Capponi, caproni & caporioni

.

.

Attenzione: questa volta vi parlerò di qualcosa di cui non vi avrei voluto mai parlare.

.

Quand’ero bambino, e anche qualche anno più avanti, mia Mamma mi rimproverata aspramente se deponevo sulla tavola dove si stava desinando il pane (allora, a Roma, andavano di moda le ciriole (più a buon mercato) e le rosette (per palati più esigenti e per borsellini meno vuoti) rovesciato. 《Il pane è una benedizione di Dio》 mi diceva. 《Il pane merita rispetto》. Esagerava, forse. Probabilmente sì. Però era visto e sano che il pane raffermo non si gettasse nella pattumiera, ma si sfregasse sulla grattugia per ottenere quel “pane grattugiato”, appunti, cosi prezioso per imparare fettine di vitello e di pollo.

.

.

Sarà per questo che vedere gli esagitati di Torre Maura, guidati dai tristi camerati del luogo, calpestare i panini destinati ai Rom e ai loro bambini, mi ha fatto particolarmente male. Quanta rabbia nel loro bruciare e nel loro agitarsi, inferociti. A quale raccapricciante livello si degrado è arrivato l’odio etnico e sociale? Si è arrivati al punto che anche affamare i bambini è lecito, purché serva ad allontanare da sé il “diverso”, a non condividere spazi e risorse con chi è ancora più sfortunato e straccione.

Calpestare il pane dei poveri e dei bambini, che schifo. Che vergogna.
Calpestare il pane dei poveri e dei bambini, che schifo. Che vergogna.
Calpestare il pane dei poveri e dei bambini, che schifo. Che vergogna.

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è casamanzoni-017opt-824x1024.jpg

.

Sono sicuro che neanche ai famosi capponi di Renzo, che si beccavano tra loro mentre venivano portati ad “allungare il collo”, capitò mai di pensare, neanche alla lontana, di distruggere i pochi chicchi di grano che costituivano il sostentamento degli sfortunati compagni di sventura.

.

Valerio Vairo

Categorie: Giorni d'oggi.

Quando l’amicizia, da sola, non basta.

.

.Uno curioso, l’altro più

.

Uno curioso e potenzialmente trasgressivo, l’altro più pratico e attaccato alle regole. Dovrebbero fare la guardia, immobili e muti come statue, invece parlano tra loro per tutto il tempo. E, alle loro spalle, incombe il grande mausoleo Taj Mahal, ingombrante simbolo del <pitere, prima ancora che sontuoso e inimitabile monumento. Poi, come se scattasse un relè, ecco che la pièce cambia passo, acquista velocità e gronda tensione.
Si ritrovano dopo aver compiuto, insieme, un orribile carneficina: Babur, l’impulsivo, ha mozzato le mani di ventimila lavoratori che hanno contribuito alla costruzione dell’imponente Taj, e non riesce più a staccare le mani dall’impugnatura della spada; Humayun, il riflessivo, si ritrova momentaneamente accecato dal fumo delle carni bruciate degli arti mutilati che, in quella tragica catena di montaggio del terrore, è stato incaricato di cauterizzare. Tutti coloro che hanno dato vita a quella meraviglia architettonica, ha deciso l’Imperatore, non dovranno più provare a costruire un analogo capolavoro.

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Teatrap2-1024x696.jpg

.


È uno scenario infernale, lordato dal sangue, che, si capisce, non permetterà più ai due amici di vivere una vita normale. Inutile rifarsi al “dovere”, inutile cercare di consolarsi per le gratificazioni professionali che entrambi ricevono come compenso di quella macelleria. Qualcosa si è rotto definitiivamente sia all’interno della coppia di amici che nelle profondità dell’anima di ciascuno di loro, e le conseguenze di quella rottura saranno drammatiche.
Testo loriginale e validissimo, perfettamente reso in lettura scenica con la regia di Elio De Capitani e l’interpretazione, straordinariamente vigorosa e naturale dei giovani attori Alessandro Lussiana (abur) ed Enzo Curcurù (Humayun), sul brillante futuro professionale dei quali non è azzardato scommettere.
Sempre più valida, sempre più riuscita, sempre più intrigante nella scelta dei testi presentati, la rassegna pensata e fortemente voluta da Elisabetta Pozzi, “Teatro Aperto“: un nuovo modo di avvicinare gli spettatori al Teatro e di far conoiscere autori italiani e internazionali, testandone le opere con il concorso del parere espresso “a caldo” dagli spettatori. Gli scroscianti e ripetuti applausi che salutano la fine dell’evento testimoniano di quanto gradimento il pubblico bresciano, che per l’ennesima volta ha gremito il San Carlino fino all’ultima poltrona, manifesti anche per questa tipologia di eventi offerti dal CTB.

.

.

GuittoMatto

.

.

Categorie: Teatro & Arte varia.

Brescia, città del Teatro (8) – Il “cantaTTore” delle ombre

.

(produzione Associazione Culturale Alchimia)

.

Il protagonista del monologo, omen-nomen, si chiama Pier. Per la precisione Pier Dente. Per gli amici (?),  inutile dirlo, semplicemente “Per-dente”.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è NomenOmen.jpg


Appena sbarcato in città, Pier si mette in cerca di lavoro, ma sono tante le porte che gli vengono sbattute in faccia, una dopo l’altra. Finché una sera, nel corso di una festa elegante (no, cosa andate a pensare, ogni riferimento a persone reali o a fatti effettivamente accaduti è puramente casuale) nella bella villa del vacuo affabulatore signor Zirconi, si trova coinvolto in qualcosa di molto più grande di lui.
Chi è il riservato quanto misterioso Uomo in Grigio che, come un novello Eta Beta in carne e ossa, è capace di tirare fuori dalle tasche un cannocchiale, un tappeto persiano e -addirittura- un immenso padiglione lungo venti metri?

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Rez3.jpg

Chiunque esso sia, per Pier Dente rappresenta la possibilità di arrivare a ciò di cui ha bisogno attraverso ardite scorciatoie di cui non sospettava neanche l’esistenza; la corruzione offerta a chi, evidentemente, era già pronto a essere corrotto, come quasi sempre accade anche nella realtà.
Così il nostro controeroe cede alle lusinghe e alla seduzione del Male, stringendo un patto apparentemente più che vantaggioso: la propria ombra in cambio di un patrimonio in monete d’oro e gemme, talmente ingente da garantirgli un futuro florido e privo per sempre di ogni preoccupazione di tipo economico. Una ricchezza inaspettata che sembra la realizzazione di un sogno.

.

Le cose, naturalmente, non vanno proprio in questo modo. Presto la mancanza della propria ombra si fa sentire, dando esca all’emarginazione sociale di Pier Dente.
«Sentivo che la Bellezza del Creato si manifestava sì attraverso la luce, ma anche attraverso  l’ombra, dalla quale, invece, io ero escluso» .
Insomma, il bel sogno si trasforma in un incubo, e a Pier non resta che fuggire dal mondo e da se stesso, seguito e accudito dal fedele servitore Benedetto. Ogni volta, però, non appena s’illude di avere ritrovato equilibrio e serenità, magari anche l’amore (attraverso le grazie della bella Mina) tutto si guasta, e bisogna ricominciare da capo.
Non resta che stipulare un nuovo patto, ovviamente più pesante e svantaggioso del primo, perché, questa volta, si tratta di vendere nientemeno che la propria anima.
Del resto, perché non firmare, visto che «La vita è una sarta cattiva: ci cuce addosso abiti che non vogliamo».
Il perché, Pier lo scopre appena in tempo, ponendosi un altro interrogativo:«Ci può essere qualcosa da guadagnare, quando si accetta di perdere se stesso?».
La penna vola via, gettata lontano in un gesto rabbioso, ma non è certo la fine: quella di difendere la propria dignità, infatti, è una decisione che va presa molte volte, nella vita.
«Continuiamo a dare corpo alle ombre…» è la denuncia-monito finale, «… ma, nel contempo, vediamo i nostri corpi sparire come ombre».

.


.

Testo ben scritto, regia ottimamente strutturata, capace di mantenere per tutto lo spettacolo un delizioso sapore di antico e un’atmosfera fiabesca, rendendo avvincente anche la trattazione di argomenti molto complessi e, soprattutto…
… soprattutto una maiuscola prestazione attoriale di Mario Mirelli (vds. altro articolo in questa stessa rubrica:
https://cardona.patriziopacioni.com/brescia-citta-del-teatro-1-mario-mirelli-tra-recitazione-e-regia/ ), che rende serrato il monologo attraverso continui cambiamenti di ritmo e di tono, capace di riempire alla perfezione gli spazi, con un’assoluta padronanza del palcoscenico, sopperendo alla voluta assenza di scenografia (o forse approfittando di essa), con un sapiente controllo e utilizzo del corpo e della voce.

.

.

Convinti, prolungati e meritati gli applausi che i cento spettatori che ieri sera gremivano la Sala Civica Italo Calvino di Rezzato, tributano al mattatore della serata.
Prossimo (ormai vicinissimo) nuovo appuntamento con Mario Mirelli, questa volta in veste di regista, quello con «Marzia e il salumiere – Storia di un fiore reciso» scritto da Patrizio Pacioni e interpretato da Massimo Pedrotti e Chiara Pizzatti: sabato 6 aprile alle ore 20,30, al Teatro Sant’Afra di Brescia.

.

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è GuittoCirc.png

GuittoMatto

Categorie: Teatro & Arte varia.

Aspettando Marzia

.

Abbiamo il piacere di proporre un articolo appena pubblicato sulla rivista Prisma, curata e diretta dal giornalista RAI Gianni Maritati.

“Marzia e il salumiere – Storia di un fiore reciso” di Patrizio Pacioni
(Recensione di Anna Rizzello)

Patrizio Pacioni è autore non solo di molti lavori teatrali ma anche di racconti e fiabe, di romanzi fantastico-didascalici e noir. Drammaturgo di misteri neri italiani e non solo, è stato più volte premiato. Sempre pronto ad indagare tra i drammi sociali, si avventura con profonda sensibilità e un pizzico di fantasia in creazioni di pièce e di libri sapendo offrire supporti culturali non comuni. I retroscena di situazioni e i processi psicologici interiori lo attirano ormai da anni e sono la base del suo successo! Nel suo libro “Marzia e il Salumiere” risalta immediatamente una descrizione particolareggiata dell’ambiente dove si svolge la storia: è un vero e proprio bel testo teatrale con didascalie dettagliate, suggerimenti sul tono della voce e, per così dire, il tipo di respiro che il personaggio deve fare. L’aspetto della realtà è simile a quello della narrazione ed è una caratteristica apprezzabile che attrae l’attenzione del lettore quanto quella dello spettatore in teatro così come accade nelle opere dei grandi drammaturghi del passato. Marzia e il Salumiere si legge in un battibaleno perché è reale, scritto bene, coinvolgente e suscita non solo curiosità di sapere cosa è accaduto prima, ma anche un forte desiderio di scoprire cosa accadrà dopo! Sa lasciare con il fiato sospeso. “Che siano i morti a seppellire i morti”: frase da brivido verso la conclusione di questa pièce!

.

Categorie: Scrittura e Teatro & Arte varia.

Goodmorning Brescia (146) – Via Corsica n° 2 (seconda parte)

.

La sala riunioni del Centro Islamico di Brescia è gremito fino all’ultima sedia da ragazze e ragazzi, quando Giusy Orofino, educatrice e divulgatrice, inizia la sua conferenza.

.

Introduce l’incontro Acil (nella foto sottostante con Giusy Orofino), colui che ha fortemente voluto e organizzato questo appuntamento, presentando brevemente all’ospite la vivace attività informativa e culturale del gruppo giovanile, che conta una sessantina di (entusiasti e attivissimi) frequentatori.

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Islam4-1-1024x498.jpg

.

Dopo di che prende la parola la relatrice. Il suo metodo, si capisce subito, è il coinvolgimento di chi assiste, ed è un ottimo metodo.
«Quali sono i termini che associate al concetto di “anziano”?» chiede. Sui fogli che ritira, dopo un minuto, le risposte sono le più varie: “maturità”, “saggezza”, “persona da assistere”, “persona da onorare”, certo, ma anche un sorprendente quanto efficace “bambino”.

.

.

Che la strada intrapresa da Giusy Orofino sia quella giusta, lo dimostra l’attenzione con la quale ragazzi e ragazze seguono la conferenza, nonostante la complessità dei temi trattati (quali i diversi metodi di approccio alle problematiche degli anziani, tanto per fare un esempio). Ci sono numerosi interventi, svariate domande, e Giusy va avanti rendendo più vivace la trattazione con il ricorso a esempi concreti di casistica e consigli pratici di trattamento e gestione del rapporto con gli anziani

.

.

La conclusione della conferenza è magistrale, direi quasi da manuale: «Quando devono chiamare un piccolo che si è allontanato dal branco, gli elefanti adulti barriscono forte» fa ptesente Giusy Orofino.
«Quando, però, è un elefante anziano che smarrisce la strada, gli si affiancano e, in silenzio, senza clamore, lo riconducono a raggiungere gli altri».
Un esempio di grande suggestione ed efficacia che precede, di poco, il sonoro e sincero applauso di tutti i ragazzi.

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Islam6-1-1024x498.jpg

.

Non resta altro tempo, mentre nell’aria si diffondono gli aromi delle spezie che insaporiranno la cena collettiva del dì di festa, di una rapida visita ai locali del Centro, adibiti a scuola e a laboratori per grandi e piccini e per l’appuntamento al prossimo incontro.
Uno di quegli incontri costruttivi e cordiali, che non può che fare bene a tutti, ma proprio a tutti, attraverso l’approfondimento della reciproca conoscenza e la messa a fattor comune delle specificità e dei valori di diversi stili e concezioni di vita.

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è leonessa.png

.

Bonera.2

Categorie: Giorni d'oggi.

Goodmorning Brescia (145) – Via Corsica n° 2 (prima parte)

.

.

La spiritualità non conosce limiti, né confini, almeno su questo credo che non ci sia nessuno che possa obiettare alcunché.
Quando arrivo al numero 2 di via Corsica, sede del Centro Islamico di Brescia, una delle prime cose che recepisco è che c’è nell’aria una nota di fondo, un’onda emotiva, un respiro comune di un popolo fatto di tanti popoli.

.

.

C’è un brusio di lingue diverse, tra gli uomini che affluiscono alla moschea (le donne si riuniscono per la preghiera al piano di sopra) e sì, c’è un sorriso collettivo da “sabato del villaggio”, un incessante scambio di saluti che unisce uomini e donne in un’unica, grande famiglia.
C’è una grande serenità, nell’aria , «Perché ce n’è bisogno eccome, di serenità, qui come altrove: particolarmente in un momento storico e politico di aspra conflittualità, drammatico e confuso, come quello che sta attraversano il mondo in questo inizio di millennio» dice Axil, componente del gruppo giovanile.
Poi mi invita a entrare nella grande sala della moschea, il cui pavimento è coperto per intero da un tappeto multicolore: è arrivato l’Imam, e sta per cominciare la preghiera del pomeriggio.
Mi tolgo le scarpe, mettendole accanto alle centinaia di altre ordinatamente riposte nell’atrio, ed entro.
Sono insieme agli altri e, stando tra loro, mi sento soltanto, niente di più, niente di meno, come gli altri, un uomo che cerca di elevare il pensiero al proprio Dio.

.

Bonera.2

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è leonessa.png

Categorie: Giorni d'oggi.

I & S – Piazza Martiri del Cancro e change.org

.

.

Change.org è una società profit (registrata negli Stati Uniti come B Corporation) che gestisce la piattaforma on-line gratuita di campagne sociali, fondata nel 2007 nel Delaware, con quartier generale a San Francisco, nel cuore dell a Silicon Valley.
Ciao, mi chiamo Don Palmiro Prisutto e sono il parroco della diocesi di Augusta, in Sicilia.
Da quattro lunghissimi anni tengo una lista di nomi molto particolare: la lista dei morti di tumore.
In questa zona della Sicilia, infatti, stiamo morendo; moriamo di puzza, moriamo di inquinamento, moriamo di tumore.
L’incidenza del cancro qui è molto più alta della media nazionale e nonostante le nostre richieste di aiuto le istituzioni rimangono sorde ai nostri appelli e non ci resta che seppellire i nostri cari, i nostri fratelli, le nostre sorelle.
Qui ad Augusta le aziende del petrolchimico da anni zittiscono i cittadini e ostacolano il confronto, il nostro diritto alla salute e a un ambiente più pulito.
Ti chiedo a nome mio e di tutti quanti stanno soffrendo di unirti a questo appello affinché le istituzioni finalmente si attivino per attuare una transizione ecologica in questo lembo di Sicilia e per migliorare il monitoraggio della qualità dell’aria.

Grazie di cuore!







Firma con un solo click
Categorie: I&S - impegno & solidarietà.

Goodmorning Brescia (144) – Un Teatro più che mai… sociale

.

Si è tenuta stamattina, presso la sede del Centro Teatrale Bresciano, la conferenza stampa di presentazione della messa in scena dell’operetta «Scugnizza». L’evento è inserito nel quadro dell’annuale ricorrenza della Giornata Internazionale della Donna, organizzata e curata dai Sindacati dei Pensionati di Brescia.

.

.

«Più che una celebrazione si da continuità all’azione di donne pensionare  che diffondono un concetto di comunità molto importante» sottolinea in sede di introduzione dell’incontro il Direttore Gian Mario Bandera.

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è CTB02.jpg

.

Antonella Gallazzi ringrazia il CTB per aver messo a disposizione il Teatro Sociale per un evento che rappresenta un momento di grande allegria per donne costrette, per motivi legati all’età e alle condizioni di salute, a trascorrere gran parte del loro tempo all’interno delle case di accoglienza e dei centri diurni.
«Per noi significa parlare alle donne, coinvolgere le donne, specie le anziane che raccontano le proprie esperienze di vita, con diritti conquistati e diritti negati, anche in campo economico, con una disce sociale dell’azione riminante differenza retributiva. Come Coordinamento Donne ci muoviamo in modo unitario dannoso alle donne un’occasio e unica di parlare e confrontarsi. Quest’anno, debbo dirlo con estremo rammarico, il principale argomento Trattato è stato quello della violenza di genere, purtroppo ancora di drammatica attualità»

.

Luisa Battagliola conferma che saranno messi in scena due spettacoli, ai quali sono invitate le ospiti delle case di riposo e dei centti diurni con le loro animatrici.
«Ricordo, qualora ve ne fosse necessità, l’alto valore dell’azione delle RSA e dei centri diurni (curati soprattutto da volontari che si occupano della gestione del tempo libero degli ospiti, con spazi dedicati ad attività culturali e artistiche, a spettacoli organizzati appositamente e altre varie iniziative)» ribadisce, concludendo il suo intervento.

.

.

Anna Delle Donne sottolinea come a questo evento sia collegata una lotteria i cui proventi andranno a diversi progetti solidali, come “Progetto Simone per Emergency”, “Adotta una mamma-salva il suo bambino”, il finanziamento di una scuola materna sita in Brasile, nei pressi di Rio de Janeiro e di altre iniziative del genere.

.

.

.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è leonessa.png

Bonera.2

Categorie: Giorni d'oggi.