Formigine: tra i sapori di Modena e i rombi di Maranello … «Libri-Amo»

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Sabato scorso a Formigine, intervistato da Monica Tappa, Patrizio Pacioni ha ufficialmente “inaugurato” con la presentazione di «Cardona e gli ardori del giovane pensionato» una stagione di eventi che, per l’originale “bottega”  Libri-Amo, auguriamo lunga e densa di successo.

Una discussione che, grazie anche alla fantasia e al brio della conduttrice e al consueto franco mettersi in gioco dell’Autore, è andata ben oltre i contenuti di una normale presentazione, coinvolgendo anche tutti i presenti.

 

 

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Ho colto l’occasione per porre qualche domanda alla titolare Filomena Russo, fondatrice e gestore della nuova libreria al numero 33 della centralissima via Vittorio Veneto.

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Da dove viene Filomena Russo? Che percorso di vita e professione ha fatto per innamorarsi di scrittura e di libri, fino ad arrivare a «Libri-Amo»?

Il mio approccio alla lettura ed alla cultura si perde nella notte dei tempi! Sin da ragazzina, amavo circondarmi di libri che , in molti momenti della mia vita, sono stati il mio rifugio ed il mio strumento prediletto di evasione personale. I miei studi umanistici ( Diploma Classico e Laurea in Filosofia) mi hanno aperto le porte ad una varietà di autori, teorie e generi letterari che, probabilmente, non avrei scoperto ed apprezzato e che, anche oggi, determinano molte delle mie scelte letterarie e ne suggeriscono di nuove. Mi definisco una lettrice onnivora e compulsiva perché ogni libro è in grado di donare conoscenza ed arricchimento personale.

Prima di diventare una libraia ( che era il sogno della mia vita!) ho lavorato per oltre 15 anni in ambito Aziendale, all’interno degli uffici del Personale. Mi occupavo delle selezioni, dell’amministrazione e della formazione interna dei dipendenti; era un lavoro che amavo molto, ma la crisi mi ha buttato fuori dal circuito e, per circa un anno e mezzo, non ho lavorato. Avevo perso uno dei riferimenti cardine della mia vita! Alla fine, non mi sono data per vinta ed ho deciso di rimettermi in gioco con le mie sole forze realizzando un sogno. Ed ecco Libri-Amo…il mio sogno personalissimo!

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Filomena, come ti è venuta l’idea? Aprire una libreria, di questi tempi, al di fuori del franchising delle “Sette Sorelle” della letteratura italiana o dei circuiti che monopolizzano i grandi centri commerciali, è un’impresa al limite della temerarietà.

Sono stata spesso definita una persona coraggiosa per la scelta che ho fatto, ma credo che il coraggio sia ben altro! La mia è una scommessa con la vita, con la società, con l’economia perché ritengo che la positività e la passione per il proprio lavoro alla fine saranno ripagate. Credo in quello che faccio e sto cercando di farlo al meglio delle mie possibilità, senza padroni e gente che mi impone come svolgere il mio lavoro. Ecco la scelta di aprire una piccola libreria indipendente che, nella mia testa, significa libera!

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Perché, nella scelta dell’offerta commerciale di libri, hai scelto di privilegiare l’usato?

Io propongo una vasta scelta di libri usati ed un 20% di libri nuovi, per essere anche al passo con le nuove uscite più interessanti. La scelta è stata mossa da due fattori:

1. I libri costano tanto, a volte troppo e le persone devono avere la possibilità di coltivare la grande passione per lettura senza doversi mangiare lo stipendio (come capitava a me!). Le persone devono avere il diritto di continuare a gioire del piacere della carta e coloro che leggono poco spesso lo fanno proprio per un fattore economico. Un altro mio scopo è proprio consentire a talune persone di conoscere il libro, avvicinandosi pian piano ad esso (vale soprattutto per bambini e ragazzi).

2. In una cittadina come Formigine, composta da 37.000 abitanti, non esisteva una libreria dell’usato ed anche chi, come me, abita in collina deve arrivare a Modena ( circa 40 km dai monti…) per trovarne una. Io mi colloco a metà strada!

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Secondo Te, l’attività di una libreria si esaurisce nella vendita, magari estesa a una forma di consulenza ad personam che costituisce ancora uno dei piccoli vantaggi di un “negozio” di dimensioni ridotte… o c’è qualcos’altro ancora?

Vendere un libro è molto  più che vendere un oggetto. Un libro è una storia, un mondo, una sensazione, un’emozione che bisogna comunicare a chi sceglie di sfogliarne uno. Bisogna capire cosa cerca il cliente, che gusti ha, se ha voglia di aprirsi a nuove conoscenze o se preferisce restare nella sua zona di comfort. Se in quel momento il libro sarà un rifugio, uno sfogo, una fuga o uno strumento per arricchirsi. Il mestiere del libraio, se fatto con amore, è uno scambio di energie e pensieri profondi…è un meta-mestiere!

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Due domande sulla città in cui hai scelto di avviare questa nuova iniziativa. La prima è:come si pongono i formiginesi  rispetto alla lettura?

Formigine è una realtà molto frizzante ed accogliente per quanto riguarda la cultura, in generale. I cittadini sono molto propensi al miglioramento personale che coinvolge anche l’aspetto culturale. Il libro è visto come un ottimo strumento di diffusione e condivisione della conoscenza, a partire dalla tenera età, per cui direi che l’approccio verso il libro è positivo.

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La seconda: cosa pensi di poter fare per la Comunità e cosa ti aspetti che l’Amministrazione Pubblica possa fare per Te, in termini di possibili collaborazione nell’interesse superiore della cultura?

Quello che voglio offrire è uno spazio unico sul territorio, con una gestione “ old style” della libreria fatto di contatto umano e condivisione di passioni, ma con uno sguardo alla modernità ed a quello che oggi piace : gli eventi, gli incontri con gli autori, le letture di gruppo, i laboratori creativi per adulti e bambini….Sono sicura che il Comune noterà quanto sto realizzando e, da parte dell’Amministrazione, ho già avuto un primo contatto per attivare delle collaborazioni che mi permetteranno di affermarmi come realtà culturale in città, garantendomi di vivere la mia vita per e con i libri.

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  Il Lettore

 

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