oscuro di Monteselva, divenendone cittadini a tutti gli effetti. Dal primo gennaio 2017 è partito il concorso di scrittura giallo/noir/gotico/thriller Le Ombre di Monteselva di originalissima quanto innovativa concezione.

Categorie: Da me a Voi.

Natale, il 2017 e… www.patriziopacioni.com

  Buon Natale, amici miei carissimi!

Felice e prospero Anno Nuovo per tutti Voi!

Qualcuno dirà che ogni Natale è sempre uguale (o quai) ai precedenti, che gli anni sfilano via uno dopo l’altro neanche fossero caramelle nelle mani di bambini golosi, e di tappi di spumante o di champagne che saltano vie dalle bottiglie piene di bollicine ce ne sono stati, ce ne sono e ce ne saranno fin troppi.

Sarà pur vero, ma -talvolta- accade qualcosa di speciale che quel particolare Natale, quel particolare Capodanno caratterizza in modo singolare quanto indelebile nella memoria.

  

Così, per me, questi giorni di festa e, questa staffetta tra il 2016 e il 2017, rappresentano qualcosa di davvero importante. Il vecchio sito, www.patriziopacioni.it, ha costituito un’autentica novità, agli primordi di questo secondo millennio: un autentico web-magazine che, oltre a servire da veicolo di promozione per la mia produzione letteraria e per l’attività di cronista e divulgatore, ha svolto un’importante funzione di “palestra” per giovani e nuovi autori che, cominciando a pubblicare racconti sulle sue “pagine” hanno poi spiccato un salto di qualità. Poi, quasi due anni fa, un attacco di hacker ha devastato tutto, distruggendo e mandando in cenere ben 14 anni di certosino lavoro e … di vita. Vederlo ora rinascere, più bello e completo di prima, direi quasi scintillante a seguito della meravigliosa webmaster Orsola Vigorito, beh… è qualcosa di indescrivibilmente bello e gratificante.

 

Ma non finisce qui: dopo questo magnifico giorno di “vernissage”, a brevissimo, partirà la macchina organizzativa di uno dei più singolari concorsi letterari che si sia mai visto in Italia e (forse) anche al di fuori del nostro Paese.

Su questo, però, avremo modo di tornare più approfonditamente tra qualche giorno. Intanto, per un assaggino, altro non dovete fare che cliccare qui sotto:

http://www.patriziopacioni.com/concorsi.html

Ancora auguri, di vero cuore, a tutti Voi da parte mia e dei miei collaboratori.

Categorie: Da me a Voi.

La libreria su quel ramo del lago… di Garda

Davvero un piccolo mondo di libri, al numero 20 di via Roma, nel cuore di Desenzano del Garda.

Una “bottega” in cui, appena messo piede dentro, si avverte, anzi no, si respira, la passione dei proprietari Gianni e Mariella per la letteratura, per la parola scritta in qualsiasi tecnica espressiva trattata.

Un ambiente caldo, rilassato e accogliente, anche in una fredda e umida serata  di autunno inoltrato, come quella di venerdì 18 novembre, in cui, parafrasando l’icona evangelica dei ciechi che vedranno, dei sordi che udiranno e degli storpi che correranno, anche un analfabeta -suggestionato dalla bellissima atmosfera venutasi a creare- non avrebbe potuto fare a meno di prendere in mano uno dei tantissimi libri esposti su tavoli e scaffali e cominciare a leggere.

Ebbene, oggi, nella Libreria Castelli Podavini, ha fatto irruzione il commissario Cardona in persona, alle 18 in punto, impugnando saldamente la pistola di ordinanza, balzando fuori dalle pagine di “In cauda venenum“.

L’intervista condotta da Velise Bonfante è stata, al tempo stesso. professionale, puntigliosa e leggera.

Con assoluta naturalezza la poetessa commediografa (e ora anche narratrice, dopo la pubblicazione del fortunato romanzo di esordio “Fiore di ortica“) di Rivoltella ha dapprima introdotto la serata, poi è passata ad accompagnare l’Autore romano in un’articolata rivisitazione della sua carriera artistica.

Per approdare infine, con l’ausilio delle letture curate dall’attrice Ferdinanda Onofrio, intarsiate con suggestiva efficacia  tra una “chiacchiera” e l’altra, alla conversazione sulla nuova (ma non certo ultima) discesa in campo, nella cupa Monteselva, del commissario Leonardo Cardona.

Doppia discesa in campo, visto che il libro, arricchito dalla bella illustrazione dell’artista camuno Gi Morandini, contiene ben due avventure. Nella prima, “Una trappola per il leone“, adrenalina pura, nel racconto di una lunga notte di violenza che mette in pericolo la vita stessa del nostro commissario. Nella seconda “Cardona e il suonatore di campane“,  un duro apologo su e contro la violenza perpetrata a danno dei minori.

  

  

  

PS
Le foto inserite a corredo di questo articolo sono state scattate da Ph G.O.
Categorie: Da me a Voi.

In cauda venenum a Viterbo: ombra su ombra

Viterbo città dell’Arte.

Viterbo città della Storia.

Da qualche anno con CaffeinaCultura, e ancor di più in questa magica estate, grazie all’arrivo di OmbreFestival, Viterbo dei Libri.

Fermo restando il grande richiamo esercitato da Caffeina su lettori e scrittori di tutta Italia dalla kermesse ideata, organizzata e condotta con grande dinamismo ed entusiasmo dal duo Rossi/Boffo cui va riconosciuto anche il grande merito di avere rivitalizzato e reso fungibile a cittadini e forestieri il suggestivo e direi unico quartiere di San Pellegrino, mi vorrei soffermare in questa occasione sul nuovo appuntamento di Ombre.

   

I poliziotti conoscono bene le Ombre, il mistero che racchiudono, la loro minacciosa incombenza sul vivere quotidiano dell’uomo.

Dunque, quando si è trattato di dare un nome al festival del giallo da lungo tempo immaginato e desiderato, non c’è stata nessuna incertezza.

  Mariano Romiti

Ombre Festival nasce dall’esperienza dell’Associazione Mariano Romiti (di cui si parla più in dettaglio in fondo a questo articolo) intitolato all’agente di PS nativo di Vejano (VT) che il 7 dicembre 1979 fu spietatamente giustiziato dalle Brigate Rosse mentre si recava al Tribunale di Roma per rilasciare una testimonianza.

In questa eccezionale cornice di bellezza e di cultura, si sono perfettamente inserite la due presentazione di “In cauda venenum“, nuova duplice avventura del commissario Cardona, che torna ai suoi appassionati lettori dopo sei anni di (troppo lungo) silenzio.

 

Tutto questo tempo non è passato invano” è l’appassionata autodifesa di Pacioni, 

In questi anni, pur lavorando a (molto) altro, non ho mai perso di vista né Monteselva (nella quale, tra l’altro, ho ambientato sia Malanima mia (scritta con la meravigliosa Giovanna Mulas e Il guaito delle giovani volpi), né -tanto meno- l’arcigno commissario Cardona. Si è trattato anzi di un fecondo riposo nel corso del quale mi si sono chiarite nella mente alcune linee guida della saga che comporteranno importanti cambiamanti per i principali protagonisti e l’avvento di nuovi eroi e anti-eroi, alcuni dei quali già cominciano a delinearsi nella doppia storia di In cauda venenum

    (foto di Riccardo Spinella)

 Nella vivace e articolata intervista cui è stato sottoposto nel locale Winter Garden alla presenza di un folto pubblico (tra il quale si è notata l’autorevole e attenta presenza del consigliere del Comune con delega alle pari opportunità Daniela Bizzarri), condotta con grande professionalità e brio dalle brave & belle Cristina Pallotta e Barbara Telluri (con la morbida voce di Giovanna Boccio a interpretare  Diana De Rossi e Luisa Zamboni, rispettivamente amante e moglie di Cardona) Pacioni si è lasciato andare anche ad altre ghiotte indiscrezioni. Prima tra tutte il progetto di calare in modo ancora più deciso e trasparente, nelle indagini e nelle avventure del commissario, alcune problematiche particolarmente e drammaticamente presenti in questo primo scorcio di secolo. In tale direzione andranno i prossimi romanzi ambientati nell’oscura Monteselva.

Alla domanda di cosa ci sia alla base del privilegiato rapporto intessuto con Viterbo e la Tuscia, l’Autore romano ha poi risposto così: 

In primo luogo sono letteralmente infatuato di questi posti, affezionato ai suoi abitanti e… infatuato della sua cucina straordinaria. Inoltre, se ci fate caso, certi scorci di Viterbo ricordano molto analoghe vedute del centro di Monteselva, così come si sono impresse nella mia fantasia e (spero) in quella dei lettori attraverso il mio narrare

A questo punto, però, come premesso e come promesso, ancora qualche parola su chi ha reso possibile il magnifico appuntamento giallo viterbese.

L’ Associazione Mariano Romiti è un’associazione culturale apolitica e apartitica, non lucrativa avente lo scopo di promuovere le attività letterarie.
Ha sede in Viterbo presso il sindacato SIULP, che tramite i Soci Fondatori ne è ideatore e promotore.

Tra le sue attività l’organizzazione di eventi teatrali, concerti, mostre, eventi dedicati a legalità, criminalità, giallo e noir, workshop.

L’attività principale, però,  è l’organizzazione annuale di un Premio di Letteratura Gialla – Noir – Spy Story “Mariano Romiti” che intende essere occasione di incontro tra gli operatori della Giustizia, il mondo letterario e la cittadinanza, promuovendo l’arte, la cultura ed il territorio in memoria di Mariano Romiti, vittima del terrorismo, nonché promotore della formazione del primo sindacato di Polizia.Le iniziative dell’associazione saranno volte alla valorizzazione dell’aspetto umano e sociale dell’operatore di Giustizia.

E queste sono le anime di questo magnifico Festival 2016:

Scrittore e fotografo, nasce nel 1965 a Tuscania. Sovrintendente Capo della Polizia di Stato, vive e lavora a Viterbo. È Presidente dell’Associazione Letteraria Mariano Romiti, insieme a trenta soci fondatori (tutti appartenenti alla Polizia di Stato) crea l’omonimo premio dedicato alla letteratura noir e poliziesca. Con l’Associazione Romiti ha collaborato al festival letterario “Caffeina”, ne ha curato l’organizzazione degli eventi dedicati ad autori e libri di letteratura gialla, oltre a incontri sui temi della legalità. Nel 2008 pubblica il suo primo romanzo dal titolo “L’ultima indagine”, secondo classificato al Premio Fedeli; nel 2014, con CIESSE Edizioni, ha pubblicato il romanzo giallo “Il Vampiro di Munch”.

Giornalista pubblicista, vive e lavora tra Reggio Calabria, sua città natale, Roma e Milano. Laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne con tesi “Dalle serie poliziesche spagnole di stampo anglosassone alla serie di Pepe Carvalho di Manuel Vàzquez Montalbàn”, si occupa di critica letteraria da diversi anni, con particolare riferimento alla narrativa giallo-poliziesca. Cura le rubriche: “StrillLibri” sul quotidiano “Strill.it”, “Animali in noir” sul web press “MilanoNera”, “Segnalibro” e “Interviste con l’autore” sul trimestrale “Helios Magazine”. È corrispondente di “Global Press”. È redattrice di tutte le citate testate. Ha curato l’antologia di racconti “Vento noir” (Falco editore,2012) “Animali noir” (Falco editore,2013) e “Crimini sotto il sole”(Novecento editore, 2015). È direttore artistico del “Festival del giallo” (edizioni 2012- 2013) di Cosenza del premio letterario “Margherita Rosa” (2013) di Santa Margherita Ligure,del festival “Lipari noir” (2014-2015) di Lipari, della rassegna “Giallo al Castello” (2015) di Reggio Calabria, del Festival “Bologna on the road, le strade del noir” (2015) di Bologna. È organizzatrice delle rassegne letterarie “Il gusto del noir” e “Un tuffo nel giallo” a Cosenza, “Apericena col detective” a Reggio Calabria e, insieme all’associazione BellaVista di Bologna, della manifestazione “Atmosfere in noir”. Ha scritto i racconti noir “Lo scoglio” per l’antologia “Delitti d’estate” (Novecento editore,2014) e “L’estate sta finendo” per l’antologia “Crimini sotto il sole” ( Novecento editore,2015). È direttore della collana di romanzi noir “Emozioni d’inchiostro noir” di Laruffa editore. E’ membro della Giuria Popolare del “Premio Letterario Nazionale Tropea”, e giurata di qualità del premio “Nebbia Gialla” e del concorso letterario “Emozioni d’inchiostro Noir”. Organizza, promuove e presenta eventi culturali per librerie, manifestazioni e festival letterari.


  
Valerio Vairo

 

Categorie: Scrittura.

Caro Autore ti scrivo: Pacioni e i primi lettori di “In cauda venenum”

v

A pochi giorni dalla partecipazione a Ombre Festival, la grande kermesse di letteratura giallo (e altro) che si terrà nei prossimi giorni a Viterbo, voglio approfittare di questo spazio per rispondere alle email ricevute dai primi lettori di “In cauda venenum”.

Ne ho scelte tre, capaci a mio avviso di riassumere le principali tematiche emerse nel colloquio con i miei lettori.

<Bel libro, appassionante nello svolgimento delle trame e scritto bene. Ma… non c’è troppo sesso concentrato in due romanzi brevi?> scrive la bresciana Eleonora.

<Bisogna distinguere tra una storia e l’altra, Eleonora. In “Una trappola per il leone”, in realtà, al di là del mortale agguato teso al commissario, il vero cimento nasce proprio dallo scontro a distanza tra le due donne che si avvicendano conflittualmente nella sua vita. Dunque al “sesso”, che della guerra d’amore è l’arma più consueta e più affilata non ho potuto fare a meno di attribuire un grande rilievo>. In “Cardona e il suonatore di campane”, invece, si parla di sesso sì, ma senza nessuna eco erotica: è il sesso “sporco”, quello che non deve causare eccitazione, ma sdegnata repulsione, quello frutto acido di raggiro e violenza, quello che corrompe giovani esistenze e le danneggia, molto spesso, irrimediabilmente. Necessario, anzi indispensabile sottolinearne anche alcuni degli aspetti più crudi. Che, comunque, ho cercato di trattare in modo mai esplicito e con doverosa attenzione. E credo di esserci riuscito.

<Mi sono accorto che, attraverso questo libro, sono richiamati alla memoria del lettore numerosi coprotagonisti dei precedenti romanzi. Sto parlando di Luisa, moglie di Cardona e di Diana De Rossi sua amante, del fido agente Gaetano Gargiulo, del corrotto sindaco Tirabassi, dell’ottuso e saccente procuratore Previtali e del capitano dei carabinieri Raimondo Ranieri Luisa, e di altri che ora non mi vengono in mente. Ne compaiono però anche di nuovi, per i quali (è mia impressione, ma potrei sbagliare, naturalmente) mi sento di prevedere nuovi e importanti incontri nei futuri capitoli della saga di Monteselva> osserva invece il viterbese Michele.

<Non ti sbagli affatto, Michele. Dopo sei anni di stop, ho sentito la necessità di riannodare i fili di un ordito che conto di sviluppare ancora a lungo. Per cucire qualcosa di bello e duraturo, però, ci vogliono anche fili nuovi, colorati e forti. Parlo di Vassili Abramov, l’orribile Orco, e dei suoi uomini, ma anche dell’innesto di un personaggio che viene molto da  lontano: quel don Maurice Taviani, giovane e coraggioso sacerdote può che i miei più affezionati lettori hanno addirittura visto nascere in “Le Lac du Dramont” e lottare contro un’oscura e spietata setta satanista in “DalleTenebre”. Insomma, chi continuerà a seguire le indagini e le avventure di Leonardo Cardona non si annoierà di certo.

Chiudo con l’email di Lorenza, ancora da Viterbo:

<Sono rimasta colpita (al punto di essere costretta a farmi forza per completare la lettura di una storia davvero struggente) dal modo in cui affronti, in “Cardona e il suonatore di campane” un tema delicatissimo e (purtroppo) di straordinaria attualità: quello della pedofilia e della violenza sui minori. La storia è avvincente, nell’impianto narrativo di un perfetto thriller, ma in questo caso, a mio avviso, c’è un messaggio nascosto. Ed è un messaggio molto importante>

<Carissima Lorenza, sei dotata davvero di grande intuito e di ancor più grande sensibilità. Riuscire a fare soffermare i propri lettori su temi come quelli trattati all’interno di “In cauda venenum” facendo passare certi concetti approfittando del gradevole conduttore di una storia d’avventura, costituisce in effetti la vera e propria stella polare che influenza e guida la mia filosofia del narrare. Anche nella prossima indagine di Cardona sarà trattato un tema delicatissimo e inquietante: non credo che sia difficile immaginare quale, ma per saperlo con certezza bisognerà attendere la prossima uscita. Ce lafarai ad aspettare?>

Appuntamento per tutti venerdì prossimo a Viterbo alle ore 19

Spazio Eliot  – Winter Garden in Piazza della Morte

con Giovanna Boccio, Cristina Pallotta e Barbara Telluri

con

Categorie: Scrittura.