https://cardona.patriziopacioni.com/wp-content/uploads/2016/04/12087042_1025346184220543_1828457325230727267_o.jpg

Ex Libris (11) – Ma quanto è brava ‘sta Prof?

È una prof che non si limita a guardare i propri ragazzi in classe, dalla cattedra, Gigliola Magnetti.

No.

Lei scruta e cerca di interpretare i petali e le spine, i tesori e i grovigli,  delle giovani vite in cui le capita d’imbattersi nei quotidiano (a cominciare dal figlio), nei viaggi, in ogni situazione, con la curiosità creativa di chi, dovendo “lavorare” per far crescere una generazione dopo l’altra, non solo in termini di nozioni, cerca di percepire segnali dal mondo, suggerimenti utili a migliorarsi ogni giorno.

Nel bel libretto (vezzeggiativo, ispirato dalla gradevolezza e dal contenuto numero di pagine che lo compongono) “Inaspettatamente Prof! – con orgoglio, un anno tra i giovani”, Gigliola mescola e amalgama sapientemente minime ma utili nozioni di grammatica, di sintassi, di spunti di riflessione legati alla grande letteratura (grande come “I promessi sposi”, tanto per capirci) o di grandi drammaturghi (grandi come Goldoni, tanto per capirci) in un gustoso minestrone della cultura.

Non solo: a impreziosire il tutto ci sono le sue argute osservazioni su un mondo (quello degli adolescenti, appunto) talmente in continuo e tumultuoso mutamento da risultare effimero e, in quanto tale, bisognoso di check periodici e puntuali come quello effettuato in questa opera: ora strumento, domani e forse dopodomani,  in un mondo che sa cambiare dalla sera alla mattina, foto dei ricordi da mettere in cornice e da rimirare di tanto in tanto con struggente malinconia.

Finito qui?

No. In poco più di cento pagine, Gigliola riesce anche a inserire suggerimenti preziosi sia per i suoi colleghi che per i genitori, di un corretto “approccio alla gioventù”, cordiale, disponibile, franco ma mai troppo corrente. E il personale, l’introspezione, la memoria e la consapevolezza di sé, con tratti rapidi e delicati come una carezza.

.

Titolo: Inaspettatamente Prof! (con orgoglio, un anno tra i giovani)

Autore: Gigliola Magnetti

Editore: Neos Edizioni

Anno: 2009

Pagine: 120

Prezzo: 15,00 €

ISBN: 978-88-95 899-46-6

 

Gigliola Magnetti è nata a Lanzo Torinese, dove risiede. Vive fra Lanzo e Bardonecchia, ma nutre una forte passione per una città del Nord Europa: Francoforte. Giornalista dal 1988, ha scritto per i quotidiani Il Sole 24 Ore e Italia Oggi.   Ha svolto l’attività giornalistica come libera professionista, ricoprendo vari incarichi di redazione ed uffici stampa nel settore economico.
Insegnante di Lettere nelle scuole superiori, nel 1994 ha esordito nella narrativa con il romanzo “Figlio di carta”, edito da Autore Libri Firenze.  Sono seguiti i romanzi “Non si cambia” del 2005, “Amare è un’isola” del 2007 e “Inaspettatamente prof!” del 2009, pubblicati da Neos edizioni.

.

 

   Il Lettore

Categorie: Scrittura.

Con il Moai… più che una premiazione… è un presagio.

«La cultura non si vende né al metro né al chilo» disse / scrisse qualcuno e, personalmente, non posso che dichiararmi completamente d’accordo.

Di fatto, però, il mondo editoriale nazionale sembra voler fornire, giorno dopo giorno, elemento che vanno in direzione completamente opposta. Intendiamoci: che si stampi e si promuova ciò che si pensa il pubblico dei lettori possa gradire (e quindi comprare) di più non costituisce un peccato mortale. La cosa brutta, però, è che più o meno consapevolmente si cerchi di orientare i gusti dei consumatori verso un tipo di produzione letteraria costruita con lo stampino, secondo canoni rigidi che ne fanno un insipido alimento che si vorrebbe digeribile per gli stomaci di tutti.

Per fortuna, però, ci sono anche le cosiddette mosche bianche.

Iniziative editoriali che, pur nella comprensibile ottica se non di un pingue profitto almeno di una tranquilla sopravvivenza, riescono a coltivare anche una scrittura più popolare e genuina che spinge dal basso.

Case editrici, come la Serena, che si preoccupano di istituire, organizzare e portare a compimento concorsi letterari senza vincitore prefabbricato (chi ha orecchi per intendere intenda) che avvicinino per quanto possibile autori e lettori. Detto ciò, vedere con i propri occhi che la cerimonia di premiazione di un premio letterario  (intitolato in questo caso “Il mistero del Moai“) coinvolge nella festa un così grande numero di persone, convenute da ogni parte d’Italia nella più che suggestiva location dell’Antico Borgo La Commenda dei Santi Giovanni e Pittore in Selva (*) recuperata e valorizzata dall’ing. Luigi De Simone, non può che fare estremo piacere.

A introdurre e condurre l’evento, con la consueta spigliata professionalità, Barbara Telluri.

  

Serena e Raffaele D’Orazi, a nome della casa editrice, esprimono la piena soddisfazione della casa editrice, per la riuscita di questo primo concorso, sia in termini di adesioni che di qualità media degli elaborati. Poi spiegano l’origine della denominazione del concorso raccontando del Moai costruito a Vitorchiano da un gruppo di nativi dell’Isola di Pasqua che hanno costruito sul posto una scultura utilizzando il marmo peperino simile alla pietra utilizzata nella loro isola. Si dice che il Mohai porti bene… Ma guai a spostarlo dalla posizione in cui è stato posizionato!

Dopo i saluti dei qualificati membri della giuria (la professoressa Silvia Somigli, il professore  universitario Amerigo Bazzoffi e il giornalista-saggista Giuseppe Rescifina e dei numerosi e illustri ospiti arrivati da ogni parte d’Italia (compreso Patrizio Pacioni) si passa alla premiazione dei vincitori delle sezioni poesia e narrativa edita e inedita.

Insomma una grande festa di poesia, di narrativa, di cultura.

Più che una premiazione un presagio, si è detto nel titolo di questo articolo. Più che un presagio una certezza, mi correggo ora: quella che, nel prossimo anno, alla seconda edizione di questo concorso, si affiancherà qualcos’altro che non ha precedenti quanto a  concezione e struttura. Qualcos’altro che riguarda molto da vicino la nostra amata Monteselva.

Per ora non posso aggiungere altro, ma vi consiglio di seguire da vicino, da molto vicino, le pagine di questo blog: nel giro della prossima settimana, ne saprete molto ma molto di più.

.

(*)   L’antico borgo “ la Commenda” dimora storica del XII secolo, è ubicato nel cuore della Tuscia, a pochi chilometri da Montefiascone e dal lago di Bolsena. 

Immersa in un parco di 5 ettari ricco di alberi secolari, ulivi e vigneti, questa prestigiosa residenza (in cui ebbero modo di soggiornare personaggi del calibro del Pontefice Paolo III, di Giulia Farnese o di alcuni membri della nobile famiglia Doria Phamphili – per non dimenticare, in tema di scrittura, Annibal Caro, sommo traduttore dell’Eneide) è il luogo più indicato per trascorrere una vacanza in pieno relax.

Per “commenda”, per chi non lo sapesse, s’intende la gestione a tempo di beni immobiliari affidata da una Congregazione Religiosa a cavalieri o alti prelati.

La chiesa e i fabbricati a essa connessi (a poco più di un chilometro di distanza dalla Francigena) la cui prima costruzione risale al 1170, funsero da rifugio e dimora a numerosissimi pellegrini in viaggio per Roma. L’antico borgo “La Commenda” , dove avrete tra l’altro occasione di gustare le squisite pietanze e il vino genuino prodotto dalla società agricola Il Marrugio ,  è anche un punto di partenza ideale per raggiungere i luoghi di interesse archeologico e artistico di cui è ricca la Tuscia.

   Valerio Vairo

Categorie: Scrittura.