Goodmorning Brescia (163) – Anche quest’anno (per fortuna) riapre Teatro Aperto

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«Siamo arrivati alla terza edizione del  progetto realizzato con la direzione artistica di Elisabetta Pozzi. Si tratta di un’iniziativa che ha riscosso grande interesse anche a livello nazionale, il cui scopo principale è quello di sollecitare e tenere sempre accesa l’attenzione del pubblico sulla drammaturgia contemporanea» sono le parole con le quali il Direttore del CTB padrone di casa, Gian Mario Bandera, introduce la conferenza stampa di presentazione della rassegna di letture sceniche “Teatro Aperto” tenutasi stamattina nella sede di Piazza Loggia.

«A riprova dell’interesse suscitato, oltre al costante favore riscontrato da parte del pubblico, riceviamo un numero crescente di adesioni da parte non solo di drammaturghi, ma anche da attori che si offrono per partecipare agli eventi»

Prima di passare la parola agli altri conferenzieri, Bandera ricorda che nel prossimo mese di maggio andrà in scena al Teatro Sociale la “mise en espace” della pièce «Il bacio di Tosca» (Kenneth Jupp) che lo scorso anno si aggiudicò i maggiori favori espressi nelle schede di valutazione degli spettatori affluiti al San Carlino.

Prima di ogni altra cosa il Consigliere di amministrazione del Centro Teatrale Bresciano Luigi Mahony, si premura di ringraziare i partner di questa iniziativa, Provincia e Fondazione ASM, e, soprattutto, il Direttore artistico Elisabetta Pozzi, reduce dal clamoroso successo registrato a Vicenza dalla sua “Ecuba” in cartellone nel calendario bresciano 19/20, attesa con grande curiosità e aspettativa da parte degli appassionati.

«A dare maggior lustro a questa rassegna, segnalo la presenza di professionisti di altissimo livello quali Fulvio Pepe, Lella Costa e altri validissimi attori che si affiancheranno, naturalmente, alla stessa Elisabetta Pozzi» sottolinea a conclusione del suo intervento.

«La Fondazione ASM continua con grande convinzione a seguire le principali attività culturali bresciane, tra le quali, in prima posizione, si deve annoverare senz’altro il CTB» dichiara il presidente Felice Scalvini. Pere poi proseguire così: «La rassegna “Teatro aperto” ha attirato la nostra attenzione come progetto originale e interessante idoneo a promuovere in modo conveniente il “protagonismo” inteso nella migliore e più positiva accezione del termine. È nostra precisa intenzione quella di dimostrarci non solo finanziatori, ma anche e soprattutto partners».

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Guido Galperti, vice presidente della Provincia, fa notare come il suo Ente sia costantemente attento non solo all’attività artistica teatrale, ma anche alla manutenzione, alla ristrutturazione e alla valorizzazione delle strutture di Brescia e del suo territorio.

A tirare le fila dell’incontro, com’è giusto che sia, pensa l’anima della rassegna “Teatro aperto”, Elisabetta Pozzi.

«Mi piace parlare al plurale perché quello di questa serie di appuntamenti è un autentico lavoro di gruppo che, oltre a me, coinvolge mio marito Daniele D’Angelo, Andrea Cora e altre quattro o cinque collaboratori appassionati di teatro» premette.

«Quest’anno il numero dei lavori che sono stati proposti, e la difficoltà di selezionare i migliori in presenza di una elevata qualità media, ha reso il nostro impegno particolarmente laborioso»

Passa poi a soffermarsi più in dettaglio sulla struttura e sui lavori prescelti, precisando che l’idea di strutturare la rassegna in due tranche separate, è stata suggerita dalla possibilità di fare un doppio focus: nella prima parte si è voluto valorizzare testi di cultura anglosassone, dedicando la seconda, maggiormente ma non esclusivamente, alla produzione nazionale.

«Il tema di fondo che lega in un certo modo i quattro spettacoli della prima parte è quello del confronto intergenerazionale . Si parte dal singolare modo di affrontare la figura di Giovanna D’Arco ne La madre della pulzella” (Jane Anderson) che evidenzia e dimostra, tra l’altro, le grandi difficoltà incontrate oltreoceano nell’affrontare tematiche tipicamente europee. Si passa poi al romanticismo “in ritardo” della seconda pièce, “Stella cadente”, firmato da Steven Dietz, un autore bravo e prolifico ma ancora poco conosciuto.Bambino mio divino” (Carol Carpenter), il terzo appuntamento, è ambientato nel nord del Mexico, territorio di confine quanto mai problematico. Un testo che appare molto americano, anticipando tematiche che, però, stanno diventando sempre  più familiare anche qui in Italia.

Per concludere, “The b*easts”, di un’autrice britannica (Monica Dolan). Un testo molto forte e importante che Lella Costa ha già portato in lettura a Milano. Si racconta di una psicoterapeuta che cura una bambina, introducendo un difficile spunt di riflessione sulla progressiva sessualizzazione di società e cultura contemporanea».

Prima dei saluti finali, Elisabetta Pozzi fa notare come e quanto sia importante collocare gli autoiri dei testi in un territorio e in un contesto preciso, aiutando così il pubblico ad avvicinarsi sempre più al teatro.

«Qualcosa che noi di Teatro aperto abbiamo cercato, stiamo cercando e cercheremo sempre di fare»

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Goodmorning Brescia (161) – Entrare a teatro per uscire da una noiosa routine

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Una conferenza stampa affollata di giornalisti e davvero… fuori norma, quella che si è tenuta nel primo pomeriggio presso la Sala Giunta di Palazzo Loggia, con la presenza di surreali e accattivanti maschere viventi.

Del resto è ormai nota a tutti l’originalità della rassegna che da quattro anni si innesca nel ricco calendario bresciano di prosa.

Si parla di

GIORNATE FUORINORMA 2019
26 Ottobre, 7, 8, 9, 10, Novembre
CHE MOSTRO CHE SEI!
Guardarsi ed essere guardati tra fragilità paura e nuove scoperte.
Teatro, danza contemporanea, workshop, incontri, attività per ragazzi, musica, happening intorno ad arte e diversità

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Apre gli interventi Felice Scalvini, Presidente della Fondazione ASM.

«Più che una conferenza stampa sembra una performance, pienamente in linea con lo spirito che anima Fuorinorma !» non può fare a meno di mettere in risalto, ricordando che fin dall’inizio di questa manifestazione ASM non si limita a collaborare con gli organizzatori, ma dialoga con loro, nel comune intento della valorizzazione in città e dintorni del teatro sociale d’arte.

«Sono tre anni che il CTB collabora con questa manifestazione con assoluta convinzione, come dimostrato dall’inserimento di uno degli spettacoli che compongono la rassegna all’interno del cartellone “ufficiale” della corrente stagione» ribadisce il direttore del CEntro Teatrale Bresciano, Gian Mario Bandera.

Giuliana Bertoldi, Consigliere della Fondazione della Comunità Bresciana, mette in risalto l’accuratezza con la quale è stato realizzato ogni dettaglio della rassegna, a cominciare dall’opuscolo divulgativo che, dietro un’apparente semplicità, si vuol rivelare un potente di tutte quelle energie solidali e culturali che scorrono nella città.

Marco Piccoli, Vicepresidente della Fondazione Sipec, sottolinea come sia l’inquietudine (intesa nell’accezione più positiva del termine) il “motore” che muove e rende significative tutte le giornate Fuorinorma. Per poi concludere con una suggestiva citazione:  «Essere percepiti ogni giorno come uguali è la più severa condanna all’invisibilità».

Nel suo intervento, Domenico Bizzarro, Presidente della Cooperativa Sociale la Rete, ragiona su una frase che dovrebbe essere molto più di uno slogan : «Ci si spende molto nella ideazione e nella creazione di nuove ionixziative, ma poi non ci si cura abbastanza di monitorare e curare quotidianamente i rapporti interpersonali. In altre parole: meno inaugurazioni e più manutenzioni!»

È di Beatrice Faedi, com’è giusto che sia, la “parte del leone”.

«Non fatico ad ammettereche senza il supoporto di Enti e Istituzioni, gli eventi di Fuorinorma, semplicemente, non potrebbero avere luogo» confessa l’esponente di Somebody Teatro delle Diversità.

«Quella che si presenta alla partenza è un’edizione molto corposa, dunque anche rischiosa» premette, prima di passare all’esposizone degli appuntamenti in programma.

«Si comincerà il 7 novembre con un debut»segna ci sarà poesia, dunque, ma anche recitazione, ballo e musica. Segnalo, tra gli altri, l’evento “fumettistico” (ma non solo)  “Tutti mostri di Dylan Dog”  (con la partecipazione del grande disegnatore Corrado Roi e le due dark lady della dei testi, Barbara Baraldi e Paola Barbato. che sta già incontrando un interesse persino inatteso nelle dimensioni in cui si sta registrando».

La conclusione è un numero, precisamente il 3.000 che narca le presenze registrate nelle quattro giornate della scorsa edizione.

Un nunero che, se conosciamo un po’ Beatrice, è sua ferma intenzione migliorare ulteriormente quest’anno.

Alla chiusura e al saluto di commiato (così come aveva provveduto a introdurre la riunione-stampa) provvede il vice sindaco Laura Castelletti.

«Somebody Teatro e Fuorinorma sono energia pura, qualcosa che rende possibile a Brescia porsi al centro di un certo tipo di riflessione a livello nazionale sul riconoscimento delle differenze e delle fragilità e dell’intuizione su come soddisfare certi bisogni da esse derivanti».

E. come (im)prevedibile, per la gioia dei fotografi, lo scatto di gruppo finale.

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