Nel 2024, dopo quasi sei anni lontana dal circuito, Lindsey Vonn (conosciuta come la Wonder Woman dello sci alpino mondiale) era rientrata all’attività agonistica con una protesi parziale in titanio al ginocchio destro.
Lo scorso Giovedì 29 gennaio, vale a dire meno di due settimane fa, in occasione della discesa libera di Crans Montana è finita nelle reti di protezione, riportando a seguito della terribile caduta la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro.
Incredibilmente, è proprio il caso di dirlo, visto la gravità dell’infortunio appena subito, Lindsey Vonn ha annunciato la sua partecipazione alle Olimpiadi invenali.
E oggi… come in tutto il mondo si è avuto occasione di vedere in diretta tv, è successo quel che le è successo.
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Ebbene, sappiate che a me questa faccenda ricorda l’antico mito di Icaro, un giovane che, volando troppo vicino al Sole con le ali create dal padre Dedalo, precipitò a causa della fusione della cera usata per farle.
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Perché questo collegamento?
Presto detto. Perché non c‘è sole abbastanza splendente e luminoso da far sottovalutare, per avvicinarsi e goderne le virtù, il rischio di morire schiantandosi al suolo.
Così come non c’è medaglia d’oro, pur prestigiosa che sia, che valga il rischio di una grave invalidità permanente; anche se, per quanto ovvio, mi auguro che per Lindsey Wonder Woman le cose non vadano in questo modo.
Probabilmente qualcuno avrebbe dovuto impedirle di compiere un simile folle azzardo, ma (forse) ci sono troppi interessi che gravitano attorno a una figura di questo spessore.
Follow the money, dicevano Falcone e Borsellino.
A volte solo seguendo i soldi, si arriva a capire il senso di certe situazioni che non sembrano avere alcun senso.
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N.B.
Potrete accedere (con youtube) al video relativo a questo articolo, semplicemente cliccando sul link sottostante:
«Ipse dixit» – n° 2 – 8 febbraio 2026 – Le ali di cera di Wonder Woman – YouTube
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Patrizio Pacioni (*)
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(*) Scrittore, drammaturgo e blogger
