Goodmorning Brescia (71) – Dormire, forse sognare. Al «Primo Piano».

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La sala del Caffè Letterario  Primo Piano, al numero 10 di via Cesare Beccaria (una pertinenza di Piazza Loggia) è talmente gremita che non c’è neanche una sedia libera.

Quello che colpisce di più, però, è l’età media dei presenti: fatta eccezione dei pochi consuetudinari aficionados, ci si aggira sui 20-25.

E dire che l’evento di questa sera, così, a prima vista, non sembra proprio di quelli  capaci di sottrarre pubblico giovane a pub, birrerie e discoteche: si tratta, semplicemente di una conferenza della serie «Il Racconto della Psicoanalisi» Organizzato da Il Cantiere di Psiche. intitolata «Il Sogno».

Il sogno, già.

Intrigante incontro fra giorno e notte, conscio e inconscio, luce e ombra,  immaginazione e realtà.

Per la psicanalisi, secondo il Dott. Sandro Panizza che, con Sara Abate, conduce la conferenza, “sceneggiatura di avvenimenti che, ove non rappresentati politicamente, ci sfuggirebbero e sfuggirebbero all’esame terapeutico”. Messaggi inconsapevolmente rivolti a un’altra persona, dove l’altra persona è molte volte se stessi.

Inevitabile che, con un argomento del genere all’ordine del giorno, non appena la relazione “dotta”  prende fiato, qualcuno dei presenti non resista alla tentazione di raccontare il proprio sogno, finché tutto si scompone in mosaico di opinioni ed esperienze personali. E chi non racconta, probabilmente, vorrebbe raccontare.

Finché sorge legittimo il dubbio che anche questo possa essere un preciso obiettivo dell’incontro.

Si parla di tutto passando per pagine di teoria e aneddoti. A un certo punto viene fuori anche un famoso film a cartoni animati, precisamente “Inside Out”.

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Uno spunto didattico per sottolineare come, nella vita di tutti i giorni, una serie ininterrottamente positiva di eventi sia un obiettivo da perseguire con tutte le proprie forze, mentre la serie opposta venga considerata quasi universalmente una calamità da evitare a ogni costo. In realtà, afferma il dottor Panizza, secondo la psicanalisi un pieno instabile equilibrio non può essere raggiunto senza accettare anche le inevitabili negatività che propone quotidianamente la vita; sapendo bene interpretare però quell’importante linea di confine che separa l’eden prenatale dalla vita adulta.

Un’alternanza che si presenta anche durante la gravidanza, peraltro, circa ogni tre secondi, così come testimoniato e dimostrato dalle moderne tecniche di monitoraggio fetale”.

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E a chi continua a pensare e a dire che la cultura annoia, auguro brutti sogni e dolori di pancia.

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Goodmorning Brescia (26) – Dolcetto o Delitto?

Simposio

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Presso i Greci e i Romani, il simposio era quella pratica conviviale (da qui anche chiamato convivio), che faceva seguito al banchetto, durante la quale i commensali bevevano secondo le prescrizioni del simposiarca, intonavano canti conviviali (skólia), si dedicavano ad intrattenimenti di vario genere (recita di carmi, danze, conversazioni, giochi ecc.).

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Eccolo, il motivo dello strano incipit di questo articolo: con “La Monteselva di Patrizio Pacioni e Gi Morandini” evento tra il letterario e il figurativo che si è tenuto ieri pomeriggio al Caffè Letterario Primo Piano,  proprio a tale riferimento storico ci si è voluti riferire.

Il programma prevedeva due interviste incrociate aventi a tema la fantastica quanto oscura città costruita dalla fantasia dello scrittore romano, che l’artista camuno ha voluto reinterpretare alla luce della propria sensibilità creativa attraverso l’esposizione di alcune opere a ciò dedicate. Per la parte letteraria la conduttrice Sara Abate, per quella pittorica Carla Berta, grande appassionata di ogni modalità espressiva d’Arte e buona conoscitrice del panorama di riferimento cittadino e non solo.

In realtà con gli spettatori seduti ai tavoli, il tè, gli squisiti dolci, in completo relax, il tutto si è trasformato in una conversazione aperta nel corso della quale davvero Sara Abate ha saputo enucleare e mettere in luce le parti più rilevanti del duplice romanzo che ha segnato, dopo più di cinque anni si “riposo”, il ritorno dell’implacabile commissario Cardona e delle più sinistre nebbie di Monteselva, mentre Carla Berta è riuscita a entrare con una buona dose di intuito e consumata esperienza nel processo interpretativo che ha portato Gi Morandini ha rivisitare a modo suo i personaggi creati da Patrizio Pacioni.

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Fotografia di sinistra Patrizio Pacioni e Gi Morandini si confrontano su una delle opere esposte.

Fotografia di destra: in piedi, l’attrice Annabruna Gigliotti che ha curato le letture, insieme all’altro componente della “Compagnia delle Impronte“, il bravo Massimo Pedrotti

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A sinistra:  Carla Berta, Sara Abate e Patrizio Pacioni – A destra: Massimo Pedrotti

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Altri momenti dell’originale e intrigante appuntamento bresciano del 19 novembre. Un’esperienza da ripetere.

Serenità, approfondimento e rilassato divertimento sono le sensazioni che, nel dopo evento, ho raccolto tra gli intervenuti. 

Il modo migliore di concludere, a questo punto, mi sembra quello di citare una dichiarazione che, prima di congedarsi, ha rilasciato Pacioni stesso:

«Oltre a essere stato coinvolgente e stimolante, l’incontro mi ha permesso attraverso Sara di cogliere qualche interessante spunto in merito a potenziali futuri sviluppi di quella che mi piace chiamare “Saga di Monteselva” e, grazie al confronto con Gi, brillantemente mediato dalla sensibilità di Carla, ho cominciato a elaborare una maggiore definizione di certe caratteristiche (non solo esteriori) di alcuni dei personaggi».

 

(*) foto gentilmente fornite da Ph G.O.

 

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