Ex Libris (7) – Da “Giulia in Giallo” Alessandra Angelucci, la superprof delle parole

 
Alessandra Angelucci  è docente di Lettere, giornalista e critico d’arte. Laureata presso la Facoltà di Lettere dell’Aquila, si specializza alla Luiss di Roma in Management culturale. Collabora con il quotidiano di Teramo «La Città» – in vendita nelle edicole in allegato a «Il Resto del Carlino» e con la rivista «Exibart».  Per la Di Felice Edizioni dirige la collana d’arte Fili d’erba; collabora con la Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture di Castelbasso. Su Radio G di Giulianova cura la rubrica d’arte Colazione da Alessandra.
 
 
«Difficile fare un’intervista a chi, le interviste, è solito farle. Naturalmente mi riferisco a Il rovescio delle lettere, il tuo libro uscito per le stampe di Di Felice Edizioni, che hai presentando, riscontrando interesse e curiosità, alla prima edizione di Giulia in Giallo – Delitti & Diletti, che si è tenuta da poco a Giulianova. Vuoi dirci qualcosa del libro?»
 
«“Il rovescio delle lettere” è un libro che nasce a seguito di diversi anni di scrittura giornalistica. Interviste e ricordi, nello specifico, già pubblicati sulle pagine di quotidiani e riviste di settore con cui collaboro (La Città, Exibart, Contemporart), senza dimenticare la voce “raccolta” in radio durante la rubrica “Colazione da Alessandra”, uno spazio dedicato all’arte che curo per RadioG Giulianova. Faccio mie le parole del professor Franco Speroni, che è autore della prefazione: «Un libro fatto di interviste può anche essere letto come fosse un racconto che emerge a tratti, in modo non prevedibile. Si può iniziare la lettura incominciando da varie parti, non necessariamente sequenziali. È il lettore che troverà una trama». E questo libro nasce effettivamente con lo scopo di conservare la memoria di chi opera nel mondo artistico e culturale, mettendo nero su bianco l’esperienza diretta di chi attraverso l’arte ha costruito il suo personale ponte di collegamento con l’alterità, il mondo esterno. Le mie interviste selezionate – ben trentasette – vogliono essere uno spunto per riflettere sull’arte contemporanea e la cultura, offrendo una prospettiva anche “rovesciata”, perché non sempre la collocazione unilineare degli eventi ci mette di fronte al quadro completo di ciò che stai osservando. A volte capovolgere le cose è utile, e direi anche divertente. Io l’ho fatto grazie agli artisti, ai critici, ai presidenti di Fondazioni, agli scrittori che ho avuto la fortuna di incontrare nel mio percorso professionale: Sgarbi, Daverio, Bonito Oliva, Edith Bruk, Omar Galliani, Luca Bigazzi…solo per citarne alcuni. L’incontro con l’altro resta la parte più bella e stimolante di questo lavoro».
 
«Da quanto mi risulta, sei molto attiva sul territorio e partecipi con impegno all’attività di una realtà editoriale come quella condotta da Valeria Di Felice. Ti chiedo di spendere qualche parola sulle prospettive di sviluppo della neonata manifestazione “Giulia in Giallo – Delitti & Diletti”, anche per come l’hai vista e vissuta Tu, e sulle prospettive dell’editoria e dello sviluppo culturale nella Tua regione.»

«Parlare di “prospettive” è davvero molto difficile in questo specifico momento storico che ci attraversa. Si ha quasi sempre la sensazione che “i conti non tornino mai”, e non parlo soltanto di meri numeri da investire, di capitali che si muvono, ma di risorse umane qualitativamente preparate che non trovano posto per esprimersi, al fine di rendere fruttuosa la loro esperienza per il nostro Paese. Questo vale per tutti i campi professionali, non soltanto per quello dell’editoria, che comunque ha molto risentito della crisi economica degli ultimi anni, portando alla rimodulazione dei grandi colossi, figuriamoci delle piccole realtà locali. Per cui ben vengano le case editrici che con impegno e onestà intellettuale selezionano e portano avanti nella nostra Regione e all’estero l’esperienza letteraria di chi affida alla parola il suo sentire. Quella di “Giulia in Giallo-Delitti & Diletti” è stata una esperienza molto bella che mi auguro possa ripetersi anche in futuro nella cittadina di Giulianova. Promuovere la lettura senza il dictat dell’imperativo credo sia il modo più intelligente per fare amare l’esperienza del viaggio che ciascun tipo di libro può offrire».

«Da tempo, pur sostenendo energicamente il valore artistico e la dignità della letteratura di puro intrattenimento, Pacioni ammette e conferma con crescente convinzione la presenza di inevitabili implicazioni “didattiche” (sia in positivo che in negativo) in ogni tipo di narrazione. Nella duplice veste di autrice e professoressa, Tu cosa pensi in proposito?»

 

«Ogni libro ci insegna qualcosa. Attraverso la lettura possiamo scoprire ciò che ci piace e cosa non gradiamo, cosa sogniamo e cosa avremmo voluto accadesse anche a noi, altre volte ci fermiamo alla prima pagina, convinti  che il seguito non ci appartenga. I libri ci dicono chi siamo e come potremmo essere e questo, secondo me, è il più grande insegnamento da continuare a divulgare in tutte le aule delle scuole. Il libro è fattivamente un’esperienza che amplifica la consapevolezza di noi stessi. La crescita vera e propria che ne segue risiede nella capacità di discernimento, propria dell’uomo. Non possiamo dimenticare, infatti, i “diritti imprescrittibili del lettore” tanto amati da Pennac: il diritto di saltare le pagine, il diritto di non finire un libro, il diritto di leggere ovunque, e anche quello di non leggere. Sì, anche quello di non leggere. E io direi che i “parolai” non vanno letti».

«Ipotizzando per un attimo (si tratta di un puro esercizio di fantasia, intendiamoci), di paragonare un libro come il Tuo a un’opera di narrativa, concepiresti le singole interviste come i racconti slegati tra loro (pur se collegati da un filo conduttore) di un’antologia o come i capitoli di un romanzo?»

«Le antologie mi disorientano. Preferisco i romanzi: per quanto lunghi e complessi nei loro intrecci, scuotono di più la mia immaginazione e la mia coscienza. Da un buon libro mi aspetto questo. Per cui sì, direi proprio che il “Rovescio delle lettere” – seguendo il gioco di pura immaginazione da te suggerito – mi piacerebbe viverlo nella riscrittura come un romanzo e, se potessi scegliere, opterei per Anna Karenina di Lev Tolstoj. È un libro che mi ha regalato l’esperienza del silenzio e del vuoto interiore».

«Inevitabile, a conclusione di un sia pur breve conversazione con un “creativo”, e in particolare con uno scrittore, una domanda in merito ai lavori/principali progetti in corso e a eventuali prossime uscite»

 

«Come direttore della Collana d’arte “Fili d’erba” della Di Felice edizioni, posso dirti che presto vedrà la luce la quarta pubblicazione firmata da un nome del panorama artistico internazionale. Sono molto orgogliosa di questo, ma non posso ancora svelare l’identità dell’autore. Per quanto riguarda i miei personali affondi nella scrittura, sono tornata alla poesia e nel 2017 ci sarà una bella novità. Chissà, forse ha davvero ragione Pennac: l’uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale».

 
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Titolo: Il rovescio delle lettere
Autore: Alessandra Angelucci
Casa editrice: Di Felice Edizioni
Collana: Fili d’Erba
In copertina: dettaglio dell’omonima opera di Fabrizio Sclocchini
Pagine: 280
Prezzo: 15 €
ISBN: 978-88-97726-86-9
 
Un libro fatto di interviste può anche essere letto come fosse un racconto che emerge a tratti, in modo non prevedibile. Si può iniziare la lettura incominciando da varie parti, non necessariamente sequenziali. È il lettore che troverà una trama. L’autrice ci offre l’esperienza dell’incontro e, come in ogni dialogo, accanto all’apparente immediatezza della risposta vive la complessità di ciò che resta implicito, proprio perché non è la prossimità a rendere più evidenti i punti di vista. La prossimità amplifica il suono, non necessariamente il senso. Occorre andare nel “rovescio delle lettere”, appunto, per cercare una trama, per entrare nelle pieghe del testo e ricostruirne i processi della significanza.

(dalla prefazione di Franco Speroni)

   Il Lettore

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Giulia in Giallo – Delitti & Diletti: le immagini del dopo

Cosa farne della sabbia di una clessidra, una volta che è scesa tutta?

È molto semplice” rispondono all’unisono Sandrina Piras e Patrizio Pacioni, palesemente soddisfatti dell’esito di questa loro avventura congiunta..

Si gira la clessidra e la sabbia ricomincia a venire giù scandendo il tempo che manca alla seconda edizione di Giulia in Giallo – Delitti & Diletti“.

Allora vi propongo un paio di mosaici d’immagini, in ordine casuale, perché TUTTI i momenti di questa straordinaria settimana giuliese fortemente voluta da Sandrina Piras tramite l’Associazione Cultura No Stop e dall’albergatrice Anna Tafà (Hotel Zenit – confortevole ed efficientissimo partner della manifestazione che ha goduto anche del patrocinio del Comune di Giulianova) sono ugualmente importanti e degni di ricordo.

Prima di tutto le interviste con gli autori che hanno presentato i propri libri, certo. Sia quelle più dettagliate alla presenza del pubblico che quelle più compresse, ma di grande risonanza mediatiche, curate personalmente dal Direttore Artistico Pacioni e immesse in rete. In prima fila alcuni scrittori già più volte apparsi alla ribalta del giallo/noir nazionale, come Manuela Costantini, Enrico Luceri, Fabio Mundadori e lo stesso Patrizio Pacioni. A loro si sono affiancati scrittori di talento, alcuni dei quali già affermati, altri ai primi passi: Alessandra Angelucci, Fabrizio Cordoano, l’editore/scrittore Raffaele D’OraziMaurizio Malavolta, çlirim Muça, Annarita Stella PetrinoGuido RellaGiuseppe Rescifina, Laura Segnalati, Elena Sinopoli, Antonio Tenisci,  senza contare la presenza di Elena Cacciatore, che da tempo cura, con grande impegno e notevolissimi risultati, l’organizzazione del festival di genere Ombre per conto dell’Associazione Mariano Romiti.

Poi la presenza degli editori che, della scrittura e della lettura, ovviamente, costituiscono la spina dorsale e l’anima stessa. Segnaliamo, tra gli altri, l’entusiastica presenza di Damster-Comma 21Edizione Di Felice, Il Gabbiano, Il PapaveroEdizioni Serena e Tabula Fasi.

Il corso d’introduzione al giornalismo investigativo Il terzo Occhio, concepito, realizzato e condotto dal Direttore Artistico: una iniziativa di grande spessore che l’anno prossimo, nelle intenzioni degli organizzatori, coinvolgerà massicciamente le scuole di Giulianova.

La presenza gioiosa dei tanti bambini che hanno sciamato nella Sala del Loggiato del Sottobelvedere di Giulianova, incantati e coinvolti dalle storie fantastiche di çlirim Muça. che poi si è recato anche nella loro scuola, con un laboratorio creativo che ha riscosso impensabili riscontri.

Gli eventi, le cene con gli scrittori e, soprattutto la grande serata di gala in cui dalla mia conversazione con Antonio Ingroia sono sortite testimonianze di grandissimo valore storico e d’impegno civile.

Cos’altro? Ah, sì: le apparizioni a Radio G, con la conduzione dell’effervescente e irrefrenabile Azzu Marcozzi.

E, naturalmente, importantissima, la premiazione del grande concorso letterario che ha preceduto e accompagnato la manifestazione: sul primo gradino del podio Piera Pacucci (“La tana“), seguita a breve distanza da Marco Righetti (“Granseola è morto”) e Antonio Moresi. (“I Gemelli”) Ad aggiungere suggestione alla cerimonia, la lettura di alcuni brani dei racconti premiati (raccolti in un’antologia) a cura della bravissima Gabriella Mercuri

Basta, mi accorgo che, per un post dedicato alle “immagini”, le parole che ho speso siano già troppe. Ed eccole qui, le istantanee di una settimana assolutamente indimenticabile, raggruppate in due puzzle (ma ce ne sarebbero voluti almeno il doppio).

Solo una cosa, non vi posso mostrare: quello spirito creativo che ha permeato tutti i sette giorni della manifestazione. L’allegria, lo scambio di idee, il confronto culturale… l’amicizia.

Di tutto ciò potrete rendervi conto con i vostri stessi occhi tra circa un anno. Alla seconda edizione di Giulia in Giallo – Delitti & Diletti, naturalmente.

 

 

  Il Lettore

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