
Follemente è un film uscito nelle sale italiane lo scorso 20 febbraio, girato a Roma e costato circa otto milioni di euro, diretto da Paolo Genovese con Edoardo Leo, Pilar Fogliati, Marco Giallini, Maurizio Lastrico, Emanuela Fanelli, Maria Chiara Giannetta, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini. Simile in qualche modo al cartone animato Inside Out realizzato da Disney Pixar, si fonda sulla “umanizzazione” delle componenti psicologiche che motivano le scelte e le azioni degli individui. Riguardo allo spunto originale, però, il regista assicura di aver pensato alla storia ben prima dell’uscita del cartone disneyano, basandosi su uno spot realizzato per la RAI nell’ormai lontano 1999.
Pellicola prodotta da Lotus Production, una società Leone Film Group, con Rai Cinema e in collaborazione con Disney+ in associazione con Vice Pictures. Il distributore è Vision Distribution.
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La trama:
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Due single, lei “costituzionalmente”, lui “di ritorno”, al primo appuntamento, tra la voglia di mettersi di nuovo in gioco e la paura di tornare a “scottarsi”.
Le loro speranze per un avvenire migliore, le loro aspirazioni sentimentali, i desideri mai sopiti, ma anche le ritrosie, i complessi, le fobie, il terrore di illudersi per l’ennesima volta, acquistano una valenza umana e alternandosi in un sempre vivace dialogo a più voce condurranno i due protagonisti all’esito finale del singolare rendez-vous.
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La recensione:
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Se ci dovesse capitare di vedere qualcuno che parla da solo, magari mentre guida la propria macchina, lasciando da parte l’ipotesi di una forma di psicosi più o meno grave, le alternative da considerare sono essenzialmente due: la prima, più probabile, è che stia chiacchierando con il tizio / la tizia di turno con nelle orecchie una cuffietta collegata al proprio smartphone (o magari avendo attivato il viva voce).
Ed è esattamente questo che suggerisce ed esamina con grande ironia ma non senza una delicata sensibilità, il film di Paolo Genovese la cui regia (dall’impronta ormai più che riconoscibile) è coadiuvata come meglio non si potrebbe da tutti gli interpreti, ciascuno/a calato/a nelle nevrosi e nei segreti desiderata che, chi più chi meno, muovono, agitano e alla fine gratificano o mortificano l’agire di noi alquanto frastornati viaggiatori del terzo millenni.
Una pellicola leggera ma non banale, capace di far sorridere in più occasioni ma anche di sollecitare riflessioni sia sulla propria vita che sull’agire di coloro con i quali ci relazioniamo ogni giorno.
Perché, prima di incontrarci o scontrarci con qualcuno/a sono proprio le nostre già ricordate, amate e/o detestate voci di dentro.
L’altra, la più suggestiva, è che si stia invece confrontando con le proprie voci interiori, vale a dire che sia impegnato nella più importante conversazione con la quale si possa cimentare un essere umano: vale a dire fare i conti con se stesso.
Merita ampiamente l’uscita di casa e il costo del biglietto. Da vedere.
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