Goodmorning Brescia (31) – Un prezioso catalogo e una mostra da visitare

Catalogo dell’Arte Moderna è una pubblicazione che dal 1962 (prima edizione) costituisce un appuntamento periodico e un autentico riferimento  per artisti, galleristi, collezionisti, associazioni d’arte e appassionati

Nata da una felice intuizione del critico Luigi Carluccio, raccolta e data alle stampe dall’editore piemontese Bolaffi sotto forma di un corposo e ricco repertorio annuale dedicato al mercato dell’arte contemporanea. Rilevato alla fine degli anni Settanta dalla Giorgio Mondadori, è la più “antica” pubblicazione italiana di questo tipo.

 

La presentazione bresciana del numero 52 si è svolta nella sede della AAB (Associazione Artisti Bresciani) al numero 4 di Vicolo delle Stelle, alla presenza di un folto gruppo di artisti (tra i quali ho notato anche Gi Morandini, notorio e illustre amico bresciano di Monteselva e del Commissario Cardona, e appassionati d’arte. Nell’introdurre l’evento, il Presidente della AAB Dino Santina, ha ricordato l’attività di promozione artistica e di valorizzazione dei più meritevoli artisti del territorio. Dopo di lui il Responsabile Libri Illustrati di Cairo Publishing Carlo Motta, ha valorizzato la funzione della pubblicazione definendola “il sole” attorno al quale girano altre pubblicazioni artistiche della Giorgio Mondadori.

Nel nuovo numero, che in copertina reca La Fontanella (olio su tela) del Maestro primitivista Norberto, l’approfondito articolo firmato da Claudia Trafficante su Umberto Boccioni, che a un secolo dalla morte del grande pittore reggino, mette l’accento sulla sua vicenda umana, prima ancora che su quella artistica.

Segue una rassegna del nuovo espressionismo veneto (come Birolli, Casorati, Semeghini e Tavella) curata da Mario Guderzo, dopo di che  l’esperto Andrea De Liberis spiega come attraverso i “percorsi costruttivi” si possa arrivare a stabilire l’autenticità o meno di una certa opera.  Da segnalare anche la disamina dell’ancora straordinariamente positivo rapporto tra il mercato internazionale e la grande tradizione italiana del ‘900, evidenziata dalle ricche aggiudicazioni delle opere di artisti del calibro di Burri, FontanaMorandi.

  

 

   

Per la gioia degli intervenuti al già citato civico 4 di Vicolo delle Stelle, sede dell’incontro, è ancora in corso la mostra Francesco Triglia – Oltre il Mito, realizzata con il patrocinio del Comune e della Provincia di Brescia, nella quale sono esposte significative opere dell’artista reggino, in meraviglioso equilibrio tra suggestioni classiche e tendenze post moderne  post tecnologiche, tra sirene, centauri, draghi, donne serpenti e altri esseri fantastici.

Ancora possibile visitarla fino all’8 marzo. Sarebbe davvero un peccato perdere un’occasione del genere.

 

L’Associazione Artisti Bresciani è un’agenzia di pubblico servizio, convenzionata con il Comune e la Provincia di Brescia, e ha lo scopo di promuovere iniziative di carattere culturale, in particolare la conoscenza e lo studio delle arti figurative e visive e degli artisti bresciani.
Specificamente l’Associazione, a norma dello statuto, organizza:

* attività culturali (mostre, tavole rotonde, convegni, conferenze, dibattiti, proiezione di film e documentari, concerti)
* attività didattiche e di formazione (corsi di preparazione e di perfezionamento nel campo delle arti e delle relative tecniche, seminari di studio, gruppi di ricerca, corsi di aggiornamento per insegnanti);
* attività editoriali (pubblicazione di cataloghi, di un bollettino di informazione con cadenza semestrale,  di atti di convegni conferenze seminari, di ricerche e studi sulle arti e i loro protagonisti, con particolare riferimento alle opere e agli artisti bresciani);
* attività promozionali (promozione di tutte le azioni idonee alla salvaguardia, alla tutela e alla valorizzazione dei beni ambientali, storici, artistici della città e della provincia).

L’Associazione opera senza fini di lucro in collaborazione con istituzioni ed enti pubblici e privati.

L’AAB ha sessantacinque anni di vita ed ha segnato profondamente la realtà culturale ed artistica locale.

Catalogo dell’Arte Moderna n. 52
Gli artisti italiani dal primo Novecento ad oggi
AA.VV.
Collana: Cataloghi d’Arte
Editore: Editoriale Giorgio Mondadori
Pagine: 848
Prezzo:€ 98,00
ISBN/EAN: 978-88-6052-751-6
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Categorie: Giorni d'oggi.

Goodmorning Brescia (26) – Dolcetto o Delitto?

Simposio

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Presso i Greci e i Romani, il simposio era quella pratica conviviale (da qui anche chiamato convivio), che faceva seguito al banchetto, durante la quale i commensali bevevano secondo le prescrizioni del simposiarca, intonavano canti conviviali (skólia), si dedicavano ad intrattenimenti di vario genere (recita di carmi, danze, conversazioni, giochi ecc.).

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Eccolo, il motivo dello strano incipit di questo articolo: con “La Monteselva di Patrizio Pacioni e Gi Morandini” evento tra il letterario e il figurativo che si è tenuto ieri pomeriggio al Caffè Letterario Primo Piano,  proprio a tale riferimento storico ci si è voluti riferire.

Il programma prevedeva due interviste incrociate aventi a tema la fantastica quanto oscura città costruita dalla fantasia dello scrittore romano, che l’artista camuno ha voluto reinterpretare alla luce della propria sensibilità creativa attraverso l’esposizione di alcune opere a ciò dedicate. Per la parte letteraria la conduttrice Sara Abate, per quella pittorica Carla Berta, grande appassionata di ogni modalità espressiva d’Arte e buona conoscitrice del panorama di riferimento cittadino e non solo.

In realtà con gli spettatori seduti ai tavoli, il tè, gli squisiti dolci, in completo relax, il tutto si è trasformato in una conversazione aperta nel corso della quale davvero Sara Abate ha saputo enucleare e mettere in luce le parti più rilevanti del duplice romanzo che ha segnato, dopo più di cinque anni si “riposo”, il ritorno dell’implacabile commissario Cardona e delle più sinistre nebbie di Monteselva, mentre Carla Berta è riuscita a entrare con una buona dose di intuito e consumata esperienza nel processo interpretativo che ha portato Gi Morandini ha rivisitare a modo suo i personaggi creati da Patrizio Pacioni.

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Fotografia di sinistra Patrizio Pacioni e Gi Morandini si confrontano su una delle opere esposte.

Fotografia di destra: in piedi, l’attrice Annabruna Gigliotti che ha curato le letture, insieme all’altro componente della “Compagnia delle Impronte“, il bravo Massimo Pedrotti

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A sinistra:  Carla Berta, Sara Abate e Patrizio Pacioni – A destra: Massimo Pedrotti

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Altri momenti dell’originale e intrigante appuntamento bresciano del 19 novembre. Un’esperienza da ripetere.

Serenità, approfondimento e rilassato divertimento sono le sensazioni che, nel dopo evento, ho raccolto tra gli intervenuti. 

Il modo migliore di concludere, a questo punto, mi sembra quello di citare una dichiarazione che, prima di congedarsi, ha rilasciato Pacioni stesso:

«Oltre a essere stato coinvolgente e stimolante, l’incontro mi ha permesso attraverso Sara di cogliere qualche interessante spunto in merito a potenziali futuri sviluppi di quella che mi piace chiamare “Saga di Monteselva” e, grazie al confronto con Gi, brillantemente mediato dalla sensibilità di Carla, ho cominciato a elaborare una maggiore definizione di certe caratteristiche (non solo esteriori) di alcuni dei personaggi».

 

(*) foto gentilmente fornite da Ph G.O.

 

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Categorie: Giorni d'oggi.

Impegno & Solidarietà? A Brescia è… roba da museo

Nessuno si preoccupi.

C’è museo e museo, e quello in cui, martedì 15 novembre, si terrà l’evento liberALArte è un museo alquanto singolare.

Nel Museo Mille Miglia, infatti, non sono esposti né quadri né sculture. Nelle sue grandi sala si possono invece ammirare automobili d’epoca, in una collezione nella quale,a leggere tra le righe (o tra le ruote) è compresa la stotia di costume, di vita e di progresso non solo della nostra Italia.

Perché la Mille Miglia non è mai stata una semplice gara. Tra le decine di ricostruzioni, più o meno fedeli effettuate negli ultimi decenni,  di come ebbe inizio la straordinaria epopea, di quella che sarebbe poi stata conosciuta come «la corsa più bella del mondo» la  più attendibile, com’è giusto che sia,  quella  .     smbra quella raccontata  da uno dei suoi fondatori, Giovanni Canestrini, riportata sul suo famosissimo libro “Mille Miglia” edito nel 1967. In queste pagine – riprese anche da Giovannino Lurani in “La storia delle Mille Miglia”  ( 1979)  è descritto il memorabile episodio avvenuto il 2 dicembre 1926, giorno ormai riconosciuto ufficialmente come data di nascita della Mille Miglia.

Il resto del racconto è ormai leggenda, fino all’intervento di Franco Mazzotti che pronuncia le fatidiche parole: “Coppa delle Mille Miglia“..

 

liberALArte  si diceva.

Un titolo che è tutto in programma, scomponibile in una esortazione <Liberala, l’Arte>, in una constatazione <l’Arte è libera> e in un augurio <l’Arte libera (è utile a liberare)>.

Una parola in cui è nascosta, ed evidenziata anche cromaticamente l’ala capace di risollevare l’anima di un uomo caduto, ma volonteroso di rientrare a pieno titolo nel consesso civile.

Un appuntamento di straordinario interesse (finalizzato al sostegno dell’Associazione Carcere e Territorio, impegnata nell’ottimizzazione dei percorsi d’inclusione di persone in esecuzione penale) .

Nel corso dell’evento,è prevista, tra l’altro, la proiezione di due interessantissimi filmati.

 

Il Lettore, claustrofobico cortometraggio sulla follia della guerra, intesa come simbolo e sintesi degli errori capaci di imprigionare e opprimere popoli e persone.

Scritto da Patrizio Pacioni con Fabiana Cinque per la regia di Martina Girlanda e l’interpretazione dei detenuti del “Gruppo Angelo“, interamente girato all’interno della Casa Circondariale di Busto Arsizio.

Estratti da La causa e il caso, significativa e suggestiva sintesi (realizzata da Alice Fedeli) dello spettacolo portato in scena da Giulia Gussago: uno straordinaro esperimento di danza che ha visto esibirsi (anche sul prestigioso palco del Teatro Sociale) gli allievi della Compagnia Lyria insieme gli ospiti della Casa di Reclusione di Verziano.

Uno spettacolo di cui ha già scritto diffusamente GuittoMatto su questo blog (https://cardona.patriziopacioni.com/al-sociale-con-tanti-ballerini-sul-palcoscenico-e-un-solo-grande-cuore/).

L’Associazione Carcere e Territorio nasce nel 1997 da un’idea del Dott. Giancarlo Zappa, allora Presidente del Tribunale di Sorveglianza a Brescia. Il progetto statutario si pone come finalità generale quella di intervenire rispetto ai percorsi di inclusione di persone in esecuzione penale. L’intento è quello di impedire che, da parte della comunità locale si finisca con il favorire un allontanamento dalle reti di relazione legate al reato (che in carcere permangono e anzi spesso si creano e/o consolidano) , favoreno -al contrario- un inserimento in reti di relazioni legati a differenti valori (legati agli ambiti affettivi, lavorativi, ricreativi, ecc.) con un conseguente aumento delle opportunità di inserimento sociale e di costruzione di percorsi di autonomia per la persona, dando attuazione al principio sancito dall’art.27 della Costituzione riguardante il fine rieducativo della pena. 

ACT svolge un ruolo di coordinamento tra diverse associazioni che operano con diverse vocazioni e funzioni nel sistema della giustizia.

Lo spirito che anima l’Associazione è la volontà di creare un ponte tra il carcere e il territorio, per far sì che la popolazione esterna non ignori la situazione delle persone in esecuzione penale e che i detenuti non rimangano completamente emarginati, motivo a causa del quale, una volta usciti, potrebbero commettere nuovi reati. In questo senso lo sforzo dell’Associazione si indirizza con particolare fervore verso percorsi di “giustizia ripartiva” affinché anche le vittime di reato e la Comunità intera possano trovare, nei percorsi di riabilitazione individuale, la opportuna tutela delle loro giuste, ma spesso non riconosciute, esigenze. 

Nel Dicembre 2009 ACT Onlus ha vinto il premio “Bulloni” istituito del Comune di Brescia.

Dal luglio 2015 ha acquisito lo special consultative status presso l’ECOSOC della Nazioni Unite.

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    Valerio Variro

Categorie: I&S - impegno & solidarietà.

Per Patrizio novembre sarà il mese dei moLti (eventi)

No, non si tratta di un errore di battuta, se state pensando alla tradizione novembrina fatta di cipressi e crisantemi.

È solo un innocente gioco di parole in occasione della prossima partenza del tour di presentazioni di «In cauda venenum» il doppio romanzo che segna, a distanza di oltre cinque anni, il ritorno del commissario Cardona, presentato in anteprima ai festival Caffeina, Ombre e Giulia in Giallo – Delitti & Diletti.

Avvio scoppiettante, visto che, nel giro di poco più di una settimana, il Leone di Momnnteselva e il suo narratore saranno a Roma, Brescia e Desenzano (rispettivamente 10, 18 e 19 novembre).

Ma non c’è solo questo, nel movimentato novembre di Patrizio Pacioni.

Martedì 15, nella suggestiva sede del Museo Mille Miglia si terrà, con il patrocinio del Comune di Brescia, «liberALArte», l’evento pensato e fortemente voluto dallo scrittore romano a sostegno dell’attività di recupero dei detenuti attraverso la pratica dell’arte, intesa nella più ampia delle accezioni.

L’occasione, per chi ancora non l’avesse fatto, di assistere alla proiezione del film «Il Lettore» (scritto da Pacioni e Fabiana Cinque per la regia di Martina Girlanda)  realizzato all’interno della Casa Circondariale di Busto Arsizio e a quella di una sintesi di «La causa e il caso» lo spettacolo di danza che Giulia Gussago ha portato nella scorsa stagione sul palcoscenico del Teatro Sociale di Brescia.

Alla serata, che sarà presentata da Biagio Vinella, sarà esposta anche l’opera che è servita da sfondo alla locandina dell’evento, realizzata dall’artista bresciano Gi Morandini.

Di questo e di tutti gli altri eventi in programma, come sempre, sarà nostra cura fornire dettaglio, orari e ogni altra informazione utile.

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   Valerio Vairo

Categorie: Senza categoria.

Vernissage (1) – Gi Morandini, il camuno guerriero… del bello

 

Ho superato quasi tutti gli esami della facoltà di medicina, ma proprio quando sono arrivato quasi in fondo, ho capito che non era roba per me e non mi sono laureato. Ho fatto cento lavori, impegnandomi fino in fondo in ciascuno di essi, ma c’era sempre qualcosa che mancava”

Noi montanari camuni, i cittadini possiamo metterli  tra due fette di polenta calda, e mangiarceli senza nessuna difficoltà, se vogliamo: perché chi vive in altura si  abitua sin da fanciullo a un franco ma duro confronto con la natura, e matura prima e meglio”

Autodidatta colto, onnivoro dal punto di vista culturale, sempre curioso di tutto. Goloso di notizie, aggiornamenti e novità.

La mia è una mancanza cronica e incolmabile, una carenza legata a un’infanzia e a un’adolescenza piuttosto compressa. Un po’ come quelli che hanno subito le privazioni imposte dalla guerra e continuano ad avere fame anche quando dovrebbero essere satolli“.

Comincia con matita e tempera: disegnare i tratti esalta la sua creatività, il riempimento lo rasserena e lo tranquillizza.

Nudoprimigenio (acrilico su MD – cm 70×50)

          Gacneosemplice  (collage su MD – cm 70×100)

Tumialba (acrilico su carta da acquerello – cm 50×30)

 

Gi Morandini nasce a Bienno (Valle Camonica) nel 1951. Conseguita la maturità scientifica, intraprende gli studi universitari iscrivendosi alla facoltà di Medicina. Ha al suo attivo 63 mostre personali di cui una nelle sale del Museo di Stato di San Marino e tre a Villa Vogel a Firenze.

Nel 1976 inizia la sua ricerca sui temi legati alla figurazione con particolare attenzione al fatto segnico, denominando il tutto con il neologismo neosemplicità  (in riferimento alle tematiche  ecologiste dei filosofi anglosassoni  degli anni ’60). Comincia a esporre a partire dal 1981. Nel suo percorso attraversa la figurazione, l’astrazione, la poesia visiva fino ad  opere  di  netto  impianto  concettuale (installazioni fatte con oggetti appartenuti al suo vissuto inserendo così la vita di ogni giorno nell’arte). Dal 1990  opera  anche  nel  campo della tridimensionalità  (sculture  in  bronzo, installazioni plotter-painting su tela …). Nel 1989  una sua opera  è divenuta  un annullo filatelico delle poste  nazionali. La sua attività si svolge  da più di   un  decennio  anche nel campo  della grafica  ed ha  al suo attivo numerosi manifesti,  copertine  di  libri…  Dal 11  gennaio  2005 ha iniziato la serie di azioni d’arte dal titolo Burocrazianeosemplice in cui trasla gli stilemi del lavoro di  Ufficiale  di  Stato  Civile in un  Atto d’Arte  itinerante compiuto  negli Uffici di Stato Civile dei Comuni Italiani.

  Dal 2003 è art director  dell’Associazione   Culturale  per   l’Arte  Contemporanea “La Parada“.

L’Associazione Culturale “La Parada” (che ha all’attivo moltissime mostre personali di artisti nazionali) è stata fondata nel 2003 a Brescia – in via Milano, 64 – dall’artista Gi Morandini con alcuni collezionisti ed estimatori d’arte. Lo stabile che la ospita risale agli inizi dell’800 ed era la stazione di posta per le carrozze della linea Milano-Venezia. Al suo interno la ristrutturazione dell’ambiente ha tenuto conto di quello che doveva essere l’aspetto originario, sia nell’uso dei materiali che nel design dell’insieme. Le salette adibite ad esposizione hanno il pavimento in granito nero e le pareti bianche illuminate da luce soffusa, per permettere la migliore lettura possibile delle opere. Fino ad oggi l’Associazione ha accolto le mostre personali di Fabio Annunziata, Giorgio Chiesi, Guido Zanoletti, Shalom, Rodolfo Vitone, Eikoh Hosoe (nell’ambito della Biennale di Fotografia di Brescia), Adriano Grasso Caprioli, Wolfang Kossuth, Silvestro Lodi, Giovanni Dalle Donne (Gruppo G), Massimo Bucchi, Ario Marianni, Luciano Ghersi, Giovanni Blandino, Gerico, Egidio Duina e Max Bi. Apertura su appuntamento (+39 335 563 3509)

Per chiudere, una ghiotta indiscrezione dell’ultima ora: sarà proprio Gi Morandini a realizzare la copertina del nuovo libro di Patrizio Pacioni, In cauda venenum, d’imminente uscita.  Un incontro importante, visto che se da una parte segnerà il ritorno, dopo ben sei anni di “riposo”, del commissario Cardona, dall’altra, nelle intenzioni della Serena Edizioni (che ne curerà la stampa), vuole rappresentare, anche “fisicamente” un oggetto del tutto particolare e sorprendente. 

Insomma, conoscendo la fantasia, l’entusiasmo e la vis creativa dei due artisti, chissà cos’altro ne verrà fuori.

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 Mastro Tempera

Categorie: Teatro & Arte varia.