«La verità nell’ombra»… torna alla luce!

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Andò in scena per la prima volta tre anni e mezzo orsono, al Teatro Sociale di Brescia, nel (prestigioso) ambito del cartellone del C.T.B. (Centro Teatrale Bresciano) della stagione 2014/2015.

«La verità nell’ombra» è un dramma scritto da Patrizio Pacioni che, basato sullo studio di migliaia di pagine dei faldoni relativi agli atti del processo di Corte d’Assise che si tenne a Viterbo tra il 1950 e il 1952, analizza in ogni suo risvolto la vicenda del massacro di Portella dell Ginestra, arrivando alla formulazione di ipotesi non convenzionali in merito al reale dipanarsi della vicenda.

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Il primo maggio del 1947, in occasione di un comizio indetto dai sindacati per celebrare la ricorrenza della Festa dei Lavoratori,  il bandito Salvatore Giuliano e i suoi aprirono il fuoco dalle alture più prossime alla spianata, causando una carneficina che provocò undici vittime e un gran numero di feriti.

Un atto vile, un massacro proditorio ed efferato che rappresentò il primo colpo sferrato da una certa eversione resistente a ogni rivendicazione democratica e civile e a ogni cambiamento a turbare un sistema di Potere restio a cedere il passo, in quella che -a pieno titolo- può definirsi la prima strage di Stato dell’allora giovane Repubblica Italiana.

Un’opera complessa nella quale il drammaturgo riesce a dosare perfettamente l’impegno e la denuncia civile, la rigorosa ricostruzione storica del dibattito processuale e dei fatti e un’appassionante vivacità e drammaticità narrativa.

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«Il prestigioso riconoscimento ricevuto dall’Accademia il Convivio in questa edizione della sezione “edito” del Premio teatrale “Angelo Musco”mi spinge a riprendere in mano il lavoro»  dichiara il drammaturgo.

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«La prima versione andata in scena per opera della Compagnia Stabile Assai» per la regia di Francesco Cinquemani, infatti, prevedeva l’impiego di un numero di attori e musicisti  (circa 20 – ndr) che l’attuale scenario economico in cui si muovono i teatri italiani, diventa praticamente proibitivo».

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L’idea, mi è parso di capire. è quella di rimettere mano al dramma, riarticolando il testo in modo di ridurre significativamente il numero degli interpreti, così come è già stato fatto con gli altri due drammi “corali” rappresentati dalla Compagnia Stabile Assai: «Diciannove + Uno» (già portato in scena dalla Compagnia Lanterna Teatrale di Carlo Hasan) e «Borsellino e l’Olifante» (l’anno prossimo in scena per opera della Compagnia Le Ombre di Platone.

Alla fine della consegna del premio e del conseguente intervento al cospetto del pubblico che gremiva la sala conferenze dela Caesar Palace Hotel di Giardini di Naxos, Patrizio Pacioni ha voluto accanto a sé anche l’amico Salvatore Buccafusca, attore, scrittore, e drammaturgo (coautore con lui di «Sua Eccellenza è servita» – nel prossimo gennaio in programmazione a Palermo) che nella messa in scena della prima edizione di «La verità nell’ombra» si occupò (insieme ad Antonio Turco) di perfezionare la riduzione teatrale.

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Ricordiamo, per concludere, che dall’opera è stato tratto l’omonimo libro, acquistabile velocemente n line a questo link:

https://www.ibs.it/verita-nell-ombra-libro-patrizio-pacioni/e/9788890876646?lgw_code=1122-B9788890876646&gclid=CjwKCAjwyOreBRAYEiwAR2mSkh2ujHi6xgoFbKQONwLSf0JDkNjXhegPmYsnTinkHaGNoiBtT12LqhoCPO4QAvD_BwE

oppure direttamente sul sito della Casa Editrice Serena.

 

 

   GuittoMatto 

Categorie: Teatro & Arte varia.

Splendido percorso di cultura, da un Convivio… all’altro

Oltre 1.100 partecipanti, oltre 1.300 elaborati ricevuti da leggere e valutare.

In questi due (grossi) numeri si potrebbe sintetizzare il lusinghiero successo consuntivato dal concorso letterario 2017 bandito dall’Accademia Internazionale Il Convivio.

Solo che sarebbe un resoconto arido, per quanto estremamente positivo, se non si tenesse conto dell’elevata  qualità media dei partecipanti (e dei loro elaborati di poesia, prosa e teatro), provenienti da ogni parte d’Italia e anche da paesi esteri più o meno remoti.

Domenica scorsa a Giardini di Naxos, nell’ampia ed elegante sala convegni dell’Hotel Caesar, completamente gremita di pubblico, si è tenuta una cerimonia di premiazione all’altezza della manifestazione.

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Nel coinciso ma significativo discorso di benvenuto del Presidente Angelo Manitta che, oltre a rallegrarsi per l’ottimo esito dell’iniziativa e preannunciare le prossime manifestazioni che saranno varate da Il Convivio, ha illustrato la positiva esperienza varata dalla stessa Accademia nel settore dell’editoria di qualità; sarà proprio la Casa Editrice Il Convivio, tra l’altro, a curare (vedi sotto) la pubblicazione del testo teatrale «Come nel gioco dell’Oca», firmato da Patrizio Pacioni ed Elena Bonometti.  Dopo di che ha avuto inizio il lungo ma mai ripetitivo e banale alternarsi dei vincitori delle varie categorie in cui era suddiviso il Concorso.

Nel concorso per testi teatrali intitolato al grande autore e attore siciliano Angelo Musco, segnalo  la premiazione di Patrizio Pacioni, vincitore assoluto nella sezione  Teatro Edito con «Diciannove + Uno» e premiato con segnalazione, insieme alla coautrice Elena Bonometti, nel Teatro Inedito, con «Come nel gioco dell’Oca». Particolarmente toccante il momento della consegna della targa, allorché è stato chiamato al palco Concetto Orofino, fratello di uno dei marinai dispersi e mai più ritrovati in occasione della scomparsa nel 1962, nel Mediterraneo meridionale, della motonave Hedia.

Alla conclusione dell’incongtro, un prelibato pranzo, animato da rilassate e cordialissime conversazioni, ha costituito la migliore occasione di contatto e scambio idee tra organizzatori, premiati e “semplici” amanti della scrittura convenuti al Caesar Palace.

Poi, fuori, ad attendere tutti, per la gioia degli occhi e del cuore, il placido e azzurrissimo mare di Sicilia sovrastato dalla massiccia presenza di un Etna ancora imbiancato.

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Inutile dire che già dal lunedì mattina, Angelo Manitta, l’infaticabile Enza Conti e tutti gli altri stanno già lavorando… per preparare il prossimo Convivio.

 

SI RINGRAZIA ALFREDO SPADAFORA PER LE FOTO GENTILMENTE CONCESSE

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     Valerio Vairo

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