Il Teatro in TV (02) – Quanto coraggio ci vuole, per confrontarsi con Jesus?

Confesso che, quando ho visto che anche questo spettacolo era compreso nel catalogo di Proscaenia (davvero notevole il nuovo outfit della piattaforma!) , non ho saputo reprimere un moto di scetticismo.

«Chi può essere così pazzo…», ho pensato, «…da risolversi a mettere in scena uno spettacolo che non solo, per natura intrinseca, prevede l’utilizzo di un gran numero di artisti e che, non avendo alle spalle una più che solida struttura organizzativa e distributiva, difficilmente potrà recuperare i consistenti costi sostenuti per il suo allestimento e per ogni singola replica, ma anche di sostenere dignitosamente il confronto con un colosso del musical internazionale di ogni epoca?»

Ma andiamo per ordine.

Prima di ogni altra cosa, è opportuno fare una salto all’indietro nel tempo (neanche tanto, poco più di mezzo secolo!), per ricordarci tutti di che cosa stiamo parlando.

«Jesus Christ Superstar» è il più popolare musical-opera rock al mondo, scritto da Andrew Lloyd Webber (sua opera prima) e Tim Rice. Dopo aver debuttato a Broadway nel 1971, esplose a Londra nel 1972, cambiando per sempre. l’immagine e la storia del musical.

La storia, che racconta nell’originale prospettiva dell’apostolo e grande traditore Giuda Iscariota (e non in quella più tradizionale e ufficiale del Vangeli) gli ultimi giorni di Gesù di Nazareth. La storia esplora temi e il tradimento. Condizionata chiaramente dall’atmosfera e dalla cultura hippy del momento, coglie lo spunto per esplorare e trattare temi come l’amore, il potere, la fede e il pacifismo.

La prima rappresentazione italiana prodotta da Massimo Romeo Piparo risale al 1994, con uno spettacolo che, rappresentato pressoché ininterrottamente per circa trent’anni, ha consuntivato al botteghino oltre due milioni di spettatori. Nel cast si sono alternati interpreti del calibro e della fama di Elio, Max Gazzè e Simona Molinari.

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Da ricordare la versione in italiano portata in scena per un con un notevole numero di repliche e grande successo di pubblico e critica da parte della Compagnia della Rancia.

Per quanto riguarda l’Italia, invece, l’appuntamento è al Teatro Rina e Gilberto Govi di Genova domenica 8 marzo; adattamento e direzione di Susy Tagliapietra, con coreografie firmate T&M Team. Tra gli interpreti, Davide Merletto come Gesù e Gianmarco Farnè come Giuda.

Il film:

Il film “Jesus Christ Superstar” è un adattamento cinematografico del musical rock di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, diretto da Norman Jewison nel 1973. Il film registrò un clamoroso successo commerciale, e ricevette diverse nomination, tra cui due Golden Globe e un Oscar per la migliore colonna sonora. Accolto inizialmente con un certo scetticismo (se non con aperta contestazione) da parte degli ambienti cattolici più tradizionalisti, fu poi rivalutato anche in questo ambito.

La pellicola inizia con un gruppo di attori che arrivano nel deserto del Negev per rappresentare la passione di Cristo. La storia si concentra sulla relazione tra Gesù, e Giuda, che appare sempre più preoccupato per la crescente popolarità del Maestro alla quale, però, fa riscontro un’assoluta mancanza d’interesse riguardo alla prospettiva (bramata invece dal discepolo) di un impegno politico teso alla cacciata degli odiati invasori Romani.

Cast: Ted Neeley (Gesù), Carl Anderson (Giuda Iscariota), Yvonne Elliman (Maria Maddalena), Barry Dennen (Ponzio Pilato), Bob Bingham (Caifa).

Lo spettacolo:

Una piccola e necessaria premessa.

Ci sono spettacoli studiati per essere visti in un teatro, con brani musicali eseguiti dal vivo e coreografie articolate e complesse “a vista”, oppure al cinema, proiettato su un grande schermo nello splendore del technicolor e nella magia del dolby surround (o equivalenti diavolerie tecniche). In questi casi è già la location stessa a mettere sul tavolo verde dell’intrattenimento una prima, consistente fiche.

Il rischio insito nella fruizione di questo genere di eventi sullo schermo di un pc o della televisione, è che questo importante investimento venga in gran parte vanificato, come può succedere, tanto per fare un esempio, con una partita di calcio vissuta dagli spalti di San Siro o accontentandosi della telecronaca trasmessa da Sky.

Certo, però, che se la partita è bella, e gli attori, i cantanti e i ballerini, sono diretti nel migliore dei modi e si esibiscono al meglio… l’equilibrio tra location e contenuto si sposta e le cose cambiano.

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Guarda un po’, è proprio il caso di questo spettacolo fortemente voluto da Antonio Vincensi (che ne cura anche la direzione artistica) e messo in scena per la prima volta al Teatro Augusteo di Salerno nel maggio 2015 con la direzione artistica di per la regia di Steve Balsamo, Brunella Platania e Luca Calzolaro sulla base di brani musicali arrangiati per l’occasione da Francesco Calzolaro, ora fruibile nell’ambito del catalogo nutrito e differenziato di Proscaenia, la piattaforma on line dedicata esclusivamente al Teatro.

Sullo sfondo di una scenografia essenziale ma molto suggestiva, abbigliati in abiti che, pur essendo di fattura e foggia contemporanea, riescono a richiamare in modo suggestivo ed evocativo l’epoca in cui si svolge la vicenda, tutti gli interpreti del musical si muovono, danzano e cantano con coordinazione, con appropriatezza di movimenti e di voci e, soprattutto, con stupefacente naturalezza.

Anche alcune “licenze” narrative, prima tra tutte quella di affidare a un’attrice la voce e la parte di Anna, subdolo sacerdote del Sinedrio il cui duetto con Caifa costituisce uno dei momenti più godibili dell’opera rock, risultano, in questo ambito, perfettamente giustificate e, in fin dei conti, di felice effetto.

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Promossa dunque a pieni voti questa interpretazione di «Jesus Christ Superstar» non resta che scambiare qualche parola con il responsabile principale di questa temeraria avventura, il già citato Antonio Vincensi.

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Per concludere, visto che per fare venire appetito non c’è niente di meglio di un assaggio (quando il cibo è buono), qui sotto il link che vi permetterà di gustare uno spezzone della scena della cacciata dei mercanti dal tempio… e di quella più iconica del musical:

Niente male, vero?

Ah! Un’ultimissima cosa: voi innamorati persi del palcoscenico, se vi sorride l’idea di avere il Teatro in casa, non esitate ad abbonarvi a Proscaenia!

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