Brescia, città del Teatro (7) – Ecco a voi i comici del paradosso quotidiano.

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Sì, lo confesso. Se dovessi associare una parola al concetto di comicità secondo i Clown Destini, giovane (ma già ben collaudata) coppia comica siculo-bresciana composta da Marco Passarello e Mariangela Sagona) non avrei dubbi: sceglierei il termine “paradosso”.

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«Questa sera parleremo di cose divertenti…» promette Passarello, presentando la serata che sta per iniziare al 22 Food and Drink di via Pietro Bulloni, accogliente locale che (sotto la guida artistica di Biagio Vinella) propone quasi ogni settimana eventi di cultura e di spettacolo, registrando un confortante e convincente riscontro sia in termini sia di presenze che di gradimento.
«… vale a dire di precarietà!», aggiunge, dopo una di quelle studiate e misurate pause proprie di chi è solito esibirsi in pubblico.
E di precarietà effettivamente si parla, adattando il termine sia al sempre più difficile mondo del lavoro che alle eterne problematiche suscitate dal gioco dell’amore.

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Sono la naturalezza e la complicità che contraddistinguono i due ClownDestini a fare presa immediatamente sul pubblico e a suscitare simpatia: gli spettatori si divertono proprio perché capiscono che anche gli attori si stanno divertendo a impersonare i pittoreschi “nuovi mostri” del terzo millennio.

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Così si parte dall’ormai classico sketch del “colloquio di lavoro” al gusto uso alterco tra due fedeli che si contendono i miracoli di un santo (ovviamente San Faustino, in questo caso) finché è la Provvidenza, seguendo secondo il solito la strada più complessa e intrigata, a decidere alla fine la sfida.
Si passa poi a un ironico passaggio su quel fatidico incrocio che per forza si trova a dover attraversare ogni corteggiamento. Praticamente un “final account” in occasione del quale, più spesso di quanto ci si potrebbe augurare, l’unica vincitrice è l’incomunicabilità.
E ancora la genesi degli amori virtuali, dalla scelta del nickname ai primi approcci informatici con il partner suggerito dalla rete, scelta come pretesto per un’ironica analisi della nevrosi da social e siti di incontro.
La gente ride tutto il tempo e, alla fine dello spettacolo, applaude con convinzione. Sono certo, però, che alla fine della cena ciascuno si porterà a casa qualcosa, come gli avanzi che un cameriere cortese ripone a richiesta in una doggye bag.

Se lo so, e ve lo racconto, è soltanto perché… è successo anche a me. Prima di chiudere, però ecco dove e quando saranno ancora in scena i ClownDestini:

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Bonera.2