Goodmorning Brescia (36) – È in aula magna, lo «Spoon River» … della legalità!

 

Nello  Spoon River della legalità ferita italiana ci sono lapidi in abbondanza, per tutti i gusti e le inclinazioni: magistrati coraggiosi, integerrimi esponenti delle forze dell’ordine, giornalisti scomodi, ma anche crudeli assassini, ignobili trafficanti e torbidi faccendieri.

Tra i sepolcri più nobili, però, ce ne sono due che la c.d. “gente per bene” ama visitare  ogni qualvolta che ciò si renda possibile: sono quelli di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

L’incontro «Parole da scolpire nella pietra», ideato e condotto da Patrizio Pacioni, e organizzato presso il liceo Fabrizio De André di Brescia su iniziativa della professoressa Alessandra Balestra, prende proprio spunto dall’opera di militanza democratica e sulla tragica scomparsa dei due magistrati, per allargarsi poi a temi di carattere più generale.

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Aula magna del Liceo Fabrizio De André “prima” e “durante” il 1° e il 2° incontro con gli studenti.

L’Autore romano, dopo aver tracciato una sintetica ma esauriente rassegna della situazione politica e ctiminale della Sicilia degli anni ’80 e delle tragiche conseguenze della feroce e sanguinosissima “II Guerra di Mafia”, è passato a sottolineare l’importanza dell’impegno che ciascuno di noi può assumersi nell’ambito di una convinta lotta in favore e in difesa della Legalità.

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Puntuali e ben centrati gli inserti mutimediali approntati da PhGO e curati da Giusy Orofino, idonei a vivacizzare e a rendere ancora più suggestivo l’evento.

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Alla fine della duplice conferenza sono riuscito a porre qualche domanda al relatore.

«Patrizio, all’evento ha aderito un numero talmente alto di studenti che si è dovuto raddoppiare la conferenza, finendo per occupare tutti i posti disponibili nell’Aula Magna del Liceo De André  per tutta la mattinata»

«In certi casi la parola overbooking suona meravigliosamente bene alle mie orecchie: sommando le presenze della doppia conferenza, infatti, ho avuto occasione di parlare a oltre duecento ragazzi di legalità,  di senso del dovere, di abnegazione totale, di spirito di servizio e di sacrificio. Una riflessione per loro e con loro, sulla necessità di fare propri i valori fondamentali della democrazia e del sociale, senza paura, appassionatamente.»

«Non è difficile trattando di tempi così seri e ponderosi, tenere alta l’attenzione di una rappresentanza così nutrita di ragazzi e ragazze

«A olte effettivamente lo è. Nel caso dell’incontro di sabato con gli studenti del Fabrizio De André, però la faccenda è andata in un modo del tutto diverso.  Mi sonto trovato a parlare a un pubblico interessato e attento, che ha reso più facile esprimermi nel modo migliore»

«Da cosa è nato questo interento?»

«Da qualche tempo a questa parte la collaborazione che sto portando avanti con la Compagnia Stabile Assai (più antico e glorioso gruppo carcerario italiano di recitazione) mi porta ad affrontare con scadenza annuale temi legati  a fatti, misfatti e (soprattutto) misteri, della Storia d’Italia. Prima la strage di Portella della Ginestra, poi la sparizione di una nave nel nulla, avvenuta all’inizio degli annni ’60. L’anno prossimo ci occuperemo della rivolta anarchica nel Matese  portata avanti da Cafiero e compagni.  E io, di volta in volta,colgo occasione dalla stesura del nuovo testo per  una serie d’interventi nelle scuole, visto che il dialogo con i giovani è qualcosa che mi gratifica enormemente»

«Dunque, quest’anno…»

«La Compagnia Stabile Assai sta per andare in scena (“prima” 23 maggio con repliche 24 e 25, al Teatro San Raffaele di Roma) con il dramma Borsellino e l’Olifante, ispirato all’opera di Falcone e Borselino e alle vicende del Pool Antimafia. Un’occasione irrinunciabile per parlare in modo diverso dalle solite “celebrazioni ufficiali” di un tema che per tutti, ma soprattutto per le nuove generazioni, costituisce il più solido e positivo dei riferimenti»

«Tornerai ancora al Fabrizio De André?»

«Mi auguro proprio di sì! Grazie alla prof Alessandra Balestra, alla Dirigente Scolastica e a tutti i professori che con lei hanno saputo organizzare davero alla grande questo incontro, ho conosciuto una scuola vivace e culturalmente curiosa. Bravissimi i giovanissimi “attori” Lorenzo Piazza e Daniel Samoila che (interpretando un suggestivo dialogo a due tratto dal mio dramma) si sono saputi calare con straordinaria efficacia nei panni dei due eroici magistrati siciliani; un sentito ringraziamento alle altrettanto giovani Laura Spinoni e Sara Buraschi autrici del servizio fotografico a corredo di questo post). Mi ha colpito, piùà di altro, l’atmosfera d’impegno e creatività che si respira nei colorati corridoi dell’Istituto. “I vostri studenti sanno sorridere”  non ho potuto fare a meno di dire alla prof . E lei, semplicemente, ha sorriso.»

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Parole scritte nella sabbia o scolpite nella pietra?

 

«Ci sono parole che dovrebbero essere scritte nella sabbia, in modo che le onde della risacca e il vento possano cancellarle in pochissimo tempo. Sono le parole della discordia, dell’odio, delle discriminazione, della violenza, del mancato rispetto di sé e del proprio prossimo» ha detto Patrizio Pacioni, conquistandosi l’attenzione, oltre che di cento e più ragazzi, anche di quella di professori e ospiti presenti.

«Per fortuna, però, ce ne sono altre, che descriono ed esaltano altri valori, quali la libertà, l’onestà, l’uguaglianza tra gli uomini, la solidarietà, il civile confronto: queste andrebbero scolpite nellapietra, una per una, perché rimangano in profondità e per lunghissimo tempo nella storia e nelle anime»  ha precisato, subito dopo.

 

 

 

 

Termina così, e con un invito agli studenti a collaborare, tutti insieme, per una eutanasia della mafia, insidioso cancro che cerca di impiuantarsi in ogni parte d’Italia, in ogni situazione, in ogni strato sociale, l’intervento dello Scrittore romano presso la scuola IIDD Carlo Alberto Dalla Chiesa di Montefiascone.

Un incontro-evento (organizzato con il patrocinio della locale Croce Rossa per la conduzione della dottoressa Antonia Lucchesi) vivacizzato dalla proiezione di slides e filmati di grande impatto emozionale, che ha visto due studentesse (Amina Mahmour ed Eleonora Menghini, entrambe della classe 4AEC – https://www.youtube.com/watch?v=pkzailrI6ck&feature=em-upload_owner4) cimentarsi nella lettura di un brano del dramma «Falcone e l’Olifante», scritto dall’Autore romano, che andrà in scena a Roma, per la prima volta, nel prossimo maggio. Si tratta della terza tappa dell’impegnativo percorso di “teatro d’inchiesta” che ha visto, e vedrà ancora, una stretta collaborazione con la Compagnia Stabile Assai di Antonio Turco, prima e più prestigiosa compagnia di teatro penitenziario nel nostro Paese.

  

  

Molto efficace, per un più attivo coinvolgimento dei ragazzi, è risultato l’invito che lo scrittore romano ha rivolto ai ragazzi affinché, scegliendo tra le frasi più suggestive e incisive di Giovanni Falcone e Paolo Emanuele Borsellino quella più vicina alla propria sensibilità, da tenere scritta su una pagina del diario, portassero a casa, oltre ai concetti e alle suggestioni, anche  qualcosa di tangibile e concreto.

  Valerio Vairo 

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