Amaranto: molto più di un colore

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Se si guarda a destra si gode della magnifica vista di un mare azzurro e pulito che espone a buon titolo, con legittimo orgoglio e sacrosanta soddisfazione, una bellissima bandiera blu; se poi, però, si volge il capo a sinistra, oltre il canale attraverso il quale la Fabbrica si abbevera avidamente dell’acqua di mare necessaria ai suoi processi industriali, risplendono spiagge bianche di spettacolare impatto visivo ma impastate di soda e di chissà quali altri materiali velenosi.

 

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Forse sarà un caso, forse no, ma fatto è che location più azzeccata degli accoglienti “Bagni Lillatro” di Rosignano Solway per la presentazione in anteprima nazionale del libro «Amaranto – Amaro amianto» proprio non poteva esserci. Nell’opera, edita da  “Il Convivio Editore”, è riportato il testo integrale dell’omonimo dramma ispirato al diario al quale Manuella Costalli (autrice di una toccante postfazione) ha affidato la rievocazione della morte per avvelenamento da asbesto del marito Graziano Candela, scritto come testo drammaturgico da Patrizio Pacioni. Il volume è arricchito dalla prefazione di uno dei massimi esperti italiani(e non solo) di problematiche relative alla difesa dell’ambiente e dalla bellissima copertina dell’artista bresciano Gi Morandini.

 

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Davanti a un pubblico di almeno 150 persone (un numero di partecipanti decisamente rimarchevole, per una presentazione letteraria), intervistato dal poeta ,scrittore e grande appassionato di teatro Çlirim Muça, il drammaturgo romano ha illustrato l’origine, la genesi e le finalità per le quali è stata messa in pista l’operazione “Amaranto”.

 

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Di grande suggestione e coinvolgimento emotivo il toccante intervento di Manuela Costalli che, ancora una volta a ripetuto la sua preziosa testimonianza non mancando mettere in luce le carenze etiche, amministrative, politiche e giudiziarie che hanno permesso permettono tuttora e ancora, purtroppo, permetterà negli anni a venire il perpetuarsi della vera e propria strage provocata dall’inquinamento da amianto. Numerose e qualificate le presenze di personaggi di rilievo operanti sul territorio e particolarmente sensibili alle tematiche dell’ambiente e della prevenzione. Prima fra tutti Antonella Franchi, esponente di spicco dell’Osservatorio Nazionale Amianto, particolarmente attiva nel settore della protezione delle generazioni più giovani esposte ai gravissimi rischi causati dalla ancora massiccia presenza della asbesto nelle strutture scolastiche. Di rilievo gli interventi dei consiglieri regionali Monica Pecori e Giampiero Palazzo, che hanno allargato i rispettivi interventi sulle problematiche derivanti dall’amianto a tematiche sociali, civili e politiche di più ampio respiro. Di grande spessore il contributo del dottor Maurizio Romani, già senatore della Repubblica, che ha riferito delle sue preziose esperienze in tema di inquinamento ambientale con particolare riferimento ad altre zone gravemente carenti dal punto di vista sanitario come quelle ormai compromesse dalle esalazioni e dagli scarichi dell’Ilva di Taranto e del polo petrolchimico di Priolo.

La lettura di alcuni significativi brani del dramma effettuata dall’attrice Ilaria Bianchi in coppia con lo stesso Autore  ha suscitato l’interesse e la commozione di tutti i presenti.

 

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«La presentazione di Rosignano Solvay, seguita la sera successiva da analogo appuntamento presso l’Hotel Signorini di Castiglioncello» ha tenuto a precisare Pacioni, «è soltanto l’avvio di un ambizioso progetto che, partito dalla creazione di un “gruppo” Facebook” particolarmente attivo e agguerrito, si propone il duplice scopo di portare al più presto il dramma in tournée nel maggior numero possibile di teatri italiani e di diffondere l’informazione su uno dei più grossi problemi ecologici che minacciano la salute degli italiani».

E, se lo dice lui, a noi non resta che aspettare fiduciosi.

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Questa sopra e la successiva, sono due istantanee della presentazione di “Amaranto – Amaro amianto” sabato 10 agosto all’Hotel Signorini di Castiglioncello

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Valerio Vairo

Categorie: Teatro & Arte varia.

A Rosignano s’incontrano teatro, letteratura e impegno civile

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Il nome della bella e amena cittadina tirrenica in provincia di Livorno deriva probabilmente da un nome di persona di epoca romana, Rasinius o dalla famiglia dei Rasinii. Per altri studiosi (primo tra tutti Giuliano Bonfante) ci potrebbe essere un collegamento con Rasenna, il nome nazionale degli Etruschi. Nel 1862 venne aggiunta la specificazione “marittimo”, cioè “della Maremma” (in latino Maritima)

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Ed è proprio a Rosignano (per essere ancora più precisi a Rosignano Solway, presso i Bagni Lillatro, che domani, venerdì 9 agosto, a partire dalle ore 18,30, si terrà un evento il cui significato e la cui portata va ben oltre la semplice presentazione di un nuovo libro.

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«Amaranto – Amaro amianto», infatti non è solo il titolo del nuovo avvincente dramma scritto da Patrizio Pacioni, ispirato al diario in cui Manuela Costalli racconta del legame di profondo amore che l’ha legata al marito Graziano Candela e della tragica catena di avvenimenti che glielo ha portato via, facendolo ammalare di mesotelioma. È anche e soprattutto una accorata e indignata  denuncia delle bugie, delle omissioni, degli innominabili interessi che hanno permesso (e tutt’ora continuano a permettere) che si perpetui la strage derivata dall’inquinamento da amianto. Il testo avvincente del dramma, arrivato alla pubblicazione attraverso l’affermazione nella sezione “drammaturgia” del  prestigioso Premio indetto dall’ Accademia internazionale Il Convivio intitolato a Giuseppe Antonio Borgese, è impreziosito dalla dotta, articolata e appassionata prefazione del Professor Giancarlo Ugazio (tra i massimi esperti sulle problematiche dell’inquinamento ambientale – in particolare quello da asbesto) e dalla struggente postfazione della stessa Manuela Costalli che, naturalmente, parteciperà all’evento.

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All’evento di domani parteciperà, in veste di conduttore e intervistatore dell’Autore, lo scrittore, poeta e drammaturgo di origini albanesi Çlirim Muça. Le letture saranno affidate all’attrice Ilaria Bianchi. È prevista la presenza di esponenti delle Istituzioni del territorio e di Antonella Franchi , conosciuta e stimata rappresentante dell’ONA.

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Qui di seguito potrete leggere un estratto di una delle parti più squisitamente informative che fanno del dramma e del libro anche un potente strumento di conoscenza del rischio-amianto.

Solo negli ultimi venticinque anni si sono registrati in Italia circa 30.000 casi di patologie derivate dall’amianto. Per il 90% degli uomini e per il 50% delle donne, la malattia è di origine professionale. Molti casi, troppi!, si sono verificati anche nel settore della scuola, coinvolgendo sia insegnanti che alunni. È un autentico flagello che comporta costi inaccettabili per lo Stato, in termini di prevenzione, spesa sanitaria e per prestazioni assistenziali e previdenziali.

Ancora oggi, sono presenti in  Italia più di quaranta milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, distribuiti in decine di migliaia di che disperdono polveri e fibre. Di tutto questo mare di veleni, sino a questo momento, ne è stata bonificato soltanto un ventesimo.

Fino a questo momento il problema amianto è stato affrontato in Italia solo sotto l’aspetto risarcitorio. Peccato che l’esborso di eventuali indennità venga effettuato, molto spesso, solo quando la patologia è ormai conclamata. È un processo complesso che costringe gli ammalati e le loro famiglie a sottoporsi a una trafila burocratica talmente lunga, che spesso il decesso precede il riconoscimento del diritto alla prestazione. Proprio come accadde a Graziano Candela: la lettera di convocazione da parte della ASL per la visita fiscale necessaria alla concessione di un assegno di accompagnamento, arrivò dopo la morte.

Quello che sarebbe indispensabile fare, invece, è l’applicazione immediata di un efficiente programma di prevenzione e di sorveglianza sanitaria nei luoghi a rischio: pochi e semplici accorgimenti che permetterebbero, se bene applicati, di arrestare le morti per amianto.

Intanto altri uomini, altre donne, altri bambini, continueranno a essere contaminati e ad ammalarsi. È arrivato il momento di dire basta, e perché ciò accada è necessario che ognuno si batta con tutto l’impegno, con tutte le energie e le risorse a disposizione, perché il massacro abbia fine.

È inevitabile che nella vita, prima o poi, ci si trovi costretti ad affrontare partite che sembra impossibile vincere. Momenti in cui tutto gira contro, in cui gli avversari sembrano molto più potenti e  decisi di noi.  Quando si tratta di diritti fondamentali, però, come quello alla salute e alla vita, a nessuno è permesso ritirarsi e abbandonare il campo. E allora non resta che moltiplicare l’impegno e gli sforzi, andare avanti senza esitazioni né paure, perché, ricordatelo tutti:

LA VERA SCONFITTA ARRIVA SOLO QUANDO SI SMETTE DI LOTTARE!

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Appuntamento a domani, a Rosignano Solway.

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Valerio Vairo

Categorie: Giorni d'oggi.