Brescia, città del Teatro (06) – Una vecchia signora davvero “esplosiva”

.

.

L’inizio è di quelli che si dicono estremamente pericolosi: un lunghissimo, interminabile silenzio, scandito soltanto dalla ritmico battere del piede dell’agguerrita novantenne sull’orlo dei nervi interpretata dalla volitiva Sara Bellodi.
Pericoloso, si: perché, come diceva un amico con qualche anno di esperienza nella pratica dei teatri, a quel punto o il pubblico raccoglie la sfida, oppure se ne va.
Il numeroso pubblico che ieri sera, nella Sala della Comunità di Marone, era accorso ad assistere allo spettacolo, primo di un trittico (la rassegna “A un passo dal palco”) pensato e assemblato presso la Sala della Comunità di Marone da Carlo Hasan e dalla sua fresca creatura, l’Associazone New Coat of Theatre, ha optato per la prima scelta, decidendo di rimanere.
Il battito compulsivo del piede, in realtà, altro non voleva essere, e in questo modo è arrivato agli spettatori, come quel gorgoglio un po’ sinistro che proviene da un tubo a lungo occluso da una bolla d’aria o da vecchie calcificazioni, prima che l’acqua cominci a erompere, copiosa e inarrestabile.

.

.

.

C’è una quotidianità priva di ogni sorta di slancio e di autentiche emozioni, nello sbarramento che impedisce lo scorrere della vita, quella noia, quel fastidio di vivere provocato da una lunga e grama esistenza che trasforma anche un piccolo contrattempo, come il mancato addebito di una bolletta in un macigno che si rivela impossibile da sostenere.
Ricordi che riaffiorano dalle profondità limacciose dello stagno della memoria, e che, una volta in superficie, esplodono, causando al presente gravissimi danni. Quanto al futuro, «è una porta sempre senza chiavi», dice l’anziana, soprattutto quando una compagnia anonima, assente e muta, come quella di un figlio che vive nella stessa casa ma non è mai effettivamente presente, rende la solitudine ancora più intollerante.

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Tea02.jpg

.

È un finale di dramma convulso, un delirio lucido, una confessione-invettiva in continuo crescendo, che trova in una bizzarra assimilazione-metamorfosi e in un folle progetto di strage, il suo (quasi) naturale sfociare.
Sara Bellodi si spende emotivamente e fisicamente senza risparmio per tutto il complesso monologo. Il pubblico la premia, alla fine, con prolungati applausi: annotazione ancora più importante ove si consideri che non si tratta di quello che comunemente si suol definire uno “spettacolo facile”.

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Tea03.jpg
Sara Bellodi e Carlo Hasan

.


«Quello che intratteniamo con gli anziani, è un rapporto di amore in continua evoluzione» spiega poi, nel breve ma coso dialogo a sipario abbassato con gli spettatori.
«Una equazione senza soluzione stabile, in cui il rapporto tra le tre incognite A (anziani), B (maturi), C (giovani), comporta un continuo alternarsi di posizioni: mentre ci ragioniamo, mentre ancora le stiamo discutendo, ci troviamo ad accorgerci che, nostro malgrado, da C siamo già passati a B e siamo in procinto di diventare A».

Ed è proprio così, accidenti.

.

da un’idea di Giulia DonelliSara Bellodi Carmen Giordano
con Sara Bellodi
testo di Giulia Donelli

Una donna di novant’anni vive con il Figlio disoccupato. Le sue giornate sono scandite dal solito tran tran: spesa, bollette, file alla posta, preparare pasti, mosche e noia, noia e mosche. Ma quando qualcosa cambia il corso di questa routine, la donna è pronta per coglierla al volo e dare finalmente un senso alla propria vita: non è mai troppo tardi, nemmeno a novant’anni. Una serie di coincidenze che culminano in un blackout elettrico portano la vecchia a fare un ragionamento spietato sulla propria vita e sulla società, che si basa sullo sfruttamento dei giovani da parte dei vecchi. A partire da quel blackout, niente sarà più come prima! E lei non sarà più solo una donna, ma una superdonna, una supereroina vecchia, con tutti i suoi anni e tutti i sacri crismi dei supereroi che combattono il male in nome della giustizia.

.

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è GuittoCirc.png

GuittoMatto

Categorie: Teatro & Arte varia.

Goodmorning Brescia (123) – L’intrigante open-day della Lanterna Teatrale

.

.

C’è molto del mondo difficile e complesso degli adolescenti (che ne sono anche disinvolti interpreti), nello spettacolo teatrale «Effetto farfalla» che ha arricchito l’open day della Lanterna Teatrale, per l’avvio dell’attività e dei corsi 2018/2019: bullismo, giochi di corteggiamento e giochi di morte, eccessi e fobie, non manca neanche un pizzico di X Factor e fanno capolino romantiche quanto trasparenti atmosfere e melodie da «Tempo delle mele», e nel “dopo”, persino il gioioso festeggiamento del compleanno di uno degli interpreti, con tanto di fragoroso sparo di stelline luminose.

.

.

Il tessuto sul quale Carlo Hasan e Fabrizia Boffelli, ispirati autori, hanno ricamato quadri ed episodi, è quella elaborazione originale e ancora “pura” dei ricordi e delle relazioni di cui solo i ragazzi sono capaci, intimizzando e custodendo gelosamente nelle giovani anime sensazioni e sentimenti. Un mondo provvisorio, un ponte sospeso tra l’innocenza dell’infanzia e le inquietudini di una prossima maturità, negli indefiniti confini del quale, tutto sembra possibile ma, al tempo stesso, tutto sembra impossibile. Un quadro di scoperte e valutazione di valori e di ideali, nel quale non può non essere compreso anche l’impatto emotivo del crudele dramma dei migranti, vittime, ma anche pietra di scandalo capace di dividere società e coscienza tra accoglienza solidale ed egoistiche esclusioni, suggerite dalla paura dell’incognito.

Il tutto dipanato attraverso un intricato ma godibilissimo fil rouge intessuto di poche ma significative parole, molta musica (rock, pop francese, melodie arabe) e tanto movimento,  mirato alla costruzione di immagini e suggestioni visive policrome,  da parte dei giovani interpreti, impegnati in una serie ininterrotta di danze moderne e modernissime.

Questo in estrema sintesi, il bello spettacolo che ieri sera, nella Sala della Comunità di Marone, dove poche settimane fa ha esordito (riscuotendo un positivo riscontro di pubblico, sia in termini di presenze che di gradimento) grande successo) la rinnovata versione del dramma «Diciannove + Uno», ha coinvolto e stupito il folto pubblico presente.

.

.

Ai convinti, scroscianti e prolungati applausi che hanno salutato il chiudersi del sipario, aggiungo di mio i più vivi complimenti vanno ai già citati autori dell’originale testo e attenti e fantasiosi registi Carlo Hasan e Fabrizia Boffelli, e alla coreografa Lorenza Gervasoni, semplicemente perfetta nell’operazione di trarre davvero il meglio dagli allievi del primo (!) anno di corso della scuola, ai quali va il primo premio assoluto per l’impegno, la scioltezza e… la spensierata e sfacciata arroganza degli esordienti, con cui hanno affrontato il non facile impegno.

.

.

E convinti auguri! / in bocca al lupo! / mucha mucha m.! alla Lanterna Teatrale, bellissima realtà del Sebino e zone limitrofe che conferma l’effervescenza e la straordinaria consistenza sia in termini numerici che di qualità, dell’offerta d’insegnamento, di pratica e di offerta di spettacoli che caratterizza Brescia e la sua estesa provincia.  

.

    Bonera.2

Categorie: Giorni d'oggi.