Claudia, Patrizio e l’intervista … di laurea

Sono da sempre convinto che essere contattato da uno studente, per rilasciare un’intervista utile alla compilazione di una tesi di laurea, risulti molto più gratificante dell’incappare nella stessa richiesta avanzata da parte di un giornalista, per il tale quotidiano o per la tal altra rivista.

Opinione del tutto personale, certo, ma, con questa premessa, è del tutto logico e conseguente che, allorché la giovane laureanda Claudia Cadei mi ha contattato proprio per lo scopo sopraccitato, non ho esitato neanche un attimo a dirle di sì.

Tanto più che, ma questo l’ho scoperto solo dopo (e voi lo scoprirete continuando a leggere questo post), le domande che mi sono state rivolte in questa occasione si sono rivelate quanto mai interessanti e stimolanti.

Sì, ma chi è Claudia Cadei? Cosa fa nella vita? 

Questo, almeno, lasciate che sia io a chiederlo a lei. E, qui di seguito, ecco la sua risposta, riassunta in una funzionale quanto disinvolta e accattivante scheda personale:

Nome: Claudia Cadei

Età: 23

Occupazione: studentessa universitaria che  frequenta il corso di Scienze della Formazione Primaria e spera di diventare a breve un’insegnante

Interessiil nuoto e la cucina

Segni particolari: lettrice seriale. Leggo di tutto, senza distinzione di genere. L’unica vera discriminante è l’emozione. Un libro deve coinvolgermi, appassionarmi, togliermi il fiato.

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Adesso, però, è arrivato il momento dell’intervista vera e propria.

Pronti? Via!

 

Com’è nata Monteselva? Si tratta di un autentico frutto della fantasia o ha radici in altre cittadine realmente esistenti?

 Per uno scrittore esistono essenzialmente tre scelte praticabili nell’ambientazione delle proprie narrazioni.  

  • Raccontare di posti che si sono conosciuti e frequentati con una certa assiduità (esempio Camilleri-Montalbano). L’ambientazione sarà realistica e suggestiva, ma potranno apprezzarla pienamente solo coloro che, a loro volta, vivono o conoscono alla perfezione gli stessi luoghi;
  • Raccontare di posti poco conosciuti o sostanzialmente sconosciuti (esempio Salgari): ne guadagneranno gli spazi e le situazioni praticabili dalla fantasia, ma ne risentirà la coerenza alla realtà, l’interpretazione autentica di modi di vita, odori, colori, atmosfere;
  • Strutturare un set neutro, vale a dire un luogo della fantasia in cui far muovere i propri personaggi, uno spazio che crescerà e si preciserà narrazione dopo narrazione, e che i lettori impareranno a scoprire e conoscere insieme allo scrittore. Una specie di set cinematografico modulare, che si adatta gradualmente alle storie che si raccontano, popolandosi –nel contempo- di nuovi protagonisti primari e secondari.

Con ogni evidenza, Monteselva ho optato per la soluzione C. Nelle mie intenzioni la cittadina emiliana rappresenta una sintesi ideale della provincia italiana (che ho vissuto per anni), composta attraverso elementi estrapolati e rielaborati alla luce della mia sensibilità personale e artistica da diverse realtà regionali (in particolare Lazio, Sardegna, Emilia, Umbria, Lombardia, Toscana, Sicilia, Campania) profondamente vissute e sperimentate nel corso del mio lungo girovagare per l’Italia, indotto da motivi professionali e da una certa irrequietezza di base.

 

Come appare Monteselva agli occhi del Commissario Cardona?

Cardona è uno di quegli uomini (se ne scoprirà il perché nel prosieguo della saga, attingendo al suo passato sino a questo momento incognito) quasi del tutto privi di radici territoriali. Considera “sua casa” il luogo in cui si risiedono gli affetti, naturalmente, ma, soprattutto, l’ambito geografico nel quale si trova a esercitare la propria professione. Secondo la sua indole e i suoi schemi mentali, insomma, Monteselva è divenuta per lui, essenzialmente, un territorio da “risanare” e “riordinare”, al quale si trova progressivamente a legarsi, per contrasto, proprio per la “resistenza” che oppongono a questa sua azione lo stesso territorio e tanti dei suoi oscuri abitanti. Potrei dire che per il commissario Monteselva rappresenta, sostanzialmente, ciò che Mobuy Dick, la mostruosa balena bianca, fu per il capitano Achab.

Qual è il rapporto dello scrittore con il territorio di Piacenza?

Ho vissuto a Piacenza tre importantissimi anni della mia vita. L’ho amata e la ho odiata con pari intensità.

Quanto incide la storia personale dello scrittore sulla scelta dei luoghi in cui ambientare le vicende?

Credo di avere risposto argomentando sulle domande precedenti. Aggiungo che uno scrittore si ciba ogni giorno dei luoghi che vive o, dirò di più, delle persone con cui si relaziona, delle situazioni umane che cadono direttamente o indirettamente nell’ambito della sua percezione sensoriale e psichica. Un vampire energetico reso innocuo dall’esclusivo esercizio della malia attraverso la creazione letteraria. Aggiungo che, a mio avviso, lo scrittore debba esprimere tutta la propria fantasia in ogni sua opera, ogni volta meglio che può, certo, ma non dimenticando mai di partire sempre da esperienze personali di vita vissuta o appresa attraverso testimonianze e confidenze. Chiamiamolo “un obbligo di verità”. Solo in un caso ha diritto di prescindere da ciò: quando racconta della morte che, per forza di cose, non può sperimentare né de visu né de relato.

Nei Suoi romanzi non sono riuscita a trovare una costante che spieghi il rapporto tra i personaggi e il cibo. In “Chatters” Darknight passa da un’alimentazione nervosa ed abbuffate alcoliche a un roseo petit déjeuner con la sua quasi vittima, in “Le Lac du Dramont” si inizia con un ricordo materno rievocato dalla zuppa di cipolle per terminare con le pessime conseguenze di un caffè avariato, infine il commissario Cardona sembra non avere grande interesse per l’alimentazione in generale. Potrebbe aiutarmi a fare chiarezza in proposito?

Le osservazioni sono tutte pertinenti e denotano una singolare capacità di lettura e d’interpretazione dei testi. Devo rispondere però che, a mio avviso, pur essendo incontestabile che la descrizione dell’approccio all’alimentazione è un elemento fondamentale per delineare, insieme ad altri, il completo quadro/profilo psicologico personale di un personaggio, non esiste un rapporto generico “tra le persone e il cibo”, ma ne esistono moltissimi, completamente distinti e diversi tra loro, tra OGNI SINGOLA PERSONA e il cibo.

Darknight di «Chatters», per fare un esempio, ha un approccio schizoide e dissociato al cibo precisamente perché È uno schizofrenico con irresoluti e irrisolvibili problemi d’identità personale.

Per quanto riguarda l’introverso, malinconico e quasi crepuscolare Carlo (in «Le Lac du Dramont»), gli antichi sapori sono uno dei collegamenti viscerali, e dunque irrinunciabili, con una vita che si ritiene poco o male vissuta, mentre il “caffè avariato” rappresenta, nelle intenzioni della scrittura, il simbolo di una vita dentata che non smette mai di mordere i propri figli con malevoli imprevisti. Soprattutto quando divengono (o si mostrano) più deboli e vulnerabili.

Quanto a Cardona e Gargiulo, invece, i due pard rappresentano proprio due “filosofie” diverse, ma al tempo stesso complementari: mentre il robusto e baffuto agente è un divoratore compulsivo di qualsiasi tipologia di cibo, amante di sapori sapidi, più che di delicatezze, spinto a riempire la pancia, non appena e quanto gli sia possibile, dalla “fame” generazionale che tradizionalmente affligge strati sociali popolari e sub-popolari, il commissario ha una visione aristocraticamente manichea. Nella vita di tutti i giorni, per lui, infatti, il cibo rappresenta più una necessità che una scelta, un mero propellente necessario per la ricarica quotidiana di energie fisiche e mentali, da assumere in intervalli rapidi, non particolarmente attesi e graditi. Nella sua teoretica alimentare, le delizie da gourmet, invece, vanno abbinate a momenti di piacere rari quanto preziosi, a situazioni solenni che richiedano, per attingere una quasi perfezione, una particolare e raffinata gratificazione anche per i sensi.

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Patrizio Pacioni settembre 2017

Categorie: Scrittura.

Goormorning Brescia (58) – La (piazza) Vittoria del libro

Si comincia tra una settimana, la mattina di sabato prossimo (30 settembre) , allorché, dopo una breve “inaugurazione ufficiale”, sarà aperta al pubblico l’area espositiva allestita, come ormai tradizione, nella centralissima Piazza Vittoria.

Insomma, lettori, autori ed editori, con Librixia 2017 preparatevi a un’autentica festa tutta dedicata a voi: nel corso di ben nove giorni, si terranno eventi di ogni tipo, tutti legati alla scrittura:  presentazioni, conferenze, dibattiti e molto altro, in una kermesse no-stop la ci realizzazione è resa possibile dall’ormai consolidata collaborazione tra il Comune di BresciaAncos (Associazione Nazionale Comunità Sociali e Sportive) – Circolo culturale di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale, con la BCC Agrobresciano in qualità di principale sponsor.

Libri, autori, librai e lettori. In Piazza Vittoria da sabato 30 settembre, dopo il taglio del nastro ufficiale alle ore 10 e l’apertura al pubblico dell’area che riunisce librai ed editori locali, il via agli incontri. Nove giorni ininterrotti di presentazioni e dibattiti per un evento, quello di Librixia 2017 che ci riporta contemporaneamente indietro nel tempo, agli anni ‘30 del Novecento con l’avventura dei primi librai del centro, sino ad oggi, raccogliendo la sfida di realizzare un vero e proprio festival della letteratura a Brescia. Traguardi e ambizioni resi possibile grazie alla consolidata collaborazione tra Comune di Brescia, Ancos – Circolo culturale di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale e BCC Agrobresciano, sponsor principale della kermesse.

                                         

Molte le presenze eccellenti: citiamo “a campione”, tra le tante, quelle di Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Massimo Carlotto, Vittorio SgarbiGiulio Tremonti Andrea Vitali, Björn Larsson, Fiuseppe Cruciani, Lella Costa, Luciano Violante che si avvicenderanno nell’area meeting “Agrobresciano Arena”

Non mancheranno neanche quest’anno presenze musicali importanti e spettacoli di prosa di grande rilevanza: gli Avion Travel, sabato 30 settembre racconteranno la loro musica alle 18, prima del concerto in Piazza del Foro. Domenica 1 ottobre alle 21 sarà il turno di Numa e Phil Palmer. Martedì 3 ottobre  Don Backy racconterà ai bresciani di come carriera musicale e scrittura possano convivere nello stesso artista. Mercoledì 4 sarà all’Auditorium San Barnaba con la pièce  “Maledette Suffragette”, per finire giovedì 5 con lo spettacolo “Blues per cuori fuorilegge” di  Massimo Carlotto.

Non sarà trascurato l’aspetto educativo: attraverso incontri mirati con le scuole, si parlerà di migranti, di solidarietà sociale e di bullismo. Proprio riguardo a quest’ultimo tema (come noto particolarmente caro all’Assessore Roberta Morelli) segnalo e raccomando lo spettacolo  Punti di vista, di Biagio Vinella, con la psicologa Franca Pagni (in scena giovedì 5 ottobre alle ore 11).

Di particolare e generale interesse l’incontro con Mauro Berruto, ex CT della Nazionale maschile di volley, speaker e autore di due romanzi, attualmente A.D. della Scuola Holden. Titolo della conferenza “Essere una squadra”: argomento che, trattato da un personaggio con le sue competenze, non potrà che attirare un gran numero di ascoltatori. 

Un adeguato spazio sarà riservato, naturalmente, anche alla Poesia, nell’apposita sezione curata da Alessandra Giappi

Numerose le collaborazioni (nell’intento di una più capillare e incisiva azione di promozione di cultura, impegno sociale e solidarietà) con Associazioni del territorio. Ricordiamo in proposito, tra le altre, la L.A.B.A. libera Accademia di Belle Arti di Brescia, con il CTB Centro Teatrale Bresciano (titolare dell’incontro di sabato 7 ottobre sul futuro dell’Europa con Marco Archetti e Davide Dattoli) e la Casa Circondariale di Verziano (presentazione del progetto “Parole e segni di libertà” – la storia di OrtoLibero giovedì 5 ottobre in Piazza Vittoria).

La vendita dei libri sarà curata, come nelle precedenti edizioni dalle librerie e case editrici cittadine che fanno capo alla associazione  “Il Leggio”.

 

Un’ultima (ma non ultima) annotazione.

Tra i settantaquattro incontri che si terranno, permettetemi però di segnalarne uno che (come potete immaginare da soli) mi sta particolarmente a cuore: domenica 1 ottobre, a partire dalle 11, il giornalista del Corriere della Sera, Costanzo Gatta intervisterà Patrizio Pacioni, creatore del commissario Cardona e dell’oscura città di Monteselva, nonché attivo commediografo e drammaturgo.

 

    Bonera.2

 

Categorie: Giorni d'oggi.

A Ronciglione, libri… al Cubo!

 

 

È la prima edizione primaverile di Cubo Festival, kermesse di letteratura ormai consolidata nel tempo (ogni inverno a partire dal 2013)

E la primavera, la meravigliosa primavera di Ronciglione, mescolando la limpida luce solare con i chiaroscuri dell’antico borgo, con ogni evidenza fa molto bene al Cubo.

«Sono presenti venti case editrici, provenienti sia dalla Tuscia e dal resto del Lazio che da altre regioni d’Italia. Alla fine saranno circa  una cinquantina gli autori che presenteranno le proprie opere mi dice, non nascondendo una certa soddisfazione, la giovane e infaticabile Valentina Vinci.

«Con i cinque  dell’Associazione Arca (di cui sono vicepresidente – il presidente è Alessia Leali) collaborano anche Italo Leali (comunicazioni, public relations e impaginazione computerizzata) l’architetto Dario Pompei (public relations, location e allestimenti) e Alberto Santucci (segnaletica orizzontale e verticale, stampa, fotografia).»

Decisamente suggestiva e singolare, l’atmosfera del Cubo Festival, con le vestigia di una Storia che si perde nei secoli e le sedie inchiodate al muro, basi di appoggio dei “libri randagi”, che i passanti possono prendere, conquistare, sfogliare e leggere a proprio piacimento. 

«Nelle nostre intenzioni si tratta di un invito a trovare il tempo per fare una pausa (ciò che si vuole davvero è sempre possibile) per leggere, sia sul posto che take-way» spiega Valentina., per concludere subito dopo con la parte che, con ogni evidenzia, più sembra gratificarla e infervorarla:

«Credo che una delle ideee più belle sia stata quella di coinvolgere attivamente nella manifestazione alcuni ragazzi del Liceo Scientifico Meucci di Ronciglione, scelti secondo le specifiche competenze (ma anche passioni) nell’ambito del progetto alternanza scuola -lavoro. Un’altra iniziativa cui tengo (e teniamo) particolarmente è quella relativa alla presenza di numerosi racconti scritti dai detenuti di carceri della regione, destinati a essere letti pubblicamente nel corso del Cubo Festival e successivamente raccolti in un libro da pubblicare»

Insomma, se l’esperimento (che intanto è ben cominciato) si cocluderà positivamente, l’intenzione è di ripetere l’edizione primaverile anche  nei prossimi anni.

 

Ecco, partendo dalla vivace e colorata immagine soprastante, questa prima parte del post la chiudo qui, facendo parlare… Ronciglione: 

 

  

Venendo ai libri (soprattutto a quelli della Edizioni Serena) vi posso raccontare di due riuscitissime presentazioni, che ahnno visto coinvolto Patrizio Pacioni.

 

 

 

 

 

La prima, relativa alla presentazione di «In cauda venenum», si è risolto in un rilassato colloquio tra Serena D’Orazi e l’Autore romano che si è allargato oltre il contenuto del libro, spaziando su vari argomenti: dalla tecnica di scrittura al teatro (in questi giorni si sta rappresentando al San Raffaele di Roma il dramma «Il corno di Olifante», portato in scena dalla Compagnia Stabile Assai), al giornalismo d’inchiesta. Nel corso del suo intervento Pacioni non ha mancato di invitare gli studenti del Liceo Scientifico a partecipare al grande e originalissimo concorso a partecipazione gratuita Le Ombre di Monteselva.



Titolo: In Cauda Venenum – Una trappola per il leone

Autore: Patrizio Pacioni
Prezzo: Euro 15,00

Alla seconda, Patrizio Pacioni ha partecipato in qualità di conduttore dell’intervista al Vescovo Micalef, autore di «Lo Spirito Santo e i suoi ineffabili doni» efficacemente coadiuvato dal concentratissimo e disinvolto studente Roberto Tedeschini, coinvolto nel progetto “alternanza scuola lavoro” di cui si è parlato qualche riga più in alto e sul cui intervento non posso che esprimere il mio personale e più ampio apprezzamento.



Titolo: Lo Spirito Santo e i suoi ineffabili doni

Autore: SUA ECC.ZA REV. MA MONS. SALVATORE MICALEF – VESCOVO E VICARIO
Prezzo: Euro 10,00

A seguire, tra venerdì, sabato e domenica, ancora altri libri di Edizioni Serena:



Titolo: Dilemma Caravaggio

Autore: Fabrizio Antonelli – Lucia Della Giovampaola
Prezzo: Euro 22,00


Titolo: Dante e la Tuscia
Autore: Giuseppe Rescifina
Prezzo: Euro 15,00

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Titolo: Una maschera per vivere

Autore: Salvatore Buccafusca
Prezzo: Euro 15,00

 

Andate a Ronciglione.

Per i libri, ma non solo per il libri.

Perché la cultura ha sei lati da scoprire.

Proprio come un Cubo.

 

  Valerio Vairo

Categorie: Scrittura.

Le fiabesche sorprese di Serramazzoni

Il titolo potrebbe essere «In cauda venenumet in Nicchia deliciae» , e adesso spiego perché.

Intanto tutto comincia così:

Poi continua con il Borgo delle Fate, che è «un luogo magico dove condividere e perseguire la conoscenza, l’approfondimento, la diffusione e la divulgazione di pedagogia, didattica, arti nella più ampia accezione del termine e scienze senza trascurare possibili scambi, integrazioni e azioni comuni con altre culture, grazie a corsi, seminari, convegni, dibattiti, conferenze e interscambi con l’intervento di esperti. Un’opportunità di incontrarsi per favorire lo sviluppo della socialità e di ambienti culturali ed artistici innovativi e multietnici»

 

Il Borgo delle Fate è in via Cornazzano 1197 Serramazzoni (MO) – @ilborgodellefate   0536 188 8086 – su Facebook lo trovate qui: https://www.facebook.com/ilborgodellefate/

Tra le mille iniziative culturali che in quel luogo prendono origine e forma, ci sono gli appuntamenti periodici che (una volta al mese) vedono scrittori provenienti da tutta Italia presentare le proprie opere e il proprio modo d’intendere la creatività letteraria in un altro sito intriso di magia.

 

Insomma, quello del primo aprile è stato un sabato pomerigggio farcito di sorprese.

La prima è vedere Monica Tappa aggirarsi tra gli intervenuti alla presentazione di «In cauda venenum» con il suo cestino alla Cappuccetto Rosso (del resto il contesto deliziosamente collinare di Serramazzoni  lo comporta ampiamente).

Ma è solo la prima, appunto.

 

Perché (e siamo a alla seconda “favolosa” sorpresa) la location dell’evento (dal suggestivo nome di “La Nicchia”), si rivela un autentico paradiso del mangiar sano e del mangiare sfizioso che avrebbe fatto abbassare ogni difesa, persino a due esperti della faccenda come Hansel e Gretel.

Di questo, però, parlerò più diffusamente poi.

Intanto (immagino) qualcuno sarà curioso di sapere cosa c’era nel cestino di Monica. Non è così?

Beh, si tratta semplivcemente del “Metodo tappa”, un meccanismo di articolazione delle interviste basato su:

  1. l’attenta lettura del testo;
  2. l’individuazione dei personaggi più rileanti, delle situazioni più intriganti, in poche parole dei c.d. punti chiave delle opere presentate;
  3. la sollecitazione, attraverso un sussidio figurativo (le immagini contenute nei biglietti che riempiono il cestino) di attivare in modo casuale la curiosità e l’interesse dei presenti.

Qualcosa di nuovo, insomma, e che funziona molto bene, a giudicare di come si è svolta e come è stata recepita da tutti la bella presentazione di Patrizio Pacioni, del suo commissario Cardona, delle ombre di Monteselva e della sua produzione artistica in generale.

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Gloria Scorcioni ha fortemente voluto, e conduce con grande professionalità e costante passione La Nicchia di Serramazzoni. “Figlia d’arte”, (i genitori gestiscono la più antica gastronomia di Serramazzoni, è esperta di erboristeria, e di alimentazione.

Sempre alla ricerca di eccellenze alimentari nei quattro angoli del mondo, per proporre auna selezionata clientela (amanti del biologico ma anche gourmet, provenienti non solo da Serramazzoni, Modena e circondario genuinità del cibo e gusto.

Ama ogni tipo di approccio alternativo alla sua clientela, con particolare predilezione per le degustazioni di vini e superalcolici e gli eventi culturali  di ogni tipo, in particolare quelli letterari.

Valerio Vairo

Categorie: Giorni d'oggi.

Goodmorning Brescia (31) – Un prezioso catalogo e una mostra da visitare

Catalogo dell’Arte Moderna è una pubblicazione che dal 1962 (prima edizione) costituisce un appuntamento periodico e un autentico riferimento  per artisti, galleristi, collezionisti, associazioni d’arte e appassionati

Nata da una felice intuizione del critico Luigi Carluccio, raccolta e data alle stampe dall’editore piemontese Bolaffi sotto forma di un corposo e ricco repertorio annuale dedicato al mercato dell’arte contemporanea. Rilevato alla fine degli anni Settanta dalla Giorgio Mondadori, è la più “antica” pubblicazione italiana di questo tipo.

 

La presentazione bresciana del numero 52 si è svolta nella sede della AAB (Associazione Artisti Bresciani) al numero 4 di Vicolo delle Stelle, alla presenza di un folto gruppo di artisti (tra i quali ho notato anche Gi Morandini, notorio e illustre amico bresciano di Monteselva e del Commissario Cardona, e appassionati d’arte. Nell’introdurre l’evento, il Presidente della AAB Dino Santina, ha ricordato l’attività di promozione artistica e di valorizzazione dei più meritevoli artisti del territorio. Dopo di lui il Responsabile Libri Illustrati di Cairo Publishing Carlo Motta, ha valorizzato la funzione della pubblicazione definendola “il sole” attorno al quale girano altre pubblicazioni artistiche della Giorgio Mondadori.

Nel nuovo numero, che in copertina reca La Fontanella (olio su tela) del Maestro primitivista Norberto, l’approfondito articolo firmato da Claudia Trafficante su Umberto Boccioni, che a un secolo dalla morte del grande pittore reggino, mette l’accento sulla sua vicenda umana, prima ancora che su quella artistica.

Segue una rassegna del nuovo espressionismo veneto (come Birolli, Casorati, Semeghini e Tavella) curata da Mario Guderzo, dopo di che  l’esperto Andrea De Liberis spiega come attraverso i “percorsi costruttivi” si possa arrivare a stabilire l’autenticità o meno di una certa opera.  Da segnalare anche la disamina dell’ancora straordinariamente positivo rapporto tra il mercato internazionale e la grande tradizione italiana del ‘900, evidenziata dalle ricche aggiudicazioni delle opere di artisti del calibro di Burri, FontanaMorandi.

  

 

   

Per la gioia degli intervenuti al già citato civico 4 di Vicolo delle Stelle, sede dell’incontro, è ancora in corso la mostra Francesco Triglia – Oltre il Mito, realizzata con il patrocinio del Comune e della Provincia di Brescia, nella quale sono esposte significative opere dell’artista reggino, in meraviglioso equilibrio tra suggestioni classiche e tendenze post moderne  post tecnologiche, tra sirene, centauri, draghi, donne serpenti e altri esseri fantastici.

Ancora possibile visitarla fino all’8 marzo. Sarebbe davvero un peccato perdere un’occasione del genere.

 

L’Associazione Artisti Bresciani è un’agenzia di pubblico servizio, convenzionata con il Comune e la Provincia di Brescia, e ha lo scopo di promuovere iniziative di carattere culturale, in particolare la conoscenza e lo studio delle arti figurative e visive e degli artisti bresciani.
Specificamente l’Associazione, a norma dello statuto, organizza:

* attività culturali (mostre, tavole rotonde, convegni, conferenze, dibattiti, proiezione di film e documentari, concerti)
* attività didattiche e di formazione (corsi di preparazione e di perfezionamento nel campo delle arti e delle relative tecniche, seminari di studio, gruppi di ricerca, corsi di aggiornamento per insegnanti);
* attività editoriali (pubblicazione di cataloghi, di un bollettino di informazione con cadenza semestrale,  di atti di convegni conferenze seminari, di ricerche e studi sulle arti e i loro protagonisti, con particolare riferimento alle opere e agli artisti bresciani);
* attività promozionali (promozione di tutte le azioni idonee alla salvaguardia, alla tutela e alla valorizzazione dei beni ambientali, storici, artistici della città e della provincia).

L’Associazione opera senza fini di lucro in collaborazione con istituzioni ed enti pubblici e privati.

L’AAB ha sessantacinque anni di vita ed ha segnato profondamente la realtà culturale ed artistica locale.

Catalogo dell’Arte Moderna n. 52
Gli artisti italiani dal primo Novecento ad oggi
AA.VV.
Collana: Cataloghi d’Arte
Editore: Editoriale Giorgio Mondadori
Pagine: 848
Prezzo:€ 98,00
ISBN/EAN: 978-88-6052-751-6
   Bonera.2
Categorie: Giorni d'oggi.

Biografia di Patrizio Pacioni – aggiornata al novembre 2016

Patrizio Pacioni è uno scrittore romano di straordinaria continuità produttiva. Esordisce nel 1997 con il romanzo breve “Un lungo addio” (Taurus), in cui si narra del tragico amore incestuoso tra fratello e sorella poco più che adolescenti. L’anno successivo (1998) “Iscassia et Fogu”, fantastica storia, ricca di arcani simbolismi, ambientati in una Sardegna surreale e semidesertica.

Segue la trilogia noir “Lac du Dramont” (Nuovi Autori – 2000) “Chatters” (Nuovi Autori 2001) “DalleTenebre” (Effedue Edizioni 2002).

Dopo una pausa che lo vede cimentarsi col romanzo drammatico-intimista “Mater” (Effedue Edizioni 2004) e con “Quel ramo del lago” (Effedue Edizioni 2005 – una delle più sorprendenti, originali e irriverenti rivisitazioni del capolavoro manzoniano) arriva l’approdo al giallo d’impianto classico: nasce il commissario Leonardo Cardona (scorbutico e non sempre ortodosso poliziotto dalla problematica vita privata, inflessibile segugio pronto a scavalcare steccati e a stravolgere regole nel supremo interesse di un ideale di Giustizia interpretato a volte in modo molto soggettivo) che debutta in “Essemmesse” (Effedue Edizioni – 2006).

A lui sono state già dedicate altre tre opere: il surreale Malinconico Leprechaun (Sampognaro e Pupi 2008), l’incalzante e drammatico Seconda B (Melino Nerella 2009), la raccolta di racconti Delitti & Diletti (Melino Nerella 2010) scritto a quattro mani con Lorella De Bon.

Da allora l’ambientazione delle indagini del poliziotto e di molte altre storie è Monteselva, città fantastica ma al tempo stesso modello suggestivo di una certa provincia italiana.

Nel 2011 esce Malanima mia, oscura storia di introspezione psicologica e di arcana magia firmato anche da Giovanna Mulas.

Nel 2012, vara la singolare e originale operazione tra realtà e fantasia di “Falli ballare”, firmata dalla misteriosa Lorena Elle e da lui curata con la collaborazione della editor Fabiana Cinque: la storia autentica, tra serio e faceto, delle (dis)avventure di una giovane precaria milanese.

Nel 2013 Il guaito delle giovani volpi, drammatico romanzo dedicato alle donne vittime di ogni tipo di fondamentalismo religioso e culturale.

Per il 2014, a conferma della straordinaria versatilità creativa dell’Autore, un’inattesa novità: la nuova uscita, presentata in anteprima -come ormai di consueto- al Salone Internazionale del Libro di Torino, è dedicata al mondo fantastico e magico delle fiabe. Una raccolta di tre storie lunghe dal titolo FiAbacadabra”. A essa è seguita, sei mesi più tardi la seconda raccolta in tema: “FiAbacadabra 2”.

Dal 2015 ha preso consistenza e spessore l’attività drammaturgica, in particolare quella relativa al cosiddetto “teatro d’inchiesta”: prima “La verità nell’ombra” (ispirata dalla strage di Portella della Ginestra – opera che ha dato vita anche all’omonimo libro di Edizioni Serena) poi, l’anno successivo, “Diciannove + Uno” (inchiesta sulla misteriosa sparizione nel Mediterraneo meridionale della motonave Hedia).  Entrambe le pièces sono state adattate da Antonio Turco e messe in scena a cura della Compagnia Stabile Assai, il più antico e glorioso gruppo di recitazione carceraria. Ancora nel 2015 la prima prova cinematografica con “Il Lettore”, cortometraggio scritto insieme a Fabiana Cinque e realizzato all’interno della Casa Circondariale di Busto Arsizio per la regia di Martina Girlanda.

Nel 2016, a grande richiesta dei lettori (e con grande piacere personale dell’Autore), torna il commissario Cardona con “In cauda venenum” doppio movimentatissimo (ma anche riflessivo) romanzo, per il quale ancora Edizioni Serena ha ideato un singolarissimo libro “double face”.

Patrizio Pacioni ha ideato, realizzato e condotto a più riprese il corso di scrittura creativa di genere “Dal blu di china al giallo-noir”, organizzato dibattiti, incontri e conferenze sul tema della letteratura poliziesca e di tensione e sulla filosofia e tecnica scrittura più in generale. Da segnalare il corso di giornalismo investigativo, “Il terzo Occhio” strutturato in due parti: “introduzione” e “approfondimento”, tenuto per la prima volta a Giulianova nel settembre 2016, in occasione del Festival “Giulia in Giallo – Delitti & Diletti ” del quale l’Autore, drammaturgo e blogger romano è stato Direttore Artistico.

Il suo sito personale/portale www.patriziopacioni.com (oggetto di recente e completa ristrutturazione, derivato da www.patriziopacioni.it, tradizionale sito personale dello scrittore e autentico web magazine dedicato alla scrittura e a ogni altra forma di espressione artistica fin dall’ormai remoto 2001 ) costituisce da tempo un frequentato osservatorio su ogni tipo di produzione artistica, aperto alla informazione e al sociale, e al tempo stesso un  costante riferimento per gli autori emergenti.

Il blog http://ww.patriziopacioni.com/cardona/ (accessibile anche dal portale insieme al canale youtube e ai profili dei vari social) consente ai navigatori della Rete di respirare e vivere in prima persona il mondo oscuro di Monteselva, divenendone cittadini a tutti gli effetti. Dal primo gennaio 2017 è partito il concorso di scrittura giallo/noir/gotico/thriller Le Ombre di Monteselva di originalissima quanto innovativa concezione.

Categorie: Da me a Voi.

Natale, il 2017 e… www.patriziopacioni.com

  Buon Natale, amici miei carissimi!

Felice e prospero Anno Nuovo per tutti Voi!

Qualcuno dirà che ogni Natale è sempre uguale (o quai) ai precedenti, che gli anni sfilano via uno dopo l’altro neanche fossero caramelle nelle mani di bambini golosi, e di tappi di spumante o di champagne che saltano vie dalle bottiglie piene di bollicine ce ne sono stati, ce ne sono e ce ne saranno fin troppi.

Sarà pur vero, ma -talvolta- accade qualcosa di speciale che quel particolare Natale, quel particolare Capodanno caratterizza in modo singolare quanto indelebile nella memoria.

  

Così, per me, questi giorni di festa e, questa staffetta tra il 2016 e il 2017, rappresentano qualcosa di davvero importante. Il vecchio sito, www.patriziopacioni.it, ha costituito un’autentica novità, agli primordi di questo secondo millennio: un autentico web-magazine che, oltre a servire da veicolo di promozione per la mia produzione letteraria e per l’attività di cronista e divulgatore, ha svolto un’importante funzione di “palestra” per giovani e nuovi autori che, cominciando a pubblicare racconti sulle sue “pagine” hanno poi spiccato un salto di qualità. Poi, quasi due anni fa, un attacco di hacker ha devastato tutto, distruggendo e mandando in cenere ben 14 anni di certosino lavoro e … di vita. Vederlo ora rinascere, più bello e completo di prima, direi quasi scintillante a seguito della meravigliosa webmaster Orsola Vigorito, beh… è qualcosa di indescrivibilmente bello e gratificante.

 

Ma non finisce qui: dopo questo magnifico giorno di “vernissage”, a brevissimo, partirà la macchina organizzativa di uno dei più singolari concorsi letterari che si sia mai visto in Italia e (forse) anche al di fuori del nostro Paese.

Su questo, però, avremo modo di tornare più approfonditamente tra qualche giorno. Intanto, per un assaggino, altro non dovete fare che cliccare qui sotto:

http://www.patriziopacioni.com/concorsi.html

Ancora auguri, di vero cuore, a tutti Voi da parte mia e dei miei collaboratori.

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La libreria su quel ramo del lago… di Garda

Davvero un piccolo mondo di libri, al numero 20 di via Roma, nel cuore di Desenzano del Garda.

Una “bottega” in cui, appena messo piede dentro, si avverte, anzi no, si respira, la passione dei proprietari Gianni e Mariella per la letteratura, per la parola scritta in qualsiasi tecnica espressiva trattata.

Un ambiente caldo, rilassato e accogliente, anche in una fredda e umida serata  di autunno inoltrato, come quella di venerdì 18 novembre, in cui, parafrasando l’icona evangelica dei ciechi che vedranno, dei sordi che udiranno e degli storpi che correranno, anche un analfabeta -suggestionato dalla bellissima atmosfera venutasi a creare- non avrebbe potuto fare a meno di prendere in mano uno dei tantissimi libri esposti su tavoli e scaffali e cominciare a leggere.

Ebbene, oggi, nella Libreria Castelli Podavini, ha fatto irruzione il commissario Cardona in persona, alle 18 in punto, impugnando saldamente la pistola di ordinanza, balzando fuori dalle pagine di “In cauda venenum“.

L’intervista condotta da Velise Bonfante è stata, al tempo stesso. professionale, puntigliosa e leggera.

Con assoluta naturalezza la poetessa commediografa (e ora anche narratrice, dopo la pubblicazione del fortunato romanzo di esordio “Fiore di ortica“) di Rivoltella ha dapprima introdotto la serata, poi è passata ad accompagnare l’Autore romano in un’articolata rivisitazione della sua carriera artistica.

Per approdare infine, con l’ausilio delle letture curate dall’attrice Ferdinanda Onofrio, intarsiate con suggestiva efficacia  tra una “chiacchiera” e l’altra, alla conversazione sulla nuova (ma non certo ultima) discesa in campo, nella cupa Monteselva, del commissario Leonardo Cardona.

Doppia discesa in campo, visto che il libro, arricchito dalla bella illustrazione dell’artista camuno Gi Morandini, contiene ben due avventure. Nella prima, “Una trappola per il leone“, adrenalina pura, nel racconto di una lunga notte di violenza che mette in pericolo la vita stessa del nostro commissario. Nella seconda “Cardona e il suonatore di campane“,  un duro apologo su e contro la violenza perpetrata a danno dei minori.

  

  

  

PS
Le foto inserite a corredo di questo articolo sono state scattate da Ph G.O.
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