Antonio Conte: «Sono innamorato del palcoscenico. E con ciò?»

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In «Sua Eccellenza è servita», commedia scritta da Patrizio Pacioni e Salvatore Buccafusca per la regia di Giancarlo Fares, che andrà in scena per la prima volta al Teatro Boni di Acquapendente (il 3 dicembre) e subito dopo al Teatro Cyrano di Roma (dal 7 al 10) dicembre, Antonio Conte si calerà nei panni di un singolarissimo vescovo.

Questo vi basti, per ora. Il resto di Antonio lo capirete dalle risposte che ha fornito alle mie domande.

 

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Circa trent’anni di carriera tra palcoscenici e set. Nel frattempo, il mondo è cambiato rapidissimamente, a detta di molti non in senso migliorativo. Per quanto riguarda l’evoluzione del mondo dello spettacolo, segnatamente quello nazionale, nello stesso arco temporale, qual è la tua sensazione “dall’interno”?

Per certi aspetti lo vedo migliorato per altri decisamente “deteriorato”.

 

Andando più nel dettaglio?

Una volta, diciamo fino agli anni ’80, il teatro, il cinema e la tv erano punti di arrivo; oggi, invece, costituiscono solo punti di partenza nella ricerca della “notorietà”. In buona sostanza la pratica teatrale si è equiparata, in questo, a quella della tv che, nel frattempo, a seguito dell’avvento di certe emittenti private, ha abbassato notevolmente il proprio livello qualitativo, scivolando in una spirale da eterno, melenso «Grande Fratello»”. A ciò si aggiunge un pessimo uso delle nuove tecnologie: l’avvento dell’ Archetto, tanto per fare un esempio, ha fatto sì che, anche in teatri dotati di un’ottima acustica, gli attori si siano orientati a affidarsi alla comoda (ma a mio avviso mistificatoria) scorciatoia dell’amplificazione elettronica. Un po’ come nella musica, insomma: grazie alla tecnologi può cantare anche una voce da rospo ma mi chiedo… questo è davvero buono e giusto?

Fin qui tutto negativo, mi pare.

Un lato positivo c’è: sta emergendo, da qualche anno a questa parte, molta drammaturgia nuova, firmata da autori contemporanei e, in molte occasioni, giovani di straordinario talento.  Anche qui, però, non mancano le controindicazioni: da una parte una permanente diffidenza da parte del pubblico verso ciò che non è “classico”, dall’altra (e questo è davvero un punto dolente), perché c’è una sconcertante penuria di validi produttori, capaci d’individuare e di promuovere le vere eccellenze emergenti.

Questa della carenza di impresari all’altezza è una recriminazione che non sei il primo a fare…

 

Oh, improvvisarsi produttore teatrale è qualcosa che possono fare tutti, in questo momento di crisi che porta gli operatori del settore ad accettare, pur di lavorare, anche trattamenti non conformi a quanto previsto dal contratto nazionale o, bene che vada, alla corresponsione sistematica e pressoché indifferenziata del minimo sindacale.  Tutti possono farlo, riducendo all’osso il rischio finanziario, attraverso la non puntuale applicazione del contratto nazionale o, quando va bene. con l’applicazione sistematica del minimo sindacale. Ciò, naturalmente, finisce con il livellare (al ribasso) anche la qualità attoriale media. Come dire che “non si possono fare le nozze con i fichi secchi”, insomma. A ciò si aggiunge che, a parte quanto si verifica per poche compagnie,  le rappresentazioni sono generalmente costituite da un ridotto numero di repliche: ho visto spettacoli che, per quanto ottimi, sono stati messi in scena solo per il brevissimo spazio di un weekend, per essere poi abbandonati. Ciò costringe l’attore, per riuscire a sbarcare il lunario, a impegnarsi ogni anno per 4/5 spettacoli, con ovvii risultati sulla preparazione di ognuno di essi.

 

 

Teatro, cinema e tv. Nel Tuo curriculum c’è davvero di tutto e di più: dal brillante al drammatico, dall’operetta alla realizzazione di spot pubblicitari per marchi prestigiosi. Se mi è consentita la similitudine, sei come un nuotatore che si presenta alle Olimpiadi cimentandosi in tutti gli stili e su tutte le distanze. Ma quali sono davvero le preferenze artistiche di Antonio Conte?

Il Teatro, tutta la vita:  da una parte perché è la modalità di espressione artistica con la quale  ho avuto a che fare nel maggior numero delle occasioni, dall’altra (soprattutto) perché stare in palcoscenico, dovermi confrontare ogni giorno con il pubblico, anzi ogni giorno con un pubblico diverso, mi stimola in modo incredibile. Senza spettatori non c’è Teatro, dunque per il pubblico bisogna nutrire assoluto rispetto e profondere il massimo impegno, in ogni occasione.

 

Definisci in poche parole cosa significa, per Te, “fare l’attore”

Una grande possibilità che la vita assegna a me e agli altri che sono come me. L’impagabile possibilità di dimenticare (pur se momentaneamente)  i problemi e le angosce del reale,  trovando rifugio nell’esistenza di un personaggio, che si trasforma in qualcosa di straordinariamente liberatorio quanto più si riesce nell’immedesimazione. E, paradossalmente, ciò avviene anche quando il personaggio che ci si trova a dover interpretare è tragico sfigato come Amleto o squallido come Fantozzi.

 

Parliamo della parte “comica” del tuo curriculum. Hai lavorato con comici del calibro di Bramieri, Verdone, Panariello, Cristian De Sica, Brignano, Insegno, Montesano, Dorelli, Vianello, Arena… e mi fermo qui altrimenti rischiamo di fare notte. Possibile che, nel corso delle prove, o delle riprese, non ti sia mai capitato di scoppiare a ridere?

È successo, ma molto raramente, diciamo che potrei contare le occasioni sulle dita di una sola mano. Vedi, agli esordi della mia carriera ho ricevuto da un grande Mario Carotenuto (con cui ho lavorato per 5 anni. per centinaia di repliche) una educazione piuttosto severa: un autentico professionista del palcoscenico, di una rigidità e di una serietà incredibile. Un altro maestro che si è rivelato piuttosto esigente è stato Carlo Croccolo: in una rappresentazione del «Miles Gloriosus», in cui ero stato cooptato all’ultimo momento, per farmi notare una mia disattenzione, mi colpì, addirittura, in scena. Beh, non ci crederai, ma per quel gesto lo ringrazio ancora e  continuo ad amarlo alla follia.

 

Pochi, credo, conoscono la realtà teatrale di Roma come Te. Vista da fuori, la Capitale sembra, per così dire, discretamente strutturata sia per numero di locali che per varietà di offerta spettacolare. Le cose stanno davvero così? Cosa si potrebbe fare, a Tuo avviso, per migliorare ulteriormente la situazione?

Roma dispone effettivamente un’imponente offerta teatrale, più o meno come e quanto, in proporzione, le altre maggiori grandi città italiane. Come le altre patisce degli identici problemi. Da parte di “chi comanda” si potrebbe forse supportare con maggiore generosità quel  teatro di qualità che non risulta inserito nei soliti grandi circuiti e, soprattutto distribuire i contributi con maggiore equità e oculatezza e vigilare con la dovuta attenzione sulla correttezza dell’utilizzo dei fondi stanziati.  Certo, per finanziare chi lo merita davvero, bisogna conoscere il “mercato” e valutare chi vale e chi no, e questo, per essere sinceri e purtroppo, non sempre fa parte del bagaglio conoscitivo di ceri amministratori.

 

Stai per cominciare una nuova avventura con «Sua Eccellenza è servita», scritta da Patrizio Pacioni e Salvatore Buccafusca per la regia di Giancarlo Fares che il prossimo dicembre esordirà, in prima nazionale, al Teatro Boni di Acquapendente, diretto dall’effervescentissimo Sandro Nardi. Si può avere qualche piccola anticipazione / indiscrezione?

Finalmente riesco a lavorare con Giancarlo! Fares è uno di quelli che (tornando all’inizio) rispetta il pubblico e soprattutto conosce il modo di trasportarlo in un mondo diverso, in uno stato di benessere che solo lo spettacolo può fornire. Proprio in questi giorni sta riscuotendo un enorme successo a Milano con il suuo fantastico «Le Bal», in tournée da tempo in tutta Italia.

Tornando a «Sua Eccellenza è servita», Il testo è interessante, originale e scritto bene, i personaggi sono ben delineati: insomma, noi attori  ci divertiremo molto, sperando che si diverta molto  anche il pubblico.

 

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Progetti in corso e futuri.

Sto lavorando per la realizzazione di serie televisiva molto divertente con avanzamento stato di lavori piuttosto buono. Poi c’è  «Ieri è un altro giorno» con Gianluca Ramazzotti, Antonio Cornacchione e Milena Miconi, un testo moderno scritto molto bene da due autori francesi Sylvain Meyniac e Jean Francois Cros. Nella pièce, ambientata in uno studio di avvocati si racconta (con effetti speciali e flash back molto insoliti per il palcoscenico) una situazione piuttosto insolita… e spassosa. Saremo in scena dal 5 al 22 aprile al Martinit di Milano e dal 26 aprile al Manzoni di Roma

 

Niente da aggiungere?

Come mia abitudine, in queste occasioni, colgo occasione per  ringraziare chi, pur non dovendomi nulla, ha avuto la bontà di farmi del bene. In particolate il Maestro Landi (conosciuto al Teatro dei Satiri per «Omicidio a mezzanotte»: accompagnando l’amica Nadia Rinaldi, con cui lavoravo insieme, per un provino, ebbi occasione di coadiuvarla in un pezzo a due che si trasformò poi, inaspettatamente, in una specie di happening in cui mi trovai a ballare, al suono di un pianoforte, con Marisa Laurito… e in un positivo provino anche per me. Ai ringraziamenti aggiungo Paolo Triestino con cui ho fatto «Grisù, Giuseppe e Maria»  e che più volte si è offerto come mio garante per la partecipazione a spettacoli di grande spessore e bellezza, come «Brividi in arrivo»

 

Qualcuno da salutare?

Tutti quelli che mi seguono, ai quali do appuntamento il prossimo 3 dicembre al Teatro Boni di Acquapendente per la prima e a Roma dal 7 al 10 dicembre al nuovissimo Teatro Cyrano per le repliche (le prime di una lunga serie, ci si augura) di «Sua Eccellenza è servita», naturalmente. Ah, l’invito è esteso anche a coloro che ancora non mi seguono… ma che presto cominceranno a seguirmi, oh se mi seguiranno!

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IL CURRICULUM DI ANTONIO CONTE

(e scusate se è poco)

TEATRO

  • 2012/13 “Cicchignola” – S. Giordani
  • 2012/13 “La cena”  – C.Boccaccini
  • 2012/13 “Finchè vita non ci separi” – V.Gasbarri
  • 2011/12 “Una volta nella vita” – F. Della Corte
  • 2011/12 “Pericolo di coppia” – C.Insegno
  • 2010/11 “La Marcolfa”  – C.Simoni
  • 2010/11 “Il giro del mondo in 80 giorni” – G. Ramazzotti
  • 2009/11 “La strana coppia” – F. Tavassi
  • 2008/09  “Una pillola per piacere” – C.Insegno
  • 2007/08 “RIsate al 23° piano” -C.Insegno
  • 2007/08 “Pazzi in partenza” – A.Santos
  • 2007/08 “Il re di New York” – C.Insegno
  • 2007/08 “Grisù,Giuseppe e Maria” – N.Pistoia
  • 2007/08 “S-Cena con delitto” – R.Bonacini
  • 2005/06 “Arsenico e vecchi merletti” – A.Corsini
  • 2005 “RICCARDO III” – N. La dogana
  • 2005 “L’OSPEDALE PIÙ PAZZO DEL MONDO” – C. Insegno
  • 2005 “ARSENICO E VECCHI MERLETTI” – A. Corsini
  • 2004 “AL MOULIN ROUGE CON TOULOUSE LAUTREC” – W.Manfrè
  • 2004 “BRIVIDI IN ARRIVO” – M. Fallucchi
  • 2004 “PER TE… PER NOI… PER CLYDE” – D.Belfiore
  • 2004 “IL MALATO IMMAGINARIO” – R. Laganà
  • 2004 “GLI ALLEGRI CHIRURGHI” – C. Insegno
  • 2004 “RICCARDO III” – N. La dogana
  • 2003 “LA BATTAGLIA DI CERIGNOLA” – N. La dogana
  • 2003 “UN DUE TRE…OH…TELLO!” – R. Della Casa
  • 2003 “ACCADDE A MOMPEO” – O. Borgia
  • 2002 “LA STRANA COPPIA” – G. Zampieri
  • 2002 “RICCARDO III” – N. La dogana
  • 2002 “CITY READING – RING” – A.Baricco
  • 2002 “CAVALLERIA, DA VERGA A MASCAGNI” – N. La dogana
  • 2002 “LA BOHÈME DA MURGER A ILLICA E GIOCOSA” – N. La dogana
  • 2001 ”SARTO PER SIGNORA” – N. La dogana
  • 2001 ”GALILEO GALILEI” – N. La dogana
  • 2001 “NEROTANGOROSSOSANGUE” – D. Belfiore
  • 2001 “LA TOSCA TRA SARDOU E PUCCINI” – N. La dogana
  • 99/00 “UN MANDARINO PER TEO” – G. Landi
  • 99/00 “PALLOTTOLE SU BRODWAY” – R. Giordano
  • 98/99 “L’IMPERO DEI SENSI DI COLPA” – D. Camerini
  • 98/99 “PALLOTTOLE SU BROADWAY” – E.M.Lamanna
  • 98/99 “I VERI FIGLI DI FILUMENA M.” – E. M. La manna
  • 1996 “NOTTURNO DI DONNA CON OSPITI” – E.M. La manna
  • 92/93 “DRACULA IL MUSICAL” – L. Lerici
  • 93/94 “LA BOTTEGA DEL CAFFÈ” – N. La dogana
  • 94/95 “IL TACCHINO” – G. Sepe
  • 91/92 “OMICIDIO A MEZZANOTTE” – E. M. La manna
  • 91/92 “I NUOVI TRAGICI” – P. De Silva
  • 90/91 “OMICIDIO A MEZZANOTTE” – E. M. La manna
  • 90/91 “ULTIMAMENTE HO DOPPIATO UN TOPO” – P. De Silva
  • 90/91 “LULÙ” – T. Brass
  • 89/90 “UN CAPPELLO DI PAGLIA DI FIRENZE” – N. La dogana
  • 89/90 “MILES GLORIOSUS” – C. Croccolo
  • 87/88 “L’AVARO” – N. La dogana
  • 87/88 “FALSTAFF E LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR” – N. La dogana
  • 86/87 “IL MERCANTE DI VENEZIA” – N. La dogana
  • 85/86 “IL MERCANTE DI VENEZIA” – N. La dogana
  • 85/86 “LA LOCANDIERA” – N. La dogana
  • 85/86 “L’AULULARIA” – N. La dogana
  • 84/85 “SUL CANAPÈ” – N. La dogana
  • 84/85 “VERSO…CARRIERI” – E. Toscano
  • 84/85 “LA CELESTINA” – N. La dogana
  • 1984 “IL VIAGGIO INCANTATO” – F. Passatore
  • 82/83 “UNA DIABOLICA INVENZIONE” – A. Trionfo
  • 82/83 “QUESTA SERA DA TOSTI” – G. Navello

OPERETTE

  • 2004 “PAGANINI”  – G.Landi
  • 2002 “LA VEDOVA ALLEGRA” G.Landi
  • 1995/96 “LA PRINCIPESSA SISSI” G.Landi
  • 1995 ” LA PRINCIPESSA DELLA CZARDAS”  G.Landi
  • 1994  “LA VEDOVA ALLEGRA” G. Landi

CINEMA

  • 2004 “TI DISPIACE SE BACIO LA MAMMA?” – A.Benvenuti
  • 2002 “NATALE IN INDIA” – Neri Parenti
  • 2002 “L’AMORE TARDI” – A. Benvenuti
  • 2001 ”CAVALCANDO LA TIGRE” – C. Mazzacurati
  • 2000 ”SI FA PRESTO A DIRE AMORE” – E. Brignano
  • 2000 ”GLI ASTRONOMI” – D. Ronsisvalle
  • 2000 ”MARI DEL SUD” – M. Cesena
  • 1999 “TIFOSI” – N. Parenti
  • 1999 “C’ERA UN CINESE IN COMA” – C. Verdone
  • 1998 “BAGNO MARIA” – G. Panariello
  • 1996 “GRATTA E VINCI” – F. Castronuovo
  • 1996 “BELLA CIAO” – X. Schwarzenberger
  • 1995 “NINFA PLEBEA” – L. Wertmuller
  • 1991 ”COSI FAN TUTTE” – T. Brass

TELEVISIONE

  • 2013 “DONNE, VITTIME E CARNEFICI” – L.Alcino
  • 2012 “VEDETTO FINALE” – L.Alcino
  • 2007 “IL COMMISSARIO DE LUCA” – A. Frazzi
  • 2008 “LO SMEMORATO DI COLLEGNO” – M. Zaccaro
  • 2006 “UN POSTO AL SOLE D’ESTATE” – F. Sabbioni
  • 2005 “PADRI E FIGLI” – Gianfranco Albano
  • 2005 “CAMERA CAFFÈ” – C.Sanchez
  • 2005 “AL POSTO TUO” – F.Bianca
  • 2003 “DON LUCA” – D.Pisani
  • 2003 “IL MARESCIALLO ROCCA 4” – G. Capitani e F. Jephcott
  • 2003 “LA SQUADRA” – M. Caffo
  • 2001 “DISTRETTO DI POLIZIA” – A. Grimaldi
  • 2001 “IL COMMISSARIO” – A. Caponi
  • 1999 “UN POSTO AL SOLE” – V. Terracciano
  • 1999 “L’ISPETTORE GIUSTI” – S. Martino
  • 1998 “SQUADRA MOBILE-SCOMPARSI” – C. Bonivento
  • 1998 “PAPERISSIMA” – S. Arruffi
  • 1997 “DUE PER TRE” – R. Valentini
  • 1997 “MAMMA PER CASO” – S. Martino
  • 1997 “IO E LA MAMMA” – F. Gasperi
  • 1997 “CASCINA VIANELLO” – G. F. Lazotti
  • 1997 “GLI EREDI” – J. Dayan
  • 1997 “DISOKKUPATI” – F. Di Rosa
  • 1996 “IO E LA MAMMA” – F. Gasperi
  • 1996 “CARRAMBA CHE SORPRESA” – S. Japino
  • 1996 “QUEI DUE SUL VARANO” – S. Arruffi
  • 1994 “NONNO FELICE” – G. Nicotra
  • 1992 “IL GRANDE CIRCO DI RETE 4” – M. Rabissi
  • 1992 “BELLEZZE AL BAGNO” – G. Landi
  • 1992 “SERATA D’ONORE” – G. Landi
  • 1985 “LA CELESTINA” – D. Perego
  • 1984 “1914 LE RADIOSE GIORNATE” – M. Leto
  • 1983 “GUIDO GOZZANO” – G. Casalino
  • 1983 “IL PROCESSO MATTEOTTI” – G. Casalino

 

   Guitto Matto

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Ombre Platoniche sotto i riflettori

Perché abbiano deciso di battezzare la loro associazione culturale, con focus centrato particolarmente sull’attività teatrale «Le Ombre di Platone», Patrizio Pacioni e Salvatore Buccafusca lo spiegano parlando quasi all’unisono.

Un gruppo di schiavi incatenati in una grotta e costretti a guardare solo davanti. Un gruppo di altri uomini, nascosti dietro un muro, camminano sollevando delle statuette che, retroilluminate da un fuoco, proiettano le proprie ombre sul muro.

Per gli schiavi sono proprio quelle ombre a costituire la realtà.

Cosa succederebbe se uno di essi riuscisse a liberarsi, comprendendo che la realtà non sono le ombre, e neppure le statuette, ma ciò che c’è al di fuori della caverna?

Dopo avere abituato gli occhi alla luce del giorno, riuscirà a distinguere prati, boschi, fiumi e colline e il suo primo istinto sarà di tornare verso l’interno della caverna per i prati le colline e, probabilmente vorrà All’inizio lo schiavo, abbagliato dalla luce non riuscirà a vedere bene gli oggetti e li vedrà riflessi nelle acque.

Poi finalmente riuscirà a vedere la luce del sole e la realtà. Dopo di ciò il suo primo istinto sarà quello di far partecipi della sua scoperta anche i compagni ancora incatenati, ma…

I suoi occhi, ora che hanno conosciuto la luce, sono diventati ciechi nel buio, dunque nessuno gli crederebbe, perché uno che non riesce più a distinguere le ombre deve avere gli occhi malati e, alla fine, infastiditi per le sue insistenze, per essi incomprensibili, se ne sbarazzerebbero, magari togliendogli la vita.

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E con ciò? Qual è il collegamento?

Miti a parte, a ben vedere, ancora oggi è l’apparenza (delle cose, delle persone e delle situazioni) a determinare, istintivamente,  i convincimenti e i comportamenti umani… proprio come le ombre proiettate dalle sagome sulle pareti di roccia per i prigionieri della caverna…

 

… dunque, seguendo il procedimento inverso, la nostra idea è di avvicinarci a quella parete e studiare da vicino quelle sagome proiettate dall’irradiamento della luce del fuoco, per poter partire di qui alla conoscenza della verità vera.

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In un momento in cui diventa sempre più difficile portare spettatori in teatro, in una situazione economica dove si guarda più al risparmio che all’investimento, voi due andate ad avviare una nuova iniziativa del genere. Siete incoscienti… o cosa?

Da sempre mi piacciono le sfide. E più difficili sono, più m’impegno. Ho detto difficili, si badi bene, non impossibili.

Lo stesso per me, con l’aggiunta della consapevolezza che è proprio nei periodi di crisi più profonda che, attraverso il non più rinviabile processo di rigenerazione, può essere favorito l’emergere dei progetti migliori.

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E voi, con la produzione di “Sua Eccellenza è servita“, di cui siete anche gli autori, avete deciso, come si dice qui a Roma, di “partire col botto”.

Se ti riferisci alla qualità del testo, beh, ovviamente si tratta del migliore copione messo in scena negli ultimi 150 anni…

Se invece ti riferisci al regista (Giancarlo Fares non è solo bravo, è bravissimo) e al cast di tutto rispetto che proprio grazie a lui si è riusciti a mettere insieme (eccolo qui sotto) …

… un po’ si è trattato di intuito, un po’… di fortuna, vale a dire di quell’ingrediente indispensabile per il raggiungimento (come caldamente ci auguriamo) di ogni successo.

 

Si può sapere qualcosa di più di  «Sua Eccellenza è servita» ?

Sei personaggi in cerca d’autore, rivisti in modo ironico alla luce obliqua e tenebrosa di questo incerto avvio di Terzo Millennio, si trovano riuniti per caso (o per disegno del Fato) intorno al tavolo di un ristorante.  Ne nasce una situazione surreale in cui resteranno sospesi, fino al sorprendente finale, sull’orlo di un baratro fatto di equivoci e reciproci inganni.

Una parabola per riflettere sul vuoto pneumatico di una società fondata sull’apparire, anziché sull’essere, e sulla pochezza di vite recitate anziché vissute.

Un’impagabile occasione per ridere di cuore, perché, diciamo la verità, non c’è nulla di più divertente delle  sventure che inevitabilmente si accaniscono su chi vorrebbe apparire diverso da ciò che è o che, suo malgrado, è diventato.

 

Ultima domanda. Le Ombre di Platone: “one shot game” finalizzato alla messa in scena di questa commedia o… ?

Solo l’inizio di un progetto a lunga scadenza, che non si fermerà alla messa in scena di spettacoli teatrali ma spazierà, nelle nostre intenzioni, su altri settori della drammaturgia e, perché no, della letteratura intesa in senso lato.

Appunto. Solo l’inizio di un progetto. Di un GRANDE progetto.

 

 

  GuittoMatto

Categorie: Teatro & Arte varia.