Il vento del sud che riscalda il Salone

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C’è chi afferma che, grazie ai flussi di lavoratori che nel corso degli anni si sono trasferiti dal meridione per lavorare con la Fiat e il suo indotto, Torino sia “una delle più grandi città del sud Italia“.

Una esagerazione, probabilmente, che però può risultaree utile a comprendere il profondo legame che unisce il capoluogo piemontese ad altre regioni come Sicilia, Calabria, Puglia e Campania.

Ieri mattina. però, nel corso del mio annuale “pellegrinaggio letterario” al Lingotto, mi sono reso conto che questo canale di comunicazione risulta ancor più potenziato e valorizzato da alcune delle presenze-testimonianze presso il 32° Salone Internazionale del Libro.

Il primo spunto di riflessione arriva dalla Sicilia.

 

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«La serietà professionale è al tempo stesso il nostro miglior biglietto da visita e la nostra legge assoluta» esordisce Giuseppe Manitta, laureato in lettere classiche e specializzato in letteratura italiana, autore di alcuni studi di italianistica, presente al Salone quale direttore editoriale de “Il Convivio Editore” presente a Torino con un curato stand.

La casa editrice, oltre a pubblicare una serie di opere di autori accuratamente selezionati, è anche partner fondamentale dei concorsi letterari organizzati dall’omonima associazione.

«Per garantire un’assoluta omogeneità di giudizio e la dovuta trasparenza nella valutazioni degli elaborati relativi alle varie categorie di partecipazione (poesie, prosa, saggi e testi teatrali – ndr)  ogni giurato deve leggere e votare tutte le opere in concorso. In caso di notevoli discrepanze tra una valutazione e l’altra su questo o quel lavoro, si procede a un’approfondita discussione plenaria».

Richiesto di un approfondimento sulla parte relative alla parte teatrale, nato come esperimento ma confortato di risultati oltremodo positivi sia in punto partecipazione (attestata intorno ai cento elaborati pervenuti su circa cinquecento di opere partecipanti al complesso dei concorsi) e rivelatosi un autentico successo, così risponde: «Ai premi “Angelo Musco” e “Giuseppe Antonio Borgese” -destinati a unificarsi in occasione dei prossimi bandi, è associata la nascita e lo sviluppo di una collana di pubblicazioni dedicate specificamente al Teatro, che non ha uguali in Italia nel conferire visibilità, dignità e spessore alla drammaturgia di ogni tipo».

Proprio per le stampe de Il Convivio, prossimamente, sarà pubblicato il dramma scritto da Patrizio Pacioni e ispirato al diario di Manuela Costalli, vedova dell’amianto che si è aggiudicato uno dei primi premi del concorso di quest’anno, la cui premiazione si terrà in una prestigiosa sede istituzionale di Catania.

 

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La seconda segnalazione, invece, riguarda la Campania e, più precisamente, Napoli, dov’è nata e opera la “Marotta e Cafiero Editori“.

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La prima cosa che mi ha colpito, se avete guardato con attenzione la foto,  è la scritta apposta in bella vista sulla parte superiore dello stand (e chiarita con quella che compare invece sul bancone) e che si riferisce al nome della libreria nata a Scampia.

«La bottega è stata fondata da parenti di una vittima del tutto estranea all’attività malavitosa, coinvolta casualmente in una sparatoria tra csmorristi, nata aPositano e presto trasferita, appunto, a Scampia. Giovani “autoctoni” che hanno deciso d’investire impegno e risorse nell’unica libreria presente nella zona nord di Napoli»  dichiara  Rosario Esposito La Rossa, presidente della casa editrice e libraio.

 

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«Le nostre pubblicazioni spaziano dalla c.d. “editoria terrona” (il cui scopo è di scoprire e valorizzare i più talentuosi autori meridionali)  alla letteratura per ragazzi, con sempre maggiore attenzione anche per quanto avviene nel resto del territorio italiano e internazionale» aggiunge subito dopo, per concludere con orgoglio  «Si cerca nel contempo di fornire un convinto contributo alla riqualificazione di un territorio obbiettivamente difficile e problematico, mediante per esempio, cl’adibizione a nuove funzionalità a luoghi in passato utilizzati delittuosamente dalla camorra. stato il caso, per esempio, di una terrazza utilizzata come tribunale criminale, diventata sede di una ciclo-officina  e di una radio popolare»

 

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Il Convivio Editore è un marchio di qualità da anni presente nel panorama italiano e che propone ai lettori opere singolari dal thriller al romanzo letterario, dal giallo al fantasy, dai libri per bambini alla saggistica universitaria, dalla poesia ai libretti teatrali. Inoltre, è presente nei più prestigiosi saloni del libro, nelle fiere letterarie, nelle librerie e nei circuiti on-line.

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Marotta & Cafiero ha origine dalla famosa casa editrice napoletana “Alberto Marotta Editore”, che negli anni ’60 balzò agli onori della cronaca editoriale con pubblicazioni di altissimo livello. Negli anni ’80 le redini editoriali passano da Alberto Marotta a suo figlio, Tommaso Marotta, che guiderà l’impresa familiare sotto il nome di “Tommaso Marotta Editore” fino al 2000, anno in cui entra in società Anna Cafiero, il cui cognome dà la dicitura all’attuale Marotta & Cafiero editori. Nel 2010, dopo 50 anni sotto la guida della famiglia Marotta, l’impresa viene rilevata da Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Stornaiuolo, dell’associazione Vo.di.Sca. (Voci di Scampia) che trasportano la storica sede di Posillipo nel quartiere di periferia di Scampia, trasformandola in una casa editrice indipendente che si occupa di narrativa sociale e d’impegno con particolare riferimento alla città di Napoli. La Marotta & Cafiero non vuol essere solo una società capitalista che usa come fonte di guadagno la letteratura, il prodotto libro, ma un’impresa culturale-politica, che si occupa dei problemi del suo tempo, che utilizza la carta stampata come strumento di cambiamento delle coscienze e della società.

 

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   Il Lettore

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Categorie: Scrittura.

«La verità nell’ombra»… torna alla luce!

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Andò in scena per la prima volta tre anni e mezzo orsono, al Teatro Sociale di Brescia, nel (prestigioso) ambito del cartellone del C.T.B. (Centro Teatrale Bresciano) della stagione 2014/2015.

«La verità nell’ombra» è un dramma scritto da Patrizio Pacioni che, basato sullo studio di migliaia di pagine dei faldoni relativi agli atti del processo di Corte d’Assise che si tenne a Viterbo tra il 1950 e il 1952, analizza in ogni suo risvolto la vicenda del massacro di Portella dell Ginestra, arrivando alla formulazione di ipotesi non convenzionali in merito al reale dipanarsi della vicenda.

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Il primo maggio del 1947, in occasione di un comizio indetto dai sindacati per celebrare la ricorrenza della Festa dei Lavoratori,  il bandito Salvatore Giuliano e i suoi aprirono il fuoco dalle alture più prossime alla spianata, causando una carneficina che provocò undici vittime e un gran numero di feriti.

Un atto vile, un massacro proditorio ed efferato che rappresentò il primo colpo sferrato da una certa eversione resistente a ogni rivendicazione democratica e civile e a ogni cambiamento a turbare un sistema di Potere restio a cedere il passo, in quella che -a pieno titolo- può definirsi la prima strage di Stato dell’allora giovane Repubblica Italiana.

Un’opera complessa nella quale il drammaturgo riesce a dosare perfettamente l’impegno e la denuncia civile, la rigorosa ricostruzione storica del dibattito processuale e dei fatti e un’appassionante vivacità e drammaticità narrativa.

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«Il prestigioso riconoscimento ricevuto dall’Accademia il Convivio in questa edizione della sezione “edito” del Premio teatrale “Angelo Musco”mi spinge a riprendere in mano il lavoro»  dichiara il drammaturgo.

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«La prima versione andata in scena per opera della Compagnia Stabile Assai» per la regia di Francesco Cinquemani, infatti, prevedeva l’impiego di un numero di attori e musicisti  (circa 20 – ndr) che l’attuale scenario economico in cui si muovono i teatri italiani, diventa praticamente proibitivo».

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L’idea, mi è parso di capire. è quella di rimettere mano al dramma, riarticolando il testo in modo di ridurre significativamente il numero degli interpreti, così come è già stato fatto con gli altri due drammi “corali” rappresentati dalla Compagnia Stabile Assai: «Diciannove + Uno» (già portato in scena dalla Compagnia Lanterna Teatrale di Carlo Hasan) e «Borsellino e l’Olifante» (l’anno prossimo in scena per opera della Compagnia Le Ombre di Platone.

Alla fine della consegna del premio e del conseguente intervento al cospetto del pubblico che gremiva la sala conferenze dela Caesar Palace Hotel di Giardini di Naxos, Patrizio Pacioni ha voluto accanto a sé anche l’amico Salvatore Buccafusca, attore, scrittore, e drammaturgo (coautore con lui di «Sua Eccellenza è servita» – nel prossimo gennaio in programmazione a Palermo) che nella messa in scena della prima edizione di «La verità nell’ombra» si occupò (insieme ad Antonio Turco) di perfezionare la riduzione teatrale.

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Ricordiamo, per concludere, che dall’opera è stato tratto l’omonimo libro, acquistabile velocemente n line a questo link:

https://www.ibs.it/verita-nell-ombra-libro-patrizio-pacioni/e/9788890876646?lgw_code=1122-B9788890876646&gclid=CjwKCAjwyOreBRAYEiwAR2mSkh2ujHi6xgoFbKQONwLSf0JDkNjXhegPmYsnTinkHaGNoiBtT12LqhoCPO4QAvD_BwE

oppure direttamente sul sito della Casa Editrice Serena.

 

 

   GuittoMatto 

Categorie: Teatro & Arte varia.