Giasone e Medea: al Santa Chiara una canzone che suona bene

La Medea del greco Euripide e del latino Lucio Anneo Seneca (ancora oggi tra le tragedie più rappresentate) prendono le mosse dall’ultima parte del lungo e complesso ciclo del “Vello d’oro”. 

Giasone decide di convolare a nozze con Glauce, figlia di Creonte, a dispetto della volontà di Medea.

Istantaneamente tutto l’amore e tutta la devozione che Medea ha sino a questo punto nutrito per Giasone si trasformano, come spesso accade in questi casi, in cieco e furibondo rancore, foriero di smania di vendetta.

Creonte, intuendo il fatale pericolo che potrebbe derivare da questa tesissima situazione, impone alla donna l’immediato esilio. Medea però riesce a ottenere la dilazione di un giorno: giusto il tempo sufficiente a dare pieno sfogo al proprio odio. Un dono alla rivale, un velo magicamente avvelenato capace di provocare un rogo fatale che avvolge e consuma sia la giovane sposa Glauce (Creusa per i latini) che il padre accorso a salvarla.

La sete di vendetta di Medea, però, non è ancora placata. Dopo un ultimo, straziante abbraccio, uccide i figli uno a uno, per fuggire poi in cielo, volando sul cocchio del Sole.

La storia è sostanzialmente sempre quella, ma in Euripide il tema al centro della tragedia è l’instabile rapporto tra uomo e donna, il contrasto tra amore e arrivismo. In Seneca, invece, il buio richiamo della magia e la corruzione che l’odiosa operare sull’animo umano.

All’inizio sono solo ombre. 

Sembianze scure che scorrono sul palcoscenico, come le ombre platoniane della  filosofica allegoria del “mito della caverna”.

<La freccia del dolore si conficca nel petto di Medea come una fiamma> sono le parole che anticipano un accordo rock, una delle numerose trovate a sorpresa che s’inseriscono per armonico contrasto nell’impianto sostanzialmente classico di questa pièce.

C’è il coro, naturalmente. Le donne di Corinto, però, si muovono a scatti come marionette i cui fili sono costituito dal buon senso comune e dalla forza di auto-diffusione di un certo tipo di notizie di cronaca.

E non può mancare la nutrice-narratrice, più simile a una navigata e scaltra massaia partenopea che alle sagge donne, seconde se non prime genitrici, della tradizione ellenico-latina. Sempre Meridione e Mediterraneo è, dirà qualcuno, e non mi sento di esprimere dissenso.

<Giasone era tutto, e si è rivelato il peggiore degli uomini> pronunciano, piegate dal rancore, le labbra ormai inaridite di Medea, sorpresa e smarrita dall’atroce scoperta, ed è l’estrema maledizione, il solenne giuramento di vendetta.

È una straniera, Medea. Un’estranea, una barbara, una strega, come agli occhi maschili spesso si rivelano le proprie donne quando, avendo scoperto la disistima, il tradimento, l’abbandono del proprio amante, prendono conoscenza di quanto avrebbero dovuto rivendicare molto tempo prima.

<Per le donne tutto funziona finché funziona il letto> è la debole contestazione di Giasone, segretamente misogino, ignavo che si limita a fare il suo, ragioniere dei sentimenti convinto che basti la pelosa accondiscendenza di un sostegno materiale per nascondere le proprie mancanze affettive sotto un grigio tappeto.

Poi è il momento dello sterminio, con Medea che indulge a lungo, combattuta, devastata, nella preparazione dell’uccisione degli adorati figli che si rivela travagliata come un parto al contrario, più dolorosa dello stesso atto omicida.

Tanti applausi alla fine, con gli attori più volte richiamati in scena, per un antico dramma che, guarda un po’, calza alla perfezione con la lucida follia di tanti fatti di cronaca nera che ora, nel terzo millennio, come allora, nell’antica Grecia, fanno sì orrore, ma fanno anche spettacolo.

E resta, mentre si torna a casa, la sensazione dolce-amara che c’è da tremare, e da stringersi l’un l’altro, quando viene il momento dei genitori che ammazzano i propri figli.

 

  cc

  GuittoMatto

Categorie: Teatro & Arte varia.

I&S – Un sorriso sereno per bambini che soffrono

 

Tania Lavro è nata in Ucraina, ma da dieci anni abito risiede in Italia. Il mondo del volontariato lo ha scoperto grazie alle associazioni presenti nel territorio e da più di due anni si occupa soprattutto dei problemi dei bambini ucraini orfani di guerra. Al momento ha personalmente adottato a distanza tre bambini di età compresa da uno a cinque anni; al tempo stesso, però, ne segue molti altri vittime della guerra attraverso perdita dei genitori e dei parenti più prossimi e invalidità. Chi volesse collaborare con la sua iniziativa, può contattarla qui: https://www.facebook.com/tania.lavro?fref=ts

L’Ucraina è in guerra ormai da molti anni”  mi dice, senza nascondere l’emozione.

Per colpa dei combattimenti ci sono stati moltissimi morti. Ancora di più le persone che sono dovute fuggire da est, dalla zona degli scontri, per rifugiarsi altrove: tra essi ci sono vecchi, bambini (spesso orfani), invalidi che hanno bisogno di supporto non solo materiale ma anche psicologico

Si ferma un attimo per prendere fiato, ma più con il cuore e la mente, che non con i polmoni.

Per questi sfortunati sono venuti a mancare tutti quei riferimenti (genitori, nonni, zii) capaci di dare stabilità alle famiglie. Così si è pensato, per dare soprattutto ai più piccoli un po’ di sollievo, di allietare le principali ricorrenze festive con piccoli regali: giochi, generi alimentari, cancelleria, ma anche vestiti, scarpe (anche come usato, purché in buone condizioni). “

E allora?

E allora, in occasione della nostra Pasqua, ormai imminente, il regalo scelto è l’accoppiata spazzolino da denti- dentifricio, magari accompagnato da un giochino o da un dolcetto. Con pochi euro si può donare un momento di serenità a chi ne ha davvero tanto, tanto, tanto bisogno.”

L’azione “Regaliamo ai bambini un sorriso sano”, in particolare, consiste nel regalare un dentifricio e lo spazzolino con un opuscolo dove si parla della corretta igiene orale.

Il Comitato “SupportUAchildren”, registrato in Italia, ha iniziato un’ azione di beneficenza per bambini orfani o semi-orfani di guerra in Ucraina. Nel  database sono inseriti i nominativi di più di 1000 bambini.

Potete vedere il lavoro che è stato svolto negli ultimi due anni  entrando ne gruppo in Facebook, dove ci sono più di  4.000 sostenitori.

https://www.facebook.com/groups/dityheroyiv/

PER DONARE, INVECE, CLICCATE QUI:

https://www.produzionidalbasso.com/projects/10147/support

Categorie: I&S - impegno & solidarietà.

Ex Libris (1) – Lo Zibaldone di Carlà

CON LA “RINASCITA” DEL BLOG, ECCO IL PRIMO ARTICOLO DI UNA NUOVA RUBRICA DI CRITICA LETTERARIA CHE AVRÀ  COME CARATTERISTICA ORIGINALE QUELLA DI NON ESSERE AFFIDATA SOLTANTO A UN RESPONSABILE UNICO MA A DISPOSIZIONE ANCHE DI CHI, PURCHÉ DOTATO DEI NECESSARI SKILLS, PROPORRÀ RECENSIONI DI LIBRI (PREFERIBILMENTE DI RECENTE PUBBLICAZIONE) SCELTI A PROPRIA  COMPLETA DISCREZIONE

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Carla Boroni adora scrivere libri di questo genere, farciti di riflessioni, massime, ricordi, spigolature, riprese dalla tradizione popolare, buoni pensieri e buone ricette…

… e i suoi lettori l’adorano di più ogni volta che lo fa.

Scrive come parla, Carla Boroni, in pubblico e in privato, dicendo le cose come stanno, senza orpelli né timidezze, in un linguaggio che, pur risultando elegante e forbito, si rivela chiaro e comprensibile per tutti.

Nel suo Zibaldone, brillante breviario laico di pronta e agevole consultazione, come si conviene in pubblicazioni di questo genere, c’è davvero di tutto: pillole di saggezza “prêt-à-porter“, come recita il sottotitolo dell’opera, coadiuvanti del cuore e della mente in dosaggi alchemici od omeopatici, a seconda dei casi, delle convenienze e della preferenze.

Ma basta, uffa, non ho nessuna voglia di continuare a recensire questo libro.

No. Voglio che parli da solo.

Quindi… parola alle pagine:

  • 13 gennaio (provocatorio): Un giorno, visti i tempi, qualcuno dovrà pur scrivere una “Critica della ragione erotica”;
  • 6 febbraio (sintattico-malinconico): Non ci sono più punti fermi (né virgole);
  • 9 marzo (antropologico): Il pudore è una forma  tenue di tabù che ha un’estremma variabilità culturale;
  • 11 aprile (motivazionale): Un progetto andato a Rotoli? Non pensiamo subito di aver fallito. Reagire è la parola d’ordine. Gli errori preparano la strada al successo;
  • 30 maggio (lirico-editoriale): Il poeta che canta la disperazione del mondo… è ridicolo, soprattutto quando chiede all’editore: <Quanto ho venduto?>;
  • 6 giugno (didattico-frustrante): Niente è più feroce del sapere dell’ignorante;
  • 23 luglio (storico-politico): <Il comunismo in Italia> ha confidato Ennio Flaiano <è stato un movimento letterario>;
  • 9 agosto (intimistico): Il senso di colpa scatta quando ci si arrovella su una decisione già presa;
  • 15 settembre (sentimental-cinico): Esistono due tipi di donne: quelle che credono ancora nell’amore e quelle che hanno comprato un cane (che non parla ed è affettuoso);
  • 28 ottobre (statistico-attuariale): La vita si sta allungando a un ritmo impressionante, abbiamo sempre più voglia di fare una sorta di gara della giovinezza con gli altri;
  • 24 novembre: L’ansia è sinonimo d’intelligenza. Imparare ad ascoltarla porta messaggi utili;
  • 31 dicembre (ovviamente e tempestivamente augurale): Ricomincia da te stessa: è la soluzione per ogni fine e per ogni inizio.

<Carla non è mai indifferente, né cinica. È appassionata ed entusiasta, indipendente e piacevole. Gratificante nel leggerla. Da sempre> scrive Roberto Gitti nella sua dotta e scorrevole prefazione.

 <Amo la fragilità del pensiero che qui finisce in sintesi, perché, in fondo, rappresenta la nostra condizione più vera, la più autentica. Scrivere breve è una sorta di colla che tiene insieme il nostro fragile pensare con tutto il resto> confida la stessa Carla Boroni nella lieve e intimissima introduzione.

<Comprate e leggete senza indugio alcuno questo snello trattato di sensibilità e intelligenza. Vale gli 8 € di spesa. Anzi, ne vale molti ma molti di più> mi permetto di aggiungere io.

Titolo: Zibaldone prêt-à-porter

Autore: Carla Boroni

Casa Editrice: Compagnia della Stampa

Collana: Fluo

Anno: 2016

Pagine: 96

Prezzo: 8 €

ISBN: 9 788884 866981

 

 

  Il Lettore

Categorie: Scrittura.

Goodmorning Brescia (2) – Mariapaola, Renata, il caffè e la Stationette

Si scrive foodtruck, si pronuncia (più o meno) futtràc e si legge furgoncino delle dolcezze.

Sto parlando della Stationette, l’  “idea meravigliosa di street-food” di Renata e Mariapaola (per amordiddio tutto attaccato) che i bresciani possono incontrare praticamente ovunque, su viali, piazze, parcheggi, spazi antistanti scuole e centri commerciali, purché (per regolamento municipale) al di fuori del ring.

Nella foto, scattata la settimana scorsa  un momento della giornata della Stationette che appunto staziona (scusate il gioco di parole) nei giorni feriali, mattina e pomeriggio, davanti al meganegozio di abbigliamento Carnevali, in via Cefalonia. Un punto di ritrovo tranquillo e sfizioso per la pausa di mezza mattina o il caffè del dopopranzo degli impiegati, dei funzionari, dei negozianti, dei professionisti che lavorano nel Crystal Palace e dintorni, e dei semplici passanti che si ritrovano a passare per Brescia 2.

  

Eccole, le due ragazze (a sinistra Renata, a destra Mariapaola) sempre cordiali e sorridenti, maghette di biscotti (ciookie -anche light, oinkie –cioccolato e bacon, crankie, minuscoli frittellopancake e quant’altro).

<Con la nostra Stationette portiamo la colazione di casa in giro er la città, su quattro ruote> dicono praticamente all’unisono.

<Il tutto preparato con un innovativo concept ma nel solco della più genuina delle tradizioni, utilizzando esclusivamente ingredienti genuini e di prima qualità>.

E, per concludere, altre due notizie:

La prima è che, presso la Stationette, è possibile sperimentare la pratica tipicamente partenopea, in questo caso rivisitata alla bresciana, del “caffè pagato“: volete offrire un caffè a una ragazza/ragazzo che vi ha colpito in un incontro casuale ma che ancora non conoscete? A un amico/a che sapete passare di lì in orari in cui siete impegnati?Pagate un caffè e aggiungetevi alla lista che fa bella vista al banco del furgone. Oppure, semplicemente, il “caffè pagato” può rappresentare un pensiero gentile per un bisognoso, lasciando che sia il fato a stabilirne l’identità…

La seconda che dei servizi a domicilio della Stationette (feste, eventi e quant’altro) potete servirvi anche a chiamata. Basta telefonare al numero +393929741166 (sicuri che chiunque vi risponderà avrà una voce simpatica e un faccino grazioso) o spedire una email all’inconfondibile e stuzzicante indirizzo gnam@lastationette.it 

Ho dimenticato qualcosa? Ah, sì!

Due personaggine come Renata e Mariapaola meritano per lo spirito imprenditoriale dimostrato e per l’empatia con cui riescono ad accogliere la clientela che piova o faccia bel tempo, l’incoraggiamento di chi ancora crede che, alla faccia della crisi, si possa finalmente risalire.

  Forza ragazze! 

 

    Bonera.2

Categorie: Giorni d'oggi.

Goodmorning Brescia (1) – Al Primo Piano, tra serietà e facezie

PROPRIO COSÌ. DOPO PIÙ DI CENTO ARTICOLI PUBBLICATI PER <GOODMORNING BRESCIA>, SI RICOMINCIA DA ZERO. ANZI DA UNO: CIOÈ DAL PRIMO ARTICOLO DI UNA NUOVA SERIE IN CUI CERCHERÒ DI ESSERE ANCORA PIÙ PROSSIMO E ATTENTO A PERSONAGGI, FATTI, EVENTI, ECCELLENZE, PROBLEMI E PARTICOLARITÀ DELLA LEONESSA D’ITALIA. INSOMMA, INVECE DI FERMARE O SOLO RALLENTARE IL NOSTRO LAVORO (PARLO ANCHE A NOME DEGLI ALTRI ARTICOLISTI) LA DISTRUZIONE DEGLI ARCHIVI INFORMATICI DI QUESTO BLOG NON POTRÀ CHE MOLTIPLICARE IL NOSTRO ENTUSIASMO E IL NOSTRO IMPEGNO.

BONERA.2

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Affacciandosi dalle finestre del Caffè Letterario Primo Piano, al numero 10 della centralissima via Beccaria, si ha davvero l’impressione di affacciarsi su cuore stesso di Brescia.

Ebbene, con ogni probabilità è proprio attraverso  un’ “affacciata di finestra” che in  Biagio Vinella e  Patrizio Pacioni è scaturita l’idea della serie di talk-show in diretta incentrati sulla brescianità  <e quindi?> che Daniele Bonato, anima del Caffè Letterario, ha immediatamente fatto sua.

La formula è semplice, ma non banale: nei vari incontri (in calendario con puntualità svizzera per ogni ultimo giovedì del mese, “finché i bresciani non dimostreranno di averne abbastanza” ama scherzare Pacioni) si alternano momenti di dialogo di grande profondità e di notevole valenza informativa a intarsi di musica (curati al piano dal maestro Carmelo Buccafusca) e d’intrattenimento (affidati all’agent provocateur-entertainer Andrew S. Marini e a Massimo Pedrotti e agli altri attori della Compagnia delle Impronte). Un mix equilibrato, convincente e vincente che, a quanto dimostrato dai primi due eventi della serie, sta riscontrando un crescente interesse e gradimento da parte del pubblico bresciano.

Venendo all’evento di giovedì sera, davvero al numero 10 di via Beccaria si è data appuntamento l’essenza della femminilità bresciana: politica, cultura, spettacolo, didattica, imprenditorialità, attraverso le testimonianze dell’Assessore Roberta Morelli, della Presidente del CTB Carla Boroni, della Presidente della FIDAPA Adriana Valgoglio Gambato, della Dirigente Scolastica Giulia Coppini, ma anche di donne comuni, alle prese, ogni giorno, con una vita difficile e impegnativa.

Un confronto serio, articolato, di alto livello, condito con informazioni nuove e inconsueti punti di vista.

E musica, e ironia, perché no, perché divertirsi in pieno relax non ha mai fatto male a nessuno.

Anzi.

Serata perfetta, con appuntamento finale alla terza puntata di <… e quindi?> che vedrà in campo <Brescia dell’Altro Teatro>.

E, per chi non ha avuto l’accortezza o la fortuna di essere presente…. ecco un concentrato d’immagini “di per se stesse esplicative“!

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Da sinistra: Patrizio Pacioni e Biagio Vinella hanno ideato, curano e presentano gli eventi

della serie <…E QUINDI?>Giovedì 31 marzo è stata la volta di <BRESCIA DELLE DONNE>

 

A sinistra il Maestro Carmelo Buccafusca impegnato al piano, a destra Daniela Amoroso e

Mara Capuzzi, della Compagnia Girovaga delle Impronte, si esibiscono nello sketch iniziale.

 

A sinistra, con Pacioni, il  vivace e non convenzionale intervento del performer Andrew S. Marini

A destra una parziale panoramica del foltissimo pubblico che affollava il Caffè Letterario Primo Piano.

 

Ed ecco le vere protagonisti della magnifica serata: con Pacioni e Vinella si sono avvicendate Carla

Boroni, Roberta Morelli, Adriana Valgoglio Gambato, Giulia Coppini. Nel corso dell’evento, 

peraltro, non si è mancato di coinvolgere anche donne presenti in platea come MalikaMonsura, egiziane

  residenti a Brescia da diversi anni, chiamate a testimoniare, tra l’altro, anche sul tema dell’integrazione. 

    Bonera.2

 

Categorie: Giorni d'oggi.

Dalle ceneri

  “Sono cose che succedono” mi dicono gli amici che più mi sono vicini, cercando di consolarmi.

Già, come se fosse facile prendere atto di come, da un giorno all’altro, sedici anni di lavoro, di passione e di costante impegno possano consumarsi come un fuoco di paglia, scomparendo nel nulla.

Nel passaggio dal vecchio provider al nuovo, tutto, praticamente TUTTO quello che il sottoscritto aveva immesso in Rete (racconti, riflessioni, servizi, decine di migliaia di pagine e di foto) sono finiti in una specie di buco nero la cui malvagia presenza non potevo neanche sospettare e della cui inesorabile potenza ancora adesso tardo a rendermi conto.

Quello che è successo è inaccettabile e per me del tutto incredibile.

Il mio stato d’animo, tanto per rendere l’idea, è più o meno di quello di un pedone investito sulle strisce mentre attraversava la strada con il semaforo verde. Di uno che torna dalle vacanze e trova la propria casa devastata e depredata.

Chi mi conosce, però, sa che si tratta solo di uno stordimento temporaneo. Dunque…

Uno sguardo al passato

www.patriziopacioni.it nacque nell’ormai lontano 2001, costituendo un sicuro e accogliente punto di ritrovo non solo per lettori e amanti della letteratura, ma anche per tanti giovani scrittori che proprio dalla pubblicazione negli aggiornamenti del sito hanno iniziato il viaggio verso il successo.

Pensato come iniziativa meramente promozionale tesa a valorizzare e pubblicizzare la mia attività di autore, nel corso degli anni si è trasformato in un autentico e-magazine composto di sottosezioni in cui si trattavano, oltre a ogni possibile tipologia di manifestazione artistica e culturale, temi legati all’attualità, al costume, alla solidarietà e all’impegno civile.

Grazie al fortissimo impegno costantemente sostenuto da me e da alcuni strettissimi amici, e alla entusiastica partecipazione di articolisti esterni, nel corso degli anni si sono accumulati centinaia di migliaia di contatti che hanno permesso l’inserimento di molti degli articoli pubblicati ai primi posti delle statistiche dei principali motori di ricerca, un fortissimo impegno mio e di alcuni amici che si sono succeduti nella collaborazione alla redazione delle varie rubriche che componevano un autentico e-magazine on line, si sono cumulati, giorno dopo giorno, centinaia di migliaia di contatti.

Nel 2008, poi, è nato il blog, ispirato alla cupa città di Monteselva, residenza e riserva di caccia (a disonesti e malfattori) del commissario Cardona. Un diario quotidiano che, oltre a tute le informazioni in tempo reale sulla mia attività artistica e divulgativa, ha dato luogo alla nascita di fortunatissime rubriche, con l’avvento, due anni or sono di “Goodmorning Brescia”, zibaldone informatico attentissimo a eventi, particolarità, personaggi e problematice della Leonessa d’Italia.

In breve tempo la frequentazione del blog ha raggiunto una media di 15.000 visite al mese, con punte giornaliere di 800 contatti.

Da oggi in poi

Si riparte da zero, con più “voglia” e determinazione di sempre.

www.patriziopacioni.it rimane come archivio di ciò che dal disastro la perizia e l’impegno della nuova webmaster Orsola ha potuto salvare.

www.patriziopacioni.com diventerà (tra pochissimi giorni) l’indirizzo principale di un autentico portale da cui sarà possibile avere rapidamente e agevolmente accesso a tutte le iniziative della Rete a me collegate: il blog, il canale youtube, il profilo ufficiale facebook, la messaggistica di twitter, il google account e la “reperibilità professionale” di linkedin, lo store on line… e a tutto ciò di nuovo che ancora verrà.

 

Anteprima immagine    

C’è anche un nuovo indirizzo email: patrizio.pacioni@gmail.com, che prende il posto del vecchio “info”, disintegrato con tutto il resto.

Nuovo design, nuove impostazioni nuove iniziative.

    E la Fenice, superba e forte, rinasce dalle proprie ceneri, e torna a spiccare il volo.

Cosa aspettate ancora? Prendete le vostre cose e venite con me.

   Patrizio Pacioni

(Brescia, 1 aprile 2016 – first day of New Age)

Categorie: Da me a Voi.