Goodmorning Brescia (133) – Su il sipario: benvenuto 2019!

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Ormai quella di trascorrere la notte di San Silvestro al Teatro Sociale è diventata una consuetudine che molti bresciani hanno dimostrato di apprezzare. Che siano gli Oblivion, la Banda Osiris o, come è successo l’altro ieri sera, Paolo Migone, con il suo  «Beethoven non è un cane» si tratta di serate il cui tema è costituito, rigorosamente (e doverosamente) da ironia e divertimento.

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Nel caso dello spettacolo presentato da Mingone in questa occasione, però, c’è da aggiungere al novero un’altra qualità, piuttosto insolita (purtroppo) per il teatro brillante italiano: un’arguta divulgazione. I numerosi riferimenti alla storia musicale (ma anche della musica e dell’arte) dei bei tempi andati , si mescolano armoniosamente con riconoscibili riferimenti alle tante stranezze e deviazioni dei giorni d’oggi. Insomma, una goccia di amaro astutamente spalmata e resa di più gradevole (in certi casi gradevolissima) ingestione.

Lui, Paolo Migone, merita grande apprezzamento per la padronanza di palcoscenico e pubblico e per la disincantata autoironia che permea ogni passaggio dello spettacolo, risolvendo in spettacolo i dubbi e le incertezze dell’artista e dell’uomo. A ciò si aggiunge, soprattutto, il coraggio di rinnovarsi in una nuova e non agevole sfida culturale, di essere uguale a se stesso senza mai cedere alla tentazione di adagiarsi sulla rassicurante quanto comoda eco dei passati successi televisivi e non, innovando e rinnovandosi in ogni occasione risulti possibile.

Spettacolo non facile, né immediatamente e pienamente percepibile per tutti ma che tutti, pur attraverso diversi livelli di consapevolezza, finiscono per applaudire con convinzione.

Dopo un imprevisto quanto esilarante supplemento di spettacolo che, una volta scaduti i “tempi regolamentari” Migone regala alla platea, in attesa che scatti l’ora fatidica della mezzanotte più attesa dell’anno, gli spettatori si riversano nel foyer per il rituale scambio di auguri a base di spumante e delle ghiottonerie di ordinanza, con il mattatore della serata che non si sottrae a piacevoli chiacchiere e all’ormai irrinunciabile cerimonia del selfie.

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Nella foto, accanto a Paolo Migone, da sinistra, l’amminstratrice di « Goodmorning Brescia » Giusy Orofino e la consigliera del CTB, Elena Bonometti.

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Da Brescia è tutto.

Buon anno da parte mia e di GuittoMatto, Bresciani! Sia seduti in platea che in movimento, nella vita.

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Goodmorning Brescia (28) – Capodanno, il Teatro e il fascinoso fantasma di Marlene

Ancora una volta lascio a Patrizio la guida di una puntata della mia rubrica. Non prima di avere fatto gli auguri di buona fine 2016 e meraviglioso inizio (con quel che segue) del 2017.

Ciao! 

    Bonera.2

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Oggi pochissime parole e qualche significativa immagine del centro, scattate nel corso di una passeggiata conclusa adesso (di cui seguendo le foto in successione, una per una potrete tracciare facilmente il percorso) per fissare l’ultimo giorno del 2016 di questa meravigliosa città e prepararci ad affrontare un 2017 fess-fess!

  

  

 

 

Per me, per il secondo anno di seguito, il tappo dello spumante salterà nel Foyer del Teatro Sociale, al termine dello spettacolo “Il maschio inutile” della Banda Osiris. L’anno scorso erano stati gli Oblivion, l’anno prossimo… chissà: il fatto è che non trovo più modo migliore di finire un anno e cominciarne un altro, quindi magari mi troverete ancora lì.

E chissà che, una volta uscito di teatro, stasera dopo mezzanotte, non riesca anche a me di vedere il fantasma della fascinosa Marlene Dietrich, giovane per sempre nella cristallizzazione del culmine della bellezza che solo la Morte può regalare. Una presenza che, a detta di numerosi testimoni, come riportato dai giornali cittadini, aleggia, eterea nelle notti bresciane, muovendosi tra Piazza della Loggia e Piazza Vittoria.

Selciati che, tra l’altro, sembrerebbero non essere stati mai calpestati dai preziosi piedi della Diva. Mistero nel mistero, dunque. Chiederò lumi alla stessa Marlene, se avrò l’avventura di incontrarla. 

Ciao a tutti, bresciani e non: ci ritroviamo l’anno prossimo!

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    Patrizio Pacioni

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