Scrittori sull’orlo di una crisi di nervi

Non credo che per scrivere un thriller pieno di psicopatici e paranoici ci sia bisogno (ricorrendo allo sperimentato e glorioso metodo Stanislavskij) di calarsi nel ruolo fino al punto di non riuscire a staccarsi più dalla pelle la maschera che si è deciso d’indossare sul volto.

Dunque, certe reazioni inconsulte che partono dal <Lei non sa chi sono io> per finire a <Siete una massa di stolidi parvenu, andate a vendere il pesce invece di prendere libri in mano> ritengo siamo indotte, in certi scrittori, da serie problematiche psicologiche preesistenti.

Autori famosi, con poche decine di persone (amici? parenti? colleghi di lavoro? chi altro?) che seguono la pagina ufficiale facebook. Fenomeni da botteghino/registratore di cassa le cui opere (di non disprezzabile fattura, tra l’altro) risultano così capillarmente diffuse che di tre librerie operanti in una cittadina di rispettabili dimensioni,  nessuna ne tiene almeno una copia in vendita).

Ombrosi personaggi che mettono sulla bilancia di una conversazione che dovrebbe essere sterilmente tecnica, considerazioni personali come il ruolo e le responsabilità che ricoprono nell’azienda in cui lavorano (“E che ci azzecca con la scrittura?”, a dirla alla Di Pietro) e la struggente notizia che, ogni volta che devono presenziare a una presentazione o a un qualsiasi evento, sono costretti a lasciare per una sera soli moglie e figli (lo siento mucho, ma è la vita, Bellezza!).

      Rimedi consigliato:

  • Passare al genere rosa, pubblicando solo romanzi con ingenue collegiali, umili sartine e azzimati ufficialetti come protagonisti. Di rigore il lieto fine;
  • Scegliere un maestro zen a piacere e passare al fumo dell’incenso abbandonando più rischiose pratiche;
  • Aprire il cofano e verificare se c’è in dotazione all’auto una ruota di scorta per sostituire quella da pavone che ci si è appiccicata alle chiappe;
  • Ove non ritenuti congrui i rimedi 1/2/3 farsi vedere da uno bravo. Ma bravo davvero, mi raccomando.

 

 

   Il Lettore