Goodmorning Brescia (146) – Via Corsica n° 2 (seconda parte)

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La sala riunioni del Centro Islamico di Brescia è gremito fino all’ultima sedia da ragazze e ragazzi, quando Giusy Orofino, educatrice e divulgatrice, inizia la sua conferenza.

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Introduce l’incontro Acil (nella foto sottostante con Giusy Orofino), colui che ha fortemente voluto e organizzato questo appuntamento, presentando brevemente all’ospite la vivace attività informativa e culturale del gruppo giovanile, che conta una sessantina di (entusiasti e attivissimi) frequentatori.

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Dopo di che prende la parola la relatrice. Il suo metodo, si capisce subito, è il coinvolgimento di chi assiste, ed è un ottimo metodo.
«Quali sono i termini che associate al concetto di “anziano”?» chiede. Sui fogli che ritira, dopo un minuto, le risposte sono le più varie: “maturità”, “saggezza”, “persona da assistere”, “persona da onorare”, certo, ma anche un sorprendente quanto efficace “bambino”.

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Che la strada intrapresa da Giusy Orofino sia quella giusta, lo dimostra l’attenzione con la quale ragazzi e ragazze seguono la conferenza, nonostante la complessità dei temi trattati (quali i diversi metodi di approccio alle problematiche degli anziani, tanto per fare un esempio). Ci sono numerosi interventi, svariate domande, e Giusy va avanti rendendo più vivace la trattazione con il ricorso a esempi concreti di casistica e consigli pratici di trattamento e gestione del rapporto con gli anziani

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La conclusione della conferenza è magistrale, direi quasi da manuale: «Quando devono chiamare un piccolo che si è allontanato dal branco, gli elefanti adulti barriscono forte» fa ptesente Giusy Orofino.
«Quando, però, è un elefante anziano che smarrisce la strada, gli si affiancano e, in silenzio, senza clamore, lo riconducono a raggiungere gli altri».
Un esempio di grande suggestione ed efficacia che precede, di poco, il sonoro e sincero applauso di tutti i ragazzi.

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Non resta altro tempo, mentre nell’aria si diffondono gli aromi delle spezie che insaporiranno la cena collettiva del dì di festa, di una rapida visita ai locali del Centro, adibiti a scuola e a laboratori per grandi e piccini e per l’appuntamento al prossimo incontro.
Uno di quegli incontri costruttivi e cordiali, che non può che fare bene a tutti, ma proprio a tutti, attraverso l’approfondimento della reciproca conoscenza e la messa a fattor comune delle specificità e dei valori di diversi stili e concezioni di vita.

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Bonera.2

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Goodmorning Brescia (145) – Via Corsica n° 2 (prima parte)

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La spiritualità non conosce limiti, né confini, almeno su questo credo che non ci sia nessuno che possa obiettare alcunché.
Quando arrivo al numero 2 di via Corsica, sede del Centro Islamico di Brescia, una delle prime cose che recepisco è che c’è nell’aria una nota di fondo, un’onda emotiva, un respiro comune di un popolo fatto di tanti popoli.

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C’è un brusio di lingue diverse, tra gli uomini che affluiscono alla moschea (le donne si riuniscono per la preghiera al piano di sopra) e sì, c’è un sorriso collettivo da “sabato del villaggio”, un incessante scambio di saluti che unisce uomini e donne in un’unica, grande famiglia.
C’è una grande serenità, nell’aria , «Perché ce n’è bisogno eccome, di serenità, qui come altrove: particolarmente in un momento storico e politico di aspra conflittualità, drammatico e confuso, come quello che sta attraversano il mondo in questo inizio di millennio» dice Axil, componente del gruppo giovanile.
Poi mi invita a entrare nella grande sala della moschea, il cui pavimento è coperto per intero da un tappeto multicolore: è arrivato l’Imam, e sta per cominciare la preghiera del pomeriggio.
Mi tolgo le scarpe, mettendole accanto alle centinaia di altre ordinatamente riposte nell’atrio, ed entro.
Sono insieme agli altri e, stando tra loro, mi sento soltanto, niente di più, niente di meno, come gli altri, un uomo che cerca di elevare il pensiero al proprio Dio.

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Bonera.2

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